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Discussione: referendum Opl

  1. #16
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Originariamente postato da mucciola
    Mi aiutate a capirci qualcosa?
    E' molto semplice: il decreto Visco-Bersani convertito in Legge impone agli Ordini di modificare tutti quei testi (regolamenti, codici, etc.) entro il 31/12/2006 in modo che gli stessi siano allineati alla Legge.

    Qualora questo non accada, dal 1 gennaio 2007 tutti i regolamenti etc. degli Ordini che confliggano con la liberalizzazione della pubblicità saranno privi di valore.

    Ovvero lo Psicologo non incorrerebbe in un illecito (né deontologico, né legale).

    Comunque stiamo a vedere questa buffonata del referendum a cosa ci porta...

  2. #17
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    ragazzi sono proprio daccordo con voi .. dobbiamo liberarci di questo ordine ...

    sono per gli psicologi abilitati, ma per l'iscrizione facoltativa ad una associazione di categoria che presenta un codice deontologico

    come in Francia ed altri paesi europei. In Inghilterra addirittura non ci sono paletti di alcun genere: dopo la laurea si esercita decidendo le condizioni (tariffe, pubblicità, ecc) in base al contesto socio-economico in cui si opera ed al buon senso personale (e nessuno si svende).

  3. #18
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Volevo aggiornarvi sul fatto che il referendum per la modifica del codice deontologico è passato "a larga maggioranza"...

    A questo punto non ci resta che sperare che l'antitrust dichiari il tutto come non valido... (l'Ordine dell'Emilia-Romagna ha riportato un articolo del Sole 24-ore dove si dice che il Movimento Psicologi Indipendenti ha denunciato all'Antitrust l'Ordine Nazionale e l'Antitrust ha aperto una pratica).

    Vi riporto il comunicato stampa del nostro beneamato presidente...:

    APPROVATO A LARGHISSIMA MAGGIORANZA IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO DEGLI PSICOLOGI ITALIANI.

    Le modifiche hanno riguardato in particolare le norme in materia di tariffe e pubblicità e hanno raccolto le istanze poste ai professionisti dalla legge 248/06 (ex decreto Bersani).

    Il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Giuseppe Luigi Palma, esprime soddisfazione per l’esito del referendum consultivo che ha chiamato alle urne gli psicologi italiani per approvare il nuovo Codice Deontologico. Il referendum, com’è noto, riguardava in particolare la modifica di due articoli del Codice deontologico, il n. 23 e il n. 40, e si era reso necessario per dare attuazione alla Legge 248/06 (ex Decreto Bersani).

    Le modifiche, approvate a larghissima maggioranza, hanno stabilito che, per quanto riguarda le tariffe : (art. 23) “Lo psicologo pattuisce nella fase iniziale del rapporto quanto attiene al compenso professionale . In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione. In ambito clinico tale compenso non può essere condizionato all’esito o ai risultati dell’intervento professionale; in tutti gli ambiti lo psicologo è tenuto a non superare le tariffe ordinistiche massime, prefissate in via generale a tutela degli utenti.”

    E’ stato cosi’ abolito, secondo le indicazioni del decreto Bersani, l’obbligo della tariffa minima. Per quanto riguarda invece la possibilità di pubblicizzare la propria attività, ( art. 40) il nuovo codice stabilisce che: "Indipendentemente dai limiti posti dalla vigente legislazione in materia di pubblicità, lo psicologo non assume pubblicamente comportamenti scorretti finalizzati al procacciamento della clientela. In ogni caso, può essere svolta pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dai competenti Consigli dell’Ordine. Il messaggio deve essere formulato nel rispetto del decoro professionale, conformemente ai criteri di serietà scientifica ed alla tutela dell’immagine della professione. La mancata richiesta di nulla osta per la pubblicità e la mancanza di trasparenza e veridicità del messaggio pubblicizzato costituiscono violazione deontologica.

    Dunque con il nuovo codice deontologico al professionista psicologo viene riconosciuto il diritto alla pubblicità, ma nell’ambito di regole e parametri ben precisi che tutelino tanto il decoro della professione quanto gli utenti.

    “Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il presidente Palma- per la grande sensibilità e l’interesse che sempre la comunità degli psicologi dimostra quando si tratta di tutelare e difendere i propri utenti da comportamenti scorretti e da abusi della professione. Faccio appello adesso ai mass media- ha aggiunto Palma - affinché ci aiutino a comunicare agli utenti cosa devono aspettarsi da un professionista psicologo serio in materia di tariffe e pubblicità. Ringrazio tutti, psicologi e giornalisti, per la collaborazione .”

  4. #19
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    Insomma, in questo Paese siamo i soliti adolescenti refrettari ad adeguarsi alle regole ..... spero che l'Antitrust mostri la sua autorevolezza ripristinando la gerarchia del potere .. cioè: le leggi dello Stato sono prioritarie!!

    Se dovessi trovarmi nella situazione di dover decidere se, in materia di tariffe e pubblicità, seguire il CD o la legge Bersani seguirò senz'altro quest'ultima, e non solo perchè è più in linea con le mie convinzioni.

    Buone feste a tutti.

  5. #20
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    E' realmente vergognosa tutta la situazione... ma soprattutto non ci si vuole rendere conto che il sistema delle libere professioni in Italia è al collasso.

    I cittadini non ce la fanno a sopportare più queste vergognose manovrine tese a ritagliarsi stupidi e, oramai, inutili privilegi!

    Speriamo prendano una bella batosta dall'antitrust!

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