Cara Capasanta, scusa... ti sembrerò negativa, ma a me questo caso che stai seguendo mi preoccupa un po' perchè il ragazzo ha solo 12 anni e se continua così...
Ti do il mio parere nell'ottica sistemico-relazionale.
Sono d'accordo con chi ti ha scritto che il paziente non ha regole e che bisogna porre l'accento sui genitori. Dici che viene in consulenza tutto contento; immagino che questa esperienza gli rinforzi la sua sensazione di comportarsi da adulto, così come gliela rinforzano molte altre cose che fa (sfida agli adulti, sesso, ma anche successo scolastico,...).
Secondo me questo "piccolo adulto" andrebbe "ridimensionato": bisogna vedere tutta la famiglia e ridare le competenze genitoriali ai genitori (anche se separati non devono smettere di fare i genitori, prendere accordi per l'educazione dei figli e esigere che certe regole vengano rispettate); contemporaneamente bisogna leggere il comportamento del ragazzo come una comunicazione che fa al sistema familiare, evincendo il significato attraverso domande sul periodo in cui ha cominciato a comportarsi in quel modo, ecc.
Non ti sarà possibile fare una psicoterapia senza essere specializzata, sia per ragioni legali, sia per mancanza di strumenti, sia per il logorio emotivo che ne deriverebbe per te.
Sei tu che stai in stanza con lui e lo conosci meglio di noi, ma se sei d'accordo con me sul fatto che il caso è complesso, soprattutto in ragione della giovane età del paziente e per la forza dei comportamenti adottati, invialo da uno psicoterapeuta.
Da sistemico-relazionale io penso che potresti fare un colloquio con entrambi i genitori, far esprimere loro le difficoltà che hanno nella gestione del figlio, gli eventuali disaccordi genitoriali nella sua educazione e inviarli infine in terapia familiare, da un collega di tua fiducia.
Se dai maggiore credito ad un altro orientamento che non sia quello sistemico-relazionale va benissimo ugualmente.
Non devi avere la sensazione di avere fretta di scaricarlo o di fallire, perchè il merito di un bravo psicologo alle prese con un caso che va trattato in psicoterapia anziché in consulenza è quello di riuscire a fare un buon invio da uno psicoterapeuta.
Ciao
Ps: ho qualche riserva circa la supervisione telematica dei casi, perché nella supervisione è importantissimo anche il linguaggio non verbale, che dà importantissime informazioni sulle reazioni emotive del terapeuta e che non è visibile da un messaggio scritto su internet.







Rispondi citando