Ultima modifica di Axamer Ibk : 28-10-2008 alle ore 21.07.32
Originalmente inviato da TONYD856
ho letto un pò i vostri post,e mi sembra assurdo il modo in cui ragionate.in america,europa africa........credo sempre di più che il lavoro non ci sia non per colpa della casta presente in ogni professione ma per colpa delle persone che ragionano come voi.innanzitutto credo che lo psicologo sia la professione del futuro,e credo che da liberi professionisti si lavori tanto solo se uno è davvero bravo,purtroppo quelli bravi credo sia un centinaio in tutta italia su 70.000 iscritti all'albo,è questo il vero problema su cui bisigna lavorare.io ultimamente stò lavorando con l'ordine nazionale degli psicologi e con alcuni politici per mettere dei limiti all'entrata nelle facoltà di psicologia di chiunque creda che attraverso la psicologia possa risolvere i loro problemi,perchè il mestiere dello psicologo alla pari del medico a che fare con persone che hanno bisogno di essere curate,e quindi propporò all'ordine alcuni requisiti fondamentali per fare questo mestiere che qui in italia lo stanno rovinando una sacco di gente che pensa di fare psicologia tanto per.inoltre laurearsi con 110 non dimostra di essere dei bravi psicologi,ma essere psicologo è un qualcosa che và al di là dell'essere umano.un'ultima cosa aggiungo:nella vita di terapeuti rimasti alla storia ce ne sono pocchissimi mentre di avvocati medici ingegnieri ce ne sono un sacco.domandatevi perchè?
non è un mestiere che possono fare tutti.
SANTE PAROLE!!!!!!!!!! sono piccola, sono solo alla triennale, ma credo che nel nostro paese ci voglia meritocrazia!!!!!!!!!! E lo dice una che non uscirà con il 110e lode!!
so che non è pertinente qst commento...ma ho dovuto dire la mia, visto che si parla anche di questo!!!
Ah, caro mio collaboratore dell'ordine degli psicologi e della politica.
Una precisione.
"sto" va senza accento.
Almeno l'italiano.
si, in effetti in italiano è un po' debole.
A proposito, "un po' " si scrive così e non "un pò"
Mi sfugge anche il senso della frase che dice che dice qualcosa sugli psicologi e gli esseri umani, ma andiamo oltre.
il numero chiuso c'è già, dicono (io sono laureata da un bel po', ormai).
Ai miei tempi c'era, ma in realtà entravano un po' tutti alla fine.
penso sia necessario renderlo efficace, in parte perchè è vero che ci sono persone che scelgono psicologia solo per risovere i propri problemi e se se ne rendessero conto dall'inizio, ne eviterebbero un altro e cioè quello di essersi laureati in psicologia, che è veramente un evento nefasto.
Il motivo per cui è un evento nefasto e il motivo per cui quindi sarebbe bello che il numero chiuso fosse efficace, è che il lavoro non c'è, perchè in Italia lo psicologo ha la stessa considerazione del podologo (con tutto il rispetto), perchè la psicologia è considerata utile solo sulla carta, perchè la psicologia spaventa.
gli psicologi italiani sono in molti casi impreparati, perchè i 5 anni di psicologia servono solo ad avere una panoramica teorica dei vari campi d'applicazione e viene posto poco rilievo all'aspetto operativo del saper fare.
Quando ho studiato io, tra l'altro, non solo erano opzionali esami che a pensarci ora non dovevano essere tali, ma a volte i libri da studiare non erano formativi neanche sul piano teorico.
Ad esempio, per l'esame di sociologia ho dovuto studiare un testo sulla società rurale che francamente non mi ha insegnato nulla sulla sociologia, che non so neppure cos'è.
gli psicologi escono impreparati perchè la formazione universitaria fa pena.
per questo sono poi costretti a fare una valanga di corsi o specializzazioni.
Quelle dovrebbero essere scelte d'interesse e non di compensazione.
corsi che nella maggior parte dei casi non sono formativi e non servono a nulla, perchè troppo teorici, perchè poco esaustivi, perchè non offrono uno stage efficace.
Mettete un numero chiuso realmente efficace, affinchè migliaia di giovani non paghino le vacanze in marocco a chi dopo non farà altro che succhiargli soldi, affinchè possa diventare unmedico felice, un logopedista felice, un educatore felice, un logopedista felice etc etc etc
tornando all'argomento UK,
in effetti è difficile orientarsi perchè lì chiaramente si parla di tanti paesi, mentre anch'io sono interessata solo agli UK.
la mia partenza probabilmente resterà solo una fantasia, qui qualcosa sto concretizzando, anche se per ora non mi basta.
Questa fantasia però mi rassicura e per questo sono qui.
Io per esempio vorrei capire se ci sono dei poli, dei centri di maggior rilievo, per scegliere la città in cui andare a vivere.
Potrebbero esserci città più attive nel campo della psicologia, concretamente e culturalmente intendo, come per esempio, la psicologia del lavoro è più diffusa al nord che al sud italia (per quel che ne so).
Così come mi piacerebbe scegliere una città in base alla sua vivacità cuturale, alla sua bellezza, allla sicurezza, ma qui, lo so, chiedo troppo e vado OT.
se qualcuno quindi sa qualcosa rispetto alla mia curiosità, sarebbe bello approfondire.
ciao!
Io adoro questa donna.
oh, tesoro, mi fai arrossire
Immagino che tu abbia già dato un'occhiata qui. Anche io sto cercando qualcosa di serio nell'europa del nord, rinomata per l'eccellenza nella psicologia del lavoro. Stavo valutando l'idea, nel breve periodo, di andare da un prof a chiedere delucidazioni sul sistema universitario olandese, i centri di ricerca più importanti perchè vorrei fare la magistrale lì. Vediamo.
Io penso che il punto cruciale su cui farsi sentire non sia il chiudere accessi quanto piuttosto l'aprire opportunità, CREARE gli sbocchi lavorativi, preparare posti per il nostro impiego sia nel pubblico che nel privato. Finora nessuno, soprattutto l'ordine, ha fatto qualcosa in tal senso. Creare e tutelare il nostro impiego, senza lasciare al caso la nostra occupazione finendo con l'allargare la fascia dei disoccupati.
Ultima modifica di GIUNONE : 22-11-2008 alle ore 21.13.00
si, sono d'accordo, il mio era un intervento semi ironico e di risposta al futuro ministro
nel senso che la chisura degli accessi, se fatta con buon senso e applicata seriamente può essere uno strumento di meritocrazia che al contempo sfltisce un po' il numero di psicologi che è realmente in esubero rispetto alle possibilità occupazionali.
So che per chi vuole studire psicologia può sembrare un pensiero egoistico, ma chi vuole studiare psicologia si impegnerà seriamente per superare l'accesso.
per me il diritto allo studio non dovrebbe essere negato a nessuno, ma se ora aprissero la laurea in topolonologia e tutti se ne sentissero immensamente attratti, qualcuno dovrebbe dire loro (che topolino non esiste) e che non servono schiere di estimatori, disegnatori etc per fare il fumetto.
perdona l'esempio estremo e non proprio azzeccato, ma non mi veniva altro.
certo che piuttosto, si dovrebbero occupare anche di altre cose.
Dovrebbero aprire la scatoletta "facoltà di psicologia " e vedere se la formazione è adeguata a sfornare psicologi competenti, dovrebbero fare pressioni affinchè gli psicologi siano più presenti negli ospedali, nelle cliniche, nelle aziende, nelle commissioni disciplinari per il lavoro, nelle scuole (in modo ufficiale), in ogni struttura dove un essere umano può portare delle difficoltà
ciao! si, ho letto il trhead lavorare all'estero, l', con un po' di pazienza puoi capire, m'è parso, come organizzarsi per partire.
Forse sarebbe meglio continuare questo argomento in quel trhread, ma effettivamente dovessi partire per l'inghilterra non necessariamente andrei a londra e allora mi piacerebbe sapere se ci sono dei poli di riferimento in ltre città che potrebbero esere stimolanti sia da un punto di vista culturale che di cresicta professionale.
queste info non l'è ho trovate, anche se ammetto che è un po' che non lo sfoglio.
baci