Chiedo scusa a tutti, ma ho girato e rigirato e non ho trovato post più adatto di questo per porre un quesito.
Cerco di esporvi il mio quesito.
Una ragazza di nome S., di 17 anni, è ormai da diverso tempo in terapia dallo psicoterapeuta. Lamenta disturbi di vario genere a seguito di abusi sessuali perpetrati dallo zio ed ancora maltrattamenti fisici (legata e picchiata) subiti da un gruppo di coetanei.
I genitori sporgono denuncia per l'ultimo maltrattamento subito.
Chiamano a testimoniare la psicoterapeuta.
La sua testimonianza è volta (se ho capito bene) a dare conferma, supporto e veridicità a ciò che S. racconta.
Ora, ammesso e non concesso che la ragazza abbia detto la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità alla terapeuta, cosa questa la terapeuta è tenuta a confermare e raccontare in pubblico (tribunale, che cmq è un luogo pubblico) in merito ai racconti della sua paziente-cliente?
E' eticamente corretto?
E' legale sopratutto per il discorso della privacy, che la terapeuta racconti ad un giudice cosa la ragazza ha detto nel corso delle varie sedute per il colloquio?
Vi ringrazio per l'attenzione
Attendo di sapere cosa ne pensate.
Ciao am







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