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  1. #16
    nicholas
    Ospite non registrato
    Mi viene una riflessione da un lavoro che sto facendo.
    Si potrebbe collocare diciamo tra Freud (Deus Psicanaliticus) e Dio (Deus onnipotentis)
    Sembra che tuttiabbiano avuto bisogno nella storia di avere un cielo sopra di loro. Poi religioni, miti, parabole e via dicendo.
    Così fu anche per i greci e i romani.

    Domanda: Visto che i miti in psicoanalisi sono utilizzati meglio delle parabole (il vecchio Edi fa scuola: Qualcuno di voi ha mai letto il mito di Prometeo?)
    E' interessante per il dibattito in corso.
    Ciao a tutti
    El nick
    Ultima modifica di nicholas : 17-08-2006 alle ore 11.52.49

  2. #17
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    14-09-2005
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    roma
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    io non l'ho mai letto...ma se lo introduci, credo possa essere l'inizio di una buona discussione! ce lo racconti?
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

  3. #18
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    13-10-2005
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    Ferrara
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    425
    Si potrebbe anche scindere il problema e mi sembra che in parte si sia cominciato a farlo.
    Da una parte il rapporto tra Psicoanalisi e religione (tutte), dove la Psicoanalisi è intesa come terapia.
    Ma la Psicoanalisi la possiamo anche intendere non come terapia ma come innegabile apporto culturale all'evoluzione del pensiero.
    Come ha detto korsy siamo di fronte ad un approccio che non da mai per scontato niente e si chiede sempre il perché delle cose, contrapposto ad un approccio che parte dal "mistero della fede". Mi sembra legittimo pensare che un religioso (qualunque) che fa anche psicoterapia si debba gestire un minimo di conflitto. Se ci riesce, va bene.
    Deve comunque essere pronto a tutto e come utenti dobbiamo averne la garanzia.
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  4. #19
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    14-09-2005
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    Quindi sei dell'idea che un normale livello di conflitto per uno psicoanalista credente, possa essere considerato ovvio e normale, l'importante è saperlo gestire e contenere?! mi sembra una giusta riflessione...
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

  5. #20
    changeofmurch
    Ospite non registrato
    Secondo la spiritualità, Dio e la psicanalisi sono diverse. Dio può essere compreso solo con un intelligenza spirituale, realizzare, cioè, che tutto ciò che vediamo, sentiamo e pensiamo sono una realtà relativa e transitoria, creata dalla stessa mente divina. La psicanalisi, come tutte le scienze, è un'intelligenza intellettuale, è una conoscenza che può essere definita materiale. Essendo la conoscenza materiale inclusa in quella spirituale, in quanto sua creazione, la psicanalisi, come le altre scienze, spiega la creazione di Dio e non Dio stesso.
    Questo non toglie che descrivendo la sua creazione non si possano anche capire alcuni aspetti di Dio, ma Dio può essere compreso solo con la sua contemplazione. Infatti la meditazione, che è il metodo scientifico di conoscenza di Dio, si basa sull'autosuggestione, ovvero contemplando Dio si diventa come lui. Questa è quello che dice la filosofia spirituale.

  6. #21
    Partecipante Assiduo
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    25-07-2006
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    vasto
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    116
    io credo ke molto si possa considerare da un punto di vista fideistico...freud dice facciamo della psicoanalisi un dogma, cosa ke fa la chiesa cristiana con il credo...inoltre entrambi i punti di vista pongono l'uomo al centro dell'attenzione e in ricerca...lo stesso freud ha passato tutta la sua vita in ricerca...parlando anke un pò junghianamente, la psicoanalisi ricerca la realizzazione intima dell'uomo, il cristianesimo la realizzazione dell'anima...ma dove sta la differenza???
    quindi ank'io credo ke freud non si discosti molto dalla religione cristiana, e questo si vede anke nell'Uomo Mosè, in cui si ha il passaggio dal Padre al Figlio ( anke questo ricercato spessissimo da freud e sempre fallito-jung, rank, ecc. )

  7. #22
    Partecipante Assiduo L'avatar di SilentEagle
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    05-03-2005
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    milano
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    Scusate ma devo dire la mia, è più forte di me!
    credo che vada fatta una distinzione fra una discussione: tra psicoanalisi e fede (che può essere di qualunque tipo) e tra psicoanalisi e fede cristiana.
    Per quanto riguarda quest'ultimo tipo di analisi ritengo che prima di intraprendere una discussione di un certo valore come questa, bisognerebbe prima conoscere bene i termini di indagine quindi: per quanto riguarda la psicologia, e nel dettaglio la psicoanalisi, molti di noi la stanno studiando, altri la stanno approfondendo, altri si tengono aggionati; ma per quanto riguarda la religione cristiana? Non possiamo mica pensare di conoscerla perchè abbiamo frequentato il catechismo quando eravamo piccoli!
    Per quanto riguarda Zibbooooo e il suo dilemma iniziale, volevo solo dire che oggi anche grazie al lavoro di giovanni paolo II la chiesa non vede più la sessualità come un peccato, anzi viene data nuova dignità al corpo e alla sessualità stessa.
    Scusate se sono sembrata un po' aspra ma spesso si trascura il fatto che come non conosco la psicoanalisi leggendo il libro "l'interpretazione dei sogni" così non conosco la religione cristiana perchè ho letto la Bibbia (tutta o in parte).
    Ultima modifica di SilentEagle : 30-07-2006 alle ore 11.05.23

  8. #23
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    14-09-2005
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    Beh...un po' aspra sei stata...anche perchè non sai nulla della mia formazione cristiana...non sai se io ho continuato ad approfondirla dopo il catechismo e non sai se ho letto solo la bibbia, tutta o in parte come dici tu...comunque trovo utile la tua riflessione.
    è vero, Giovanni Paolo II ha dato un grande contributo alla religione cristiana, a mio avviso togliendone un po' di polvere e soprattutto coinvolgendo tantissimi giovani....ma il problema della sessualità resta...eccome!!!
    ho molti amici neocatecumenali ( cioè coloro che seguono gli insegnamenti del vangelo fedelmente)e ti assicuro che la loro scelta di percorrere il loro cammino di coppia in pura castità è un prerequisito imprescindibile per chi vuol essere considerato un vero cristiano....e ti assicuro che non parlano bene di chi invece vive la sessualità in maniera più libera.....
    e voglio aggiungerti anche un'altra cosa...è proprio una mia cara amica e collega che ha dato spunto alle mie riflessioni, perchè lei è una neocatecumenale praticante...la sua famiglia lo è...il suo ragazzo lo è...e anche i suoi amici, e in confidenza un giorno mi ha rivelato che il suo indottrinamento, a cui tiene come la sua vita, le sta causando troppi pregiudizi e preconcetti nello svolgimento del suo mestiere....in poche parole a volte non riesce a vedere con obiettività le sistuazioni dei suoi pazienti...da qui è partito il mio interrogativo, trasportato alla psicoanalisi che è il mestiere in cui mi sto formando....
    tutti questi ragionamenti mi portano comunque a pensare che un legame tra la psicoanalisi e le la religione cristiana ci sia...se non altro per il fatto che entrambi pongono l'uomo al centro della loro riflessione, la cui meta è la scoperta dell'intimità...del profondo...del proprio intimo...della propria anima (per la chiesa) e del rimosso che diventa cosciente( per la psicoanalisi)....e concordo con Leonardo Ancona quando nel suo libro dice che la chiesa ha un debito verso la psicoanalisi...la Chiesa deve alla psicoanalisi il merito di aver dato all'uomo grandi stimoli per interrogarsi...per guardarsi nell'interno...e forse è solo attraverso questo riflessione introspettiva...questo raggiungimento del contatto più intimo con se stesso, che l'uomo potrebbe sperare di essersi avvicinato il più possibile al cospetto di Dio.
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

  9. #24
    Partecipante Assiduo L'avatar di SilentEagle
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    05-03-2005
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    milano
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    Partendo dal presupposto che non volevo assolutamente attaccare o offendere nessuno (e vi chiedo scusa se ho dato questa impressione) e che io sono la prima ignorante sia in psicoanalisi (sto ancora studiando) sia in religione cristiana, il mio intervento voleva solo essere un ulteriore punto di riflessione.
    Per quanto riguarda il dilemma iniziale di zibboooo devo chiedere scusa perchè non avevo capito che si riferisse e credenti di particolari movimenti (neocatecumenato) con particolari "regole" al suo interno (le scrivo tra parentesi perchè se non sbaglio non hanno le Regole come ad esempio i francescani)ma credevo si riferisse ai semplici credenti.
    Per quanto riguarda il rapporto psicoanalisi e cristianità secondo me pur partendo da "modelli" diversi entranbe spingono l'uomo a riflettere su se stesso, a interrogarsi per risolvere i propri conflitti. Certo va ricordato che questo è sì un aspetto importante della cristianità ma non si ferma qui visto che al cristiano viene anche chiesto di avere fede. Ritengo che la cristianità offra un "surrogato" di psicoterapia: perchè non condotta da professionisti in merito, i quali hanno anche troppi "pazienti" per gestirli bene; ma che può sicuramente essere un aiuto in più per i piccoli disagi, oltre i quali deve intervenire lo psicologo.

  10. #25
    peggy2005
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti,
    noto con piacere che si cerca di comprendere a pieno la relazione della psicoanalisi con valori cristiani.
    Forse devo fare una premessa: sono credente e in quanto tale (e nella mia piccola esperienza) credo in un Dio che si occupi dell'uomo in tutti i suoi aspetti.
    Freud? Un grande maestro che ha saputo (nella sua epoca) conciliare molte componenti dell'essere umano. Forse un ponte di collegamento tra i valori cristiani e la psicanalisi è che entrambe (in un modo o nell'altro) mettono al centro la persona con le sue caratteristiche psico-fisiche. E' la guarigione della persona lo scopo della psicoanalisi, giusto? E le tecniche usate quali sono? il transfert, tecnica formidabile, dove il terapeuta è lo specchio della persona che soffre. L'empatia che per me significa (oltre alla solita definizione) comprensione dei bisogni altrui e amore verso il prossimo. Ebbene questi non sono valori cristiani?

  11. #26
    nicholas
    Ospite non registrato
    mi viene un'altra riflessione...
    e se dicessimo che tutto il pensiero (credente, in qualsiasi disciplina) ha all' interno delle fondamenta portanti dei simboli strutturanti che prescindono i processi razionali?
    Sono simboli RE-lazionali
    E che spesso per campi lontanissimi i simboli sono simili...
    o meglio...
    le persone che li originano, hanno dentro di sè gli stessi processi e aspettative inconsce...
    per cui: una disciplina esiste a se stante come rivelata o è il processo di una fitta rete di interscambi tra il soggettivo (spesso abbastanza universale) e l'oggettivo indipendente?
    E' universale o è il prodotto di una... diciamo...estensione verso l'esterno di ciò di cui abbiamo bisogno imprescindibilmente per vivere?

    E se poi dicessimo che lo spirito libero (o che prova ad esserlo) si riesce ad astrarre ogni tanto e osservare il simbolismo sotteso collocandosi quasi sempre all'interno dei processi di comunicazione multidirezionale che permeano "il discorso".... E ridendoci magari un po' e dicendo:...ho fatto tutto io...o perlomeno ho colluso...Mi serviva per vivere..
    E se poi riuscissimo, diciamo quelle tre o quattro volte nella vita a pensare e sentire (mente e corpo) di essere parte dell'infinito e al contempo UNO..
    psicocattocomunisti, post radicalmente aziendalisti.... :-)
    forse saremmo tutti all'interno dello stesso discorso...e forse diventerebbe una cosa da costruire dicendo : cazzo come mi è piaciuto.....
    o tentare di costruire ogni mattina (che guarda caso è il simbolo dell'inizio... tutti i giorni)..
    ...Si esce da un contenitore e ci si prova...e si incontrano cose e cose..tutto qui..

    ....E sei poi alla fine tornassimo al semplice affermando che, come dice il mio amico analfabeta...:"a robbe...tutti parlano...poi alla mattina fanno....quindi io mi ascolto io...oggi aggio a campà la iurnata come posso"....

    :-)
    Ultima modifica di nicholas : 18-08-2006 alle ore 12.36.36

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