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Discussione: dipendenza affettiva

  1. #16
    Partecipante Affezionato L'avatar di Pandistelle
    Data registrazione
    05-01-2005
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    109

    Hello:)

    Ho selezionato alcune frasi dei tuoi post perchè leggendole, fanno sorgere degli spunti sui quali potresti riflettere:

    1)ho sempre la paura di esser rifiutata dagli altri e questo mi porta a dir sempre di si anke quando ciò mi rikiede uno sforzo nn indifferente,mi prodigo a tal punto con gli altri arrivando quasi ad annullarmi.

    2)ho così tanta paura di affrontar gli altri ke mi assale un'ansia incredibile

    3)volevo solo x una volta nella mia vita sentirmi forte,ammirata

    4)quel kiasso estivo mi serviva x nn pensar,le serate alcolike mi davano quell'ebbrezza,quella disinibizione ke ho sempre desiderato posseder,ero spontanea e nn ero ossessionata dagli altri,da cosa gli altri pensano di me

    5)costruir un'immaggine impeccabile,sxavo così ke gli altri mi volessero bene,cercavo così di ottener il loro affetto

    6)ma tutto questo aveva un prezzo:io nn c'ero più

    7)ho bisogno degli altri,del consenso altrui x piacermi

    8)io ho sempre assecondato lei,mettendo i miei bisogni da parte,x paura di dispiacerle e di esser rifiutata

    9)sento ke da sola in un momento di debolezza ci ricasco nei soliti atteggiamenti

    10)devo x forza piacer altrimenti cado in depressione

    11)quando mi kiedo cosa voglio io,faccio fatica a rispondermi,nn so cosa voglio,trovo arduo mettermi in contatto con me stessa,sembra strano,ma è così.......nn so come si fa........cerco di kiuder gli okki e concentrarmi solo su me stessa,e a volte vedo il buio

    ______________________________________________

    Ci sono delle idee di base nelle persone che hanno origine antichissima. Sono state originate così precocemente da non poter essere pensate ma soltanto sentite, propio come sensazioni a pelle, o nello stomaco.
    In Analisi Transazionale (è un tipo di psicoanalisi) le chiamano Idee di Copione. In poche parole quando siamo molto piccoli scriviamo un copione con delle idee di base sul mondo,sugli altri e su noi stessi, che ci portiamo dietro a volte tutta la vita.

    Queste idee sono così radicate che nei momenti di stress hanno pieno potere su di noi, al punto che sono più reali della realtà stessa,e sono idee di base come:
    nessuno mi ama,non posso fidarmi di nessuno,non ne vale la pena,io non sono importante,io non esisto.
    Idee esistenziali.

    Tu lo dici proprio: "Nei momenti di debolezza ricasco nei soliti atteggiamenti".

    Pur di conquistare l'amore delle persone importanti e non ottenere un rifiuto sei disposta a mettere da parte i tuoi bisogni. Il prezzo però è quello di scomparire, quello di non esistere più. Tuttavia ne hai bisogno per non cadere in depressione. Se ti guardi dentro vedi il vuoto.Sembra che senza gli altri ci sia solo vuoto.

    Alla base c'è una posizione simbiotica: senza l'altro non esisto (dentro c'è vuoto) i miei bisogni non sono importanti (svalutazione di se).

    C'è una mamma che tu assecondi per non "dispiacerle",probabilmente una mamma invasiva. Nelle simbiosi c'è mancanza di confini definiti..quindi non dispiacerle diventa più importante del non dispiacerti.

    Mi fai pensare alla mia mamma che mi deve scegliere i vestiti,le persone da frequentare e pure ciò che posso o non posso pensare..
    Mi sono ritrovata a 23 anni senza sapere cosa veramente volevo, quali erano i miei gusti. Ero diventata talmente brava ad assecondarla per non dispiacerle che pensavo con la sua testa e quindi ero diventata predittiva.
    Questo vuol dire che anche con altre persone l'annullamento era tale che ero capacissima di soddisfare i bisogni dell'altro ancor prima che potesse pensarli. Diventavo perfetta per l'altra persona,mi modellavo. Si può non amare una persona così?

    Quando mancano i confini è difficile dire "questa persona mi sta facendo del male" perchè se ne sente anche il bisogno....

    Da qualche parte infondo, tu ci sei. E puoi stare impiedi benissimo anche senza l'aiuto degli altri. Se sei un albero che cade in mezzo alla foresta fai "sbam!" anche se nessuno ti sente perchè TU,ti senti, perchè tu esisti e ci sei anche quando tutti gli altri non ci sono.
    La tua vita non è senza scelta,tu puoi scegliere. Quindi puoi scegliere gli altri,puoi selezionare ciò che è buono per te e ciò che non lo è.

    Non devi compiere qualcosa per piacere a tutti i costi: questo atteggiamento ha di base il pensiero "non sono importante" e quindi troverai sempre persone che non ti faranno sentire importante (e dentro di te dirai:vedi?ho ragione! andrai a confermare quella idea di base,copionale) e dovrai fare mille sforzi!!
    Se fai mille sforzi ti sembrerà che la vita sia una cosa difficile,che l'amore degli altri si paga caro....ma non è così!!!

    Non l'assecondare la tua mamma, mandala a quel paese qualche volta.. e mandaci tutti quelli che ti impongono delle condizioni...!

    Coltivati! amati! Proteggiti!E se non riesci a comprendere fino in fondo le cose mentre succedono ascoltati!Ascolta le emozioni a pelle!

    Coraggio!

  2. #17
    sirena838383
    Ospite non registrato
    sono commossa davvero............nessuno mi aveva preso così in considerazione e capita così tanto............hai centrato tutto..........sopratutto questa tua risposta così lunga,potrà sembrarti una banalità,ma x me è importante,è come se qualcuno avesse dedicato del tempo a me,sentire di esistere,ci sono,sono qui ed ho voglia di gridar e di farmi ascoltar........grazie,grazie davvero tanto!!!anke tu hai sofferto di questo problema?si puòguarire?

  3. #18
    Partecipante Affezionato L'avatar di Pandistelle
    Data registrazione
    05-01-2005
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    109

    diciamo di si!

    Mi fa piacere che la risposta ti sia stata di aiuto!
    Mi chiedi se si può guarire????
    Ma le persone son fatte per star bene!

    Io ho sofferto di problemi analoghi ai tuoi.
    Nonostante che i miei avessero pieno potere su di me quando ho cominciato l'università ed ho cominciato a viaggiare e quindi ad allontanarmi e vedere la situazione più obbiettivamente,non ce l'ho potuta più fare e sono voluta entrare in analisi.Continuavo a ricadere in situazioni di dipendenza dannosissime per me ma soprattutto mi difendevo dal dolore che mi creavano le persone che incontravo con una difesa chiamata "depersonalizzazione",una cosa che non ti permette di provare alcuna emozione e quindi di difenderti accada quelche accada, col prezzo di non chiederti neppure cosa vuoi. Non sentivo nulla ma soprattutto mi sentivo senza scelta,sapevo che tutti potevano fare tutto di me perchè potevano convincermi con gran facilità in quanto avevo bisogno di loro. In realtà era un bisogno eccessivo e svuotante perchè non avevo mai avuto i giusti confini.

    I miei non hanno mai preso sul serio questa idea dell'analisi perchè decidevano per me (e poi chissà se gli conveniva) e e tutto è collassato a capodanno dell'anno scorso quando in preda da una rabbia senza precedenti ho sfondato una porta a calci.

    C'è un libro bellissimo che potresti leggere. (Anzi,due!)
    Ci sono tante risposte....

    "Analisi Transazionale" di Stewart e Joines
    "A che gioco giochiamo?" di Berne


    Un abbraccio Sirenetta!

    Sofia

  4. #19
    sirena838383
    Ospite non registrato
    ank'io avevo pensato di entrar in analisi xkè così proprio nn va.......quando penso di essermi riappriopriata di me stessa ecco ricascarci di nuovo.......da solo nn penso di farcela e tuti sottovalutano il mio problema,ho sviluppato vari disturbi psicosomatici e di medici dicono ke la mia cura sarebbe allontanarmi da casa,ora mi trovo ad un bivio,devo intraprendere il biennio specialistico,qui dove mi trovo devo svolgere i test x potervi accedere,se nn entrassi,dovrei andar cmq fuori,xò stavo pensando di andar cmq fuori e di nn farli proprio qui........potrebbe esser la mia possibilità di salvarmi o ci ricaskerei anke lontano dalla mia famiglia,eppure sento un desiderio di scappar pazzesco,ma forse è sbagliato,forse è solo paura di affrontar le cose.....un'altra cosa ke mi riesce difficile è dire ke il mio rapporto con i miei ha causato quetso tipo di approccio con gli altri,loro mi vogliono un bene dell'anima e l'ultima cosa ke vorrebbero è vedermi soffrir e dir così,quasi incolparli,mi fa male e lo trovo ingiusto.......!

  5. #20
    Partecipante Affezionato L'avatar di Pandistelle
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    05-01-2005
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    109
    ma guarda che nella tua situazione nessuno ha colpa.
    E soprattutto i tuoi non sono certamente degli str......


    Se hai delle esigenze come quella di allontanarti perchè non devi farlo? Sei sempre in tempo a tornare indietro.
    Tu Ascoltati. E vedi. Datti il permesso di pensare a te stessa.

    Ma soprattutto: non sentirti in colpa.

  6. #21
    sirena838383
    Ospite non registrato
    ho dovuto affrontar un'importante prova ed ora sto in attesa di esiti,ho paura e x alleviare la paura, la tentazione di riprender i soliti atteggiamenti autodistruttivi è forte,x nn pensar,soffro di quella ke la norwood nel suo libro definisce dipendenza relazionale,una droga a tutti gli effetti,cambia solo l'oggetto,sono le xsone,nello specifico parla dei rapporti sentimentali,ma io lo sximento generalmente nel rapporto con gli altri,x brevi xiodi di tempo sto meglio,ma quando capitano situazioni stressanti emotivamente,nn riesco a tollerarle e come una droga riaggancio quei comportamenti ke x un pòmi fanno star meglio,nn so se qualcuno ha letto il libro"donne ke amano troppo"ed il suo seguito,io mi ci rispekkio totalmente,credo come l'autrice ke il problema sìa sottovalutato e come debba esser curato come tutte le dipendenze,con una terapìa di gruppo e individuale contemporaneamente,solo col contatto con altre xsone ke soffrono dello stesso disturbo,si arriva al processo di recuxo e di guarigione,altrimenti il problema degenera e le relazioni diventano sempre +instabili.............crediamo ke l'amore sìa batticuore,nodo alla gola etc........ma l'amore è un qualcosa di +pacato,in cui si entra in profondo contatto con l'altro,credo ke certe sensazioni a kungo andare contribuiscano a suxficializzare il rapporto,nn vivendolo,ma solo consumandolo,lacerandoci,nn è vero ke x amore e sofferenza vanno a braccetto,forse la sofferenza può farci capir meglio l'amore,ma l'amore è serenità,felicità,libertà,nn litigi,star male,tollerare,questo nn è amore,ma dipendenza.......il bisogno dell'altro nn è amore,il volerlo cambiare neanke,l'amore è gioia,stabilità,nn si nutre dei momenti intensi,ma della quotidianità,forse dò una visione dell'amore barbosa xkè la società associa spesso l'amore a qualcosa di plateale,ma nn è così,almeno io sto cominciando a realizzar ke voglio un rapporto forse +noioso,ma ke mi faccia star bene e nn in uno stato di tensione,credo ke la tensione è un modo x evitar un incontro autentico con l'altro,alimentiamo il rapporto di tensione x nn parlare di noi stessi,di quello ke siamo,xkè ne abbiamo paura,xkè ci sottostimiamo........e penso ke il primo passo da far sìa prima impararci a voler +bene,costruir una relazione sana prima con noi stessi,x poterla così ricrear in un rapporto!!!e ci renderemo conto come certe emozioni x quanto intense alla lunga sono dannose,e apprezzermo di + quello ke noi definiamo noia,ma ke ha tanti pregi,il primo è quello di donarci serenità,forse x noi ke siamo giovani è difficile comprender questo discorso ed ank'io ho difficoltà ad assimilarlo,ma io credo ke sìa vero,mi piacerebbe se qualcuno ha letto questo libro,condivider opinioni,anke da ki nn l'ha letto x aiutar a capir meglio lo sviluppo di queste dinamike relazionali nocive!!!

  7. #22
    Partecipante Affezionato L'avatar di Pandistelle
    Data registrazione
    05-01-2005
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    109
    Hai azzeccato alla perfezione..
    C'è un pò questa tendenza a credere che i rapporti simbiotici,o di dipendenza portino con se emozioni più forti rispetto ai rapporti normali ma questa è un illusione.

    Per il mantenimento di una dipendenza sono messe in gioco più energie, escluse alcune parti dell'Io (solitamente quelle che sono escluse in una persona sono attive nell'altra,così si incastrano alla perfezione)
    Tutti gli elementi della realtà che potrebbero portare ad una rottura sono esclusi dal campo percettivo, sono resi non pensabili..

    La differenza sostanziale in un rapporto normale è L'INTIMITA'.Può sembrare una contraddizione ma in un rapporto di dipendenza l'intimità non c'è.
    Si parla di intimità quando sono espresse reciprocamente emozioni genuine.Tutte le parti dell'Io sono usate,rese manifeste senza paura o vergogna..Nella simbiosi invece possono essere presenti emozioni dette parassite, ovvero:

    Metti che io provo rabbia ma non posso arrabbiarmi col partner per paura di perderlo.Allora faccio finta di non arrabbiarmi.Oppure..

    Provo tristezza ma la maschero con un sorriso.

    In genere la sostituzione viene fatta per ottenere riconoscimento,amore,carezze.Mica per essere lasciati.. C'è l'illusione che si otterrà più amore dall'altro se ci si comporta così,che non si sarà lasciati.. perchè il pensiero di base è "io non posso vivere senza l'altro"
    Quindi si fa tutto quello che è in nostro potere per non farsi lasciare,compreso annullarsi..
    L'Amore normale non è barboso..ci mancherebbe altro..!

    Coraggio coraggio!!!E fammi sapere come va!

  8. #23
    _Ego1986_
    Ospite non registrato

    Re: dipendenza affettiva

    Originariamente postato da sirena838383
    ho axto questo thread xkè penso ke coinvolga molti di noi me in primis........penso ke alla base delle mie storie tormentate e nei miei dispiaceri anke nel campo delle amicizie ci sia un mio modo di approcciarmi sbagliato.......e ke questo derivi da delle mie profonde insicurezze e una scarsissima autostima......ho sempre la paura di esser rifiutata dagli altri e questo mi porta a dir sempre di si anke quando ciò mi rikiede uno sforzo nn indifferente,mi prodigo a tal punto con gli altri arrivando quasi ad annullarmi,quando poi sono io a kieder qualcosa,ricevo porte in faccia xkè probabilmente con il mio atteggiamento sono ank'io ke alimento tali aspettattive sull'altro ke poi una minima mancanza la vivo malissimo.........questo mi porta a nn esser spontanea e ad accumular rabbia su rabbia........ci provo a cambiar atteggiamento,a farmi valere di più,ma ho così tanta paura di affrontar gli altri ke mi assale un'ansia incredibile.........in quest'estate ho sfogato tutto questo vivendo esxienze molto forti,vivendomi tante storielle cercando di autoconvincermi ke nn me ne importava un cavolo,ossessionandomi x il mio aspetto estetico........cercando così di sentirmi forte,di potremi lasciar semplicemente dietro tutti i miei blokki,volevo solo x una volta nella mia vita sentirmi forte,ammirata e x un pò tutto è funzionato,ma pi finite le vacanze rieccomi a dover far i conti con me stessa.quel kiasso estivo mi serviva x nn pensar,le serate alcolike mi davano quell'ebbrezza,quella disinibizione ke ho sempre desiderato posseder,ero spontanea e nn ero ossessionata dagli altri,da cosa gli altri pensano di me.........ho sempre cercato di nn dar motivi agli altri di lamentarsi di me,di costruir un'immaggine impeccabile,sxavo così ke gli altri mi volessero bene,cercavo così di ottener il loro affetto,ma tutto questo aveva un prezzo:io nn c'ero più........e gli altri volevano bene a una ragazza finta,nn a me stessa con pregi e difetti..........sto provando a cambiar,ma la tentazione di prender brutte vie x nn sentir + tutto questo è forte ed ho paura di me stessa........di ciò ke potrei farmi.........
    l'unico modo per dimostrare di essere davvero forte, è essere te stessa

  9. #24
    Partecipante Esperto L'avatar di Bansheee
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    Ciao Sirena... oddio...certe cose k hai scritto sembra che le abbia scritte io... però... per me è davvero difficile tirare fuori quello k ho dentro... e credo anche di essermi spinta così oltre, che nn sono proprio capace di parlare di me se non m invento sul momento, perchè in realtà io nn lo so proprio ki sono... Ormai non sono nemmeno più in grado di sentire le mie emozioni... Amo tantissimo il mio ragazzo, ma nn riesco a sentirlo, tranne k in rarissimi preziosi momenti... vivo solo per quelli. Ho così paura di creare un rapporto malato, simbiotico, che mi tengo a debita distanza nn vivendolo davvero, e così evito la catastrofe... E' quasi un anno che ho deciso di seguire una psicoterapia, e ci sto mettendo tutte le mie energie... Ci ho voluto e dovuto provare, perchè nn h più un'identità... la strada è lunga e tortuosa, ma sono ottimista...
    In bocca a lupo Sirena...

    Sè

  10. #25
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    sirena, non so cosa gli altri ti abbiano scritto. ma quel che penso io - e penso che te lo abbiano detto anche loro - è che dobbiamo imparare a farci accettare nei nostri pregi e nei nostri difetti. siamo tutti degni di amore, al mondo. o, per lo meno quasi tutti tu credo appartenga pienamente alla categoria delle persone che lo meritano. ora, o nella tua vita tu hai sempre incontrato persone stronze, oppure soppesi troppo quello che ti viene dato e interpreti quei momenti in cui non sei al centro della loro attenzione come una grossa forma di disisteresse.
    io non so quale sia il tuo caso ma quel che posso dirti è che è possibile che le tue esperienze passate ti abbiano portata a ragionare nell'uno o nell'altro modo.
    il consiglio è quello di lavorare su te stessa.

    innanzitutto poniti come una persona che ha pregi e difetti. già il fatto stesso di voler apparire perfetta è un grosso difetto, ricordalo. Siamo umani e come tali abbiamo lati buoni e lati cattivi e ci accettiamo gli uni con gli altri, nonostante questi ultimi.
    poi, non fare la crocerossina. non dare a tutti aiuto indiscriminato per il solo motivo di farti accettare: buona parte delle persone non gradisce questo atteggiamento; l'altra parte tende ad approfittarsi delle persone così. nel primo caso possono rientrare persone che ti adorano; nel secondo rientrano persone che vogliono solo sfruttarti. quindi elimina queste forme di aiuto indifferenziato. l'aiuto vero, quello veramente apprezzato, è quello offerto a richiesta, ma sempre e comunque da persone che lo meritano.
    in più la dipendenza relazionale è una cosa positiva: convogliala però in un bisogno sociale, che non sfoci obbligatoriamente nell'assunzione eccessiva di sostanze. il bisogno sociale ti porta a conoscere persone, a fare amicizie, a trovare nuove persone con cui poter condividere la tua vita.
    dimostra amore per te stessa. pensa che l'amore non dipende dall'annullarsi, ma dipende dalla capacità di dare nonchè da quella di ricevere e dal libero arbitrio che può portarti anche a dire NO all'occorrenza.
    sono tre cose importanti: il NO permette di farti rispettare. il dare di farti voler bene perchè la gente sa che quello che dai è raro ed autentico, e non un semplice atteggiamento che metti in atto con tutti in modo indifferenziato e a volte utilitaristico. il ricevere è anch'esso importante perchè saper dire grazie o saper rispondere o meno ad un abbraccio/stretta di mano è quello che ti permette di essere considerata una persona amabile e gentile.
    shakera tutto e condisci con un sorriso e vedrai che potrai buttare tutti i libri che hai letto finora e che ti hanno solo confuso le idee.

    ma prima di tutto: amati, fatti dei regali, giustifica sempre i tuoi fallimenti così come i tuoi successi. non pretender troppo da te stessa ma vogliti bene anche essendo talvolta indulgente. l'errore fa parte della natura e sbagliando si possono trovare utili metodi per migliorare. cosa che non accade se fingiamo di costruirci un'interiorità perfetta. ci serve solo a crollare alla prima evidenza che, in realtà, perfetti non lo siamo e non lo saremo mai.

  11. #26
    sirena838383
    Ospite non registrato
    è possibile ke mi piacciono solo le xsone ke a priori nn mi possono dar niente,questo credo ke derivi sempre dalla mia bassa autostima,ora mi sono impelagata in una storia con uno fidanzato,la competizione,la sfida,il dimostrare di aver la meglio,di sedurre,mi rendono viva,questo credo ke derivi dai poki interessi ke ho,da una vita un pò vuota ke conduco......!!!

  12. #27
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    2,536
    Ciao Sirena , leggendoti mi è venuta un' idea.. può essere che hai la tendenza in questo periodo a far "tue" le teorie che studi sui libri?
    ho letto ke una scarsa autostima porta a dipender dal giudizio altrui,alcuni psicologi parlano proprio di dipendenza relazionale......
    soffro di quella ke la norwood nel suo libro definisce dipendenza relazionale
    nn so se qualcuno ha letto il libro"donne ke amano troppo"ed il suo seguito,io mi ci rispekkio totalmente
    Ho pensato questo quando hai parlato di differenza con l' estate (periodo che di solito si studia meno). Per esempio, se tu fossi studentessa di teologia, avresti parlato della tua disponibilità verso gli altri come un senso di "annullamento" o come un senso di "pienezza"?
    Oppure, ti trovi in libreria e trovi i seguenti titoli: "Quando gli altri vogliono ma non ti danno" oppure "Mi conosco perchè gli altri mi cercano", se dovessi scegliere, quale libro acquisteresti?
    Tornando alla tua storia, hai formulato altre teorie oltre la bassa autostima, annullamento, dipendenza relazionale, atteggiamenti autodistruttivi, mancanza di spontanietà? Pensi che se cambiando significati o interpretazioni dei tuoi comportamenti, in relazione alle persone che frequenti, ti sentiresti meglio?
    Ti faccio queste domande perchè credo nel fatto che cambiare comportamenti non sempre portino a cambiamenti di significati. Se io decidessi di pensare più a me stesso(tradotto in comportamenti più "egoistici"), tralasciando le relazioni (quello che potrebbero pensare loro) o "modellandole" secondo le mie nuove e stravolte esigenze, il significato che attribuisco alle amicizie e alla relazione con mia madre rimane lo stesso, al punto che mi immagino rotture di relazioni. Viceversa, se io decidessi di dare significati differenti al mio stesso comportamento nelle stesse relazioni, potrei scoprire che non sono un dipendente affettivo di mia madre, ma che semplicemente ci adoriamo e che ci piace stare assieme e potrei inoltre scoprire che questo amore mi può dare la forza per allontanarmi in un' altra città per continuare gli studi sapendo che questo legame diventerà ancora più piacevole e autentico. E' diverso da avere in mente una idea come la dipendenza, perchè è questa in "realtà" quella che blocca. "Madre, hai creato un essere dipendente e adesso sono in un bivio: sarò sempre dipendente da te o sciogliamo bruscamente i legami perchè io ci sto male". In qualunque caso, se io partissi da questa idea, rimarrei bloccato nella stessa: 1) vado a farmi una terapia di gruppo di uomini sulla dipendenza, quindi se va bene la relazione con mia madre cambierà ma non l'idea e osserverò ogni mio comportamento e suo come tentazione alla dipendenza; 2) decido di rimanere a casa e farmi coccolare a vita.. faccio il dipendente consapevole; 3) le spiattello tutta la teoria della dipendenza che ho della nostra relazione, che ne ho abbastanza e che vado via. Nel momento in cui dirò a me stesso che adesso sono indipendente dipende sempre dal fatto che si ha quell' idea di dipendenza. 4) cambio significato alla nostra relazione e poi si vede cosa succede.
    ciaociao

  13. #28
    sirena838383
    Ospite non registrato
    cambiar significato ai miei atteggiamenti può esse un'ulteriore spunto da cui partire..........xò credo ke x cambiargli significatodovrei un pò modificar gli atteggiamenti stessi,penso ke la mente riceve dei feedback dai nostri stessi comportamenti,se nn cambiamo quelli,come possiamo cambiar il nostro modo di interpretarli?forse xò sbaglio nel pensare di poter totalmente spazzare il mio essere x impiantarne uno completamente nuovo,il problema è ke proprio nn accetto me stessa xciò vorrei cambiar radicalmente,ma così nn faccio ke incrementar il dolor xkè gli sforzi si rivelano vani.......dovrei pretender meno da me stessa e accettarin linee generali il mio carattere e magari smussarlo un pò..........ieri sera mi trovavo in un locale e x un paio di volte mi sono sentita completamente inaccettabile,ke odiavo me stessa...........xkè vorrei esser +disinibita,invece ke rimaner un tronco..........sarei voluta sparir ,il tutto alla presenza della xsona ke mi piace,quindi ho vissuto +amplificate queste sensazioni........mi fa soffrire pensare ke a certi ragazzi nn potrei mai interessar xkè loro sono allegri,solari,carismatici,un pò leader,insomma l'opposto di una timida,complessata come me.........invece attiro xsone ke nn mi interessano oppure la categoria di ragazzi suddetta è interessata a me solo dal punto di vista fisico e questo fa crollar sempre +in basso la mia autostima........!!!

  14. #29
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da sirena838383
    mi rendono viva,questo credo ke derivi dai poki interessi ke ho,da una vita un pò vuota ke conduco......!!!
    si va beh, non è che piangendoti addosso risolvi il problema. e se sei venuta qui per aspettarti che le persone ti facciano "pat pat" sulla spalla sbagli di grosso.
    scusa, hai una vita vuota? vai in palestra, mettiti a leggere, chatta su internet e conosci un ragazzo, esci e comprati un maglione, cercati un lavoro, coltiva un interesse.
    ci sono mille modi per evitare una vita vuota. poi, una volta riempita la tua vita, vedi se questi comportamenti li metti ancora in atto. se accade ancora non è la vita piatta e monotona a generare tutto questo, ma probabilmente la tua testa.
    e, se posso darti un consiglio, evita di imbottirti di libri scritti da psicologi e psicoterapeuti di bassa lega per cercare la tua "patologia". alle volte etichettarsi, classificarsi non è necessario. se hai un problema risolvilo reagendo al problema. se non riesci cerca qualcuno che ti possa aiutare. un amico, uno psicologo, fai te.

    Originariamente postato da sirena838383
    mi fa soffrire pensare ke a certi ragazzi nn potrei mai interessar xkè loro sono allegri,solari,carismatici,un pò leader,insomma l'opposto di una timida,complessata come me.........invece attiro xsone ke nn mi interessano oppure la categoria di ragazzi suddetta è interessata a me solo dal punto di vista fisico e questo fa crollar sempre +in basso la mia autostima........!!!
    ci sono persone che conosco e che hanno il tuo stesso identico carattere. una di queste sono io. sono un orso e davanti alle persone divento un palo di legno. inoltre, preferisco trascorrere il mio tempo leggendo borges, orwell e studiando e navigando su internet, tanto che a volte trascuro gli altri. sono la classica geek girl, che ama parlare di software e di ergonomia invece che di trucchi e profumi. risultato: fra donne non riesco mai ad esprimermi e sono noiosa. con gli uomini non mi interessa neanche intentare un approccio attivo di corteggiamento. se vogliono, lo fanno loro.
    nn me ne sono mai creata un problema. ho pochi amici ma buoni che mi adorano, una persona (solarissima e diversissima da me) che mi ama (anzi, la disparità l'avverto più io che lui). se sto zitta in mezzo alla gente che parla non è un problema. so di essere diversa da "loro" perchè non sono così sociale, ma ripeto che non è un problema perchè comunque mi so fare accettare.
    sono silenziosa? mi sta bene anche quello. non sono una che ama parlar troppo, non c'è nulla di male. a volte anche solo lo sguardo e i gesti comunicano, a meno che uno non è un pesce lesso, ma dubito.
    conosco altre persone come me e quelle persone ci stanno bene nel loro modo di essere perchè è il LORO modo di essere e lo hanno accettato. per l'appunto, meglio essere se stessi che cercare di essere ciò che non si è.

    un consiglio: potresti iniziare la tua rivoluzione personale riconvertendo le "k" in "c" o "ch", per esempio. cosa che tra l'altro è contemplata nel regolamento.

  15. #30
    sirena838383
    Ospite non registrato
    il problema è ke gli altri interessi li trovo noiosi,anch'io faccio shopping,vado in palestra,esco con gli amici,è vuota nn x il tipo di vita ke conduco,ma dentro di me sento ke le unike cose ke mi appassionano vertono il mondo maskile,lo so ke è suxficiale,ma nn ne riesco far a meno,è come se solo questo interesse mi stimola davvero,forse xkè ho bisogno di sentirmi desiderata,di alimentar così il mio ego e nn riesco a trovar altri stimoli altrettanto validi.........come la dipendenza da una sostanza ke ti rende euforica...........credo ke il mio problema sìa quello di viver un equilibrio interiore,solo le emozioni estreme,forti,mi stimolano........trovo insopportabile la pacatezza,quando invece mi rendo ke solo con la calma riesci a viver appieno delle cose,forse temo la calma,ciò ke implica,il dovermi metter in contatto con me stessa,con quello ke sento davvero e nn alimentarmi di vortici di emozioni ke sostanzialmente nn ti lasciano niente e creano solo confusione,oltre ke a distoglierti da te stessa.........ma nn riesco a viver così le emozioni,provo a gettar la mia attenzione altrove e adoro quel ke faccio:l'univ.la palestra,ma è come se nn mi bastasse,x un pò mi va bene,ma quando giunge qualke boy nella mia vita,mi trovo completamente spiazzata e a mollar tutto x lui....tutto è niente rispetto alle emozioni ke mi dà lui...........sto provando a cambiar,ma forse anke le amike ke ho,di certo nn mi aiutano xkè loro sono simili a me,quindi alimentiamo reciprocamente questi atteggiamenti.......dovrei allontanarmi da loro,cambiar orizzonti,ma in fondo-fondo x quanto sìa consapevole dei miei atteggiamenti,c'è una parte di me ke vuole xseguirli a forza,ne è irresistibilmenteattratta.......a queste conclusioni nn mi ha fatto giunger nessun libro,solo io ed ho letto solo un libro a sfondo psicologico e lo trovo profondamente veritiero........!!!

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