• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 2 di 3 PrimoPrimo 123 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 16 fino 30 di 43
  1. #16
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    09-05-2005
    Residenza
    Ovunque ma altrove
    Messaggi
    232
    Originariamente postato da zorailvento
    ciao el e ciao incom

    solo una precisazione che tuttavia mi sembra importante.

    L'abilitazione è un requisito indispensabile anche qualora si fosse interessati alla formazione, se tale formazione riguarda temi che ricadono nell'ambito della psicologia.

    Ancora una volta un riferimento utile può essere il tariffario ufficiale.
    A cui bisogna però aggiungere le tabelle disciplinari cui fanno capo le materie di insegnamento presso le facoltà di psicologia.

    Il punto critico non è infatti la presenza o meno di "interventi" sulla persona in forma di diagnosi , terapia o consulenza, ma l'operare nell'ambito della disciplina psicologica.

    Per esempio se voglio insegnare psicologia della percezione mi occorre l'abilitazione, mentre, credo, se insegno tecniche di rilassamento, non mi occorre (o almeno non quella di psicologo, e infatti i corsi di rilassamento o quelli di yoga sono tenuti anche da non psicologi).

    Detto questo vorrei invitarvi alla prudenza e alla tutela dei vostri possibili studenti: la formazione, di qualunque tipo, non è cosa che possa improvvisarsi, i fattori in gioco sono molti e non basta conoscere, anche in modo approfondito, un tema per poterlo insegnare.

    A presto e se possibile fatemi sapere cosa ha risposto l'Ordine della Toscana
    ciao
    Gentilissimo/a Zorailvento,
    ti ringrazio per le tue riflessioni... ma credimi! non farei mai qualcosa che potrebbe destabilizzare psicologicamente o semplicemente confondere i miei potenziali studenti. Io mi riferivo ad un insegnamento esclusivamente teorico, ad una trasmissione di informazioni che potrebbero essere estrapolate da un qualsiasi manuale di psicologia. D'altro canto, per insegnare le discipline psicologiche e pedagogiche alle Scuole superiori, basta la laurea, non serve l'abilitazione...
    Memento augere semper

  2. #17
    Partecipante
    Data registrazione
    07-10-2004
    Messaggi
    35
    La prudenza e l'integrità personale devono essere dati per scontati. Ma chi può decidere veramente, nel merito, se uno è un buon insegnante? L'abilitazione? Allora chiunque abbia superato l'esame di Stato lo è indistintamente? Quindi oggi, alla vigilia di dare l'esame, non sono un buon insegnante, mentre domani, sì?

    Quanti esami, quante trafile, quanta burocrazia si deve sottostare prima che qualcun'altro decida, al posto tuo e in tuo nome, se sei o no adatto a una determinata cosa? E che dire degli psicologi che organizzano corsi di fire-walking o fanno camminare tarantole sulle mani dei loro studenti?

    È mia ferma opinione che dopo un certo tempo, arrivati a un certo punto, ciascuno debba decidere per se stesso, in tutta coscienza, se si è adatti o no a una certa cosa, anche perché lasciando questa decisione ad altri ci sarà sempre chi ha da obiettare qualcosa.

    Altrimenti diventa solo un problema formale, che è esattamente l'antitesi di quella sostanza, di quella qualità che gli Ordini sarebbero chiamati in qualche modo proprio a tutelare.

    Inoltre, l'eccesso di cautela può anche essere dannoso quanto la sua mancanza.



    Originariamente postato da zorailvento
    ciao el e ciao incom

    solo una precisazione che tuttavia mi sembra importante.

    L'abilitazione è un requisito indispensabile anche qualora si fosse interessati alla formazione, se tale formazione riguarda temi che ricadono nell'ambito della psicologia.

    Ancora una volta un riferimento utile può essere il tariffario ufficiale.
    A cui bisogna però aggiungere le tabelle disciplinari cui fanno capo le materie di insegnamento presso le facoltà di psicologia.

    Il punto critico non è infatti la presenza o meno di "interventi" sulla persona in forma di diagnosi , terapia o consulenza, ma l'operare nell'ambito della disciplina psicologica.

    Per esempio se voglio insegnare psicologia della percezione mi occorre l'abilitazione, mentre, credo, se insegno tecniche di rilassamento, non mi occorre (o almeno non quella di psicologo, e infatti i corsi di rilassamento o quelli di yoga sono tenuti anche da non psicologi).

    Detto questo vorrei invitarvi alla prudenza e alla tutela dei vostri possibili studenti: la formazione, di qualunque tipo, non è cosa che possa improvvisarsi, i fattori in gioco sono molti e non basta conoscere, anche in modo approfondito, un tema per poterlo insegnare.

    A presto e se possibile fatemi sapere cosa ha risposto l'Ordine della Toscana
    ciao

  3. #18
    Partecipante Assiduo L'avatar di sorrisjhs
    Data registrazione
    05-06-2006
    Messaggi
    143
    all'ultima prova dell'esame di stato, il colloquio oprale, meno di un mese fa, la domanda che mi è stata fatta dalla commissione esaminatrice è stata: Cosa si può fare senza l'abilitazione alla professione di psicologo? la risposta esatta (che grazie a Dio io ho dato) è molto semplice: NIENTE.
    Grazie a questa risposta sono stata promossa...tuttavia anche se ora sono abilitata.....alla domanda cosa può fare uno psicologo abilitato la mia risposta sarebbe la stessa: NIENTE....PERCHé NESSUNO LO ASSUME; NIENTE PERCHé NESSUNO STANZIA I SOLDI PER FINANZIARE I SUOI PROGETTI....NIENTE...PERCHé NON C'é LAVORO PER CHI HA STUDIATO PSICOLOGIA CHE SIA ABILITATO O MENO!!!!

    Cmq anch'io sapevo che si potevano fae corsi di formazione, prevenzione e promozione per esempio nelle scuole ma sempre con la supervisione di uno psicologo iscritto....

    Buona fortuna...

  4. #19
    Partecipante
    Data registrazione
    07-10-2004
    Messaggi
    35
    È esattamente questo il motivo perché bisogna muoversi e trovarsi da soli qualcosa da fare: perché quella dello psicologo non è tipicamente una figura che qualcuno "assume", ma che qualcuno "contratta" o "paga" per svolgere un determinato servizio.


    Originariamente postato da sorrisjhs
    all'ultima prova dell'esame di stato, il colloquio oprale, meno di un mese fa, la domanda che mi è stata fatta dalla commissione esaminatrice è stata: Cosa si può fare senza l'abilitazione alla professione di psicologo? la risposta esatta (che grazie a Dio io ho dato) è molto semplice: NIENTE.
    Grazie a questa risposta sono stata promossa...tuttavia anche se ora sono abilitata.....alla domanda cosa può fare uno psicologo abilitato la mia risposta sarebbe la stessa: NIENTE....PERCHé NESSUNO LO ASSUME; NIENTE PERCHé NESSUNO STANZIA I SOLDI PER FINANZIARE I SUOI PROGETTI....NIENTE...PERCHé NON C'é LAVORO PER CHI HA STUDIATO PSICOLOGIA CHE SIA ABILITATO O MENO!!!!

    Cmq anch'io sapevo che si potevano fae corsi di formazione, prevenzione e promozione per esempio nelle scuole ma sempre con la supervisione di uno psicologo iscritto....

    Buona fortuna...

  5. #20
    Partecipante Assiduo L'avatar di orsogatto
    Data registrazione
    18-08-2005
    Residenza
    Torino
    Messaggi
    155
    beh. io credo che la domanda stia a monte: quali sono gli ambiti di ESCLUSIVA pertinenza dello psicologo?
    finchè si tratta di colloqui psicologici & co siamo tutti d'accordo..
    ma la formazione?
    la selezione del personale?
    per esperienza personale (esame di stato superato ma non ancora iscritta all'albo) , in entrambi i casi, nessuno mi ha chiesto nulla in tal senso.. ed opero in questi settori da circa un anno..

  6. #21
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
    Data registrazione
    23-02-2003
    Residenza
    Prato
    Messaggi
    780
    Originariamente postato da sorrisjhs
    all'ultima prova dell'esame di stato, il colloquio oprale, meno di un mese fa, la domanda che mi è stata fatta dalla commissione esaminatrice è stata: Cosa si può fare senza l'abilitazione alla professione di psicologo? la risposta esatta (che grazie a Dio io ho dato) è molto semplice: NIENTE.
    Grazie a questa risposta sono stata promossa...tuttavia anche se ora sono abilitata.....alla domanda cosa può fare uno psicologo abilitato la mia risposta sarebbe la stessa: NIENTE....PERCHé NESSUNO LO ASSUME; NIENTE PERCHé NESSUNO STANZIA I SOLDI PER FINANZIARE I SUOI PROGETTI....NIENTE...PERCHé NON C'é LAVORO PER CHI HA STUDIATO PSICOLOGIA CHE SIA ABILITATO O MENO!!!!

    Cmq anch'io sapevo che si potevano fae corsi di formazione, prevenzione e promozione per esempio nelle scuole ma sempre con la supervisione di uno psicologo iscritto....

    Buona fortuna...
    Scusami, ma questa cosa mi pare assurda.
    Un laureato in psicologia senza l'abilitazione è un laureato generico, il che significa che non può fare niente di quello che concerne l'ambito strettamente psicologico. Già il definire i confini di questo ambito è piuttosto difficile, in ogni caso, ci sono professioni che richiedono anche competenze psicologiche ma che si possono liberamente svolgere senza l'abilitazione.
    L'esempio che hai portato, quello della formazione e dei progetti nelle scuole, rientra in questo caso. Io sono formatrice ed in passato ho fatto in una scuola un progetto di orientamento scolastico, ma ti assicuro che
    1. l'abilitazione non è richiesta a priori, dipende che tipo di formazione e che tipo di progetti fai, così come non è necessaria sempre la supervisione di uno psicologo abilitato. Nel mio caso, non avevo l'abilitazione e non c'era la supervisione
    2. ho trovato lavoro senza raccomandazioni, quindi non è vero che non assumono, semplicemente mi sono dovta fare un c***o così, lavorando per 100 e spesso senza ottenere niente in cambio.

    Certo, all'ordine fa comodo inculcare che senza l'abilitazione non si fa niente, così può contare sui colleghi che si iscrivono ad occhi chiusi e pagano, e non si muove per rendere effettivamemente lo psicologo unica professionalità autorizzata a lavorare negli ambiti di propria competenza.
    Aimi

    Se vuoi essere amato, ama. - Seneca


    la vita è quella cosa che ci accade mentre noi siamo occupati a fare altri progetti A. De Mello

  7. #22
    Partecipante
    Data registrazione
    07-10-2004
    Messaggi
    35
    È quello che sospetto anch'io. Per tornare alla mia domanda originale, vorrei organizzare dei corsi di training autogeno. Per pubblicizzarlo vorrei fare dei volantini da far distribuire.
    So che ciò è già stato fatto (ho trovato dei volantini anni fa anche in Facoltà). L'unica cosa che non ho ancora è l'abilitazione. Ma so anche che laureati ISEF organizzano tali corsi.

    Quindi, cosa potrebbe avere da eccepire, l'Ordine?

    Tu cosa faresti?


    Originariamente postato da Aimi_Summers
    Certo, all'ordine fa comodo inculcare che senza l'abilitazione non si fa niente, così può contare sui colleghi che si iscrivono ad occhi chiusi e pagano, e non si muove per rendere effettivamemente lo psicologo unica professionalità autorizzata a lavorare negli ambiti di propria competenza.

  8. #23
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
    Data registrazione
    23-02-2003
    Residenza
    Prato
    Messaggi
    780
    Originariamente postato da incom
    È quello che sospetto anch'io. Per tornare alla mia domanda originale, vorrei organizzare dei corsi di training autogeno. Per pubblicizzarlo vorrei fare dei volantini da far distribuire.
    So che ciò è già stato fatto (ho trovato dei volantini anni fa anche in Facoltà). L'unica cosa che non ho ancora è l'abilitazione. Ma so anche che laureati ISEF organizzano tali corsi.

    Quindi, cosa potrebbe avere da eccepire, l'Ordine?

    Tu cosa faresti?
    Io li farei, ovvio

    Mi leggerei bene la legge sull'ordinamento della professione, poi proporrei i corsi, come "dottore in Psicologia" e non psicologo (è questa la dicitura per i laureati v.o. senza l'abilitazione, vero?) e sottolineerei che si tratta di tecniche di rilassamento e training autogeno, con attenzione al non creare possibili fraintendimenti ed ambiguità sul fatto che è un corso per imparare tali tecniche, e non include nessun tipo di intervento di sostegno psicologico!

    Leggiti bene la legge, questo è il consiglio, e poi fai il corso. Non è scritto da nessuna parte che il training autogeno lo possono insegnare solo gli psicologi, gli unici problemi che potresti avere stanno nella "forma", non nel contenuto.
    Aimi

    Se vuoi essere amato, ama. - Seneca


    la vita è quella cosa che ci accade mentre noi siamo occupati a fare altri progetti A. De Mello

  9. #24
    Partecipante
    Data registrazione
    07-10-2004
    Messaggi
    35
    È esattamente quello che voglio fare. Grazie.

    Ti sto inviando una PM per ulteriori consigli.


    Originariamente postato da Aimi_Summers
    Io li farei, ovvio

    Mi leggerei bene la legge sull'ordinamento della professione, poi proporrei i corsi, come "dottore in Psicologia" e non psicologo (è questa la dicitura per i laureati v.o. senza l'abilitazione, vero?) e sottolineerei che si tratta di tecniche di rilassamento e training autogeno, con attenzione al non creare possibili fraintendimenti ed ambiguità sul fatto che è un corso per imparare tali tecniche, e non include nessun tipo di intervento di sostegno psicologico!

    Leggiti bene la legge, questo è il consiglio, e poi fai il corso. Non è scritto da nessuna parte che il training autogeno lo possono insegnare solo gli psicologi, gli unici problemi che potresti avere stanno nella "forma", non nel contenuto.

  10. #25
    Ben ritrovati a tutti

    Lascio questo messaggio per sottoscrivere la posizione di Aimi_Summers: è questo lo spirito giusto!!!

    Ciò che meno sopporto è appunto il fatto che spesso si riduca ad una questione "formale" ciò che andrebbe verificato prima di tutto nei contenuti.

    Che in ambito accademico si supporti l'idea che niente albo=niente competenze=niente lavoro non mi stupisce, è questa una logica isolazionista che non mira al confronto di idee ed esperienze ma ad un'immagine di super esperto che parla a pochi dicendo di far bene a tanti.

    Mi preoccupa il fatto che, purtroppo, anche i giovani che si affacciano al lavoro acquisiscano una logica burocraticizzata di "certificazione delle competenze", con il rischio che ottime idee e buone capacità vadano perse per la mancanza di un "timbro".

    L'esistestenza di questa discussione mi sembra in proposito un'ottimo segno che c'è chi, a dispetto di tutto, non teme di perseguire i propri progetti, rispettando, a costo di lunghe ricerche e meditazioni, la professionalità di tutti.

    Ancora complimenti

  11. #26
    Partecipante
    Data registrazione
    07-10-2004
    Messaggi
    35
    Allora a chiunque possa interessare, questa è la risposta pervenutami dall'Ordine degli Psicologi della Toscana in merito al mio quesito:

    Gentile Dottore, non ci sono leggi o regolamenti che vietano di organizzare un corso di training autogeno.
    Cordiali saluti
    La segreteria



    Sono contento

  12. #27
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    09-05-2005
    Residenza
    Ovunque ma altrove
    Messaggi
    232
    Originariamente postato da incom
    Allora a chiunque possa interessare, questa è la risposta pervenutami dall'Ordine degli Psicologi della Toscana in merito al mio quesito:

    Gentile Dottore, non ci sono leggi o regolamenti che vietano di organizzare un corso di training autogeno.
    Cordiali saluti
    La segreteria



    Sono contento

    Grazie incom
    Sono contenta per te
    In bocca al lupo
    Memento augere semper

  13. #28
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329
    Originariamente postato da Aimi_Summers

    . Io sono formatrice ed in passato ho fatto in una scuola un progetto di orientamento scolastico (...) Nel mio caso, non avevo l'abilitazione e non c'era la supervisione (...)
    Certo, all'ordine fa comodo inculcare che senza l'abilitazione non si fa niente, così può contare sui colleghi che si iscrivono ad occhi chiusi e pagano, e non si muove per rendere effettivamemente lo psicologo unica professionalità autorizzata a lavorare negli ambiti di propria competenza.

    Si, ma scusami, hai appena detto che eri andata a fare un lavoro di "area psi-" senza abilitazione... per poi rivendicare che l'Ordine deve darsi una mossa per "rendere effettivamente lo psicologo (abilitato) l'unica professionalità autorizzata a lavorare negli ambiti di propria competenza" !

    Nei fatti mi sembra che ci sia una forte contraddizione tra la tua (legittima) richiesta che l'Ordine "blindi maggiormente" il ruolo professionale dello Psicologo, ed al contempo rivendicare il tuo diritto di operare in area psi- senza abilitazione...


    Esulo dalla fattispecie specifica, è un discorso a più ampio raggio.
    Sono d'accordo che alcune attività "di confine" possano essere svolte anche da nonPsi; ma la differenza forse sta nel fatto che, se fatte da uno Psi, possono veicolare un "valore aggiunto" di competenza, di background, di "pensiero strutturato" che un nonPsi non veicola... ma allora STA A NOI INIZIARE a diffondere l'idea che certe attività DEVONO essere svolte da Psi abilitati, e non dal primo che passa... e quindi, quando andiamo a proporci, non possiamo - nei fatti - validare implicitamente l'idea che anche un nonPsi può fare quello che facciamo noi (tipo andando a dire "non sono abilitato, ma lo faccio lo stesso"... ed allora, perchè te si ed un laureato ISEF no ?).

    Altrimenti non solo ci contraddiciamo, ma nel nostro piccolo facciamo un danno al progetto collettivo di "blindatura dei confini professionali" che, a parole, dicevamo di voler perseguire...

    In altri termini: anche se ci sono contraddizioni e problemi, l'ORDINE SIAMO NOI, non è un'entità astratta e malvagia che ci vuole "vessare gratuitamente"... e se non iniziano TUTTI i giovani Psi a entrare in questa logica (che piaccia o meno...), non si può pretendere poi che l'Ordine faccia miracoli.

    Se non si partecipa alla vita dell'Ordine (non ci si riconosce, non ci si informa, non ci si iscrive nemmeno, etc.), per favore, risparmiamoci almeno le critiche da fuori su "quello che non fa l'Ordine per tutelare la Professione".
    I primi a non tutelarla andando a lavorare senza abilitazione, infatti, siamo proprio noi.

    Scusate l'irritazione, ma questo è un problema serio, che spesso mina alla base il riconoscimento sociale ed istituzionale della nostra Professione, a detrimento dell'intera categoria. Ribadisco, non sto parlando dello specifico corso di training autogeno o di orientamento scolastico, ma del generale modo di porsi che mi sembra assai autolesionistico e controproducente.

    Lpd
    Ultima modifica di Lpd : 07-11-2006 alle ore 16.23.39

  14. #29
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
    Data registrazione
    23-02-2003
    Residenza
    Prato
    Messaggi
    780
    Originariamente postato da Lpd

    Se non si partecipa alla vita dell'Ordine (non ci si riconosce, non ci si informa, non ci si iscrive nemmeno, etc.), per favore, risparmiamoci almeno le critiche da fuori su "quello che non fa l'Ordine per tutelare la Professione".
    I primi a non tutelarla andando a lavorare senza abilitazione, infatti, siamo proprio noi.



    Lpd
    Se non mi iscrivo all'ordine, è perché mi sto laureando. Se Ho 26 anni e sono disposta a dare 50 esami totali per arrivare ad essere una Psicologa e non mi sono fermata ad una laurea triennale che in pratica mi consente di fare quasi tutto ciò che può fare uno Psicologo abilitato, è perché sono convinta che sia giusto che gli ambiti psi siano di competenza dello psicologo.

    Per quello che riguarda la mia carriera universitaria e lavorativa (assolutamente non generalizzabile) ti posso assicurare quando prenderò l'abilitazione non diventerò magicamente una psicologa, perché lo sono già.

    Che senso ha che io, che ho all'attivo 43 esami di psicologia, debba rifiutare un lavoro che legalmente posso fare, e che posso fare con competenza se milioni di laureati in lettere, filosofia, economia, giurisprudenza, per non parlare dei counselor, mediatori familiari e chi più ne ha più ne metta, sono disponibilissimi ad accettare quel lavoro che io per ragioni idealistiche e di principio ho rifiutato?

    Evitare di lavorare noi , studenti, laureandi, tirocinanti, in attesa di prendere l'abilitazione, non credi che avrebbe solo come conseguenza rendere la vita più facile ai cari colleghi di economia, scienze politiche, lettere ecc?

    Io sono di questa idea:
    Lavoro, e dimostro che le mie competenze sono nettamente superiori a quelle di un laureato in altre discipline e dimostro che conviene assumere uno psicologo, piuttosto che qualcun altro, a fare quello che faccio.
    Finché il lavoro dello psicologo non supererà in pratica la qualità di quello effettuato da un laureato generico, le nostre rivendicazioni lasciano il tempo che trovano.
    Aimi

    Se vuoi essere amato, ama. - Seneca


    la vita è quella cosa che ci accade mentre noi siamo occupati a fare altri progetti A. De Mello

  15. #30
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329
    Aimi,

    ma infatti, come avevo esplicitamente scritto, il discorso non era relativo alla fattispecie da te citata, quanto piuttosto ad un atteggiamento più generale di "tanto lavor lo stesso". E' proprio questo atteggiamento che mina alla base la stessa possibilità di essere rappresentativo per l'Ordine, perchè migliaia di colleghi operano abitualmente senza abilitazione, e così facendo, indirettamente, validano nei fatti il concetto (già radicato in molti posti) che l'essere Psicologo o laureato in Lettere cambi poco a livello delle "possibilità di esercitare un certo ruolo/funzione".

    Essere iscritti all'Ordine non è un "peso vessatorio" (e come puoi capire, non mi sto certo riferendo a te), ma una NECESSITA' FORMALE che diviene anche costruzione di un "Limen", di un confine professionale preciso e tutelabile.
    Se il laureato in Lettere o Filosofia X viene perseguito o criticato dall'Ordine perchè esercita un ruolo professionale "di confine" senza essere "abilitato all'esercizio di quella professione", può benissimo dire: "beh, non sono il solo, anche i vostri stessi laureati lo fanno senza essere abilitati, e questa è la dimostrazione lampante che questa pratica professionale non è "riservata" agli Psicologi Abilitati... e quindi la può fare chiunque" (un autogol clamoroso per tutti noi).

    Ecco, aldilà delle competenze individuali, questo non è (solo) un problema di SOSTANZA o COMPETENZA: è un problema POLITICO-PROFESSIONALE E FORMALE, ma non per questo meno importante.

    Noi dobbiamo sempre tutelare la dimensione di competenza sostanziale, ovviamente, ma facendolo NON ci dobbiamo dimenticare di quella formale o di politica-professionale, altrettanto fondamentale (per certi aspetti, anche di più) !

    Ciao,
    Lpd
    Ultima modifica di Lpd : 07-11-2006 alle ore 18.43.23

Pagina 2 di 3 PrimoPrimo 123 UltimoUltimo

Privacy Policy