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  1. #16
    Partecipante Super Figo L'avatar di Antopsi
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    Mi inserisco anchio. Personalmente la penso come Duccio. Credo che riaprire il dibattito parlamentare sull'eutanasia e eventualmente fare una legge, non significherebbe che se una persona è malata senza nessuna possibilità di cura andrebbe uccisa, ma che se questa persona lo desiderasse, in particolari condizioni, le dovrebbe essere accordato il desiderio personale di morire. Ci sono molte persone che come Maryflower pensano che la vita è vita, indipendentemente dalle condizioni, ed è giusto rispettare questo tipo di scelte. Se lei preferirebbe passare 5/10/20 anni della sua vita su un letto immobile la sua scelta dovrebbe essere rispettata. Di contro però andrebbe rispettata anche la scelta di chi non vuole più vivere perchè sa che morira comunque, e magari morirà soffrendo. A maggior ragione se quella persona non è credente o non è cattolica.
    Il discorso sta tutto lì. Un stato laico deve trattare i cittadini tutti alla stesso modo, e quando ci sono situazioni che richiedono scelte profondamente personali, nessuno dovrebbe intromettersi e scegliere per qualcun altro, tanto meno lo Stato. Dunque è giusta una legge che da la possibilità di scelta personale.
    "Quando pensi di aver perso tutto non hai ancora perso la vita". Questa frase è molto bella, e racchiude un bellissimo messaggio. Ma non credo che sia valido per tutti. E' valido per Bruno Lauzi e per chi come lui ha delle malattie che non portano alla morte certa. Di parkinson non si muore, di altre malattie si, e di alcune si muore dopo tantissimo tempo e dopo tantissime sofferenze. Se so che la mia vita finirà comunque voglio avere il diritto di scegliere di non soffrire oltre.
    Chi non vuole questo diritto deve lasciare gli altri decidere per se. In ogni caso nessuno li ucciderà se loro non vorranno.
    http://s2.bitefight.it/c.php?uid=49195

    Is not dead what it can eaternal live, but in strange eaons even death may die...

    Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire.

    Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cavolo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cavolo, scegliete il fai-da-te e il chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa cosí? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

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  2. #17
    psicologiaela
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    Mary mi dispiace molto per la sofferenza di tua mamma e tua...capisco cosa vuoi dire e credimi so bene di cosa parli.
    Anche mia mamma ha vissuto un calvario ma, a differenza della tua, non c'è l'ha fatta.
    So benissimo cosa si prova all'interno degli ospedali..oltre mia mamma ho perso anche mio papa'.
    Lo strazio è enorme...il dolore incancellabile anche a distanza di anni...
    Io ho premesso che se mi trovassi in una situazione del genere non saprei cosa fare e sicuramente se mi avessero proposto di interrompere le cure ai miei genitori sarei andata su tutte le furie!!!!
    Cio' che volevo dire è che non so come reagirei se fossi io la paziente costretta a vivere cosi'...ma ripeto, se non ci si trova in tale condizione, non credo si possa affermare con certezza cosa si farebbe.

  3. #18
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
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    .....non so....probabilmente bisogna tener conto anche di chi ci assiste, e di quanto potrebbe essere straziante per loro.

  4. #19
    L'avatar di Duccio
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    Capisco bene quello che intendete e ho massimo rispetto delle vostre storie personali. Credo pero' che bisogna tenere conto in maniera massima della persona che soffre... e spesso e' una forma di egoismo il voler avere uin vita una persona anche se ridotta in condizioni di grande sofferenza.... Credo che aggiungere anni alla vita sia inutile se non si aggiunge vita agli anni..
    Ti faccio un esempio... non c'entra niente con le malattie terminali... A maggio se ne e' andato mio nonno... aveva 91 anni... era una persona fino ad 88 davvero in gamba e giovanile, guidavala macchina, andava in scooter da solo da Firenze a Viareggio, stava tutto il giorno fuori.... questo fino ad 88 anni.. Poi e' iniziato un declino inesorabile dovuto ad un problema fisico improvviso... Praticamente negli ultimi due anni era stanchissimo... camminava con grande fatica...parlava anche con fatica... Insomma ti giuro che per me e' stata una sofferenza vederlo in quelle condizioni...soprattutto poi quando in un perioro all'ospedale... mi disse una volta:"Duccio ma io che ci faccio in mezzo a tutti questi vecchi rincoglioniti???" Lui che aveva 90 anni.... e stava in una stanza di ospedale con persone di 70....Insomma alla fine io ho sofferto molto quando se ne e' andato...ma da un altro lato sono stato contento per il fatto che non stava bene, non era contento... un uomo nato e cresciuto libero...senza legami, senza costrizioni... fino a 88 anni... costretto a stare fisso in casa e a letto... Ora e' libero...da qualche parte e da un lato preferisco che se ne sia andato ora...che vederlo fra queste sofferenze che lo accompagnavano e lo minavano sia fisicamente che psicologicamente ancora per anni....Quante volte mi ripeteva che era finita...e voleva andarsene...
    Mia madre ancora oggi non ha accettato molto la cosa...lei preferiva invece averlo ancora accanto malandato e rotto piuttosto che non averlo piu'... Ecco questo per me e' egoismo....e i bisogni di chi sta vicino alle persone che soffrono vanno messi in secondo piano rispetto ai bisogni e alla volonta' della persona malata... Questo e' chiaramente il mio parere.

  5. #20
    Postatore OGM L'avatar di monellina19
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    Originariamente postato da rasputin
    Dal punto di vista "cattolico" nn è giusto xke se è vero che c'è un disegno divino cvuol dire ke quella sofferenzxa ha un significato, e forse può servire ad avvicinare ancora di più la persona a Dio fino a che Lui deciderà che sarà arrivata l'ora,
    Inoltre, sempre x chi è credente, anche se la persona non èuò "fare" niente, può cmq pregare e le preghiere di un malato (sempre x ki crede) valgono di più di uno ke sta bene.

    la penso come te...ma credo che quando una persona soffre parecchio non pensa al volere di dio...ma a mettere fine a quei lunghi momenti di agonia...non tutti siamo forti da poter sopportare un dolore atroce...

    non ho una posizione ben precisa per quanto riguarda l'eutanasia...ma accetterei la scelta dell'eutanasia da qualsiasi malato terminale,se fosse la sua volontà sarei anke disposta a staccare la spina...beh certo agli okki della legge sarebbe omicidio,ma non ai miei!!

  6. #21
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da Duccio
    Anche io sono credente...anche se non necessariamente cattolico...nel senso che la mia fede non riesco a farla coincidere in un manifesto ma e' un qualcosa che sento dentro di me... Ma a parte questo..e nonostante questo... Sono completamente a favore dell'eutanasia e contro l'accanimento terapeutico.... O almeno ho un enorme rispetto per la volonta' del paziente o di chi soffre che per me ha molto piu' valore della volonta' dei familiare di cui peraltro capisco molto bene la sofferenza nel vedersi staccati per sempre dal proprio caro....
    Chiaro parliamo sempre di malattie per cui non esistono assolutamente margini di cura e che non possono avere in alcun modo una qualunque vita sociale....

    Il punto è che se un familiare lascia che il proprio caro muoia, questo familiare si sentirà un assassino..come dire: ti ho ucciso io, mi prendo la colpa io per te.


    E' forse egoismo pensarla come questo familiare, però lo è anche non assecondare il malato che vuole farla finita.

    Insomma. NOI possiamo decidere di morire? Io penso che dev'essere tragico per un parente non assecondare l'eutanasia.
    Il malato soffre e tu non pui far nulla, non puoi farlo morire nemmeno perchè può essere contro i tuoi principi ( al di là del pensare che non vuoi staccarti da quella persona).

    E il malato? Che non può morire in pace?

    Credo che alla fine asseconderei l'eutanasia ..ma la scelta non sarebbe mia, io farei la volontà di chi atrocemente soffre e non ha voglia di vivere. Poi certo, dovrò vedermela con la mia coscienza che dice che ho permesso un omicidio...

    Insomma il malato cronico e la sua volontà, un Dio che non vuole, me stesso uomo che non vuole veder soffrire un proprio simile?


    Ancora, alla fine, anche se sento che l'eutanasia non è "religiosamente" corretta, a mali estremi..estremi rimedi.

    Forse Dio capirebbe....
    Buona vita a tutti!

  7. #22
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    Io penso sempre che vadano rispettate le libertà personali. Se voglio morire e mi suicido in fondo sono fatti miei (certo, detto da uno psicologo non è il massimo, ma sto volontariamente estremizzando), se voglio morire perchè sto soffrendo come un cane e non posso neanche uccidermi da solo perchè non mi posso muovere, non ci vedo nulla di male nel fatto che qualcuno mi dia una mano.
    Non significa questo che io sono per la morte, e chi è contrario all'eutanasia è per la vita. Anchio sono per la vita, probabilmente se fossi io nella stessa situazione sceglierei di continuare a vivere. Però se il sigor Rossi vuole morire perchè non ce la fa più ad aspettare altri 6 mesi o 1 anno o quello che è, è giusto che possa farlo.
    Tutta questa vicenda ha avuto di buono che sta riaccendendo il dibattito. Su Repubblica c'è questo articolo in cui presentano i primi disegni di legge che sono stati presentati.
    Al di là del merito di ognuno, c'è una cosa che non ho capito e che forse voi potete aiutarmi a capire. Alcuni parlano di testamento biologico, cioè "il documento sottoscritto dal paziente per garantire la propria volontà in materia di trattamento medico anche quando non si è più in grado di comunicarla". Non capisco la differenza. Se io nel mio testamento biologico dico che se sono in stato vegetativo da troppo tempo e non ho margini di miglioramento, voglio essere lasciato morire, non è la stessa cosa? Che differenza c'è fra dire "staccatemi il respiratore" (eutanasia) e "non curatemi più" (testamento biologico).
    Allora veramente è più importante la forma della sostanza!
    Ultima modifica di Antopsi : 26-09-2006 alle ore 13.39.49
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    Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire.

    Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cavolo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cavolo, scegliete il fai-da-te e il chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa cosí? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

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  8. #23
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    Vedo gente e sento continuamente gente che quando parla di eutanasia sembra quasi amare più Dio che i propri cari. Non si sceglie per gli altri e se qualcuno decide di morire deve essere assecondato. Molti non lo farebbero perchè si sentirebbero in colpa, per loro è più forte il loro desiderio di sentirsi a posto con la coscienza che vedere un vegetale spegnersi in maniera lenta e dolorosa. Tanto riguarda un altro, mica noi. E' un pò come quando schiacciamo un insetto... noi non proviamo niente, ma qualcuno si è mai chiesto che dolore si prova? Io sarò pazzo ma qualche volta me lo chiedo, e penso che se venissi schiacciato da un gigante non sarebbe una bella cosa. In questi casi qua preferirei personalmente vivere un attimo senza dolore e poi non vivere più, piuttosto che 20 anni di calvario per poi tirare le cuoia quando vuole Dio. Del resto sono sempre stato del parere che la libertà è di tutti, nel rispetto degli altri. Chi sono io per decidere per un altro se questi mi chiede esplicitamente che vuole farla finita? Chi ha deciso che la mia libertà è più grande di un altro? Dio no di certo. Almeno per Dio dovremmo essere tutti uguali, come per la morte.
    "La sincerità è il primo passo verso la solitudine..."

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  9. #24
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    Io penso sempre che vadano rispettate le libertà personali. Se voglio morire e mi suicido in fondo sono fatti miei (certo, detto da uno psicologo non è il massimo, ma sto volontariamente estremizzando), se voglio morire perchè sto soffrendo come un cane e non posso neanche uccidermi da solo perchè non mi posso muovere, non ci vedo nulla di male nel fatto che qualcuno mi dia una mano.
    Non significa questo che io sono per la morte, e chi è contrario all'eutanasia è per la vita. Anchio sono per la vita, probabilmente se fossi io nella stessa situazione sceglierei di continuare a vivere. Però se il sigor Rossi vuole morire perchè non ce la fa più ad aspettare altri 6 mesi o 1 anno o quello che è, è giusto che possa farlo.
    Tutta questa vicenda ha avuto di buono che sta riaccendendo il dibattito. Su Repubblica c'è questo articolo in cui presentano i primi disegni di legge che sono stati presentati.
    Al di là del merito di ognuno, c'è una cosa che non ho capito e che forse voi potete aiutarmi a capire. Alcuni parlano di testamento biologico, cioè "il documento sottoscritto dal paziente per garantire la propria volontà in materia di trattamento medico anche quando non si è più in grado di comunicarla". Non capisco la differenza. Se io nel mio testamento biologico dico che se sono in stato vegetativo da troppo tempo e non ho margini di miglioramento, voglio essere lasciato morire, non è la stessa cosa? Che differenza c'è fra dire "staccatemi il respiratore" (eutanasia) e "non curatemi più" (testamento biologico).
    Allora veramente è più importante la forma della sostanza!

    Forse sbaglio, ma il testamento biologico è una prova cartacea. inconfutabile.Non si può inventare che il malato abbia chiesto di aver staccato il respiratore...chi lo dice? Si hanno le prove? Invece con il testamento sì. Però , mi sorge un dubbio: se questo testamento va fatto prima ( quanto prima? anche quando si è in ottima salute? solo quando lo si è? come un testamento economico normale dunque?? e penso sia così..) ripeto se viene fatto prima e poi un giorno il malato cronico, quello che non può più comunicare in alcun modo, abbia pensato per un attimo di voler morire in modo "naturale", voglia dire che ha cambiato idea, che non è per l'eutanasia.....come fa a dirlo? Non può più impugnare il proprio testamento? Non si torna più indietro...
    Allora , in questi casi , il testamento non serve..


    Beh..scusate mi sembra un "casino" pure il fatto del testamento
    Buona vita a tutti!

  10. #25
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    Originariamente postato da HellSt0rm
    Vedo gente e sento continuamente gente che quando parla di eutanasia sembra quasi amare più Dio che i propri cari. Non si sceglie per gli altri e se qualcuno decide di morire deve essere assecondato. Molti non lo farebbero perchè si sentirebbero in colpa, per loro è più forte il loro desiderio di sentirsi a posto con la coscienza che vedere un vegetale spegnersi in maniera lenta e dolorosa. Tanto riguarda un altro, mica noi. E' un pò come quando schiacciamo un insetto... noi non proviamo niente, ma qualcuno si è mai chiesto che dolore si prova? Io sarò pazzo ma qualche volta me lo chiedo, e penso che se venissi schiacciato da un gigante non sarebbe una bella cosa. In questi casi qua preferirei personalmente vivere un attimo senza dolore e poi non vivere più, piuttosto che 20 anni di calvario per poi tirare le cuoia quando vuole Dio. Del resto sono sempre stato del parere che la libertà è di tutti, nel rispetto degli altri. Chi sono io per decidere per un altro se questi mi chiede esplicitamente che vuole farla finita? Chi ha deciso che la mia libertà è più grande di un altro? Dio no di certo. Almeno per Dio dovremmo essere tutti uguali, come per la morte.

    Le tue parole sono crude ma realistiche. Della serie: non ho chiesto di nascere, non ho scelto di esistere, che almeno possa essere libero di morire come e quando mi pare PERCHE' SONO DISPERATO!

    Penso che il Dio CHE AMA comprenderebbe il dolore e la scelta estrema, penso che anche avendo pensato un qualche disegno divino per il tizio col cancro e ammesso che tale tizio non veda affatto tale disegno, Dio comunque capirebbe.

    E poi che ne sappiamo se il tizio ha lottato per vivere comunque ma poi , UOMO, non ce la fa più?? E basta..forse l'uomo pensa e tende a decidere troppo per gli altri e forse immagina un Dio punitivo e inflessibile, che dà la vita e pretende che uno la conservi anche se fa malissimo, ANCHE SE è ANTI-VITA, senza compromessi. ... Non credo esista un Dio così...
    Buona vita a tutti!

  11. #26
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Ho una nonna di 91 anni, ormai ridotta quasi a un vegetale, mi riconosce 1 volta si e 3 no, spesso e' convinta di essere ancora bambina e chiama la mamma, e' su una carrozzina perche' non riesce piu' a stare in piedi, ha il catetere fisso, ulcerazioni e flebiti continue alle gambe, sta in una casa di riposo perche' non ci e' possibile occuparci 24h su 24 di lei, come richiesto, e li dentro ci sono tante, ma tante persone che non sono piu' persone, e che aspettano solo di morire, la vicina di letto di mia nonna e' in coma ormai da settimane, le fanno le flebo, non mangia, ha l'ossigeno sempre attaccato...
    Questa non e' vita.
    E la vita come semplice sopravvivenza, come semplice respirare e neanche magari grazie ai tuoi polmoni, ma a una macchina non ha senso.
    La Vita e' Vivere.
    E se questo non e' possibile, se non ci sono speranze se non quella di liberare, finalmente, il corpo dalla sofferenza e l'Anima (quella si Viva Sempre e per Sempre) da una prigionia attraverso la morte, io non capisco perche' di debba giudicare questo come un insulto a Dio.
    Dio, e' dentro di noi.
    Dio siamo noi, e nell'accezione non superioristica del termine, ma in quella sostanziale...DIO e' la sostanza di cui siamo fatti.
    E morire e' ricongiugerci alla fonte di questa sostanza.
    Io non ho paura della morte.
    Mi fa piu' paura un mondo che elogia il martirio...

  12. #27
    L'avatar di crissangel
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    Io la vivo con relativa serenità, sono ateo e anticlericale, perchè non mi piace chi divide tra giusto e sbagliato, tra ciò che è morale e ciò che non lo è e che fa discriminazioni ora velate, ora aperte, ora frammischiate a ampollosa retorica farcita di vuote tautologie e tutto alla luce di una acritica e fideistica adesione a dei dogmi anacronistici. Io sono a favore dell'eutanasia e del testamento biologico se visti come mezzi per il rispetto della volontà della persona che ha diritto di mettere sè in primo piano e di avere la facoltà di decidere per sè visto che a quei livelli sono dipendenti da altre persone in tutto e per tutto, cattaolico o ateo che sia. Mi piacerebbe maggior rispetto per la persona e la scienza lasciando perdere infrastruttre ideologiche, a meno che uno non le richieda e non senta il bisogno di appellarsi a dio ecc, libertà anche questa
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  13. #28
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    Vi incollo l'Amaca di Michele Serra del 26/09/2006 in relazione a questo argomento
    Io trovo che sia di una semplicità disarmante e che rispecchi in pieno quello che penso io a riguardo

    C’è un uomo paralizzato che vuole morire. C’è un altro uomo paralizzato che vuole vivere. La differenza fondamentale tra i due è che l’uomo che vuole morire non può. Lo straziante antagonismo tra questi due uomini sofferenti, entrambi a noi fratelli, è il perfetto riassunto di quanto separa l’etica religiosa da quella laica. La scelta individuale di sopravvivere diventa, per l’etica cattolica, un dovere, un obbligo anche per gli altri. Mentre la scelta di darsi la morte a causa dell’insopportabilità della vita, ovviamente, in nessuna maniera potrebbe tangere il desiderio di altri individui di vivere a oltranza. Allo stesso modo: il divorzio non costringe gli altri a divorziare, l’aborto ad abortire, le unioni tra omosessuali a diventare omosessuali…
    La breve lista non vi sembri paradossale o provocatoria. È perfettamente descrittiva di uno stato di fatto: l’etica religiosa tende ad estendere a tutti, anche a chi sia diversamente orientato, le scelte di una parte soltanto della società. L’etica laica consente ai singoli individui scelte difformi, senza impedire in alcuna maniera ai credenti di vivere e di morire secondo le loro convinzioni. L’uomo che vorrebbe morire non crede minimamente che il suo modo di vedere, e di soffrire, valga anche per gli altri. L’uomo che vuole vivere sappia, invece, che il suo modo di vedere è legge imposta a tutti.
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  14. #29
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    E' bello quello che hai scritto. E per molti versi condivisibile.
    Originariamente postato da Alessia Va
    Questa non e' vita.
    E la vita come semplice sopravvivenza, come semplice respirare e neanche magari grazie ai tuoi polmoni, ma a una macchina non ha senso.
    La Vita e' Vivere.
    Però.....ad esempio, un bambino che nasce paraplegico, secondo te è meglio che non nasca ?

  15. #30
    L'avatar di crissangel
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    Straordnariamente intelligente, intelligente nel vero senso della parola. Io avevo un amico che a 23 anni è rimasto paralizzato dal collo in giù, voleva uccidersi ma non poteva. Intorno a sè un sacco di moralisti che tentavano di inculcargli ciò che era giusto: vivere e accettare la volontà del signore. A noi amici, nello spazio neutro che gli offrivamo senza che nessuno imponesse un bel niente, chiedeva di ucciderlo
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