Trovo la questione molto complessa. Allo stato attuale credo sia utopico pensare di modificare la Legge di ordinamento. Per tanti motivi.Originariamente postato da crissangel
[...]tu come pensi ci si dovrebbe muovere, concretamente?
- Una Legge la può cambiare solo il Parlamento e, attualmente, la categoria è priva di potere contrattuale tale per cui non vedo una soluzione politica ragionevole.
- L'attuale establishment del Nazionale non è minimamente interessato ad effettuare variazioni di questo tipo e dunque, anche quelle poche forze che ha, vengono regolarmente direzionate altrove.
- La riforma universitaria (che io reputo assolutamente giusta nello spirito di base) è stata regolarmente stravolta come sempre avviene in Italia...
Se dovessi fare una "fotografia" attuale della categoria degli Psicologi vedrei una categoria prossima all'agonizzare, schiacciata dal peso delle altre professioni limitrofe, schiacciata dalle scelte pessime effettuate dalla dirigenza degli ultimi dieci anni.
Credo, personalmente, che solo una buona riforma delle professioni possa concretamente risolvere i problemi. In questo post avevo provato a spiegare di quanto, attualmente, l'Ordine serva solo da ingessare una situazione che, di fatto, non si è mai sviluppata.
Ho sempre ritenuto che l'Ordine degli Psicologi sia arrivato tardi: ovvero quando si cominciava a parlare di abolire gli Ordini professionali.
Ma mentre gli altri Ordini sono stati capaci di portare avanti al meglio i propri interessi, quello degli Psicologi si è sempre dovuto barcamenare, in primis, verso il suo antico debito con i Medici. Dopodiché il maggior problema è stato proprio la non capacità di adeguarsi alla richiesta della società in termini di sviluppo della professione.
Non mi capacito di come, proprio gli Psicologi, non riescano a cambiare il loro punto di vista. Per usare una espressione di rogersiana memoria: ruminazione mentale. Sembra che non riescano ad uscire dal loro circolo vizioso.
Io ad esempio, credo che le altre professioni limitrofe a quella di Psicologo, siano una risorsa e non una dannazione...
Credo che l'abolizione del divieto di farsi pubblicità e l'abolizione dei minimi tariffari (quest'ultimo problema marginale per lo Psicologo) sia una cosa positiva che permetterà maggiore autonomia e possibilità di lavoro ai giovani laureati.
Credo che una riforma del tirocinio nell'ottica della professionalizzazione sarebbe auspicabile.
Credo che la possibilità di costituire società tra professionisti sia una buona cosa perché permetterà di unire le forze (sempre riferito, magari, ai giovani neolaureati).
Un esempio per tutti: l'impossibilità (fino a dicembre, se Dio vuole...) di farsi pubblicità è secondo l'Ordine un modo di tutelare il consumatore. Ma come si fa ad affermare ciò? In questo modo tutti gli Psicologi sono uguali per l'utenza... mentre invece ognuno di noi dovrebbe poter tranquillamente far sapere cosa sa fare e come lo sa fare, proprio per agevolare l'utenza nella scelta.
Lo stesso dicasi per le tariffe obbligatorie...: come è possibile che uno Psicologo ad Isernia possa chiedere gli stessi soldi di uno Psicologo di Milano quando a Milano affittare uno studio costa non meno di 1000 euro al mese? E ad Isernia con poche lire affitti un intero appartamento?
Queste sono assurdità con cui fino ad oggi ci hanno gabellato.
Scusa il lungo preambolo, vengo ora alla tua domanda "Cosa proponi in concreto?":
- strutturazione di un percorso universitario in linea con gli altri percorsi europei
- strutturazione di un vero tirocinio formativo e pratico che insegni a lavorare
- strutturazione di un vero esame di Stato che sia realmente abilitante all'esercizio della Professione (dove si testi cioé il saper-fare e non il sapere che è già stato testato per 5 anni in Università...)
- abolizione dell'obbligo di iscrizione all'Ordine
- potenziamento delle Authority già presenti (ad esempio per vigilare sulla pubblicità e sulle tariffe) e creazione di nuove Authority capaci di rispondere alle esigenze di qualità delle prestazioni professionali richieste dai consumatori
- riconoscimento delle associazioni di categoria con la possibilità che esse possano far da tramite, ad esempio, con le associazioni dei consumatori
- sviluppo e implementazione di certificazioni di competenza (uno Psicologo dello Sport è diverso da uno Psicologo Scolastico ma, attualmente, per l'utente sono la stessa cosa in quanto cominciano con "psi") che possano aiutare l'offerta a differenziarsi
- sviluppo di un serio programma di aggiornamento professionale che consideri la tarsversalità delle varie professionalità che rientrano nella categoria "psi"
Questo in "pillole". Ora, scriverlo su un forum è una cosa, ma farlo...







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ad accettarlo!!!
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