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  1. #16
    Neofita
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    13-10-2006
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    Olbia, Sassari
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    Vorrei spezzare una lancia a favore dei colleghi che hanno una formazione umanistica di base. Credo che la psicoterapia si distingua dalle altre professioni di aiuto in quanto aiuta il cliente ad approfondire ciò che la sua personalità ha di unico e di irripetibile. Chi ha una formazione anche umanistica può capire questo discorso meglio di chi ne ha una devotamente 'scientista'. Gli psicologi che inseguono il modello delle scienze esatte, infatti, sono sempre alla caccia di ciò che è tipico (sintomo), emettono diagnosi standard e applicano protocolli standard, perdendo completamente di vista l'individuo. A mio avviso la strada da percorrere per valorizzare la nostra professione - sia nei confronti di chi ha una formazione prettamente scientifica, sia nei confronti dei 'selvaggi' - è quella di puntare su ciò che la persona ha di unico per renderla ancora più consapevole della propria unicità. La psicoterapia è un'arte che non mira alla normalizzazione od omologazione della persona, quanto piuttosto a favorirne la progressiva individuazione o autopoiesi.

  2. #17
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    492
    In questo discorso si uniscono anche i pedagogisti clinici.
    Questa nuova forma di scippo nei confronti degli psicologi crea ancora un nuovo ramo impreparato di professionisti che, stando a tutto ciò che dicono e fanno, imitano gli psicologi.
    Non voglio prendermela con l' ordine, a quanto pare è la nostro forma di tutela che non ci tutela anzi, cerca di imporre a noi delle regole che altri, vedi counselor e pedagogisti clinici ovviamente non rispettano.
    Noi siamo sempre più iscritti, sempre più disoccupati e sempre più in crisi per l' emergere di figure pseudopsicologiche che cercano di guadagnarsi una fetta di mercato.
    A noi impongono tirocini e deontologia, spese all' eccesso e poche speranza. La nostra professione non è difesa.
    Noi psicologi come recita l' articolo 3 (credo) abbiamo il diritto di abilitazione, riabilitazione e sostegno in ambito psicologico.
    Le altre figure stanno scippando ciò che noi, e chi ci tutela soprattutto, non è capace, nè a intenzione, vedi counselor, di proteggere.
    Qui c'è tutto un gioco di interessi e magna magna e noi siamo solo persone da spremere come limoni e far lavorare gratis (tirocinio) fino ai 30 anni e oltre.
    L' interesse ovviamente è alto. Molte potenti organizzazioni di aiuto, comunità terapeutiche, centri di terapia ecc. vivono solo grazie al lavoro gratuito di tirocinanti e psicoterapeuti tirocinanti.
    La sentenza Plattè riserva allo psicologo il diritto di effettuare test. Ma ciò è ridicolo rispetto tutto lo sfruttamento che altre figure pseudopsicologiche fanno di tutto ciò che dovrebbe essere proprio dello psicologo.
    E se l' ordine risponde non possiamo farci niente, perchè invece nei confronti di un abuso pubblicitario di un suo iscritto si muove con i fucili spianati?.

    Un esempio. Ad un certo punto in Italia è arrivata l' agopuntura. I medici e farmacisti hanno detto : questa è roba nostra, o appartieni al nostro ordine o fuori.
    Tecnicamente avrebbero più competenza gli infermieri ad infilare gli aghi ma i medici hanno accaparrato una professione.
    In Svizzera ad esempio, non è necessario essere medici per praticare l' agopuntura.
    In Italia l' ordine degli psicologi è da anni attivo e potente ma a quanto pare non ha nessuna intenzione di dire finalmente che l' attività di consulenza psicologica è propria degli psicologi.
    Voi ci credete che non possono farci niente?.
    E' solo una questione di interessi. Come precisi interessi sono le motivazioni che spingono le scuole di specializzazione a formare counselor con un diploma. Magari persone che arrivano da Istituti Tecnici e che fino a ieri hanno visto frese e torni.
    E noi ci siamo rotti i coglioni.

    rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  3. #18
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Originariamente postato da paolo clemente
    Vorrei spezzare una lancia a favore dei colleghi che hanno una formazione umanistica di base. Credo che la psicoterapia si distingua dalle altre professioni di aiuto in quanto aiuta il cliente ad approfondire ciò che la sua personalità ha di unico e di irripetibile. Chi ha una formazione anche umanistica può capire questo discorso meglio di chi ne ha una devotamente 'scientista'. Gli psicologi che inseguono il modello delle scienze esatte, infatti, sono sempre alla caccia di ciò che è tipico (sintomo), emettono diagnosi standard e applicano protocolli standard, perdendo completamente di vista l'individuo. A mio avviso la strada da percorrere per valorizzare la nostra professione - sia nei confronti di chi ha una formazione prettamente scientifica, sia nei confronti dei 'selvaggi' - è quella di puntare su ciò che la persona ha di unico per renderla ancora più consapevole della propria unicità. La psicoterapia è un'arte che non mira alla normalizzazione od omologazione della persona, quanto piuttosto a favorirne la progressiva individuazione o autopoiesi.
    Rispetto la tua opinione ma la mia formazione, come quella di tanti altri colleghi credo sia esattamente l' opposto di una formazione 'scientista' come la definisci tu.
    Noi abbiamo una professione e la nostra formazione includendo la psicoterapia dura più di 10 anni.
    Abbiamo tutti i diritti di sentirci più formati e più bravi dei professori di lettere che l' ordine ha condonato a psicologi.
    Abbiamo anche il diritto di essere riconosciuti come unici portatori di competenza nell' ambito sanitario. Poi ci può essere lo stregone che cura meglio dei dottori.
    Ma noi abbiamo il diritto di avere un posto all' interno dell' istituzione. Noi e solo noi, visto che il mazzo ce lo siamo fatto.
    Poi anch' io adoravo e sentivo competente la mia proff.ssa di filosofia, forse una psicologa. Ma questa è altra storia.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  4. #19
    Neofita
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    lettera di uno psicologo a un medico

    Rubens, dalla tua risposta ho capito che il mio precedente messaggio era un tantino fuori topic, ma è così che avrei risposto all'illustre medico di famiglia:
    'Vede, caro dottore, lei ha una formazione prevalentemente scientifica, io prevalentemente umanistica; lei cerca ciò che si ripete, io ciò che accade una sola volta; lei usa un numero finito di diagnosi, mentre per me ogni persona è unica; a lei sta a cuore la normalità, a me la diversità; lei corregge i suoi pazienti, io imparo da essi; lei lavora per l'omologazione, io per l'individuazione.
    Come vede, si tratta di due mestieri diversi: solo comprendendo questa differenza potremo rispettarci e collaborare'.

  5. #20
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    Quoto in toto con paolo (costruttivista fino all'osso...)

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  6. #21
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Re: lettera di uno psicologo a un medico

    Originariamente postato da paolo clemente
    Rubens, dalla tua risposta ho capito che il mio precedente messaggio era un tantino fuori topic, ma è così che avrei risposto all'illustre medico di famiglia:
    'Vede, caro dottore, lei ha una formazione prevalentemente scientifica, io prevalentemente umanistica; lei cerca ciò che si ripete, io ciò che accade una sola volta; lei usa un numero finito di diagnosi, mentre per me ogni persona è unica; a lei sta a cuore la normalità, a me la diversità; lei corregge i suoi pazienti, io imparo da essi; lei lavora per l'omologazione, io per l'individuazione.
    Come vede, si tratta di due mestieri diversi: solo comprendendo questa differenza potremo rispettarci e collaborare'.
    Sono d' accordo.
    Peccato che se avessi risposto una cosa del genere sarei stato io decisamente off-topic
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  7. #22
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da wrubens
    [...[Noi psicologi come recita l' articolo 3 (credo) abbiamo il diritto di abilitazione, riabilitazione e sostegno in ambito psicologico. [...]
    rubens
    perdonami, ma è l'articolo 1 che definisce la professione di psicologo, l'articolo 3 è dedicato all'esercizio della psicoterapia ...
    ad ogni modo la definizione della nostra professione:
    "Articolo 1. Definizione della professione di psicologo

    1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità.

    Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

    non ti pare spaventosamente generica? vuol dire tutto e nulla!!!
    non ti sembra fin troppo vaga come definizione? inconsistente? lacunosa? passibile di interpretazioni? a me fa questo effetto ... la prima cosa che viene in mente leggendola è: ma in sostanza che cavolo fa lo spciologo???
    questa definizione va bene come introduzione ... ma dopo avrebbe avuto senso mettere altri articoli dove si precisava, chiariva, puntualizzava!
    no so se hai avuto modo di leggere il mio post precedente ... ma secondo me è a noi che dobbiamo guardare ... dobbiamo tappare i buchi, recuperare le zone d'ombra e le lacune che permettono agli altri di fare il nostro lavoro ...
    dobbiamo organizzare la professione più possibile
    ... prendendo spunto anche da paolo clemente (che pone una questione davvero seria!)... la psicologia è una scienza? o è materia umanistica? un test è un triste strumento di omologazione? o è un prezioso strumento che ti permette di raccogliere in tempi brevi più informazioni che in 4 ... 5 ... 6 ... coloqui?

    caro ... wrubens,
    secondo me ... se nemmeno noi sappiamo davvero chi siamo ... come possiamo fermare quelli che usurpano il nostro lavoro???

  8. #23
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    ciao psicoarix,
    credo che la nostra deontologia chiarisca quale sia il nostro ruolo.
    Noi siamo l' alternativa o l' integrazione, come dir si voglia, alla pischiatria.
    Abbiamo un albo e la nostra professionalità sta divenendo sempre più riconosciuta.
    La nostra, come traspare dalla deontologia è una scienza umanistica. Non credo sia pertinente chiederci se sia giusto o sbagliato l' utilizzo di test diagnostici. Tutto dipende dall' epistemologia di riferimento ed all' interno di tutte le epistemolgia la mission è chiara, aiutare l' essere umano a risolvere i propri problemi psicologici.

    La nostra categoria attraverso un periodo di crisi senza eguali, pur essendo oggi 'di moda' la psicologia.
    La crisi viene anche prodotta da una serie di figure pseudopsicologiche formate da chi dovrebbe invece fare un lavoro serio basata sulla formazione di figure che arrivano da un percorso di laurea in medicina o psicologia.
    E' impensabile acquisire una forte identità quando c'è confusione all' interno delle nostre stesse scuole. Confusione a scopo di lucro.
    Le commissioni dentologiche puniscono chi in qualche modo lede alla dignità della categoria. E' palese che la formazione dei counselor, ad esempio, lede la nostra dignità ed il notro lavoro. Un 'atteggiamento' così dovrebbe solo essere punito.
    Fin quando non avremo canali esclusivi regnerà sempre la confusione. E' solo attraverso la rivendicazione dei nostri diritti e della nostra identità che possiamo riemergere. Identità che oggi è bistratta da chi dovrebbe evere l' interesse di proteggerci.
    L' esempio che ho fatto dell' agopuntura è chiaro. Questo è un modo per proteggere un' identità ed un lavoro. Non basta lamentarsi ci vogliono provvedimenti. I bravi politi empatizzano e si lamentano sempre, per poi non muovere un dito.
    Noi siamo piccoli psicologi che devono far sentire la loro voce e recriminare il diritto come minimo di una formazione esclusiva (uno dei tanti problemi).
    Il problema non credo sia sulla confusione di cosa faccia una psicologo. Il problema è che qualcuno ha deciso, a spese del nostro lavoro e della nostra dignità, di lucrare sulla formazione di figure pseudospicologiche, pasticcione e dannose. Altamente dannose per noi e per l' utente che riceve le loro cure.
    Si tratta solo di business. Un business ai danni dei volenterosi che credono in questo mestiere e spendono mediamente 4000 euro all' anno nella loro formazione.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  9. #24
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Originariamente postato da wrubens
    ciao psicoarix,
    credo che la nostra deontologia chiarisca quale sia il nostro ruolo.
    Noi siamo l' alternativa o l' integrazione, come dir si voglia, alla pischiatria.
    Abbiamo un albo e la nostra professionalità sta divenendo sempre più riconosciuta.
    La nostra, come traspare dalla deontologia è una scienza umanistica. Non credo sia pertinente chiederci se sia giusto o sbagliato prendere o non prendere il carico il sintomo attraverso l' utilizzo di un protocollo. Tutto dipende dall' epistemologia di riferimento ed all' interno di tutte le epistemolgia la mission è chiara, aiutare l' essere umano a risolvere i propri problemi psicologici.

    La nostra categoria attraverso un periodo di crisi senza eguali, pur essendo oggi 'di moda' la psicologia.
    La crisi viene anche prodotta da una serie di figure pseudopsicologiche formate da chi dovrebbe invece fare un lavoro serio basata sulla formazione di figure che arrivano da un percorso di laurea in medicina o psicologia.
    E' impensabile acquisire una forte identità quando c'è confusione all' interno delle nostre stesse scuole. Confusione a scopo di lucro.
    Le commissioni dentologiche puniscono chi in qualche modo lede alla dignità della categoria. E' palese che la formazione dei counselor, ad esempio, lede la nostra dignità ed il notro lavoro. Un 'atteggiamento' così dovrebbe solo essere punito.
    Fin quando non avremo canali esclusivi regnerà sempre la confusione. E' solo attraverso la rivendicazione dei nostri diritti e della nostra identità che possiamo riemergere. Identità che oggi è bistratta da chi dovrebbe evere l' interesse di proteggerci.
    L' esempio che ho fatto dell' agopuntura è chiaro. Questo è un modo per proteggere un' identità ed un lavoro. Non basta lamentarsi ci vogliono provvedimenti. I bravi politi empatizzano e si lamentano sempre, per poi non muovere un dito.
    Noi siamo piccoli psicologi che devono far sentire la loro voce e recriminare il diritto come minimo di una formazione esclusiva (uno dei tanti problemi).
    Il problema non credo sia sulla confusione di cosa faccia una psicologo. Il problema è che qualcuno ha deciso, a spese del nostro lavoro e della nostra dignità, di lucrare sulla formazione di figure pseudospicologiche, pasticcione e dannose. Altamente dannose per noi e per l' utente che riceve le loro cure.
    Si tratta solo di business. Un business ai danni dei volenterosi che credono in questo mestiere e spendono mediamente 4000 euro all' anno nella loro formazione.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  10. #25
    Neofita
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    rubens, psicosarix

    sì Rubens, credo anch'io che la strada da percorrere sia quella di accentuare i tratti della nostra identità professionale, coltivando ciò che abbiamo di specifico rispetto alle altre professioni di aiuto. Quando si lavora bene non si deve temere la concorrenza, leale o sleale che sia. Se noi ci prendiamo cura dell'individuo nel modo in cui solo chi ha una formazione specifica sa fare, i 'selvaggi' e i 'tarocchi' ce li lasciamo dietro. La psicoterapia seria, infatti, richiede un atteggiamento particolare, una serie di 'non fare' che non si possono improvvisare. I 'selvaggi', invece, non fanno altro che ricalcare malamente il modello medico, dando consigli e pretendendo di dirigere la vita degli altri. L'utente intelligente li prova una volta e poi li molla per la semplice ragione che di gente disposta a sparare diagnosi e dispensare soluzioni è pieno il mondo. Lasciamo che il DSM IV lo usi chi l'ha fatto. Caro Psicosarix, ciò che ci caratterizza non è il dare risposte ma il saper ascoltare: è solo ascoltando che si permette al cliente di essere e di divenire ciò che vuole. A dispetto di norme e divieti, la somministrazione di un test si può sempre scimmiottare, ma qual è il selvaggio che sa trascorrere un'ora in silenzio o facendo solo domande maieutiche, cioè domande che possano favorire l'elaborazione del cliente? Ci vogliono una formazione psicologica di base, buoni maestri, un tirocinio di anni... tutte cose che non si improvvisano.

  11. #26
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Re: rubens, psicosarix

    Originariamente postato da paolo clemente
    sì Rubens, credo anch'io che la strada da percorrere sia quella di accentuare i tratti della nostra identità professionale, coltivando ciò che abbiamo di specifico rispetto alle altre professioni di aiuto. Quando si lavora bene non si deve temere la concorrenza, leale o sleale che sia. Se noi ci prendiamo cura dell'individuo nel modo in cui solo chi ha una formazione specifica sa fare, i 'selvaggi' e i 'tarocchi' ce li lasciamo dietro. La psicoterapia seria, infatti, richiede un atteggiamento particolare, una serie di 'non fare' che non si possono improvvisare. I 'selvaggi', invece, non fanno altro che ricalcare malamente il modello medico, dando consigli e pretendendo di dirigere la vita degli altri. L'utente intelligente li prova una volta e poi li molla per la semplice ragione che di gente disposta a sparare diagnosi e dispensare soluzioni è pieno il mondo. Lasciamo che il DSM IV lo usi chi l'ha fatto. Caro Psicosarix, ciò che ci caratterizza non è il dare risposte ma il saper ascoltare: è solo ascoltando che si permette al cliente di essere e di divenire ciò che vuole. A dispetto di norme e divieti, la somministrazione di un test si può sempre scimmiottare, ma qual è il selvaggio che sa trascorrere un'ora in silenzio o facendo solo domande maieutiche, cioè domande che possano favorire l'elaborazione del cliente? Ci vogliono una formazione psicologica di base, buoni maestri, un tirocinio di anni... tutte cose che non si improvvisano.
    Sono d' accordo.
    Non credo sia però una questione di DSM. Alcune espistemologie psicoterapeutiche utilizzano con successo anche il dsm. Alcune psicoterapie agiscono sui sintomi. Si potrebbe rimandare al thread psicoterapia relazionale o cognitiva.
    Tutti questi approcci hanno delle basi importanti e pongono al centro l' aiuto alla persona, con mezzi differenti, ma ciò credo abbia un' importanza relativa.

    Trovo la tua visione un pò romantica. Pensa se ci fosse una confusione come c'è tra noi psicologi tra i medici. Pseudomedici che con qualche strana specializzazione prendono attestati e lavorano.
    Sarebbe un danno per l' intera categoria dei medici che si troverebbe a confondersi con altre professionalità. Inoltre sarebbo un grosso danno per l' utente finale che non capirebbe dove andare. Chi è couselor infatti si guarda bene dal dire che è solo un diplomato con un attestato. Ovviamente per procacciarsi clienti dirà che è esperto e la sua formazione deriva dalla 'prestigiosa' scuola di formazione in psicoterapia. Ciò è agghicciante ma ancor più grave è che gli è stato permesso di farlo!.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  12. #27
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: rubens, psicosarix

    Originariamente postato da wrubens
    [...]E' impensabile acquisire una forte identità quando c'è confusione all' interno delle nostre stesse scuole. Confusione a scopo di lucro.[...]
    Originariamente postato da paolo clemente
    [...]ciò che ci caratterizza non è il dare risposte ma il saper ascoltare [...]
    forse dobbiamo chiarire se si parliamo di psicologia o di psicoterapia ... perchè non sono la stessa cosa.

    il titolo del thread, mi sembra parli di psicologi, però effettivamente siamo nel forum dedicato alla psicoterapia.
    convengo con wrubens che ciò che maggiormente ci danneggia è la confusione ... ma questa regna anche nelle nostre teste. parliamo di psicologia e intendiamo psicoterapia ... ma la psicologia è una materia vastissima che comprende anche branche che non prevedono l'ascolto, ma il dare delle risposte.

    se parla solo di psicoterapia allora la frase di paolo clemente
    la condivido, ma se parla di psicologia no.

    io credo che si debba iniziare, per primi noi psicologi, a definirci psicologi quando ci riferiamo a noi stessi come categoria professionale e facendo riferimento all'area di intervento quando parliamo di profili professionali e competenze : psicologo psicoterapeuta, psicologo clinico, psicologo del lavoro, psicologo dello sviluppo, ecc. (tanto per citare solo alcuni profili) non sono la stessa cosa.


    anche rispetto all'articolo 1
    Originariamente postato da wrubens
    [...]non ti pare spaventosamente generica? vuol dire tutto e nulla!!!
    non ti sembra fin troppo vaga come definizione? inconsistente? lacunosa? passibile di interpretazioni? a me fa questo effetto ... la prima cosa che viene in mente leggendola è: ma in sostanza che cavolo fa lo pscologo???.[...]
    mi rendo solo ora conto che quella definizione è necessaria per comprendere tutti i profili professionali della psicologia. solo che ora oltre agli articoli sulla psicoterapia dovrebbero aggiungere anche degli articoli relativi a tutti gli altri profili professionali. penso che questo sarebbe il miglior modo per ottenere al chiarezza che wrubens auspiaca.
    ma dobbiamo essere prima di tutto noi a fare chiarezza, poi gli altri ... i counselor e i suoi fratelli ... si sistemeranno di conseguenza ... secondo me


  13. #28
    Neofita
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    rubens, psicosarix

    sono uno psicologo psicoterapeuta e spesso vengono da me dei clienti che hanno già assaggiato qualche tarocco: non sono contenti, perciò cercano altro. La gente oggi è molto documentata, si fa la diagnosi da sola, si informa già alla prima telefonata sull'approccio che usi, ecc... Selvaggi e tarocchi, a mio avviso, fanno poco danno, perché i clienti 'droppano' alla prima seduta. Ammetto di avere una visione romantica della psicoterapia e di andare controcorrente rispetto allo scientismo imperante... ma credo che la psicoterapia potrà sopravvivere solo puntando sulla qualità e non aspettandosi una tutela dall'alto che, per quanto utile, non ti sottrae alle regole di mercato

  14. #29
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: rubens, psicosarix

    Originariamente postato da paolo clemente
    [...]La gente oggi è molto documentata, si fa la diagnosi da sola, si informa già alla prima telefonata sull'approccio che usi, ecc... Selvaggi e tarocchi, a mio avviso, fanno poco danno, perché i clienti 'droppano' alla prima seduta. [...]
    credo che se le persone avessero la stessa "documentazione" sulla psicologia avremmo pochissimi problemi, anche come psicologi, da parte di counselor ecc ... io credo che alla fine il problema sia davvero che in Italia non c'è sufficiente conoscenza e comprensione della figura dello psicologo e della sua professionalità e strumenti ... e su questo dovremmo riflettere e fare qualcosa, a mio parere ...

    ... secondo me in certo senso hai anche ragione paolo ... mentre nella psicoterapia questo "scientismo" può essere superfluo, nella psicologia può essere fondamentale ... per uno psicologo è molto importante avere delle basi scientifiche ed usare strumenti come i test. penso, ad esempio, ai neuropsicologi, agli psicologi del lavoro, agli psicologi scolastici, ecc ... senza strumenti di misurazione come i test psicolmetrici verrebbero a mancare degli indici importantissimi per giudare il loro lavoro.
    ... in psicoterapia probabilmente il test non serve perchè è già evidente il problema ... in psicologia, invece, il test può essere uno strumento fondamentale, perchè può anche non trattarsi di trovare un problema, ma proprio di fare una misurazione ... poi ... soprattutto quando ti trovi a lavorare in equipe e si rende necessario comunicare e "documentare" il tuo lavoro e il tuo percorso con la persona ... il test è veramente uno strumento utile.
    Ultima modifica di psicosarix : 31-10-2006 alle ore 23.27.45

  15. #30
    Neofita
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    psicologia e psicoterapia

    Hai ragione, psicosarix, non bisogna sovrapporre la psicologia clinica e la psicoterapia, ma neanche separarle del tutto. Intanto è ncessario distinguere tra la psicologia clinica e le altre branche della psicologia (del lavoro, sperimentale, ecc..). Dunque la psicologia clinica è quella che, secondo la legge, si dovrebbe occupare di diagnosi senza spingersi fino alla psicoterapia. Ma si tratta di una distinzione virtuale, perché il processo di costruzione della diagnosi è già psicoterapeutico. Nella clinica come nel tennis è fondamentale avere una buona impostazione di base perché è molto più difficile correggere un'impostazione sbagliata piuttosto che fornire ad un principiante l'impostazione giusta. Se lo psicologo vorrà fare il clinico e dunque, prima o poi, farà lo psicoterapeuta, va educato da subito a trovare l'unico piuttosto che il tipico. Non si può pensare di addestrarlo alla diagnosi standard per poi riconvertirlo alla diagnosi centrata sul cliente. Se invece vorrà diventare uno psicologo scolastico o delle organizzazioni, allora bisognerà impratichirlo nei test e in altri strumenti che danno risposte rapide su ciò che l'utenza desidera. Questi strumenti costituiscono solo apparentemente delle scorciatoie perché
    le informazioni che forniscono sono viziate dallo strumento stesso. Le scale Weschler, tanto per fare un esempio, non misurano il Q.I. ma soltanto l'intelligenza scolastica. Lo standard va bene per chi ha una committenza che gli chiede di selezionare personale o individuare i soggetti meglio scolarizzati, ma non per il clinico che lavora con l'individuo e per l'individuo.

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