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  1. #16
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
    Data registrazione
    16-12-2005
    Residenza
    lombardia
    Messaggi
    1,094
    hai ragione...concordo con te. Però: dal momento che l'università è strutturata così e il mondo del lavoro probabilmente cambierà stando al passo con l'università e cercherà figure professionali compatibilmente con quanto e come forma l'università oggi, mi chiedo...quanto mi vincola lindirizzo che scelgo? Essere psicologa clinica, scegliendo comunque un indirizzo relativo allo sviluppo, potrà aprirmi le strade per lavorare con l'infanzia/adolescenza/genitorialità?

  2. #17
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
    Data registrazione
    31-03-2005
    Messaggi
    206
    Anch'io sono d'accordo inparte, saper essere. Un'eccesso di specializzazione dà competenze troppo frammentate, e a volte mi viene da sorridere quando, da psicologa clinica, ti chiedono "di che cosa ti occupi" e a me, che in effetti ho una certa familiarità con i medici viene da pensare"chissà cosa penserebbero di un reumatologo che si occupa solo di artride reumatoide o di un dermatologo che si occupa solo e soprattutto di psoriasi"....
    però, il punto, almeno per quanto mi riguarda, non è tanto di pensare che le persone ed i loro disagi siano dei piccoli cassetti in cui infilarsi, tuttavia le competenze che si hanno vanno dilatate proprio perchè,da clinico, tanto si può fare ad esempio con un bambino che non è certo un sordomuto messo sotto spirito, ma neppure un adulto in miniatura.
    io volevo solo qualche testo azzeccato per inoltrarmi, ma nessuno mi risponde, uffa

  3. #18
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Non so se ci siano dei testi che "insegnino" a lavorare con i bambini, credo ci siano dei testi di psicologia infantile che lavorando con bambini possono essere utili...
    Forse è più facile delineare gli ambiti e poi ognuno sceglierà dei testi in base agli orientamenti teorici e alle preferenze...
    -PSICOPATOLOGIA INFANTILE (se posso dare un suggerimento CELI Psicopatologia dello sviluppo),
    -DISEGNO (stadi di sviluppo e aspetti proiettivi)
    -GIOCO (stadi di sviluppo e aspetti proiettivi)
    -APPRENDIMENTO (i testi di Cornoldi secondo me sono ottimi, ma anche Stella e altri non sono male)
    -LINGUAGGIO (io mi sono presa alcuni libri da logopedista: un pò tecnici ma sicuramente utili, altrimenti un buon testo di psicologia dello sviluppo, giusto per sapere se è normale se a 2 anni non parla)
    TEST: test intellettivi (WISC-R, Matrici), test proiettivi (CAT, Blacky), test per i disturbi di apprendimento, questionari di personalità (con adolescenti)
    GENITORIALITA': proiezioni degli adulti sui bambini ma anche aspetti pedagogici perchè non sempre ti consultano per cose vitali
    ALIMENTAZIONE, SONNO se ti occupi di bambini molto piccoli

    Ho trovato molto piacevoli alcuni libri della casa editrice ARMANDO e della BORLA (molto psicoanalitici però).
    Quelli della ERICKSON spesso si sono rivelati piuttosto ovvi (negli aspetti psicologici e relazionali), ma per i disturbi di apprendimento sono i migliori.
    Come classici mi viene in mente WINNICOTT o la ANNA FREUD.
    Poi per i titoli nello specifico credo che ognuno di noi possa, in base alle proprie conoscenze e ai propri ambiti di interesse, sceglierseli... alcuni si riveleranno fondamentali altri sembreranno inutili, ma di solito questo varia da persona a persona...
    Vimae

  4. #19
    annarita79
    Ospite non registrato
    io sto per laurearmi in psicologia clinica ma ho improntato il mio piano di studi molto sullo sviluppo...attualmente lavoro con i bambini e non ho avuto problemi esorbitanti...è vero,l'approccio a un bambino è completamente diverso rispetto a quello di un adulto ma dopo le prime volte viene da sè.... qual è il problema? non ci sono laureati in sociologia che lavorano come psicologi del lavoro?

  5. #20
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
    Data registrazione
    31-03-2005
    Messaggi
    206
    grazie a tutti!
    no, infatti non ci sono di problemi, ma solo volgia di conoscere.....e senso di responsabilità.cercherò tra i testi indicati grazie!ps: chiedo troppo lo so, ma sapete di qualche corso a Roma sulla ps. evolutiva che non sia caro?qualche ente che magari ti fa fare pratica da volontaria con supervisione?
    ciao

  6. #21
    pasodoble
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da saperessere
    E se i problemi dei bambini fossero un sintomo di una situazione familiare degradata? Su chi si dovrebbe intervenire? Sui bambini o sugli adulti con cui vivono? E allora che psicologo ci vorrebbe? Quello per i bambini o quello per gli adulti? O quello per gli adolescenti?
    Chi l'ha detto che con i bambini non si può fare un colloquio? E' più difficile, ma si può fare.
    Io penso ad uno psicologo molto consapevole di varie problematiche, ma non troppo specializzato.
    Ciao a tutti, io quoto saperessere su questo punto in particolare perchè ogni giorno mi saltano all'occhio situazioni dove servirebbe lo "psicologo doppio", cioè sia dello sviluppo che clinico. Sono laureata in ps. clinica e insegno alla primaria statale (all'inizio materna, ora elementare da qualche anno). Ho letto il thread e ringrazio Vimae per le indicazioni! Avrei una domanda...per sentire qualche parere: secondo voi cosa mi conviene fare come primo passo per ampliare le conoscenze sull'educazione, le attività, i progetti e i test con i bimbi da 1 a 3 anni? Cioè oltre a partire con un po' di bibliografia, c'è qualche corso in particolare? Chiedo anche in vista di eventuali collaborazioni in asili nido come psicologo (i rapporti con bimbi e genitori in questo caso sono molto più amalgamati anche a livello di colloquio penso) e perchè non ho esperienza professionale con bimbi così piccoli. Ringrazio in anticipo chi mi può rispondere!

  7. #22
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Leggendo i vostri post (non solo questo, un po' i tutto il forum) mi rendo conto che tutti voi parlate da psicologi....Cioe', parlate soprattutto in termini di preparazione tecnica, teorica, test....
    Invece io la penso un po' diversamente.
    Per me quello che conta e' si' la preparazione scolastica, ma soprattutto l'esperienza , la capacita' di stare a contatto con i diversi tipi di pazienti, che siano adulti o bambini, la capacita' di relazinarsi con loro piu' che l'aver letto molti libri su una specifica teoria e saper applicare una determinata tecnica.
    Ma forse questa e' piu' una visione da educatrice, infatti io non vorrei fare la psicologa nella vita.

    Sono laureata in psicologia dello sviluppo, e adesso sto facendo il primo anno di specialistica in sviluppo ad indirizzo clinico, e non mi sembra che ci sia una grande differenza di preparazione tra le due figure di psicologi.
    Quello che conta e sapersi relazionare con il bambino, poi la tecnica si puo' sempre acquisire studiando, ma se uno non ha un minimo di esperienza sul campo secondo me avra' difficolta' ad entrare nel mondo del lavoro.
    Ho iniziato a lavorare con i bambini al 2^ anno di universita', senza nessuna preparazione teorica, percio' sono sempre piu' convinta di questo.
    Non che facessi terapia o somministrassi test, ovviamente, pero' seguivo bambini molto gravi e difficili, e di sicuro nessun libro mi ha mai insegnato come approcciarmi a loro.

  8. #23
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Le capacità di cui parli sono sicuramente fondamentali per lavorare con le persone ma, come dici tu, non sono specifiche per fare lo psicologo.
    Ci vogliono quelle ma ci vuole anche la preparazione professionale specifica del nostro lavoro.
    Certo è che la preparazione teorica senza queste capacità non porta molto lontano, ma queste capacità senza una preparazione specifica ci fanno star bene con i bambini (o adulti) ma non ci fanno essere psicologi...
    Anche io prima della laurea ho fatto molte esperienze con i bambini, come frequentare un istituto per orfani e giocare con loro una volta a settimana.
    Anche adesso continuo a giocare con i bambini nel mio studio, ma è una cosa diversa.
    Se sono con figli di amici o con i miei nipotini gioco ancora come quando stavo con i bimbi dell'orfanotrofio usando tutte le mie capacità relazionali, ma quando lavoro do significati al gioco, uso la mia mente e tutte le mie competenze tecniche per accolgiere, interpretare, bonificare, dare un senso.
    Continuo ad usare le competenze relazionali, ma quelle da sole non mi distinguerebbero da una simpatica e brava baby-sitter capace di mettersi seduta in terra a giocare con i bambini.
    Ma questo non basta per aiutare un bambino che ha un problema e che soffre: è importante ma non è sufficiente.
    Vimae

  9. #24
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    E' vero, ma io non parlo di giocare e basta, intendo aiutare in un modo piu' strutturato, che poi diventa sempre piu' struttrato grazie alla nostra preparazione.
    Io non ho mai fatto la baby sitter, e non vorrei neanche farla perche' lo troverei limitante.
    Intendevo solo dire che alla fine non conta tantissimo l'indirizzo di studio, quanto la nostra capacita' di utilizzare le competenze che abbiamo per metterci in gioco e saper lavorare concretamente con le persone.
    E se non abbiamo quella, secondo me la teoria serve a poco.

  10. #25
    Partecipante Affezionato L'avatar di mammina77
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    a casuccia mia...
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    Ciao a tutti! Vi porto la mia esperienza: sono una psicologa clinica e di comunità, che ha impostato tutti gli esami opzionali del trienno (laurea vecchio ordinamento) sull' ambito dello sviluppo, tanto che mi sono laureata con una tesi in psicopatologia dello sviluppo. Premetto che ho scelto l' indirizzo clinico perchè nell' uni che frequentavo non c' era attivo l' indirizzo di sviluppo, se no l' avrei scelto. Poi ho fatto il tirocinio in neuropsichiatria infantile e lì ho cominciato ad avere a che fare con i bambini... tra teoria e pratica un abisso! Io pensavo di avere abbastanza conoscenze teoriche e invece mi sono trovata a dover rivedere tutto sotto un' altra luce e il mio percorso di conoscenza con i bambini non è ancora finito, perchè ora lavoro a contatto con bambini diffcili e mi rendo conto che la teoria va continuamente aggiornata e rivista e in più la pratica è quello che ti serve per capire come tirare avanti le situazioni che incontri. Ora sono iscritta ad una scuola di specializzazione in psicoterapia dell' età evolutiva spero di realizzarmi nel lavoro con i bambini... volevo aggiungere che le conoscenze cliniche in alcuni casi sono indispensabili anche se si lavora con i bambini, quindi concordo con chi dice di non chiudersi in un settore senza poter "sconfinare"... Anche perchè a volte lavorando con i bambini lavori obbligatoriamente anche con gli adulti, i genitori, e quindi ritengo che la formazione clinica sia molto utile!

  11. #26
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Ma come dici tu c'e' davvero un abisso tra teorica e pratica...i libri non ti spiegano come comportarti in tantissime situazioni, o almeno, magari qualcoaa ti dicono, ma sono tutti esempi che lasciano il tempo che trovano...non si possono applicare passivamente ed automaticamente le teorie, ma bisogna adattarla al bambino che si ha davanti, alle circostanze, bisogna personalizzare la teoria ed avere anche iniziativa personale e fantasia, soprattutto con i bambini. E tutte queste cose non vengono quasi mai dette all'universita'.
    Studiando sembra che basti sapere teorie e ricerche per lavorare con le persone in difficolta' , ma questo non e che l'inizio, poi c'e'molto di piu'!
    Per questo secondo me ci dovrebbe essere piu' pratica (anche guidata) fin dai primi anni, per farsi un'idea di cosa vuol dire trovarsi davanti concretamente un bambino disturbato o una persona in difficolta'.

  12. #27
    Partecipante Esperto L'avatar di pallina2
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    salve! volevo solo dire che esistono dei corsi che permettono, a psicologi clinici e di comunità (come me) di saper lavorare con i bambini.
    uno di questi, davvero molto valido, è il corso di due anni tenuto presso l'istituto martha Harris (fra le cui sedi in italia c'è quella di firenze). questo biennio fornisce le coompetenze, che permettono di fare diagnosi con i bambini, ed è inoltre (per che vuole farla) necessario per preseguire e diventare terapeuta di bambini, adolescenti e famiglie.
    è davvero un ottimo corso .oltre a workshop, seminari, prevede l'osservazione settimanale di due bambini (uno 0-2 anni, l'altro in età di latenza).

    certo implica un certo impegno, ma il lavoro con i bambini è tutt'altra cosa rispetto a quello con gli adulti...ma per fortuna, con i dovuti studi, si può fare anche se si è di indirizzo clinico




    ciao ciao!


  13. #28
    Partecipante Assiduo L'avatar di marianna5
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    e le altre sedi quali sono?

  14. #29
    Partecipante Affezionato L'avatar di catepax84
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    messina
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    vedo ke 6 di ragusa...io conosco la sede di messina
    http://infounime.unime.it/uni/rstamp...06/bambino.htm
    Non pentirti mai di una cosa se quando l'hai fatta eri felice

  15. #30
    Partecipante Assiduo L'avatar di marianna5
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    10-07-2003
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    ragusa
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    167
    ciao catepax
    per avere info più dettagliate sulla scuola? per sapere le modalità di iscrizione, i costi, la durata deio corsi proposti, la frequenza... c'è un sito internet?
    grazie!

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