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  1. #16
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Monza
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    Originariamente postato da Codename47
    LuisaMiao, ti confesso che mi sono sempre chiesto quale è la vittimiologia dello stupro.
    Per questioni di privacy in tv ogni volta che si parla di uno stupro non dicono NULLA sulla vittima, se non l'età (che appunto varia molto). Non dicono nulla, che so, dell'abbigliamento della vittima, del suo comportamento ecc...ma sembra anche a me che ci sia scarsa correlazione tra questi e la scelta della vittima. Tu cosa sai? Hai qualche libro da consigliare?
    Libri di vittimologia ne ho, ma non son in italiano ma in brasiliano (dove la vittimologia si studia e si applica davvero) quindi poco utili da suggerire. Ma qualche dato ve lo posso riportare.
    Dal sito del Ministero degli Interni, dati ISTAT 2004 relativi all'Italia.
    VIOLENZE SESSUALI
    Sono più di mezzo milione (520mila) le donne dai 14 ai 59 anni che nel corso della
    loro vita hanno subito una violenza tentata o consumata, il 3% delle donne in quella
    classe d’età.
    OGNI GIORNO, in media, 7 donne subiscono violenza sessuale.
    Nel corso della vita il 44% delle donne che hanno subito uno stupro o un tentativo di stupro lo ha subito in luoghi familiari (casa propria, lavoro, casa di amici e parenti o spazi circostanti).
    Gli autori delle violenze sono soprattutto persone conosciute: amici (23,5%), datori o colleghi lavoro (15,3%) fidanzati o ex fidanzati (6,5%) coniugi o ex con iugi (5,3%).
    Il 24,2% delle donne abusate nel corso della vita ha subito più volte violenza dalla stessa persona.
    Solo il 7,4% delle donne che ha subito una violenza tentata o consumata nel corso della vita ha denunciato il fatto. Quindi, OLTRE IL 90% DELLE VITTIME NON DENUNCIA IL FATTO. In Italia la violenza sessuale è riconosciuta come reato contro la persona e non contro la morale dal 1996
    Allora, è vero che non ci sono informazioni sul comportamento e abbigliamento, ma data l'alta percentuale di stupri commessi da persone conosciute, credi davvero abbia importanza?
    Se indosso la minigonna "mi sta bene" se mi stuprano? "Me la sono cercata"? E se rido e scherzo con un uomo, pure? No, secondo me è un bel modo per giustificare l'uomo e colpevolizzare ancora una volta la vittima (cultura dello stupro di cui parlavo prima).

    (appena recupero gli altri dati che ho, magari li posto)
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  2. #17
    Postatore OGM L'avatar di chiocciolina4
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    Originariamente postato da Codename47
    secondo me non servono. Forse in altri luoghi servirebbero gli psicologi, ma a Napoli per evitare che cose del genere si ripetano, invece di 52 psicologi ci vogliono 52 poliziotti con manganelli, lacrimogeni ed armi da fuoco (sennò i ragazzi ti ridono in faccia e cacciano i coltelli).
    Non so quanto un intervento del genere potrebbe rivelarsi utile. E' verò che è un contesto difficile, ma di certo violenza su violenza non aiuta a recuperarli...senza contare che non saranno mica tutti così! Si rischia di affossare anche quelle persone che potrebbero avre un futuro migliore, ci saranno altre persone come la ragazza violentata ad esempio.

  3. #18
    psicologiaela
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    credo che quella di Codename fosse un'affermazione ironica
    anche se cmq veritiera della realtà meridionale....

  4. #19
    Postatore OGM L'avatar di chiocciolina4
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    Originariamente postato da psicologiaela
    credo che quella di Codename fosse un'affermazione ironica
    anche se cmq veritiera della realtà meridionale....
    non so se fosse ironica, in ogni caso può essere un ulteriore spunto di riflessione, poichè sono stati effettivamente molti a sostenere che per la situazione napoletana servirebbe l'intervento delle forze armate.

  5. #20
    psicologiaela
    Ospite non registrato
    sono d'accordo che possa anche rappresentare uno spunto di riflessione....

  6. #21
    Partecipante Figo L'avatar di Codename47
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    la realtà napoletana è diversa dalle altre italiane. In altri luoghi d'Italia parlerei volentieri di recupero ecc...ma non quì.
    Vi dico di nuovo che io sono stato a contatto con una realtà come quella del carcere minorile quì a Napoli e quello che tutti (polizia penitenziaria, educatori, psicologi e direttore) sapevano, era la totale irrecuperabilità dei giovani napoletani. Credetemi, so quello che dico. Salvo in rarissimi casi, non è possibile fare niente per il recupero.
    Se un ragazzo viene in carcere per il suo terzo reato e si lamenta che lui "è solo" al suo terzo reato e "già" gli hanno dato 3 mesi, e dopo un mese il magistrato di sorveglianza, gli cambia la pena da carcere a comunità...perchè dovrebbe convincersi a cambiare?
    se un ragazzo va in carcere per concorso in omicidio aggravato, e dopo 3 mesi il magistrato di sorveglianza, gli cambia la misura cautelativa da carcere a comunità, perchè dovrebbe convincersi a cambiare?
    Se una coppia fa sei figli, di cui i primi 5 hanno tutti precedenti penali, ma nessun giudice ha sottratto i figli alla famiglia, perchè il sesto figlio dovrebbe cambiare?
    Un ragazzo una volta disse:"e questa è la pena?se mi arrestano questo succed? e chi mi ferma più!"
    No davvero, se avete qualche idea per il recupero dei napoletani, ditemi e ne discutiamo.

  7. #22
    thomas muntzer
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    Originariamente postato da Codename47
    la realtà napoletana è diversa dalle altre italiane. In altri luoghi d'Italia parlerei volentieri di recupero ecc...ma non quì.
    Vi dico di nuovo che io sono stato a contatto con una realtà come quella del carcere minorile quì a Napoli e quello che tutti (polizia penitenziaria, educatori, psicologi e direttore) sapevano, era la totale irrecuperabilità dei giovani napoletani. Credetemi, so quello che dico. Salvo in rarissimi casi, non è possibile fare niente per il recupero.
    Se un ragazzo viene in carcere per il suo terzo reato e si lamenta che lui "è solo" al suo terzo reato e "già" gli hanno dato 3 mesi, e dopo un mese il magistrato di sorveglianza, gli cambia la pena da carcere a comunità...perchè dovrebbe convincersi a cambiare?
    se un ragazzo va in carcere per concorso in omicidio aggravato, e dopo 3 mesi il magistrato di sorveglianza, gli cambia la misura cautelativa da carcere a comunità, perchè dovrebbe convincersi a cambiare?
    Se una coppia fa sei figli, di cui i primi 5 hanno tutti precedenti penali, ma nessun giudice ha sottratto i figli alla famiglia, perchè il sesto figlio dovrebbe cambiare?
    Un ragazzo una volta disse:"e questa è la pena?se mi arrestano questo succed? e chi mi ferma più!"
    No davvero, se avete qualche idea per il recupero dei napoletani, ditemi e ne discutiamo.
    tu ne parli come se fossero i soli napoletani... ci sono tanti altri che sono la maggioranza che non sono criminali a partire da te suppongo

  8. #23
    Partecipante Figo L'avatar di Codename47
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    ovviamente, nell'intervento quotato da te e in nessun'altra parte nel forum, ho mai detto che il 100 % dei napoletani sia delinquente.
    Semplifico il concetto espresso sopra: i delinquenti napoletani sono scarsissimanente recuperabili. Che foto hanno le ragazze niegli altri posti d'Italia, come screen del cellulare?Non lo so, quì quelle di certi ambienti, hanno la foto del giovane figlio del boss (che adoravanao).

  9. #24
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    Originariamente postato da Codename47
    Se un ragazzo viene in carcere per il suo terzo reato e si lamenta che lui "è solo" al suo terzo reato e "già" gli hanno dato 3 mesi, e dopo un mese il magistrato di sorveglianza, gli cambia la pena da carcere a comunità...perchè dovrebbe convincersi a cambiare?
    su questo sono d'accordo con te

    Originariamente postato da Codename47
    quì quelle di certi ambienti, hanno la foto del giovane figlio del boss (che adoravanao).
    secondo me il problema è a monte, purtroppo siamo costretti dalle circostanze a parlare sempre di interventi, quando si dovrebbe parlare invece di prevenzione. La mancanze di controllo e di coerenza nelle pene inflitte dallo Stato è un fatto che andrebbe riorganizzato ai piani alti. Per quanto riguarda il fenomeno ad esempio del divismo dei boss, anche questo è dovuto molto spesso a un'assenza della figura dello stato, che viene prontamente rimpiazzata dalla camorra, la quale ha in molti casi "risolto" a modo suo dei problemi. Per esempio, ho letto che le famiglie dei carcerati anni fa non furono aiutate dalla previdenza sociale etc, e la camorra gli forniva una vera e propria pensione data con puntualità. Tutto questo rovescia le idee riguardo al potere e fa sì che una ragazzina intervistata in TV, alla domanda "cosa farai da grande" abbia risposto "sposerò il boss della zona"...purtroppo è questa l'idea dell'arrivare.

    Però io credo che si possa fare qualcosa per i bambini, aiutandoli magari a non far radicare l'idea del tutto e subito, dell'essere qualcuno solo se hai le scarpe firmate e il motorino, del potere come unico mezzo per essere rispettati.

  10. #25
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    Originariamente postato da chiocciolina4

    Però io credo che si possa fare qualcosa per i bambini, aiutandoli magari a non far radicare l'idea del tutto e subito, dell'essere qualcuno solo se hai le scarpe firmate e il motorino, del potere come unico mezzo per essere rispettati.
    con i ragazzi in carcere facemmo un lavoro, in cui si cercavano di individuare le cause della scelta della devianza. Tra le (purtroppo) tante trovate, c'era anche il vantaggio che i soldi danno in questa società, per i privilegi che danno, oltre al successo che garantiscono con le donne. Loro stessi ci dissero che le ragazze hanno la foto del giovane boss sul cellulare e che alla domanda "che mestiere deve fare il tuo ragazzo?" rispondono, "deve essere nu guagliono a sistema" (tu sai che loro non dicono camorra, ma Sistema).
    Però il punto è, come pensi di riuscire a far capire loro che avere la moto più costosa le scarpe più costose (i ragazzi in carcere avevano scarpe da centinaia di euro, e se anche erano in tuta, era una tuta firmata) è inutile? Non si riesce nemmeno a farlo capire ai giovani che non delinquono...
    L'unica soluzione che mi viene in mente è sempre quella di togliere i figli ai camorristi.
    Ho sentito di un signore musulmano che ha picchiato la figlia perchè indossava i jeans e gli hanno tolto la patri potestà. Perchè non la tolgono a quelli che ai figli insegnano a maneggiare le armi?
    Credo perchè altrimenti i giudici passerebbero un guaio...Cutolo fece sparare in faccia alla figlia di 5 anni di un giudice...

  11. #26
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    Purtroppo ti do ragione (non purtroppo per te, purtroppo per quanto è nera la situazione)

    Ci sono esperimenti che sembra stiano ottenendo forse qualche piccolissimo risultato, tipo le comunità religiose (vedi i parroci di forcella e chiaiano) che tentano di organizzare almeno il tempo libero dei ragazzi in modo che conoscano realtà altre, perchè secondo me uno dei problemi maggiori è proprio che questi ragazzi non hanno mai avuto la possibilità di conoscere "l'alternativa". Personalmente non amo, come dire, la vita ecclesiastica ma è una delle poche tipologie di comunicazione che può raggiungere gli strati più sommersi della società. (ovviamente mi riferisco sempre ai giovanissimi, non ai boss che vanno in chiesa a baciare il santo prima di fare una sparatoria).

    Visto che hai lavorato in carcere, mi permetto di suggerirti un libricino che ho trovato molto bello, si chiama "Filosofia in carcere" di Giuseppe Ferraro, in cui questo professore di filosofia è andato a Nisida a parlare di filosofia con i ragazzi (non di filosofi ma di cos'è l'amore la libertà etc). Si parla anche del "bisogno" di essere griffati. A me ha fatto molto riflettere, sulle priorità che questi ragazzi si danno, e forse ragionandoci su potrebbe venire in mente un modo per recuperare o almeno prevenire.

  12. #27
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    Ti dico che facemmo degli incontri per capire se l'alternativa era possibile. Vedemmo come i rapporti familiari siano moolto più invischiati che in altre famiglie. Per loro la famiglia, la lealtà alla famiglia, è tutto. Fare una scelta diversa, scegliere di non imischiarsi negli affari della famiglia, è tradimento. UNo, imedesimandosi nel ruolo del padre con un figlio che vuole fare un'altra scelta, disse."ma come, io ti ho dato la vita,sei carne della mia carne, e tu metti contro di me?Ma io ti uccido proprio!" (immaginatelo detto in napoletano)
    Un ragazzo sveglio, alla domanda se era possibile fare una scelta diversa da quella del padre, rispose con una battuta:"io ho fatto una scelta diversa da quella di mio padre. Mio padre faceva i furti di tir, io i furti d'auto".

    Comunque tu in che modo daresti un'alternativa?

  13. #28
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    Tolti i già citati esperimenti della chiesa, in parte condivido la tua idea di togliere la patria potestà, in parte nelle scuole (o se non ci vanno in altri posti di aggregazione), insegnando ai piccolissimi le regole del rispetto e organizzando anche lo spazio del gioco, in modo che i modelli di imitazione nel gioco non siano lo spaccio di droga (giochi che i bimbi fanno ahimè perchè quello vedono fare ai grandi di continuo). So che possono sembrare interventi inutili e infantili, ma purtroppo il margine d'azione, come dici anche tu, è molto limitato. Ciò non toglie che si debba provare a fare qualcosa.
    Ultima modifica di chiocciolina4 : 06-03-2007 alle ore 20.20.23

  14. #29
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    ciao. La scuola non piace a nessuno di loro. Avevano quasi tutti la terza media, ma erano di quelli che la scuola promuove sempre per toglierseli davanti. E non c'è da biasimare la scuola. Anche io promuoverei sempre uno che lanciale sedia all'insegnante ( e ha chiesto a noi se faceva bene a lanciarla anche alla goidice se lo condannava )

    Fare una qualunque scelta di non devianza, significa andare contro i propri genitori (che per loro sono scacri) oltre a restare fuori dal proprio ambiente, dai coetanei.
    Ti posso giurare che on c'era nemmeno uno del Vomero lì...venivano tutti d certe zone di Napoli o da certi paesini. Nessuno del Vomero. Questo vuol dire che dovrebbero isolarsi dai genitori, dai fratelli, dai cugini, e dagli amici...complicatuccio...
    cosa gli si può dare in cambio?
    Ti chiedo una cosa. Tu quanti anni hai? Che studi hai fatto? Diciamo che hai fatto la scuola superiore, hai 25 anni e sei laureata. Un lavoro di 800 euro al mese, lo accetteresti per te?

    Ebbene, non so come, ma trovarono un lavoro da 800 euro al mese ad un sedicenne (quello della sedia). Sapemmo che rifiutò. Gli chiedemmo perchè e lui, sdegnato, disse "perchè 800 euro al mese, a chi li volevano dare?"

    Una insegnante (lì c'è anche la scuola) disse che a Napoli la criminalità non si risolve con l'occupazione, perchè questi non delinquono perchè gli manca il pane per sopravvivere (una ragazza a casa avevea i pesci da un milione di lire l'uno nell'acquario), perchè i guadagni che fanno loro col loro lavoro, sono i guadagni (parole della insegnante) del grande chirurgo, del grande avvocato. Certo, forse se se dessero a ragazzi di 16 anni, con la terza media regalata, 4000 euro al mese, forse la maggior parte non delinquerebbe, ma non credo si possa fare.

  15. #30
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    Scusa, come mai hai parlato del vomero? Forse mi sono persa un passaggio

    quindi in definitiva secondo te bisogna lasciare le cose come stanno aspettando che Napoli sprofondi nella melma che si è creata da sola? (non è una polemica, è proprio che voglio capire cosa proponi) E ho una curiosità: tu lavori (o hai lavorato) in carcere perchè hai colto un lavoro come un altro, o perchè hai passione nel tuo lavoro? Perchè è vero che le cose che dici sono giuste, ma sembri anche molto disilluso.
    cosa consiglieresti a uno come me o come te? Di andare via da Napoli il più presto possibile?

    Ho paura che i moderatori ci facciano un cazziatone perchè si è creata una specie di chat
    Ultima modifica di chiocciolina4 : 07-03-2007 alle ore 01.21.47

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