sono rimasta molto colpita da questa notizia: guardare un uomo mentre ascolta la propria condanna a morte, al di là del "personaggio", mi ha suscitato immediatamente un sentimento di pietà. e mi ha fatto pensare all'inutilità di questo provvedimento estremo. che saddam si sia reso artefice di crimini orrendi contro un popolo, e per questo meriti una punizione proporzionata, è sacrosanto. ma davvero pensate che ucciderlo, impiccandolo in piazza a mo' di esempio, impedisca ad altri psicopatici di svegliarsi un giorno e decidere di avere un potere onnipotente sugli altri?
non ho mai creduto che la morte di un qualsiasi assassino sia giustizia: non è utile alla vittima, che comunque non c'è più. non è utile ad impedire ad altri di compiere gli stessi delitti, perché il meccanismo dell'esempio non fuziona (confrontate le statistiche al riguardo). non è utile a tutti gli altri, (noi compresi) perché la legittimazione di un atto di violenza per punirne un altro è una contraddizione e una vergogna per le società che sbandierano la tutela dei diritti civili.
come ha detto roby79 ci sono altre forme di punizione per saddam, e di tutela del suo popolo (ma qui mi viene da sorridere: tra le forme di tutela stona un po' la guerra, non trovate?)







che ipocrisia...
