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  1. #16
    cecilia1968
    Ospite non registrato
    Cara Capasanta, scusa... ti sembrerò negativa, ma a me questo caso che stai seguendo mi preoccupa un po' perchè il ragazzo ha solo 12 anni e se continua così...
    Ti do il mio parere nell'ottica sistemico-relazionale.
    Sono d'accordo con chi ti ha scritto che il paziente non ha regole e che bisogna porre l'accento sui genitori. Dici che viene in consulenza tutto contento; immagino che questa esperienza gli rinforzi la sua sensazione di comportarsi da adulto, così come gliela rinforzano molte altre cose che fa (sfida agli adulti, sesso, ma anche successo scolastico,...).
    Secondo me questo "piccolo adulto" andrebbe "ridimensionato": bisogna vedere tutta la famiglia e ridare le competenze genitoriali ai genitori (anche se separati non devono smettere di fare i genitori, prendere accordi per l'educazione dei figli e esigere che certe regole vengano rispettate); contemporaneamente bisogna leggere il comportamento del ragazzo come una comunicazione che fa al sistema familiare, evincendo il significato attraverso domande sul periodo in cui ha cominciato a comportarsi in quel modo, ecc.
    Non ti sarà possibile fare una psicoterapia senza essere specializzata, sia per ragioni legali, sia per mancanza di strumenti, sia per il logorio emotivo che ne deriverebbe per te.
    Sei tu che stai in stanza con lui e lo conosci meglio di noi, ma se sei d'accordo con me sul fatto che il caso è complesso, soprattutto in ragione della giovane età del paziente e per la forza dei comportamenti adottati, invialo da uno psicoterapeuta.
    Da sistemico-relazionale io penso che potresti fare un colloquio con entrambi i genitori, far esprimere loro le difficoltà che hanno nella gestione del figlio, gli eventuali disaccordi genitoriali nella sua educazione e inviarli infine in terapia familiare, da un collega di tua fiducia.
    Se dai maggiore credito ad un altro orientamento che non sia quello sistemico-relazionale va benissimo ugualmente.
    Non devi avere la sensazione di avere fretta di scaricarlo o di fallire, perchè il merito di un bravo psicologo alle prese con un caso che va trattato in psicoterapia anziché in consulenza è quello di riuscire a fare un buon invio da uno psicoterapeuta.
    Ciao
    Ps: ho qualche riserva circa la supervisione telematica dei casi, perché nella supervisione è importantissimo anche il linguaggio non verbale, che dà importantissime informazioni sulle reazioni emotive del terapeuta e che non è visibile da un messaggio scritto su internet.

  2. #17
    Partecipante
    Data registrazione
    14-02-2005
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    54
    Grazie sulinari, consigli molto sensati, è proprio quello che pensavo di fare.

    Invece volevo chiedere a giuliamd qualche ulteriore chiarimento. Perché parli di modalità borderline?

    Poi, onestamente non so se faremo grandi discorsi sul mondo... agli adolescenti piacciono, ma non sarebbe meglio parlare il più possibile di lui?
    I discorsi sul mondo non possono essere difensivi?

  3. #18
    Partecipante
    Data registrazione
    14-02-2005
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    54
    Grazie cecilia.
    Infatti era questo il motivo che mi portatva a pensare: "basta" e quello che avrei voluto fare era proprio un colloquio con entrambi i genitori sulle regole e sulla necessità di assumere di nuovo il controllo del ragazzo.

    D'altra parte c'è la paura di abbandonarlo e la sensazione che il desiderio di concludere sia senz'altro più mio che suo...
    Inoltre non credo che accetterebbe in questo momento di buon grado un invio.

    Il tuo parere però rispecchia esattamente l'altro lato della medaglia, il primo che ho visto io... Credo sia molto utile anche per avviare un'ulteriore discussione.

    Grazie e buon anno

    Elisabetta

  4. #19
    cecilia1968
    Ospite non registrato
    D'altra parte c'è la paura di abbandonarlo e la sensazione che il desiderio di concludere sia senz'altro più mio che suo... Inoltre non credo che accetterebbe in questo momento di buon grado un invio.
    Ok, allora vai avanti: il ragazzo forse ha trovato un adulto (tu) da non sfidare e con cui collaborare, per questo puoi offrirgli la possibilità di viversi una relazione diversa da quelle che mette in atto fuori dalla stanza di terapia. Ricordati di avere sempre un obiettivo per ogni seduta e di condividerlo con il paziente (ad esempio iniziare chiedendo: "su che cosa vuoi lavorare oggi?").
    Buon proseguimento di terapia e buon anno a te e a tutti i frequentatori del forum.

  5. #20
    Partecipante
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    14-02-2005
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    54
    Grazie cecilia,
    anche per me è molto importante avere degli obiettivi chiari. A volte non so se questo sia ragionevole o se sia una razionalizzazione difensiva.
    In ogni caso, vista la mia poca esperienza, mi sembra di aver bisogno di una strutturazione abbastanza forte.

    Grazie ancora e buon anno!

    Rivedrò questo ragazzo dopo le vacanze e poi vi farò sapere...

    A presto

    Elisabetta

  6. #21
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    16-12-2005
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    cittadina del mondo
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    317
    ciao a tutti e BUON ANNO!

    Essendomi appena abilitata e trovandomi nella situazione di organizzare da vari punti di vista l'attività lavorativa, colgo l'occasione dell'interruzione festiva di questa interessante discussione per porre una domanda trasversale a questo caso, ma che riguarda la professione di psicologo e l'utenza minorile a voi che con i minori, da più o meno tempo, lavorate.

    Quando si prende in carico un minore si deve far firmare ai genitori qualche documento? Tipo autorizzazione all'intervento e/o al trattamento dei dati personali?

    Grazie.

  7. #22
    Partecipante
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    14-02-2005
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    54
    Per Australia: ma... io non ho fatto firmare niente nel privato, dove i genitori sono evidentemente d'accordo.
    A scuola se ne occupano Presidi e insegnanti. Di solito fanno firmare l'autorizzazione sul diario e chi non è autorizzatonon può andare dallo psicologo.

    Proseguo comunicandovi come sono andata avanti.
    L'ho rivisto e sono cambiate alcune cose.
    Ha lasciato la sua ragazza, per stare con una che ritiene "molto più bambina".
    Riconosce l'importanza di assumersi delle responsabilità. Gli ho chiesto di decidere insieme delle regole, che avremmo poi comunicato ai genitori e si è impegnato a fare tutti i compiti tutti i giorni.

    Abbiamo stabilito di vederci ogni 15 giorni e non più tutte le settimane. Mi ha riferito che preferisce perché ritiene di avere più tempo per provare a mettere in pratica, altrimenti "si parla e basta"... Io su questo sono d'accordo, anche perché mi sembra davvero importante fissare obiettivi chiari e verificabili e non eccedere con i discorsi e le analisi...

    In settimana vedrò il padre, con cui ho cxhiesto di avere un colloquio, anche perché dopo un apparente riavvicinamento nelle vacanze di Natale è di nuovo sparito. Ovviamente vorrei anche parlargli della strategia che intendo adottare con il ragazzo e dare alcune indicazioni circa la strategie educativa da adottare.

    Quando l'horivisto devo dire che mi sono sentita decisamente più sicura e questo, credo, perché ho trovato uno spazio in cui le mie ansie sono state accolte e rielaborate almeno un po'...

    Attendo vostri pareri

  8. #23
    Partecipante L'avatar di f.koffman
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    06-01-2007
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    Roma
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    30
    Anche a me ha molto colpito il fatto dei rapporti sessuali. Con chi ce l'ha? Ha una relazione sentimentale stabile? Il sottilineare l'importanza del profilattico mi sembra un buon inizio. Sarebbe importante, secondo me, fargli un po' di educazione sessuale ed emotiva. Per quanto riguarda la supervisione mi sembra un'ottima idea, è vero che è costosa ma non ci devi mica andare dopo ogni seduta! Basta andarci quando ti trovi in un momento di empasse.

  9. #24
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    31-03-2005
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    roma
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    172
    ciao capasanta, mi stavo chiedendo proprio in questi giorni come si stava evolvendo il tuo caso.
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    Ha lasciato la sua ragazza, per stare con una che ritiene "molto più bambina".
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    in che senso, cosa intende? Perchè vuole stare con questa ragazza che ritiene più bambina? Perchè con lei non ha rapporti sessuali?o cosa altro?
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    Riconosce l'importanza di assumersi delle responsabilità. Gli ho chiesto di decidere insieme delle regole, che avremmo poi comunicato ai genitori e si è impegnato a fare tutti i compiti tutti i giorni.
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    benissimo ottima soluzione quella di stabilire INSIEME delle regole, e sottolineo insieme perchè avresti potuto rischiare di stabilire tu delle regole che lui avrebbe dovuto seguire rischiando di ricoprire tu il ruolo del genitore con il risultato che avresti ottenuto l'ennesima infrazione di regole.
    Che genere di regole vorresti stabilire con lui? Hai già in mente qualcosa (tipo rapporti sessuali? io lavorerei per primo su questo e sull'educazione sessuale e l'importanza di avere rapporti protetti. Oppurre...la comunicazione con gli altri in primis con i genitori? ma su questo torniamo tra un momento).
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    Abbiamo stabilito di vederci ogni 15 giorni e non più tutte le settimane. Mi ha riferito che preferisce perché ritiene di avere più tempo per provare a mettere in pratica, altrimenti "si parla e basta"... Io su questo sono d'accordo, anche perché mi sembra davvero importante fissare obiettivi chiari e verificabili e non eccedere con i discorsi e le analisi...
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    il vedersi una volta ogni 15 giorni potrebbe andare bene. Dico potrebbe perchè non vorrei che nell'arco di questi 15 giorni si possa dimenticare per così dire le regole, dato che si è ancora agli inizi. Personalmente sarei rimasta una volta alla settimana e nel momento che si vedevano dei "miglioramenti" avrei decrementato le sedute. Il fatto che dice che "si parla e basta" è ok, ti avevo già accennato che gli adolescenti hanno bisogno dei fatti, ma ribadisco la mia sensazione di troppo discontinuità tra le regole e il merle in pratica.
    E' importante come dici tu, stabilire degli obiettivi anche perchè le sedute diventerebbe solo un "pour parlè", e perderesti in questo senso il ruolo di psicologo che stai ricoprendo.
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    In settimana vedrò il padre, con cui ho cxhiesto di avere un colloquio, anche perché dopo un apparente riavvicinamento nelle vacanze di Natale è di nuovo sparito. Ovviamente vorrei anche parlargli della strategia che intendo adottare con il ragazzo e dare alcune indicazioni circa la strategie educativa da adottare.
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    Finalmente il padre....
    Dico finalmente perchè sai la posizione che avevo fin dall'inizio!
    Questa figura, come d'altronde la madre ha un ruolo essenziale nella vicenda e nel comportamento del ragazzo.
    Cosa vorresti chiedergli al padre?
    Che aspettative hai su di lui?
    In che modo tu pensi che possa essere utile fare un colloquio con il padre?
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    Quando l'horivisto devo dire che mi sono sentita decisamente più sicura e questo, credo, perché ho trovato uno spazio in cui le mie ansie sono state accolte e rielaborate almeno un po'...
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    Sono contenta che le tue ansie si sono un pochino affievolite e che hai acquisito una sicurezza maggiore. E sono estremamente contenta che questo spazio ti sia utile, come d'altronde lo è per me e per alti colleghi.

    Stai procendo bene, aspetto tue notizie e riflessioni in merito a ciò che ti ho scritto.

    un bacio grande
    Carla
    grillo parlante

  10. #25
    Partecipante
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    14-02-2005
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    Ciao Carla!

    1) Sì, perché non ha rapporti sessuali, perché gli piaceva già da prima e poi il rapporto con la ragazza di prima era diventato troppo intenso e soffocante ( si vedevano tutti i giorni),

    2) Io direi che per il momento la regola stabilita da lui va bene. E' già molto non andrei oltre. Inoltre lui dice che di sesso sicuramente per qualche mese con questa ragazza non si parlwerà, quindi c'è tempo...

    3) Potresti avere ragione sulla frequenza ma ho visto davvero ( o almeno mi è sembrato) un miglioramento dopo le vacanze di natale. Lui dice che è contento di aver avuto del tempo per pensare e mettere in pratica... In ogni caso ho lasciato a lui questa decisione.

    4) Il PADRE: vorrei chiedergli qual è la sua strategia educativa con il figlio e discuterne insieme (lui è ricco e sembra dare di tutto a livello materiale ma essere molto disattento alle esigenze educative del figlio: non dà regole, fa scenate, e fare conoscere ai figli in continuazione diverse "amiche"...).
    Vorrei sottolineare che alcune cose del suo comportamento fanno soffrire il figlio (tipo sparire a Natale) e responsabilizzarlo un po' rispetto all'importanza della sua presenza e dell'assumere un ruolo educativo, cercando però di non forzare troppo ma di vedere anche cosa viene fuori da lui.

    Anch'io ho un po' paura che mi sfugga dalle mani il caso non avendo messo una cadenza fissa ma direi che va meglio e che probabilmente proprio la concretezza è l'arma vincente...

    Forse mi sentiva anche un po' incatenata al ruolo di psicologa che chiacchiera e analizza molto e fa poco e non mi sentivo libera di muovermi in modo un po' più personale e pragmatico...

    Ti ringrazio molto Carla.... sei preziosa!

    ... Adesso devo andare ma forse in questi giorni aprirò un'altra discussione sul caso di una bimba per presunte molestie sessuali... è un caso che mi preoccupa abbastanza ma vediamo come evolve (per il momento ho sentito solo il padre e le maestre)...

    UN bacio, a presto

    Elisabetta

  11. #26
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    31-03-2005
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    bene cara tienimi aggiornata, che questo spazio mi è utilissimo.
    Per quanto riguarda le presunte molestie chiedi pure dato che sono una psicologa giuridica.
    Baci e buon lavoro
    grillo parlante

  12. #27
    Partecipante
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    14-02-2005
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    Davvero psicologa giuridica? Mi piacerebbe anche sapere COME hai fatto, anche se credo che questa sia per te la parte più noiosa da raccontare...

    In breve, allora racconto qualcosa sulla bimba.
    Dice di essere stata toccata sopra le mutandine vicino alla patatina da un signore anziano di un agriturismo in cui è andata in gita con la scuola.
    L'ha raccontato ad una amica a dicembre, mentre il fatto risalirebbe ad ottobre. La madre dell'amica l'ha riferito al padre e alle maestre (la bambina è orfana di mamma) e loro sono vemnuti da me.
    Il padre, che pare molto presente e attento, conosce il gestore dell'agriturismo, un sacerdote, che è stato molto vicino alla famiglia quando ha perso la moglie. Lui stima molto il sacerdorte e si è rivolto a lui per avere spiegazioni, senza che la bambina lo sapesse.
    La bimba (7 anni) non vuole parlare dell'accaduto con il padre, ma si è arrabbiata moltissimo quando la sorella ha provato a dirle che forse non era vero.
    Il padre si stava convincendo che non era vero, perché di fatto la versione della bambina presenta delle incongruenze. Dice che potrebbe aver visto scene di sesso in Tv a casa della zia.
    per il resto la bambina appare serena. ha superato il lutto per la morte della mamma (morta 2 anni fa), dice che le manca, riesce a parlarne.

    Io ho detto chesono più gli abusi che non vengono creduti che quelli inventati dai bambini, che l'aver visto forse scene di sesso in TV non è un motivo per inventare un episodio del genere e che la confusione della bambina potrebbe anche essere dovuta alla necessità di "coprire" qualcuno (probabilmente il prete, l'unica persona conosciuta.
    Mi sono offerta disponibile a sentire la bambina se lei vorrà non tanto per appurare la verità quanto per darle uno spazio di espressione.
    Ho sottolinweato comunque l'importanza che la bimba si senta sostenuta dal padre (cosa che forse non ha avvwertito, pue essendo il padre, secondo me presente e attento) e di chiederle se si è sentita capita o se ha qualcosa da recriminare.

    Non ho fatto altro per il momento. Si è trattato di un solo incontro a scuola con maestre e papà.

    Ho chiesto al padre di chiamarmi comunque per farmi sapere gli sviluppi della vicenda.

    Tu che cosa ne pensi?

    Grazie

    Un bacio

  13. #28
    antobru66
    Ospite non registrato
    Certo questo è un preadolescente decisamente " a rischio" e i genitori sembrano averlo percepito, anche se non si sa fino a quale punto!
    La diagnosi la lascerei stare( anche se sembra orientato verso un disturbo antisociale della condotta; la diagnosi di border di solito si fa dopo i 18 anni), mentre è importante che tu "tenga" la relazione con lui.
    Ottimo il consiglio ( secondo me) di definire e rinforzare il contesto delle vostre sedute: di fatto mi sembra che sia uno che con te parli!
    Ti ha detto un sacco di cose e ne devi esser contenta!
    Ti ha anche detto che viene con te perchè non funziona la relazione con i genitori( ci puoi lavorare sopra: fatti raccontare di lui bambino, di cosa faceva con i suoi genitori, la quotidianità, insomma...).
    Cercate di capire insieme che cosa è cambiato e quando.
    Poi c'è molto da lavorare anche sulla sua modalità di porsi alle figure autoritarie: da quando è iniziata? Ci sono state delle figure di insegnanti che ricorda malvolentieri? Oppure è solo dovuto alla relazione con le figure genitoriali.
    Anche il sesso a 12 anni non mi sconvolge più di tanto ( non perchè lo ritengo normale, anzi...)solo perchè lavorando per anni con drop-out e disadattati vari mi ci sono " abituata": io non lo giudicherei in nessun modo, anzi cercherei di valutarne insieme a lui i rischi e che cosa rappresenta per lui ( di solito è una ricerca di contatto confusa con la genitalità...).
    Hai ancora tanto da lavorare, però dovresti velocemente discutere con lui dell'eventualità che lui "vorrà mettere da parte anche te", così lo anticipi e cerchi di neutralizzare la sua solita modalità di fuga.
    Buon lavoro!

  14. #29
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    31-03-2005
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    Carissima eccomi qua, scusami per il ritardo ma ero fuori Roma, ho scaricato la posta di corsa e mi sono stampata il caso così che potessi leggerlo con più calma e farmi un idea.
    Devo ammettere che ti è capitato un caso tosto e spero che le riflessioni che faremo insieme ti aiutino a gestire al meglio la situazione dato che si tratta di un caso estremamente delicato in quanto si parla di molestie sessuali a un minore.
    Allora, quando ho letto quello che hai scritto la prima volta mi sono saltati subito all’occhio i passeggi che il racconto della molestia o presunta molestia hanno fatto.

    Ricapitolando:

    Bambina  amica della bambina  mamma dell’amica della bambina (che si presume l’abbia saputo dalla figlia)  padre della bambina e maestre  psicologa (tu).

    Secondo punto che mi ha colpito è che il fatto risalirebbe ad ottobre e la bambina ne parla con l’amichetta a dicembre (in che periodo preciso? Al ridosso del Natale?)

    Terzo punto: dice di essere stata toccata sopra le mutandine vicino alla patatina da un signore anziano (che sarebbe un sacerdote gestore di un agriturismo in cui la bimba era in gita e che era stato molto vicino alla famiglia quando la madre della bimba morì circa due anni fa).

    Non siamo qui per ricoprire il ruolo di psicologi giuridici. Infatti sottolineo la distinzione che c’è tra lo psicologo giuridico che in una fase di denuncia di molestie deve raccogliere la testimonianza del minore e lo psicologo che “sostiene” il bambino perché ha subito il trauma vero o presunto che sia.

    Tu sei nel secondo caso, quindi a prescindere che il fatto si sia verificato o meno (cosa che penso se ne stia occupando chi di dovere) tu hai il compito del sostegno al minore. Ti dico chi di dovere perché sai che per legge se c’è anche il solo sospetto dell’abuso sex su minore si deve denunciare il caso alle autorità. Se questo non è avvenuto stai correndo un rischio, per il minore stesso.

    Da psicologa giuridica ti dico che il bambino deve essere sentito il minore numero di volte possibile in quanto c’è il rischio di incorrere nella vittimizzazione secondaria, inoltre la psicologia della testimonianza ci insegna che maggiore è il numero delle persone che fanno domande alla vittima (vera o presunta) maggiori sono le probabilità che le informazioni e i ricordi vengano alterati.

    Lo psicologo giuridico è chiamato a verificare l’idoneità psichica del minore a rendere testimonianza e cosa più importante ad appurare l’attendibilità delle accuse ovvero quanto la testimonianza e le accuse del minore siano attendibili; più deve rispondere ad altre richieste che non sto qui ad elencarti. Ti accenno questo solo per darti un idea della complessità e del lavoro di rete che dovrebbe ruotare ad un caso di molestie o abuso sex.

    Ponendo l’esempio che già ci sia in corso un indagine possiamo partire da due fatti oggettivi: 1) la molestia potrebbe essersi verificata e tu quindi hai il compito di far rielaborare il trauma e dare rinforzi positivi insieme alle figure di riferimento; 2) la molestia potrebbe non essersi verificata e tu ti trovi di fronte una bambina di 7 anni che ha inventato una storia di molestie sessuali e che va aiutata in ogni caso.

    Capisco che se non hai la certezza del fatto non sai come muoverti, ti trovi di fronte a due possibili contesti terapeutici (passami la parola).
    La bambina che dice la verità
    La bambina che mente.
    Quale dei due affrontare?

    Non è tuo compito farla parlare della molestia che ha o avrebbe subito. Se lei liberamente te ne parla e non è stato ancora fatto, fai partire subito la denuncia al quale seguiranno le indagini preliminari.
    Se le indagini sono già in corso il tuo ruolo è diverso.

    Mettiamo che si sia inventata tutto. Perché? Cosa l’ha spinta? Come intervenire? E’ giustissimo quando sottolinei il fatto che quando la incontrerai non la spingerai a parlare della molestia ma le offrirai un spazio di espressione.
    Se la vedi chiusa il disegno è un buon rompi ghiaccio. Da lì puoi partire. Ti consiglio di non indirizzarla verso argomenti specifici ma di farla parlare a ruota libera. Se ti fa domande, anche personali tu rispondi sinceramente. I primi incontri ti serviranno a conoscerla e a creare l’alleanza terapeutica e soprattutto a guadagnarti la sua fiducia. Fai sempre in modo che lei ti parli. Non farle domande troppo pesanti tipo la madre, non è ancora il momento lascia che te ne parli lei e vedrai che lo farà. Fai domande semplici usa il suo stesso linguaggio, anche se dovesse parlarti della molestia (esempio se lei usa il termine patatina tu riusalo, se usa il termine vagina tu riusalo) dal suo linguaggio capisci molte cose. Tieni i contatti con il padre e fai qualche seduta anche con lui da solo senza maestre per cercare di capire il contesto familiare dato che c’è una perdita significativa. In ultimo, stai bene attenta a quello che ti dice la bimba (dice che ha superato il lutto della madre sei sicura? Tra il dire e il fare…) Se si è inventata la molestia è evidente che c’è qualcosa che non va vuoi non ha risolto il lutto della madre, vuoi il padre non è poi così attento e presente vuoi milioni di cose che scoprirai fino ad arrivare al perché si sia inventata tutto.

    Mettiamo che non si sia inventata la molestia e che è tutto vero. Contenimento e rielaborazione (in seguito alle prime sedute identiche alla prima ipotesi) e come sopra senza la parte della menzogna.

    Per concludere, ti sembrerà strano ma sono tanti gli pseudoabusi e non per questo debbano essere lasciati passare, il sostegno al minore è d’obbligo.

    Mamma mia quanto ho scritto, sicuramente mi sono dimenticata qualcosa ma spero di esserti stata utile. Se hai domande o riflessioni scrivi pure e tienimi aggiornata su entrambe le vicende.

    Un bacio
    Carla
    grillo parlante

  15. #30
    Giuliamd
    Ospite non registrato
    [i]In breve, allora racconto qualcosa sulla bimba.
    Dice di essere stata toccata sopra le mutandine vicino alla patatina da un signore anziano di un agriturismo in cui è andata in gita con la scuola.[/B]
    Le riflessioni riguardo l'abuso sessuale sono molte e complesse, e anche in aggiornamento continuo.
    Se il campo ti interessa, proprio per essere aiutata a riflettere a largo raggio, ti cnsiglio di procurarti il libro di Malacrea e Lorenzini "Bambini abusati", edito da Cortina.
    Le tematiche da affrontare in questi casi sono moltissime, i protocolli di intervento in continua rielaborazione, rielaborazione legata a una discussione internazionale su quanto è opportuno fare e come, e quanto no.
    In bocca al lupo per la tua professione.

Pagina 2 di 3 PrimoPrimo 123 UltimoUltimo

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