Mi inserisco anchio. Personalmente la penso come Duccio. Credo che riaprire il dibattito parlamentare sull'eutanasia e eventualmente fare una legge, non significherebbe che se una persona è malata senza nessuna possibilità di cura andrebbe uccisa, ma che se questa persona lo desiderasse, in particolari condizioni, le dovrebbe essere accordato il desiderio personale di morire. Ci sono molte persone che come Maryflower pensano che la vita è vita, indipendentemente dalle condizioni, ed è giusto rispettare questo tipo di scelte. Se lei preferirebbe passare 5/10/20 anni della sua vita su un letto immobile la sua scelta dovrebbe essere rispettata. Di contro però andrebbe rispettata anche la scelta di chi non vuole più vivere perchè sa che morira comunque, e magari morirà soffrendo. A maggior ragione se quella persona non è credente o non è cattolica.
Il discorso sta tutto lì. Un stato laico deve trattare i cittadini tutti alla stesso modo, e quando ci sono situazioni che richiedono scelte profondamente personali, nessuno dovrebbe intromettersi e scegliere per qualcun altro, tanto meno lo Stato. Dunque è giusta una legge che da la possibilità di scelta personale.
"Quando pensi di aver perso tutto non hai ancora perso la vita". Questa frase è molto bella, e racchiude un bellissimo messaggio. Ma non credo che sia valido per tutti. E' valido per Bruno Lauzi e per chi come lui ha delle malattie che non portano alla morte certa. Di parkinson non si muore, di altre malattie si, e di alcune si muore dopo tantissimo tempo e dopo tantissime sofferenze. Se so che la mia vita finirà comunque voglio avere il diritto di scegliere di non soffrire oltre.
Chi non vuole questo diritto deve lasciare gli altri decidere per se. In ogni caso nessuno li ucciderà se loro non vorranno.










