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  1. #16
    Wolfg757
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Re: ora anche i medici fanno gli educatori...

    Originariamente postato da Psielisa
    Rispetto la tua opinione ma secondo me hai ragione solo se il medico in questione è uno psichiatra.
    Altrimenti penso che la laurea in psicologia sia molto più formativa rispetto alla preparazione che potrebbe aver ottenuto un medico generico a cui un giorno salta in mente di farsi una scuola di specializzazione.
    Ok che la laurea in medicina è molto considerata (giustamente) ma questo non dovrebbe significare l'onniscienza della categoria medica.
    Ripeto: ok se si tratta di uno psichiatra ma paradossale se si tratta di medici generici (ne conosco almeno due: psicodrammatista e terapia familiare)...non dirmi che fare delle appendiciti o fare diagnosi (per quanto drammatico possa essere) di medicina generale sia una "situazione di vita" così rilevante per poter accedere alla professione di psicoterapeuta.

    X LuisaMiao: concordo con te. In effetti sono gli educatori che dovrebbero odiare noi psicologi.
    X Psielisa straconcordo con te!
    Il senso di superiorità e la spocchia che in generale i medici (discorso generico, non parlo di te Giuliamd!!) hanno verso noi psicologi è davvero irritante.
    Da aggiungere però che moltissimi psicologi, pur occupando tranquillamente il ruolo di educatore, hanno una scarsa considerazione di chi ha una laurea in Scienze dell'Educazione.

    A parte questo OT, è davvero scoraggiante vedere come le persone siano costrette ad invadere il campo altrui pur di poter trovare un lavoro (pisc vs educ). Certo che se ci si mettono anche i medici a competere al ribasso, il mercato del lavoro diventerà sempre più velenoso.

  2. #17
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204

    Re: Re: Re: Re: Re: ora anche i medici fanno gli educatori...

    Originariamente postato da Wolfg757
    Da aggiungere però che moltissimi psicologi, pur occupando tranquillamente il ruolo di educatore, hanno una scarsa considerazione di chi ha una laurea in Scienze dell'Educazione.
    infatti... hai più che ragione!

  3. #18
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    25-07-2003
    Messaggi
    743
    Sulla qualità della preparazione fra medicina e psicologia per diventare psicoterapeuta sinceramente mi sento di dissentire e di preferire di gran lunga il percorso psicologico, sia in termini di studi (molto più consoni), sia in termini di esperienza lavorativa (decisamente più consona rispetto a quella che potrebbe avere un pediatra o un chirurgo o un nefrologo, anche se spero che ad un nefrologo non venga in mente di diventare psicoterapeuta...).

    Concordo sul fatto che spesso però questa maggiore esperienza, anche intesa come esperienza di vita, non ci sia perchè ci si "butta" subito nella specializzazione, perdendo sia la possibilità di fare esperienze lavorative (anche se in realtà più che perderla noi la possibilità è che proprio non ce la danno, date le difficoltà a trovare lavoro), sia quella di maturare ulteriormente prima di intraprendere un percorso che richiede preparazione tecnica ma anche qualità che non si possono studiare e che è solo la vita a darti.

    Ho già detto altre volte che spesso si vuole diventare psicoterapeuti mentre ancora non si sa cosa voglia dire essere psicologi...
    Però credo che in questo circolo vizioso e viziato in cui persone che stanno ancora facendo il tirocinio post laurea si iscrivono alla specializzazione (a 25 anni, ancora "figli" a tutti gli effetti che magarisi ritrovano poi a trattare 50enni in crisi di mezza età), ci sia una grande responsabilità anche da parte delle scuole, che pur di non perdere preziose rette accetterebbero anche studenti, se potessero, in una folle rincorsa a bruciare delle tappe che invece potrebbero essere un prezioso aiuto nella professione.

    Ma anche se si decidesse di istituire un limite minimo di età per accedere alla specializzazione, chi mi garantisce che l'esperienza di un 35enne che vive con mamma e papà, spesato e viziato in tutto, il cui problema più grande è decidere in quale locale andare a trascorrere la serata, possa essere qualitativamente maggiore di un 25enne che ha affrontato lutti, perdite, vive da solo, si mantiene, è magari sposato e con figli?
    Quello che voglio dire è che oltre alla QUANTITA' di esperienze si deve guardare la QUALITA', e per quella ognuno deve essere giudice di se stesso, non possono esserci parametri predefiniti che mi dicano quale sia l'esperienza migliore e nessuno può giudicare l'esperienza altrui (già è difficile dare un senso alla propria...)
    Vimae

  4. #19
    psicosarix
    Ospite non registrato
    scusate forse mi sono persa ... ma perchè porre un limite di età alle specializzazioni?


    le facoltà di medicina aprono qualsiasi corso di laurea, anche complemtamente inventato, che gli serva o serva a qualche professore per fare carriera ... a Pisa hanno aperto un corso in psicologia della salute:


    http://www.unipi.it/php/corsilaurea/...rso.php?id=390

    fra 2 - 3 anni vedremo cercare dei laureati triennali a medicina con indirizzo psicologia della salute ... peccato che non abbiano mai studiato in una facoltà di psicologia ed abbiano avuto un programma che per me, ma non solo, vista che l'ordine della toscana ha protestato ... non è sufficientemente psicologico.

    secondo me il fatto che i programmi siano pensati in un contesto psicologico (nel nostro caso) o pedagogico (nel caso degli educatori) è importante ... ben vengano le lauree interfacoltà ... ma quella di Pisa non è affatto interfacoltà ... quella degli educatori non so ...

    mah!!!

  5. #20
    psicologiaela
    Ospite non registrato
    ho realmente paura che, continuando cosi' ,tra qualche anno la professione dello Psicologo scompaia del tutto......

  6. #21
    Partecipante Assiduo L'avatar di marianna5
    Data registrazione
    10-07-2003
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    ragusa
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    167
    Originariamente postato da psicologiaela
    ho realmente paura che, continuando cosi' ,tra qualche anno la professione dello Psicologo scompaia del tutto......

    credo che tu abbia ragione, è triste pensarlo ma almeno non ci prendiamo più in giro....

  7. #22
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao ragazze !!!
    io penso che prima o poi le cose dovranno cambiare ... e mi auguro in meglio !!!

    ... comprendo il vostro sconforto ... lo provo circa un minuto si ed uno no per tutta la gioranata!!!


  8. #23
    liudmilla
    Ospite non registrato
    Capisco le vostre preoccupazioni.......ebbene sono le stesse delle mie quando sento che tutti i laureati possono automaticamente considerati educatori come me che ho studiato esclusivamente per fare l'educatore professionale!!!!

  9. #24
    Partecipante L'avatar di robertar
    Data registrazione
    30-03-2005
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    Milano
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    30
    Per liudmilla

    Mi sembra però che la professione di educatore sia lontana da una regolamentazione giuridica che ne possa preservare i confini... è per questo che diplomati e laureati vari possono accedervi.

    La nostra professione (psicologo) che è regolamentata a livello giuridico dal 1989 e protetta successivamente da un ordine professionale deve ancora difendersi da invasioni e intrusioni di altre professionalità...

    quindi, i cammini sono lunghi e tortuosi un pò per tutti..

    Ciao
    Roberta

  10. #25
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da robertar
    [...]quindi, i cammini sono lunghi e tortuosi un pò per tutti ..[...]
    secondo me, in un mondo più consapevole e "civile" basterebbero le competenze a determinare le professioni e le professionalità ...
    i programmi di psicologia sono diversi da quelli di scienze dell'educazione, che sono diversi da quelli di filosofia, che sono diversi da quelli di sociologia, ecc ... insomma ... basterebbe il buon senso ... secondo me ...



  11. #26
    Partecipante L'avatar di robertar
    Data registrazione
    30-03-2005
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    Milano
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    30
    ciao psicosarix

    infatti non stavo parlando di competenze...(si entrerebbe in un altro discorso) ma di riconoscimento giuridico e sociale delle professioni che diviene determinante per una loro differenziazione.

  12. #27
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da robertar
    ciao psicosarix

    infatti non stavo parlando di competenze...(si entrerebbe in un altro discorso) ma di riconoscimento giuridico e sociale delle professioni che diviene determinante per una loro differenziazione.

    ciao robertar ,

    ... se ci rifletti, però, sono le competenze che differenziano i profili professionali.

    penso alla famosa questione ... tanto per non andare troppo ot, degli psicologi clinici, psicoterapeuti, psichiatri.

    in sostanza lavorano tutti nel medesimo campo ...
    possono addirittura trovarsi ad occuparsi dello stesso caso, lavorando con lo stesso paziente ...

    cosa li differenzia allora? le loro competenze! e infatti le leggi sono ritagliate sulla base delle competenze delle professioni. raramente arriva prima una legge e poi una professione. di solito è il contrario. quando c'è un buon numero di persone che fa lo stesso lavoro e riconosce come proprio un corpus di competenze, questo gruppo chiede un riconoscimento giuridico che riservi solo a quella professione, e a loro stessi come professionisti, quel tipo di competenze.



  13. #28
    mareamarea
    Ospite non registrato

    per giuliamd

    Penso che il semplice fatto di dire che gli psicologi psicoterapeuti non si smazzino abbastanza e abbiano una visione limitata delle cose e del mondo sia già un buon modo per dimostrare che forse qualcosina nella tua visione ampia sfugge. Ben venga se fai le notti in guardia medica o al PS, ma perchè lo recrimini? Sono molto felice e fiera di essere una psicologa e ora ho finalmente raggiunto obiettivi che mi ero prefissata dopo ANNI E ANNI passati a lavorare GRATIS accanto a medici pagati per specializzarsi (la mia scuola di specialità mi è costata 4900.00 euro l'anno per 4 anni) ma con tanta passione. E questa stessa passione mi ha permesso di imparare davvero tanto, dai miei pazienti, dal dottorato di ricerca che ho svolto ( e per farlo, ovviamente vai personalmente a raccogliere i dati, ad elaborarli e poi hai le informazioni che volevi), dai colloqui di selezione che ho fatto, dall'andare nelle aziende per le quali selezionavo per capire come funzionavano (e già solo questa esperienza basterebbe, credimi). Una cosa sola vorrei sottolineare: non mi ritengo nè superiore nè inferiore ad un medico o ad un educatore e trovo stupide queste gerarchie. Nella mia lunga esperienza in reparto (riabilitazione psichiatrica e SPDC) ho notato che i pazienti avevano un buon rapporto con il personale infermieristico e non con i medici e con gli psicologi. Questo dovrebbe dire qualcosa su queste stupide gerarchie. A me aveva fatto riflettere tanto sin da quando ero alle prime armi.

  14. #29
    Partecipante Affezionato
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    Il problema di fondo è, secondo me, che il mercato del lavoro nel sociale/salute sta subendo da anni un'involuzione pazzesca.
    A fronte dell'opinione pubblica, dei TG e dei vari talk show dove il sociale/salute mentale appaiono essenziali, quando si tratta di stanziare fondi per quelle stesse aree, c'è invece un'enorme carenza di risorse.

    E questo purtroppo comporta una concorrenza al ribasso dove si tenta di arraffare un posto di lavoro anche al prezzo di svendere la propria professionalità.
    E da qui gli psicologi che fanno gli educatori o gli OSS.
    E con questo non dico che quelle siano professioni meno "nobili", dico solo che chi ha studiato psicologia non dovrebbe/vorrebbe fare un lavoro con competenze diverse da quello che si sono apprese.
    E per chi invece ha studiato scienze dell'educazione deve essere davvero stressante vedersi invadere il campo da gente che "teoricamente" non sarebe qualificata per quel ruolo.
    Per non parlare dell carico di frustrazione che comporta un dipendente "costretto" ad adattarsi ad un ruolo non suo.

    Per quel che riguarda i medici invece, posso solo pensare che, anche la professione medica, dopo essere stata fonte di posto di lavoro sicuro e ben retribuito, stia perdendo qualche colpo e così anche loro devono adattarsi a fare altro invadendo campi per loro non "classici".

    E lascio con una cattiveria: quanti medici ci sono in parlamento in rapporto al numero degli piscologi? Penso che il numero dei medici sia secondo solo a quello degli avvocati........puzza di lobby?????

  15. #30
    Partecipante Assiduo L'avatar di marianna5
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    10-07-2003
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    ragusa
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    Originariamente postato da Shiren75

    E lascio con una cattiveria: quanti medici ci sono in parlamento in rapporto al numero degli piscologi? Penso che il numero dei medici sia secondo solo a quello degli avvocati........puzza di lobby????? [/B]



    e vogliamo parlare della saccenza e l'arroganza che li contraddistingue?

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