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  1. #16
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
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    "Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza: in ciò è il mio onore e la mia ricompensa" (K.Gibran)

    ciao quattostracci, provo a replicare.

    E, per chi non lo sapesse (scusate lo sfogo, ma qui spesso trovo persone che sparano sentenze senza essere documentate) il percorso è molto più duro di quello italiano!
    Potresti, gentilmente, dimostrarcelo? basandomi sulle poche info che ho, nonché sul buon senso, i corsi di cui parli in genere hanno, nella migliore delle ipotesi, lo stesso monte ore dei corsi nostrani..forse la difficoltà è dovuta dal fatto che i soggetti a cui si rivolgono sono spesso sprovvisti delle più elementari conoscenze in psicologia?


    Tuttavia al mondo c'è chi sta peggio: pensa, in America, tuttora solo i Medici possono diventare Psicoanalisti (non Psicoterapeuti, proprio Psicoanalisti).
    questo forse agli inizi del '900, ora le cose sono un pò cambiate: NYU Psychoanalitic Institute

    Attualmente in Europa, nonostante la Comunità Europea, ogni Stato è sovrano nella regolamentazione delle professioni. Dunque, che che se ne dica, un primo monito: diffidate da tutti coloro che "offrono" sedicenti titoli abilitanti anche all'estero in quanto allo stato attuale non è così.
    In effetti ancora é così, ma il processo di uniformazione del
    processo formativo è tuttora in atto tramite il già citato progetto EUROPSY, tralaltro già in sperimentazione in sei paesi europei .

    Consideriamo ad esempio che, sempre in Francia, meno del 50% degli Psicoterapeuti sono laureati in Psicologia o Medicina. La maggior parte sono operatori sociali, infermieri, educatori, etc. Questo intanto significa che, evidentemente (almeno in Francia) la "terapia psico" può essere esercitata al di là della laurea specifica. E la Francia non è certo rinomata per gli innumerevoli danni compiuti da questi cialtroni... quindi evidentemente la strada c'è.
    In Francia, ad esempio, non esiste né un ordine degli Psicologi né una Legge che regolamenti la professione. O meglio, la Legge esiste (del 2004), ma tuttora è inapplicata.
    e qui si entra nel vivo della discussione...o come si usa dire
    nei dibattiti "grazie per avere sollevato la questione"

    Inizio col dire che in Francia, come hai già scritto, esiste una legge per la regolamentazione della psicoterapia ancora non vigente per l'assenza di un proprio decreto di attuazione, ma il punto della questione è , perché se l'ambito psicoterapeutico funziona così bene i francesi hanno pensato di regolamentarlo??
    La risposta è contenuta nella cosidetta MILS(Mission Interministérielle de Lutte contre les Sectes) nella quale si affronta il problema di quella che potremmo definire "psicoterapia selvaggia" praticata da singoli (cialtroni) o da altri cialtroni però organizzati in sette di vario genere (tanto per citarne una scientology).
    Il problema è talmente diffuso in Francia da parlare di deriva settaria della psicologia e per cui sono venute a costituirsi iniziative quali il servizio di vigilanza sulla psicoterapia .
    Per una visione d'insieme del problema si può leggere il seguente articolo
    Quindi, a dispetto di quanto scrivi, la Francia una cattiva nomina se l'è fatta!!
    Il sistema francese prevede che chiunque frequenti un corso formativo possa fregiarsi del titolo di psicoterapeuta, cioè la stessa (geniale) idea dell'EAP alla quale il MOPI strizza benevolmente l'occhio.

    il Mo.P.I. non si "è adoperato", ma si sta adoperando tuttora. E con ottimi risultati. E poi: dove hai letto che l'iniziativa è stata bloccata?
    L'ho letto sul sito dell'ordine nazionale in un documento
    nel quale si legge che "il Consiglio dell’Unione Europea, nella sua riunione del 17-19 Maggio 2004, ha respinto l’emendamento che avrebbe aperto la psicoterapia ai guru di tutta Europa, senza chiedere come obbligatorio neppure un sol giorno di università" ma anche nel sito della efpa .

    Siamo tutti umani e chiunque può rivelarsi debole e approfittare della propria posizione ma un malintenzionato difficilmente potrà pensare di intraprendere una professione per la quale sono richiesti 9 ANNI (!!!) di
    formazione..piuttostò si dedicherà alle rapine.
    Diverso è il discorso se invece l'iter richiede poche ore annue di formazione...
    Certo, l'ottica cambia notevolmente se maliziosamente mi schiero dalla parte delle Scuole Private di Psicoterapia...
    Credo che MOPI ed EAP dovrebbero ragionare seriamente
    sulla relazione tra "accesso libero al titolo di psicoterapeuta" e "tutela del paziente/utente"...l'EAP potrebbe fornire dei validissimi contributi considerato che il suo vice presidente è in carcere per avere violentato una paziente durante seduta di ipnosi ...ma si sa, al destino non manca il senso dell'umorismo

  2. #17
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao ragazzi!
    grazie per i contributi che date attraverso i vostri confronti!
    è davvero molto interessante e soprattutto, mi sembra, apra davvero gli occhi su tanti possibili scenari presenti e futuri
    ... ma soprattutto mi fa capire, quanto le cose non siano mai bianche o nere, ma sfumatissime e quanto dovremmo essere informati e non lo siamo ... e quanto dovremmo seriamente riflettere e informarci sulla professione, sul suo ruolo, sul suo cammino, sul suo futuro e non lo facciamo ... ahimè


    penso all'argomento scuole di psicoterapia ... (solo per dirne uno) è sempre molto spinoso e complesso.
    queste scuole hanno indubbiamente i loro meriti e la loro importanza ... ma sono anche diventate un grosso businness ... sembra che senza uno psicologo (almeno i clinici, che però secondo i numeri sono la maggior parte) non possa lavorare e questo aumenta l'idea (secondo me sbagliata) psicologo=psicoterapeuta.

    concordo che una regolamentazione minimizzi il rischio di lasciare le persone in mano ai "cialtroni" ... però non è detto che la regolamentazione salvi dal problema ... basta guardare il numero di persone che si rivolge ai maghi e ne resta vittima ... alla fine sono sempre le persone a scegliere ... e comunque la regolamentazione ha avuto come effetto "indesiderato" una proliferazione enorme (e sconcertante secondo me) di scuole, che divengono sempre più care e così noi giovani psicologi siamo costretti ad investire migliaia di euro in una preparazione che non raramente si riduce in 2-4 giorni di lezione al mese e in tirocini che sono poco più che una ripetizione di quello post laurea ... senza contare il salasso dell'analisi personale e dei seminari non inclusi nella retta.


    poi scusate,
    il Mo.P.I. è il Movimento Psicologi Indipendenti ... ne avevo sentito parlare (bene o male, ma come sempre dipende molto dalle persone )
    invece EAP è l' European Association for Psychotherapy???

    e grazie per le informazioni che date!!!
    Ultima modifica di psicosarix : 11-09-2006 alle ore 15.59.36

  3. #18
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
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    ciao psicosarix

    invece EAP è l' European Association for Psychotherapy???
    esatto

  4. #19
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Ciao korsy, provo a risponderti a tutto:

    Percorso in Psicoterapia promosso dall'EAP
    L'EAP richiede un percorso non inferiore alle 3.200 ore spalmate su non meno di 7 anni di formazione. Il percorso personale, obbligatorio, non deve essere inferiore alle 250 ore. 250 ore di percorso individuale equivalgono, in media, a circa 4 anni di terapia personale. Inoltre sono necessari due anni di pratica supervisionata obbligatoria. La formazione universitaria di base deve essere almeno di 3 anni (laurea triennale).

    Come puoi sostenere che "nella migliore delle ipotesi hanno lo stesso monte ore dei corsi nostrani"? Siamo ad un livello nettamente superiore... e non di poco!

    Vai sul sito del MIUR e guardati l'ordinamento della specializzazione in Psicoterapia italiana...


    Psicoanalisi in America
    Spiacente contraddirti, ma è ancora così. Una cosa è essere ammessi (come peraltro avevo già scritto) ad un training psicoanalitico, un'altra cosa è essere autorizzati all'esercizio della Psicoanalisi.

    Per tali questioni puoi leggere su Psychomedia numerosi articoli di Paolo Migone di cui li più celebre è quello legato allo scandalo Masson. Masson, laureato in sanscrito, divenne direttore dei prestigiosi "Freud Archives", ma non arrivò mai a praticare la Psicoanalisi. Staimo parlando ancora degli anni '80 (non dei primi del '900).


    Questione francese
    Qui la questione è molto complicata. Io cercherei di non ridurla ad una semplicistica discussione sul concetto di regolamentazione. Che sia necessaria una regolamentazione siamo tutti daccordo e non è questo il punto. Il punto è se la laurea in Psicologia e Medicina debba essere requisito indispensabile.

    Perché la legge francese non ha ancora decreto attuativo? Per un motivo evidente: la legge confligge grossolanamente con la realtà di fatto. Ad esempio la legge prevede solo tre modalità psicoterapeutiche (psicoanalisi, comportamentismo, terapia sistemica). Come dire... spera di non esserti specializzato in un altro indirizzo perché altrimenti smetti di lavorare...

    Non solo: la legge a tuttoggi non ha mai messo nero su bianco una definizione di psicoterapia e, anche questo, complica le cose.


    Note conclusive
    Ho (ri)letto il documento cui ti riferisci e che si intitola: "Buone nuove anche sulla Psicoterapia europea". Per essere moderato nei termini ti dico solo...: mi viene da vomitare! Un documento ufficiale dell'Ordine degli Psicologi che lecca ignobilmente il culo (mi si scusi il termine colorito) ai Medici... bella tutela della professione!

    Comunque, ti ripeto, l'iniziativa non è affatto bloccata: l'EAP continua a distribuire certificati europei di Psicoterapia. Senza nessun valore legale, ovviamente, tanto quanto l'EFPA.

    Per quanto riguarda l'EFPA è bene fare un po' di chiarezza: la stessa, tanto quanto l'EAP, non ha affatto carattere istituzionale: è semplicemente la federazione europea degli Psicologi, mentre l'EAP è quella degli Psicoterapeuti. Tutto qui. Sono entrambe due associazioni a carattere privatistico ed entrambe tentano di promuovere presso le istituzioni europee la propria visione della Psicologia/Psicoterapia.

    Tu dici che: "Siamo tutti umani e chiunque può rivelarsi debole e approfittare della propria posizione ma un malintenzionato difficilmente potrà pensare di intraprendere una professione per la quale sono richiesti 9 ANNI (!!!)". Ma di cosa stiamo parlando? La formazione in Psicoterapia è di 4 anni, non di 9. Non ci arrampichiamo sugli specchi perché la laurea (5 anni) sarebbe propedeutica alla specializzazione...

    Poi, che vuol dire: "l'ottica cambia notevolmente se maliziosamente mi schiero dalla parte delle Scuole Private di Psicoterapia"? Se non ci fossero le scuole di Psicoterapia dove la impareresti la professione? Con un corso a distanza del CEPU? Ma chi vi ha trasmesso tutto questo astio verso le scuole di Psicoterapia, unico vero patrimonio della psicoterapia italiana? Rileggetevi un po' di storia della Psicoterapia... ma pensate che un giorno sia arrivato un marziano con le antenne verdi che ha infuso la Psicoterapia in noi poveri terrestri?

    Mi spiace invece che nessuno si voglia confrontare sulla questione chiave ovvero se la Psicoterapia possa essere o meno scienza autonoma. Rilancio la domanda. Cosa ne pensate?

    Qualcuno mi risponde sul perché la laurea in Medicina sarebbe equivalente a quella in Psicologia ai soli fini della Psicoterapia? Qualcuno mi risponde sul perché quando non esisteva la laurea in Psicologia in Italia c'erano Psicoterapeuti non Medici? Qualcuno mi risponde sul perché la maggior parte dei docenti che insegnano clinica alle Università italiane non sono laureati in Psicologia? Ma che erano tutti cialtroni?

    P.S. Sulla questione di Jeannot Hoareau sorvolo... non è che la bontà di una associazione si misura dal tenore di vita del suo vice presidente... e, per eleganza, sorvolo su decine di casi italiani analoghi e peggiori, ma che, ovviamente, non inficiano né la disciplina né altro.

  5. #20
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao ragazzi!

    appena possibile leggerò "Buone nuove anche sulla Psicoterapia europea", l'ho appena scaricato

    La formazione in Psicoterapia è di 4 anni, non di 9. Non ci arrampichiamo sugli specchi perché la laurea (5 anni) sarebbe propedeutica alla specializzazione...

    è vero la formazione in psicoterapia è di 4 anni e concordo assolutamente che laurearsi in psicologia non è necessariamente propedeutico alla psicoterapia (se no giustamente i medici sarebbero esclusi in partenza). però bisogna considerare che in italia, se uno parte subito dopo il diploma con l'idea di fare lo psicoterapeuta o si fa 6 di medicina + 4 di psicoterapia o 5 di psicologia + 4 di psicoterapia. dunque minimo 9 anni se li fa ... questo è un dato di fatto.

    poi provo a dirti la mia opinione sulle domande che ci poni:

    riflettendo credo che forse sarebbe opportuno (almeno per noi italiani) che la psicoterapia fosse una materia a sè.
    vi spiego perchè del mio parere.
    credo che, anche in Italia, un percorso a se stante avrebbe più effetti benefici:
    1) liberare la psicologia dall'equazione psicologia = psicoterapia,
    2) liberare la psicologia clinica dal giogo della medicalizzazione,
    3) liberare tutta la psicologia non clinica, ma che ha a che fare con la salute e il benessere permettendole finalmente di decollare,
    4) permettere una formazione in psioterapia che tenga conto degli elementi psicologici e biofisiologici (n.b non medici!!!) sottostanti ai disturbi mentali, che mi parrebbe una strada più equilibrata e rispondente alle esigenze dei pazienti.
    intendiamoci, io non ho nulla contro la psioterapia, non è la psicoterapia a causare i problemi, non sto assolutamente dicendo questo, anzi forse anche lei avrebbe meno problemi ad essere una materia a se stante. io penso che sia lo strapotere di alcune categorie che pensano di avere il dominio assoluto della "cura" ed è il come si sono svolti i "fatti storici" fino a questo momento ad averci portato dove siamo.

    la laurea in medicina è equivalente a quella in psicologia ai fini psicoterapeutici, perchè politicamente è stato deciso così, penso che sia solo questa al spiegazione

    c'erano e ci sono tanti psicoterapeuti non medici perchè i disturbi mentali non solo biofisiologici (però ormai dobbiamo ammettere che non sono nemmeno solo psicologici) e perchè quando in italia non c'era la psicologia erano gli psicoterapeuti non medici a fare il lavoro che oggi dovremmo fare noi psicologi ... è anche per questo che psicologo e psicoterapeuta spesso sono (erroneamente!!!) considerati sinonimi.

    la maggior parte dei docenti non è laureato in psicologia perchè prima del '71 non c'era il corso di laurea. in realtà non ci sarebbero stati nememno gli psicologi fino al 1989 quando al 56/89 ha regolato la professione. per questo, anche, non credo sia un caso che la maggior parte dei vecchi psicologi siano psicodianamici (teoria fortemente improntata alla psicoterapia, alla cura) ... invece ora la tendenza degli psicologi (non psicoterapeuti) è verso il cognitivismo, una teoria più ampia sul funzionamento della mente non patologica (ma che ha anche la variante patologica ... certo).



    ... queste sono le mie personali opinioni e naturalmente uno le può condividere o no, ma spero di aver contribuito al confronto pacifico che abbiamo aperto . quello che credo è che nulla possa restare immutabile ... soprattutto la psi ... che tanto è legata agli aspetti sociali e biologici della vita.

    sempre grazie per i vostri contributi!!!
    Ultima modifica di psicosarix : 12-09-2006 alle ore 16.55.48

  6. #21
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Quello che tu dici è molto giusto, e invita a riflettere.

    La Psicoterapia oggi in Italia è strutturata così per motivi meramente politici. Tutti sanno infatti che la possibilità di effettuare Psicoterapia per i Medici è stata una gabella da pagare per avere in cambio il "via libera" alla costituzione dell'Ordine degli Psicologi.

    Sono daccordissimo quando parli di equazione Psicologia = Psicoterapia. In generale, visto anche il contesto spinoso, è difficile per il cittadino comune differenziare le varie professionalità (Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicoanalista, etc.).

    Il tutto va a scapito della Psicologia in generale e, più in particolare, di indirizzi come la Psicologia del lavoro, quella sperimentale, etc.

    Non è un caso se anche l'ECM prevede al 99,9% aggiornamenti inerenti tematiche proprie alla Psicoterapia o, al massimo, alla Psicologia clinica. E uno Psicologo del lavoro come e dove si dovrebbe aggiornare?

    Il fatto poi che la Psicologia sia stata fatta rientrare nell'ECM (Educazione Continua in... MEDICINA) la dice lunga...

    Una puntualizzazione sul percorso europeo. L'EAP richiede obbligatoriamente la laurea triennale come percorso propedeutico. Sul motivo della triennalità mi sono già speso altrove in questo forum. Non è vero, come molti in malafede sostengono, che se vai con l'Istituto tecnico ti prendono lo stesso...

    Per cui se scorpori dai 7 anni richiesti dall'EAP i 3 anni di università rimangono 4 anni come per l'Italia, ma con la differenza che il percorso è molto più duro.

    Ora, se per fare lo Psicoterapeuta sia più importante un percorso personale piuttosto che un qualunque esame universitario... la risposta è abbastanza evidente.

    Tanto che in Italia è interessante vedere il trend delle iscrizioni alle Scuole di Psicoterapia: ci si iscrive laddove la scuola costa meno. Costare meno equivale a scegliere o l'indirizzo cognitivo o quello sistemico, guarda caso proprio due indirizzi che non prevedono l'obbligo per percorso personale...

    Comunque io continuo a non capire i motivi di chi si oppone alla Psicoterapia come disciplina autonoma... e, a parte te con cui si parla così bene, gli altri tacciono...

    Ecco la mia proposta:

    1. Laurea (magari possiamo valutare l'orientamento generale: es. materie scientifiche e umanistiche)
    2. Scuola di Specializzazione
    3. Tirocinio supervisionmato
    4. Un periodo di supervisione obbligatoria

    Infine -ma capisco che quest'ultima cosa sia un po' dura da mandar giù e sia del tutto una percezione personale- non ritengo si possa fare gli psicoterapeuti prima dei quarantanni...

    Alla prossima

  7. #22
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da quattrostracci
    Il tutto va a scapito della Psicologia in generale e, più in particolare, di indirizzi come la Psicologia del lavoro, quella sperimentale, etc.[ ...] Non è un caso se anche l'ECM prevede al 99,9% aggiornamenti inerenti tematiche proprie alla Psicoterapia o, al massimo, alla Psicologia clinica. E uno Psicologo del lavoro come e dove si dovrebbe aggiornare?
    totalmente d'accordo.
    pensa poi anche ai corsi di laurea in psicologia. prima nel v.o. uno degli indirizzi era clinica e di comunità (e di comunità se ne faceva davvero pochissima, io ho studiato questo indirizzo) ... adesso se noti la parola comunità è prorpio svanita!!! e la psicologia della salute? si inventano un corso di laurea triennale con questo nome a Pisa, alla facoltà di medicina e a psico nemmeno al considerano ... !!!

    1. Laurea (magari possiamo valutare l'orientamento generale: es. materie scientifiche e umanistiche)
    2. Scuola di Specializzazione
    3. Tirocinio supervisionmato
    4. Un periodo di supervisione obbligatoria
    mi sembra un buon programma, poi, secondo me, ci sarebbero anche una serie di altri vantaggi:
    1) i laureati in psicologia non si iscriverebbero alle scuole di specializzazione in psicoterapia per inerzia o disperazione o perchè pensano di non avere scelta e risparmieremmo anche un bel po' di soldi!
    2) e forse ... spererei ... cominceremmo a spingere di più per l'apertura di nuove scuole di specializzazione in psicologia a livello universitario , che saranno 10 (???) in tutta italia. e invece sarebbe importante che ce ne fossero di più per valorizzare e far decollare la psicologia!

    comincia proprio a stuzzicarmi l'idea della psicoterapia come materia a sè ... tanto basterebbe lasciare a chi è già (o sta diventando) psicoterapeuta i suoi diritti (giustamente) ... non credo protesterebbero in tanti

    ma temo che nessuno lo vorrebbe, nè i medici, nè gli psicologi ... scusa se sono maligna, ma anche le scuole di psicoterapia sono un bel bisness (e vi partecipano anche i medici). la maggior parte sono fondate o hanno nel corpo insegnanti professori universitari, per questo (secondo me) ci sono anche così poche ore di lezione e ce ne vorrebbero di più.





    P.S
    [...] e, a parte te con cui si parla così bene, [...]
    grazie del complimento!
    Ultima modifica di psicosarix : 12-09-2006 alle ore 23.45.39

  8. #23
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Ora sì che la discussione si fa interessante! A questo punto è bene parlar chiaro e senza peli sulla lingua:

    1. Attualmente la maggior parte degli Psicologi si iscrive alle Scuole di Specializzazione per i seguenti motivi:

    a) per non finire a fare lavoretti pagati con uno stipendio da educatore professionale (quando va bene...) sperando che la Psicoterapia porti loro soldi;
    b) perché a partire dalle Università sono pochi ad essere bene orientati sulle reali potenzialità di tutta la Psicologia NON clinica;
    c) a qualcuno interesserà davvero la Psicoterapia... e dunque fa una scelta consapevole.

    2. L'Università è direttamente connivente, a livello di gestione del potere, con i potentati dei Medici ed ecco spiegato il motivo perché la maggior parte dei posti sono riservati a Medici e non a Psicologi (e stiamo parlando anche banalmente della specializzazione triennale in Psicologia Clinica).

    3. Scuola di Specializzazione 1: il percorso di specializzazione promosso dal MIUR andrebbe seriamente rivisto. Fino a quando ci sarà l'OBBLIGO di avere docenti universitari all'interno delle Scuole assisteremo al vergognoso teatrino dei docenti che durante le lezioni in Facoltà pubblicizzano le Scuole di Specializzazione dove insegnano per tirare dentro gli allievi. Ovvero fanno pubblicità gratis, ingannevole e mentre sono stipendiati dal Ministero dell'Università!

    4. Scuola di Specializzazione 2: giustamente gli specializzandi sono incazzati neri, si ritrovano a pagare un sacco di soldi per vedere lo stesso professore che hanno sentito per 5 anni di fila in Università... magari dire le stesse scempiaggini e insegnare le medesime materie. E' incredibile come molte delle materiae della Scuola di Specializzazione siano la copia esatta del triennio universitario di clinica (vecchio ordinamento). E, come già detto, in molti casi ci si ritrova gli stessi docenti.

    5. Scuola di Specializzazione 3: siccome le Scuole sono obbligate per esistere ad avere docenti universitari e siccome i docenti universitari non si fanno pagare meno di 90 euro l'ora ecco spiegato uno dei motivi che fanno alzare i costi.

    6. Altre connivenze: sullo scandalo della Psicologia clinica a Pisa né l'Ordine Nazionale degli Psicologi né i Presidi delle Facoltà di Psicologia hanno detto nulla né hanno mosso un dito. E questo la dice lunga sui rapporti di potere che, al massimo, diventano un "vivi e lascia vivere"...

    A margine mi è rimasto molto impresso un intervento dell'ex Presidente dell'Ordine della Lombardia che citava uno studio dal quale si evinceva che comunque anche la Psicoterapia è una professione povera, esercitata prevalentemente da donne che hanno mariti/compagni con alle spalle una professione "forte" (Medico, Avvocato, etc.). E questa è proprio la realtà dei fatti: sono davvero pochi gli Psicoterapeuti che guadagnano molto e che vedono molti pazienti a dispetto di quello che la gente pensa.

    Tutto questo crea una catena poco virtuosa. La Psicoterapia viene erogata come prestazione specialistica e, come tale ha dei costi da prestazione specialistica. Ma mentre dall'Oculista ci vai una volta se hai un problema o, al massimo, una volta l'anno per un controllo, dallo Psicoterapeuta ci vai per non meno di 1-2 anni a una media di una volta la settimana. Ecco perché piano piano stanno avendo successo sia le terapie brevi sia si stanno facendo campo nuove professione (nuove almeno in Italia) come il counseling, la mediazione familiare, etc.

    Su questo punto ho già scritto su questo forum: se l'Ordine Nazionale degli Psicologi anziché perdere tempo a dare la caccia a tutti questi nuovi professionisti, rei secondo l'Ordine di esercitare abusivamente la professione di Psicologo, avesse promosso una sorta di percorso di integrazione ovvero strutturare la Psicologia in maniera consapevole e variegata (come è nella realtà dei fatti), attualmente l'Ordine avrebbe il triplo degli iscritti ed un potere contrattuale esponenzialmente superiore a quello attuale che è pressoché nullo (ecco perché tutte le continue strizzatine d'occhi all'Ordine dei Medici...).

    Gli Psicologi contano davvero poco che quasi nessuno sa che:

    a. sul finire degli anni '90 un gruppo di Psicologi ha fatto lo sciopero della fame a Roma davanti al MIUR;

    b. lo scorso dicembre vi è stata a Roma una manifestazionea carattere nazioale.

    Ma gli Psicologi contano davvero poco e questo non fa notizia tanto che nessuno dei media se ne è occupato!

    E perché i media si occupano invece di metalmeccanici, avvocati, medici, taxisti, etc.? Perché sono tanti e quando vanno al Governo hanno il loro peso... e questa è la triste realtà!

    L'Ordine degli Psicologi, fin dalla sua nascita, ha sempre pensato che "meno siamo, meglio si sta" perché le fette di torta sono più grandi... e questo è stato uno dei motivi della sua rovina! L'Ordine esiste da nemmeno 20 anni e già si pensa di abolirlo...

    Scusami la divagazione... ma sono partito a ruota libera...

  9. #24
    psicosarix
    Ospite non registrato
    purtroppo le cose che dici sono tristemente vere.
    magari ci sono delle sfumature da considerare e forse fatti che giustificherebbero alcune scelte e problabilmente molte eccezioni ... insomma ... non è tutto bianco o nero ... ma il tuo sfogo è giustificatissimo ... le cose vanno veramente male e ci sono sicuramente molte responsabilità da parte dei prof universitari, delle lobbie di potere, dell'ordine, delle connivenze politiche, degli interessi economici di pochi ...

    il fatto è che, per noi giovani in italia, lavorare come psicologi (e intendo psicologi, chi studia psicoterapia, secondo me fa poi un altro lavoro ... x questo non vedo malvagia l'idea di un percorso alternativo per la psicoterapia) è quasi impossibile, questa è la realtà e se non facciamo di tutto per cambiarla ... mmhhh, sarà ancora peggio.
    in gran parte concordo sull'opinione che hai dell'ordine ... anche se devo dire che la nuova presidentessa dell'ordine della toscana ha scritto una bella lettera contro l'istituzione del corso di laurea di "scienze e tecniche di psicologia della salute" (intendi questo con clinica a pisa vero?), almeno ha preso posizione ... forse qualche eccezione c'è ... anche se non sembrano molte ...
    sai io mi sono chiesta, spesso, perchè non si sia approfittato del 3+2 per aprire corsi universitari che prendessero sotto la psicologia le "nuove professioni", come dici tu. se non mi sono informata male l'università, l'ordine ... hanno potuto dire la loro, partecipare ...
    ad es. con i 3 anni si potevano laureare dei counselor, ... sarebbe stato una bella idea! (potevano usare un pessima riforma, a mio parere, per fare almeno una cosa buona !!!) e secondo me avrebbero avuto vere possibilità di occupazione e non il nulla ... come spesso sento dire ...
    poi pensandoci mi sono data la risposta ... questi corsi li propongono in maggior parte (a pagamento ovviamente!) le scuole private ... dove prof. universitari insegnano ... che l'ordine tutela tanto ... insomma ... mi pare chiaro ... perdevano un mercato in espansione ....
    il problema è forse più generale ... non abbiamo la capacità (o forse, insinuo, la volontà!!!) di pensare in maniera collettiva, come categoria, come professione e alla tua "L'Ordine degli Psicologi, fin dalla sua nascita, ha sempre pensato che "meno siamo, meglio si sta" perché le fette di torta sono più grandi... " ... aggiungerei un'altra caratteristica spesso dimostrata dagli psicologi (almeno quelli più "anziani") "io coltivo il mio orticello, gli altri si arrangino, finchè sto bene io ..."

    la riflessione si è fatta abbastanza interessante ???


  10. #25
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Rispetto alla questione delle nuove professioni, senza andare troppo nell'OT, credo si possano riassumere le seguenti posizioni:
    [list=a][*]Università: ufficialmente l'Università ha la seguente posizione ovvero che già ora gli Psicologi hanno difficoltà a lavorare e dunque, anziché varare nuove professioni, è meglio creare percorsi verticali per gli Psicologi medesimi.[*]Ordine Nazionale: l'Ordine ritiene che lo strumento repressivo sia la miglior soluzione adottabile.[*]Psicologi: quelli giovani e senza lavoro si fanno trascinare dall'Ordine perché colpiti nel loro punto più debole, ovvero la precarietà (... sono loro che vi rubano il lavoro!). Quelli con un po' più di esperienza (e di vedute larghe...) sanno cosa significa lavorare in équipe... e, soprattutto, sanno le differenze esistenti tra loro e "gli altri".[*]Quattrostraccipensiero: una nuova professione nasce perché la società la richiede e non perché uno se la inventa: evidentemente gli Psicologi negli ultimi 15 anni non sono stati in grado di rispondere alle istanze della società civile. Sono stati troppo indaffarati a "godersi" quella finta libertà che credevano di aver ottenuto dall'establishment medico...[/list=a]
    La posizione dell'Università non la condivido, ma è l'unica seria e ragionevole. Insomma, si può discutere perché è pur sempre un punto di vista autorevole, onesto e che fa riflettere.

    L'Ordine si fa solo del male... nonostante le decine di casuse intentate a Psicoanalisti e Counselor per esercizio abusivo della professione, l'unica "vittoria" ottenuta in 20 gloriosi anni di attività è la sentenza Platé sulla selezione del personale.

    Gli Psicologi, quelli giovani, sono senza dubbio quelli più giustificati. Il terrorismo psicologico comincia fin dalle mure dell'Università (la caccia al diverso, all'abusivo, al cialtrone, etc.) e poi prosegue da parte dell'Ordine per sfociare anche in alcune associazioni di categorie che, per "raccattare" adesioni adottano una politica marcatamente populista.

    Il Quattrostraccipensiero per ragioni evidenti non lo posso commentare...

    La questione è complessa poiché vi sono realmente degli abusi e i soliti furbetti che se ne approfittano. Ma non si può fare di tutta un'erba un fascio... spesso gli Psicologi, male istruiti, cadono in un vero e proprio delirio per cui ritengono che appartenga loro tutto ciò che su questo mondo ha lo "psy" davanti. E dunque: counseling agli Psicologi, mediazione familiare agli Psicologi, coaching agli Psicologi, psicoanlisi agli Psicologi.

    La concorrenza tra professioni io la vedo come un valore e non come un ostacolo.

    La realtà è un po' diversa, e qui mi riallaccio alla questione che hai sollevato ovvero l'errore di identificare la Psicologia con la clinica tout court. Il cittadino medio per "salute" intende ancora ciò che è meglio raprpesentato dal paradigma medico e dunque ecco prendere forma l'equazione Psicologo = sono malato. Ed ecco che i Medici guidano la gara... ed ecco che nessuno distingue Psicologo da Psicoterapeuta da Psicoanalista finanche all'arrivare allo Psichiatra.

    E poi c'è tutto l'ambito della società a cui la salute non interessa, quello che si autodefinisce sano: azienda, sport, moda, spettacolo, etc. Ecco perché in tutto questo mondo le altre figure professionali hanno trovato il loro spazio: perché nell'immaginario sono al di fuori del paradigma medico e, dunque, non "curano" i matti. Quindi, nello sport, meglio un coach di uno psicologo; nell'azienda, meglio un counselor dello psicologo; nelle crisi di coppia, meglio un mediatore familiare dello psicologo.

    Ma questo è colpa solo degli Psicologi: questi, come già detto, non sono stati capaci di raccogliere tali istanze e sono solo capaci di indignarsi e di piangersi addosso! Così come non sono mai stati capaci di svincolarsi dal paradigma medico.

  11. #26
    psicosarix
    Ospite non registrato
    sul punto a. ... mmmhh!!! non sono convinta che sia una posizione sensata ... ma mi riservo di pensarci e di vedere come vanno le cose.
    per il resto, nella sostanza, condivido quello che dici (anche se dire che "l'Ordine ritiene che lo strumento repressivo sia la miglior soluzione adottabile" ... mi pare un tantino provocatorio ... no?).

    quello che più mi preoccupa è il futuro di tutta la psicologia non clinica, di quella che hai nominato tu, ma anche di altra più vicina a quell'ambito. per esempio anche la psicologia di comunità (che dove è finita non si sa!!! toh!!! ho fatto una rima!) ... quella della salute ... che poi nemmeno è mai decollata sul serio e pensa alle aree emergenti come la psicologia dell'emergenza, la psicologia ospedaliera ecc. ... insomma ... è una tragedia ... dovremmo davvero cercare di fare qualcosa ... se no finirà che in italia si passerà da: psicologia=psicoterapia a psicologia=counseling e coaching e neppure questo sarebbe opportuno ... dalla padella alla brace!!!
    quasi quasi apro un thread su questo argomento ... il titolo potrebbe essere proprio "psicologia di comunità: dove è finita non si sa!!! " ... ora ci penso su ...

    concordo in pieno con te, quando dici Ma questo è colpa solo degli Psicologi: questi, come già detto, non sono stati capaci di raccogliere tali istanze e sono solo capaci di indignarsi e di piangersi addosso! Così come non sono mai stati capaci di svincolarsi dal paradigma medico. purtroppo anche secondo me è vero!

    solo una cosa ancora ... mi piacerebbe che non fossimo sempre così pochi a preoccuparci di tutto questo. ma questo non c'entra nulla ora ...

    Ultima modifica di psicosarix : 14-09-2006 alle ore 16.36.25

  12. #27
    psicosarix
    Ospite non registrato
    scusate ... un errore
    Ultima modifica di psicosarix : 14-09-2006 alle ore 16.31.16

  13. #28
    psicosarix
    Ospite non registrato

  14. #29
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
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    717
    Qualche altro intervento...?

  15. #30
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da quattrostracci
    Qualche altro intervento...?

    parafrasando il Vasco nazionale temo che "siamo solo noi!" ...

    non volevo monopolizzare il thread ... ma ... non posso fare altro ... visto che avreidelle cose da dire ... in questi giorni pensavo ... tra una corsa e l'altra ... perchè le specializzazioni universitarie di psicologia sono così poche? mi sembra davvero strano! proprio in termini di numero! credo che nemmeno una facoltà di psicologia le abbia aperte tutte e questo mi lascia veramente perplessa e poi ci sono scuole di psicoterapia universitarie? ... ho provato a fare una breve ricerca in internet, ma non ho ottenuto grandi risultati.


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