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  1. #16
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Riforma delle Professioni: che tristezza!

    Originariamente postato da crissangel
    [...]tu come pensi ci si dovrebbe muovere, concretamente?
    Trovo la questione molto complessa. Allo stato attuale credo sia utopico pensare di modificare la Legge di ordinamento. Per tanti motivi.
    • Una Legge la può cambiare solo il Parlamento e, attualmente, la categoria è priva di potere contrattuale tale per cui non vedo una soluzione politica ragionevole.
    • L'attuale establishment del Nazionale non è minimamente interessato ad effettuare variazioni di questo tipo e dunque, anche quelle poche forze che ha, vengono regolarmente direzionate altrove.
    • La riforma universitaria (che io reputo assolutamente giusta nello spirito di base) è stata regolarmente stravolta come sempre avviene in Italia...

    Se dovessi fare una "fotografia" attuale della categoria degli Psicologi vedrei una categoria prossima all'agonizzare, schiacciata dal peso delle altre professioni limitrofe, schiacciata dalle scelte pessime effettuate dalla dirigenza degli ultimi dieci anni.

    Credo, personalmente, che solo una buona riforma delle professioni possa concretamente risolvere i problemi. In questo post avevo provato a spiegare di quanto, attualmente, l'Ordine serva solo da ingessare una situazione che, di fatto, non si è mai sviluppata.

    Ho sempre ritenuto che l'Ordine degli Psicologi sia arrivato tardi: ovvero quando si cominciava a parlare di abolire gli Ordini professionali.

    Ma mentre gli altri Ordini sono stati capaci di portare avanti al meglio i propri interessi, quello degli Psicologi si è sempre dovuto barcamenare, in primis, verso il suo antico debito con i Medici. Dopodiché il maggior problema è stato proprio la non capacità di adeguarsi alla richiesta della società in termini di sviluppo della professione.

    Non mi capacito di come, proprio gli Psicologi, non riescano a cambiare il loro punto di vista. Per usare una espressione di rogersiana memoria: ruminazione mentale. Sembra che non riescano ad uscire dal loro circolo vizioso.

    Io ad esempio, credo che le altre professioni limitrofe a quella di Psicologo, siano una risorsa e non una dannazione...

    Credo che l'abolizione del divieto di farsi pubblicità e l'abolizione dei minimi tariffari (quest'ultimo problema marginale per lo Psicologo) sia una cosa positiva che permetterà maggiore autonomia e possibilità di lavoro ai giovani laureati.

    Credo che una riforma del tirocinio nell'ottica della professionalizzazione sarebbe auspicabile.

    Credo che la possibilità di costituire società tra professionisti sia una buona cosa perché permetterà di unire le forze (sempre riferito, magari, ai giovani neolaureati).

    Un esempio per tutti: l'impossibilità (fino a dicembre, se Dio vuole...) di farsi pubblicità è secondo l'Ordine un modo di tutelare il consumatore. Ma come si fa ad affermare ciò? In questo modo tutti gli Psicologi sono uguali per l'utenza... mentre invece ognuno di noi dovrebbe poter tranquillamente far sapere cosa sa fare e come lo sa fare, proprio per agevolare l'utenza nella scelta.

    Lo stesso dicasi per le tariffe obbligatorie...: come è possibile che uno Psicologo ad Isernia possa chiedere gli stessi soldi di uno Psicologo di Milano quando a Milano affittare uno studio costa non meno di 1000 euro al mese? E ad Isernia con poche lire affitti un intero appartamento?

    Queste sono assurdità con cui fino ad oggi ci hanno gabellato.

    Scusa il lungo preambolo, vengo ora alla tua domanda "Cosa proponi in concreto?":
    • strutturazione di un percorso universitario in linea con gli altri percorsi europei
    • strutturazione di un vero tirocinio formativo e pratico che insegni a lavorare
    • strutturazione di un vero esame di Stato che sia realmente abilitante all'esercizio della Professione (dove si testi cioé il saper-fare e non il sapere che è già stato testato per 5 anni in Università...)
    • abolizione dell'obbligo di iscrizione all'Ordine
    • potenziamento delle Authority già presenti (ad esempio per vigilare sulla pubblicità e sulle tariffe) e creazione di nuove Authority capaci di rispondere alle esigenze di qualità delle prestazioni professionali richieste dai consumatori
    • riconoscimento delle associazioni di categoria con la possibilità che esse possano far da tramite, ad esempio, con le associazioni dei consumatori
    • sviluppo e implementazione di certificazioni di competenza (uno Psicologo dello Sport è diverso da uno Psicologo Scolastico ma, attualmente, per l'utente sono la stessa cosa in quanto cominciano con "psi") che possano aiutare l'offerta a differenziarsi
    • sviluppo di un serio programma di aggiornamento professionale che consideri la tarsversalità delle varie professionalità che rientrano nella categoria "psi"

    Questo in "pillole". Ora, scriverlo su un forum è una cosa, ma farlo...

  2. #17
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    Ti ringrazio per la tua risposta e anche per il preambolo affatto lungo, i tuoi post sono sempre estremamente chiari e ci aiutano a fare il punto della situazione. Purtroppo io penso, come te, che il danno sia già stato fatto e perpetrato, ci sono diverse leggi in parlamento che non sono esecutive e chissà quando lo diventeranno, non ultima la figura dello psicologo in strutture come le case di riposo, tanto per fare un esempio.
    Quello che ritengo abominevole è il fatto che ci siano tante piccole inutili iniziative per neolaureati che in relatà nulla portano in termini di utilità e inserimento, solo per assolvere alla funzione di specchietti per allodole e nascondere il grosso gap che gli organi amministrativi, Ordine in primis, hanno aperto tra gli psiclogi e le altre categorie. Perchè siamo arrivati al punto che per avere la seppur minima sepranza di essere inseriti in una struttura bisogna per forza prodigarsi in servizi di volontariato di lunghezza indeterminata o fare degli stages a 5 euro al giorno di almeno 6 mesi, non basta la laurea, il tirocinio professionalizzante (posto per buono tutto ciò che dici tu sul tirocinio che quasi mai assolve alla funzione di fornire un contesto professionalizzante), magari un master visto che va di moda e l'iscrizione all'albo che attesta che sei un professionista; non si svende la propria professionalità e professione in questo modo? Perchè all'interno dell'albo non ci sono delle liste, di sottoalbi, non saprei come chiamarli a cui potersi iscrivere essendo la psicologia un capello talmente vasto sotto il quale trovano posto un sacco di specifiche, col risultato che poi tutti finiscono a far tutto, se hanno i contatti giusti, o niente?
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  3. #18
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    La situazione dell'ordine degli Psicologi è alquanto singolare. Da una parte abbiamo l'AUPI, il sindacato, che fa gli interessi dei dipendenti pubblici. Dall'altra alcune associazioni di categoria che si occupano prevalentemente degli interessi libero professionali.

    La singolarità sta nel fatto che, nonostante i liberi professionisti siano la maggior parte, sono da sempre governati dai rappresentanti dei dipendenti pubblici.

    Dunque da un lato il sindacato tutela una certa parte della categoria con gli strumenti propri che la legge gli fornisce (contrattazione del salario, politiche delle assunzioni, etc.), dall'altra non esiste nessuno che cura i medesimi interessi per i liberi professionisti.

    L'ordine in tutto questo latita (forse perché è rappresentativo proprio dei soli dipendenti pubblici?).

    Se prendo il tuo esempio delle leggi bloccate in parlamento si ritorna al punto di partenza: mancanza di potere contrattuale, mancanza di una categoria forte, prevalenza di libere professioni forti tra le file dei deputati (medici, avvocati, etc.). Ed ecco che hai anche la risposta.

    Quello che ritengo che realmente manchi agli Psicologi è un serio esame di realtà. L'assurda battaglia portata avanti dell'ordine in tutti questi anni contrasta regolarmente non tanto con la giurisprudenza che via via si forma nei tribunali (cosa di per sé già grave), quanto con il dato di realtà della società che ci circonda.

    Via via nel forum ho avuto modo di fare molti esempi:
    • Quando un cittadino ha bisogno di uno "psi" sceglie il primo che gli capita, perché agli "psi" è vietato farsi conoscere, far conoscere le proprie competenze e, stanti le attuali regole, il cittadino non può -giustamente- sapere che differenza c'è tra uno Psiconeurologo e uno Psicologo clinico. Ergo il primo nome che trova nelle Pagine Gialle è sicuramente quello giusto.
    • Mentre l'Ordine si logorava il cervello pensando a come fare per mandare in galera i mediatori familiari non Psicologi, i cittadini nel frattempo cercavano le prestazioni di mediazione familiare e le trovavano dai non psicologi (perché questi erano intenti, appunto, a fare altro).
    • La società civile in genere cerca molta Psicologia e la cosa buffa è che la cerca dai non Psicologi. Perché?
    • Nel mentre noi stiamo discutendo, in Europa nuove professionalità si stanno formando e presto lavoreranno anche in Italia. Noi però siamo troppo occupati ad inventarci un appiglio giuridico per non farli entrare (il past President del Nazionale li aveva definiti "orde barbariche"). Risultato: ci fregheranno il lavoro perché saranno meglio organizzati.
    • Nel settore del marketing research la fanno da padrone i sociologi e gli economisti. E gli Psicologi del lavoro? Stessa fine anche per loro...

    Purtroppo potrei andare avanti all'infinito...

    Ma cosa ti puoi aspettare da un Presidente dell'Ordine che definisce "orde barbariche" chi meglio di noi si sa organizzare la professione? Un po' anacronistico nell'era della comunità europea...

    Ma cosa ti puoi aspettare da un Presidente dell'Ordine che spinge a Strasburgo affinché la Psicoterapia diventi la 44^ specializzazione della Medicina?

    Tuttavia vedo un barlume di speranza in tutto questo: la riforma delle professioni avverrà con o senza il benestare degli psicologi. Ecco, da tutto questo penso solo (spero) che se ne potrà trarre vantaggio.

  4. #19
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da quattrostracci
    [...] Quello che ritengo che realmente manchi agli Psicologi è un serio esame di realtà. [...]


    e a tutti i livelli ... temo! ... nella nostra categoria c'è realmente qualcosa che non va!!!

    basti pensare che fin dall'università ci hanno detto "non troverete mai lavoro" ... invece di farci comprendere perchè le cose stanno così e di darci gli strumenti per cambiarle ... ci vogliono far mollare ancor prima di iniziare ... io lo trovo perverso

    la cosa poi che trovo ancora più strana è che tutti invocano maggiori tutele e garanzie e chiarezza (e sono in totale accordo su questo), però poi sono in pochi ad interrogarsi su come ottenerle.

    è insensato, secondo il mio modestissimo parere, cercare di far sopravvivere un pesce rosso in acqua putrida, quando è chiaro che bisogna cambiare l'acqua.

    è inutile che ci affanniamo a farci una posizione ... fintanto che non cambiamo la situazione non abbiamno pochissime ... pochissime possibilità.
    la "politica dell'orticello" non paga più.
    pagava negli anni 80 e 90, forse, dove c'erano ancora nicchie possibili per gli psicologi ... ma adesso queste nicchie sono straripanti e nel pubblico e nel privato.

    e mi rendo sempre più conto che la battaglia contro counselor ecc. non è altro che la dimostrazione di una certa miopia ... di una pericolosa staticità e incapacità di cambiamento ... roba da matti ... proprio gli psicologi che nel cambiamento hanno il cuore del loro lavoro non sono in grado di cambiare ...
    sono molto sfiduciata ... lo ammetto

  5. #20
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Partiamo da un presupposto: tutti vogliono una maggior tutela della propria professione. E' pacifico. Il punto è cosa si intende per tutela.

    Una visione miope e corporativa delle libere professioni ritiene che tutela equivalga a:
    • rendere l'accesso alla professione il più complicato possibile
    • imporre dei minimi tariffari
    • imporre il divieto di fare pubblicità
    • imporre una sorta di "staticità" all'esercizio della professione stessa
    • mostrare su più piani resistenze (nel senso psicologico) al cambiamento
    • mantenere rendite di posizione

    Se ci sei dentro e ricopri un ruolo di potere sei "molto" tutelato. Se invece sei fuori faranno di tutto per non farti entrare.

    Poi c'è una visione più liberale (attenzione: uso queste parole nella loro reale accezione senza alcun riferimento alla politica):
    • agevolare l'accesso alla professione
    • differenziare le competenze professionali in quanto sono ritenute un valore
    • favorire la libera contrattazione delle tariffe
    • offrire ai professionisti la possibilità di far conoscere alla potenziale utenza le proprie competenze (=pubblicità)
    • favorire il cambiamento e la trasformazione di una professione in ordine alla naturale evoluzione della società
    • abolire le rendite di posizione
    • favorire lo scambio di informazioni, di esperienze, di professionalità

    Qui tutti se la giocano alla pari, o quasi. Ci sarà cioé sempre una fisiologica percentuale di insuccessi, ma saranno dovuti alla incapacità del singolo di confrontarsi con il mondo che lo circonda.

    Il senso è: pari opportunità e pari strumenti.

    La questione fondamentale è: mentre un'opportunità data a me equivale ad una medesima opportunità data a te, un privilegio dato a me equivale ad una opportunità tolta a te.

    Dare diritti a qualcuno non vuol dire toglierli ad altri.

    Naturalmente liberalizzare una professione non significa "giungla", ma significa potenziare tutti gli strumenti di controllo (alcuni dei quali già esistono) atti a monitorare l'andamento di una professione:
    • esame di Stato
    • associazioni dei consumatori
    • associazioni di categoria
    • authority (pubblicità, concorrenza sleale, deontologia, etc.)
    • sistemi di qualità e certificazione delle competenze

    senza dimenticare (perché spesso si dimentica...) che un professionista, in quanto cittadino, è tenuto al rispetto delle Leggi dello Stato.

    Infine, una parola che a molti fa paura: il mercato. Sì, perché tanti pensano che il mercato "non sia pronto", "non sia adeguatamente preparato", "vada tutelato", etc.

    Tutte fanfalucche: in Italia negli ultimi 15 anni i consumatori genericamente intesi sono cresciuti da un punto di vista di capacità di discernere cosa viene loro offerto. E se questo vale per un pacco di pasta o per l'intervento di un idraulico o per l'acquisto di una polizza auto, non si capisce perché non debba valere per le prestazioni professionali.

    Chi fa finta di tutelare il mercato (ma in realtà tutela solo il proprio borsellino) invoca un'altra parolina magica: asimmetria informativa.

    Fanfalucca anche questa! L'asimmetria informativa certo che esiste, pur tuttavia negli ultimi 40 anni si è ridotta sempre di più. Ormai essendo relegata solo a prestazioni molto particolari, molto specialistiche e poco conosciute.

    E su questa cosa gli Ordini ci marciano! Il giochino è semplice: vieto di fare pubblicità ergo non posso spiegare la differenza tra uno Psicoterapeuta della Gestalt e uno Psicologo Scolastico. Il cittadino medio ovviamente "sa una mazza" ed ecco dunque che si agita lo spauracchio dell'asimmetria informativa...

    Risultato: vado dal primo che trovo e poco importa se è Psichiatra, Psicologo, Neurologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, etc.

    Mi ricorda molto il motto "tenere il popolo nell'ignoranza"...

  6. #21
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da quattrostracci
    [...]

    E su questa cosa gli Ordini ci marciano! Il giochino è semplice: vieto di fare pubblicità ergo non posso spiegare la differenza tra uno Psicoterapeuta della Gestalt e uno Psicologo Scolastico. Il cittadino medio ovviamente "sa una mazza" ed ecco dunque che si agita lo spauracchio dell'asimmetria informativa...

    Risultato: vado dal primo che trovo e poco importa se è Psichiatra, Psicologo, Neurologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, etc.

    Mi ricorda molto il motto "tenere il popolo nell'ignoranza"...
    il tuo discorso non fa una piega e direi che dal basso della mia ignoranza (ma tenterò di recuperare) tornerebbe proprio tutto!!!
    direi che la realtà delle cose si spiegherebbe a pennello partendo dalle tue affermazioni ... certo che ... pensare che le cose siano andate proprio così ... fa venire da vomitare ... e scusami se ho una "resistenza " ad accettarlo!!!

    l'ultima parte di ciò che dici, quello che riporto, secondo me è il problema più grave! ... perchè secondo me nemmeno gli psicologi conoscono molto bene le differenze fra i vari professionisti ... (probabilmente eccetto neurologo e psichiatra).
    e questo si nota anche nello scarso numero di scuole di specializzazione pubbliche in psicologia che c'è e nel fatto che non abbiano nemmeno programmi simili, il più delle volte!

    ... siamo messi proprio male, vero? ci tocca davvero sperare nell'europa? ... che faccia quello a cui noi non riusciamo nemmeno a pensare!?

    Ultima modifica di psicosarix : 11-10-2006 alle ore 18.25.37

  7. #22
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Originariamente postato da psicosarix
    ... siamo messi proprio male, vero? ci tocca davvero sperare nell'europa? ... che faccia quello a cui noi non riusciamo nemmeno a pensare!?
    Siamo solo apparentemente messi male. E' bene che si avvii una stagione di riforme, ma di quelle serie. Comunque sì, io confido molto nell'Europa. Nell'Europa e nella coscienza delle persone che potenzialmente potrebbero rivolgersi allo Psicologo. D'altra parte la domanda sta calando drasticamente... o meglio: la domanda di Psicologia sta aumentando, sta calando quella agli Psicologi. Speriamo che almeno questo faccia riflettere.

  8. #23
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da quattrostracci
    Siamo solo apparentemente messi male. [...]
    io lo spero e forse hai ragione ... ma non vedo nelle persone riflessioni costruttive e innovative.
    cioè ... la situazione in cui versiamo fa riflettere molto e molti ... ma in modo inadeguato, secondo me ... cioè, per me, si finisce coll'andare in una direzione che non giova alla psicologia e alla professione.

    quando feci il test per entrare a psico, tutti sapevamo che sarebbe stato difficile lavorare ... ce lo dissero prima di iniziare il test e ce lo hanno ripetuto per tutto il corso di studi (mentalità assurda!!! ... invece di farci capire e aiutarci a costruire gli strumenti per cambiare la situazione ... più semplice farci lasciare!!! ).
    cosa ha prodotto questo atteggiamento negli anni? solo la migrazione degli studenti verso le scuole di specializzazione private (mi riferisco al ramo clinico solo perchè conosco meglio il tema, non per altro!), nella convinzione che questa sia la strada giusta per lavorare ... un sacco di testimonianze dimostrano che non è così. riprendendo la saggezza del mio amico crissangel finirà che la laurea in psicologia diventerà solo uno "step" del percorso e non una possibilità di lavoro per chi lo volesse.

    senza ledere il diritto a diventare psicoterapeuta, per chi lo voleva davvero, sarebbe stato bene potenziare al massimo la figura dello psicologo e le sue potenzialità di intervento rispetto alla società, facendo una sana opera di "visibilità" della categoria, dicendo alla gente chi siamo e cosa facciamo!
    e poi potenziare l'offerta di corsi di perfezionamento e master e scuole di specializzazione in psicologia (diverse dalla solita clinica!!!e psicoterapia!!!) cosicchè chi voleva proseguire in campi specifici della psicologia ne avesse la possibilità!!!

    questo forse ci avrebbe permesso di rispondere adeguatamente alla crescente domanda di psicologia che la società ci fa!!! e anche di entrare in aree che avrebbero bisogno dello psicologo, ma che continuano a farne a meno, perchè ci siamo chiusi solo nella dimensione della cura (col massimo rispetto per questa dimensione)! ci sarebbe stato posto per tutti, counselor ... ecc. ognuno con le sue brave competenze!

    zero assoluto, invece ... e allora ora mi chiedo se non sia troppo tardi, ma non per la situazione ... più che altro per le teste delle persone che colgono il disagio, ma non le possibili soluzioni ... e di coseguenza mi chiedo ... quando poi l'europa ci metterà con le "spalle al muro" ... come accade spesso ... saremo in grado di recepire bene le direttive??? o faremo un gran casino??? ... come tipicamerte facciamo in questo paese???

    ... oggi sono cattiva

  9. #24
    L'avatar di crissangel
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    Sei molto più saggia tu di me cara psicosarix, purtroppo stiamo delineando post dopo post quella che è la situazione della figura dello psicologo e la situazione che ritroviamo più o meno tutti all'inizio del nostro percorso accademico...si vuole e si pretende che tutti abbiano le idee chiare subito e si chiede come requisito per lavorare una corsa selvaggia alla specializzazione, più che fornire occasioni di approfondimento e di formazione che non diano necessariamente un titolo sovraordinato a quello di psicologo e che ti abiliti ad inglobare ciò che uno psicologo può fare,pena poi rimanere impelagati in quelle battaglie dei poveri di cui si è discusso sopra. Come ho precisato nell'altra discussione, io mi sto specializzando per una mia scelta, perchè dopo il master in neuropsicologia voglio essere in grado non solo di valutare e pianificare interventi di riabilitazione cognitiva, ma anche di lavorare coi familiari. Ciò non toglie che attualmente io come psicologo clinico io non riesco a lavorare e si che ho uno studio e che sono andato da tutti i medici di base della ulss di riferimento a presentarmi, come PSICOLOGO CLINICO, e a spiegare i servizi che posso fornire e che compaiono nel documento programmatico....ma ormai la corsa alla specializzazione è vista come necessaria e i medici mandano le persone dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra, non dallo psicologo che, grazie a una corsa verso l'autodistruzione, rimane una figura ibrida e incompleta, con beneficio di tutte le altre professioni che i più chiamano con sdegno "professioni civetta, o cuscinetto o non so che cos'altro..." siccome di sola cultura non si vive, vorrei essere anche io un cuscinetto ma almeno pagarmi la benzina e le bollette, scusate la banalità
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  10. #25
    psicosarix
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    [...] siccome di sola cultura non si vive, vorrei essere anche io un cuscinetto ma almeno pagarmi la benzina e le bollette, scusate la banalità
    se voler vivere della propria passione e del proprio lavoro è banale ... allora siamo in due ... in tre ... in dieci ... cento ... mille ... cinquantamila persone banali ...

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