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Discussione: Voi cosa fareste?

  1. #16
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
    Data registrazione
    21-02-2006
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    Bologna
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    974
    Originariamente postato da Serena75
    Lo sanno anche i muri, i sassi, le piante che oggi trovare lavoro per gli psicologi è difficile, per cui, non posso che unirmi al coro e dirti di accettare e di corsa, anche
    in tutte le professioni, per altro, si deve scendere a compromessi e iniziare anche con qualcosa che non ci soddisfa a pieno: è la gavetta.
    Se il tuo dubbio è questo, quindi, pensa che in futuro potresti essere costretta a scegliere tra ben altro ( che faccio? la commessa o il call center? )
    auguri!
    Secondo me dipende da quali sono le tue esigenze adesso (sei fuori di casa e devi pagarti da vivere oppure i tuoi possono ancora passarti vitto e alloggio e tu devi guadagnare solo per te?). Dipende anche da quanta energia riesci ad avere, da quanto sei determinata, da quanto sei fantasiosa e anche da quanto sei... fortunata! Io credo che alle volte, allontanandosi momentaneamente dalla meta, in realtà ci si stia attrezzando per raggiungerla meglio. Un po' come nel test della torre di Londra (Paky mi può capire!). Nella mia esperienza, mi è capitato di rifiutare un lavoro a tempo indeterminato come educatrice in una cooperativa sociale per poter fare volontariato nel settore di mio interesse (la neuropsicologia e le demenze). Vivevo coi miei, avevo 24 anni, ero appena laureata e lavoravo part-time per tirare su un po' di soldi. Ho fatto molti tipi di lavoro, ma solo quelli che mi permettevano di mantenere un po' di tempo per ciò che desideravo realmente. Adesso non mi sento arrivata, ma di sicuro sono più vicina alla meta che se avessi fatto l'educatrice in quella cooperativa.

    Detto questo però ci terrei a sottolineare intanto l'importanza delle circostanze (se vivi coi tuoi o da sola è diverso, ora io non potrei permettermi di avere solo un mezzo stipendio) e poi fondamentale l'importanza del settore di interesse: il settore clinico è saturo, il settore neuropsicologico offre ancora qualche opportunità ed ho avuto la fortuna di averne una.

    E' una decisione difficile, in bocca al lupo!

  2. #17
    Novembre '99
    Ospite non registrato
    Grazie a tutti dei preziosi consigli!

    Vivo ancora con i miei, ma avendo 26 anni (27 a novembre) credo che sia il caso che inizi a pensare ad un futuro...

    Il settore non è quello che ho scelto, ma come ha detto qualcuno di voi, prima o poi bisogna scendere a compromessi con la realtà. Inutile ostinarsi a voler esercitare come psicologi clinici quando le opportunità sono scarsissime, soprattutto all'inizio. Sono anche piuttosto stufa di fare la volontaria... come si suol dire è "un cane che si morde la coda": finchè si accetta di lavorare gratis nessuno avrà mai l'esigenza di assumerci.

    Mi hanno offerto una buona opportunità. Non mi entusiasma, ma non mi fa nemmeno schifo...è per questo che faccio fatica a scegliere!!


    "le cose si possono cambiare solo dal dentro, mai dal fuori!", ha scritto Maryflower. E' vero, finchè me ne starò a casa sperando che arrivi il lavoro perfetto non cambierà mai nulla! E' possibile che da cosa nasca cosa...e che prima o poi possa ritagliarmi un piccolo spazio per fare ciò per cui ho studiato...

    Nella scelta incide anche il trasferimento... andare in un'altra regione sola soletta. L'impossibilità di scrivermi ad una scuola di specializzazione...

    Ho ancora un pò di giorni per pensare...

  3. #18
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
    Data registrazione
    16-10-2004
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    Topadilegnopoli
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    23,705
    Originariamente postato da maryflower
    ....le cose si possono cambiare solo dal dentro, mai dal fuori!
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  4. #19
    Partecipante Assiduo
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    05-04-2007
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    bresso (milano)
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    227
    anche io accetterei e soprattutto non sarei così categorica sul fatto che è lontano dalla psicolgia. Ai familiari di questi utenti ci hai pensato, all'eventuale lavoro con le scuole (dalle materne in su) dove si potrebbe ragionare di un inserimento con adeguato supporto... psicologico appunto! Sono molte le cose che una volta che si costituisce un servizio si possono fare per renderlo milgiore... quindi scatena la fantasia e sperimentati. Lo potrai far diventare un lavoro psicologico con il tempo!
    lella

  5. #20
    Novembre '99
    Ospite non registrato
    E se vi dicessero che non dovete prendere questo lavoro come una parentesi della vostra formazione, ma come una scelta definitiva?!

    Loro cercano qualcuno da formare nel campo e che resti a lavorare con loro, non che parta già con l'idea "ok, inizio,intanto faccio una scuola di specializzazione, poi cambio"

    Non è come fare l'educatore, sapendo che non è il proprio lavoro, ma con la speranza sempre viva di trovare qualcosa di più attinente...


    In questo caso cosa fareste?!

  6. #21
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    31-03-2005
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    206
    con un po' di sofferenza, ma alla luce di quanto ho vissuto fino ad oggi, accetterei, ebbene si

  7. #22
    mallon81
    Ospite non registrato
    io accetterei di corsa..poi tante cose in partenza sembrano determinate e immodificabili ma con il tempo si riescono a gestire bene volendo...chi ti dice che questo non sia solo il tuo trampolino di lancio???
    Io sono disponibile da settembre, in caso
    Dai non perdere questa occasione...c'è sempre da imparare e se non provi non sai...a meno che proprio pensi di farlo con estrema controvoglia

  8. #23
    Partecipante L'avatar di kenomis
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    08-11-2004
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    roma
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    43
    anch'io accetterie subito. considera che sto faccendo un lavoro che non c'entra assolutamente niente con la psicologia. Mica devi lavorare là per il resto della tua vita, se non ti piace ti puoi sempre licenziare. poi forse c'è anche la possibilità di crescita interna.

  9. #24
    Partecipante Assiduo L'avatar di Morgenduft
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    MA SEI ANCORA QUì? cORRI!!!!!

  10. #25
    Partecipante Assiduo L'avatar di Morgenduft
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    166
    e se vuoi ti mando il mio curriculum! Non c'entrerà molto la psicologia, ma sai quanti di noi si ritrovano a fare lavori ancora più avulsi? Vai!

  11. #26
    Partecipante Affezionato
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    03-04-2007
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    dolianova
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    Ciao, sei stata davvero fortunata, ci sono tanti psicologi costretti a fare tutt'altro lavoro, tipo commessi o nei call center, questo è anno luce dalla psicologia. Di sicuro la proposta che hai ricevuto è molto più vicina alla psicologia, e poi ti garantiscono anche di lavorare....poi pensa bene se riesci a reggere, perchè lavorare con bambini con quelle patologie è difficilissimo. E soprattutto assicurati che ti facciono fare quello che ti hanno promesso e non altri lavori...tipo baby-sitter di questi bambini, perchè è davvero difficile gestirli,(a seconda della patologia naturalmente)intendo a livello psicologico, di stress e anche emotivo. Pensaci bene, potresti andare prima a visitare il Centro?

  12. #27
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    05-07-2005
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    Non ho letto tutto il 3d, mi limito a rispondere alla doimanda iniziale: ACCETTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Per infinite ragioni:
    1) Vivi in Lombradia, dove è difdficile trovare un lavoro full time come educatore per un laureatoi in psicologia...ma ti rendi conto delle possibilità che ti può offrire?
    2) Vivi in Lombardia, in Italia, dove non è facile trovare un lavoro. A tempo indeterminato, direi che si tratta di un'utopia. Attinente alla laurea...ahahahaha
    3) Quoto chi ha detto che anche per i bambini autistici esiste affettività, anzi...
    E' una sofferenza forte. Soprattutto quella della relazione...
    Ti assicuro che il bambino che seguivo, fra gli altri(per cui, non ti so' dire di quale tipo di autismo si trattasse per ovvie ragioni di privacy....ti posso dire semplicemente che si riteneva fosse in grado di seguire un tempo a modulo) era in grado di legarsi effettivamente alle persone, di manifestare gioia quando mi raccontava dei suoi amici e di manifestare affetto alle maestre(modestamente....). Pensa tutta la sofferenza che può derivare, dall'essere così sensibile agli stimoli esterni da non potersi neanche permettere un pranzo in mensa....Come fai a dire che non c'è niente di psicologico?
    Certo, l'unico altro esempio di cui ho preso visione non era in grado di relazionarsi con gli altri bene come questo ragazzino. Non era quasi in grado di parlare, ma, la ragazza che lo seguiva(ben più esperta di me ) ci teneva molto che, per quanto possibile, interagisse con gli altri ragazzinbi della sua classe. Non è facile, stabilire amicizie con handicap di questo tipo. Ma non impossibile.
    "The road of excess leads to the palace of Wisdom..." W. Blake



    Il mio primo blog!!!

  13. #28
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da Novembre '99
    E se vi dicessero che non dovete prendere questo lavoro come una parentesi della vostra formazione, ma come una scelta definitiva?!

    Loro cercano qualcuno da formare nel campo e che resti a lavorare con loro, non che parta già con l'idea "ok, inizio,intanto faccio una scuola di specializzazione, poi cambio"

    Non è come fare l'educatore, sapendo che non è il proprio lavoro, ma con la speranza sempre viva di trovare qualcosa di più attinente...


    In questo caso cosa fareste?!
    Tesoro...a me una cooperativa mi aveva chiesto, fermamente, la disponibilità a lavorare per tutto l'anno scolastico, perchè, ovviamente, avrei dovuto lavorare con i bambini, era auspicabile una continuità delle figure educative...
    Quando la preside ha deciso di mettere in pratica la leggge Moratti, e pertanto, di sospendere il tempo a modulo, credi si siano fatti qualche scrupolo a darmi la bella notizia solo dopo l'ultimo giorno di lavoro effettivo che ero andata a fare?(anche se avevano già avuto la notizia da un mese... )
    E io non avevo garanzie.:
    Mi ero fidata, non avevo cercato altri impieghi, ancorchè più redditizi, per onestà nei confronti di questoi bambini, e così, sono rimasta, da un giorno all'altro, senza lavoro.
    Le ore di sostegno handicap cvhe mi avevano proposto, in sostituzione, non potevo farle, causa orari del tirocinio... e ho dovuto ripiegare sul caal center, per potermi pagare l'esame di stato....(e, fortuna che non si trattava di vendere, sennò, hai voglia le palle che sarei stata costretta a inventarmi...altro che dire che non avevo intenzione di frequentare una specializzazione...)
    Mi dispiace, ma intanto devi mangiare...
    Gli scrupoli che ti fai sono ammirevoli, ma se la situazione del mercato del lavoro è questa....
    In quanto alle palle...io vengo spesso contattata da recruiter di diverse agenzie interinali, che , puntualmnente, mi descrivono pittorescanmente varie opportunità lavorative che, a sentir loro
    sono meravigliose, poi, una volta fatto il colloquio, vieni a scoprire che :
    a) il tempo indeterminato proposto sarebbe entrato in vigore dopo un anno di contratto a progetto...
    b) la retribuzione prepoposta, che avrebnbe dovuto essere superiore a quella attuale, era in realtà inferiore...
    c) Il part time che avevo chiesto chiaramente nella lettera di presentazione era diventato, per magia, full-time, o viceversa...

    Un'ultima curiosità: Che master frequenti?
    "The road of excess leads to the palace of Wisdom..." W. Blake



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  14. #29
    Partecipante Super Esperto L'avatar di bacchetta
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    03-06-2007
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    Varese
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    Originariamente postato da silviats
    io accetterei!!! (e se non lo fai tu dammi l'indirizzo della cooperativa che ci provo io :-) ehehehe)
    MI ASSOCIO A SILVIA, SE RINUNCI PASSA L'INDIRIZZO DELLA COPERATIVA :-)

    A parte gli scherzi,mi sembra una bella opportunità...io accetterei.

  15. #30
    *Saretta*
    Ospite non registrato
    concordo.. c'è un sacco di psicologia!!!! L'autismo è eccome un disturbo anche relazionale... è proprio sulle relazioni che incide questa patologia!!!Io, comunque, non credo accetterei... 1 anno fuori di casa, lontano dagli affetti, per un lavoro formazione (deduco quindi pagato poco) con la prospettiva di un lavoro a progetto.. di che tipo? faresti l'educatrice o la psicologa? penso la prima visto che non sei abilitata.... Secondo me se cerchi di lavori da educatrice interessanti a progetto ce ne sono anche vicini a casa...però ovvviamente questo è quello che farei io che non farei più l'educatrice... devi davvero capire quello che vuoi fare tu

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