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Discussione: Grafologia e Selezione

  1. #16
    Partecipante L'avatar di maxiddus
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    28-08-2007
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    Originariamente postato da Lisa1969

    Con la grafia non puoi mostrarti come non sei come può succedere nei colloqui. E' normale che io dalla scrittura non vedo la competenza in quel settore, quello la valuta il personale dell'azienda, noi lo affianchiamo solo per vedere se il soggetto in esame corrisponde alla tipologia adatta a quel tipo di posto.
    [...]
    Non ho dubbi che tutto quello che noi vediamo con la grafia esca anche d altri test o dall'occhio clinoco dello psicologo esperto, noi siamo utili quanto gli altri, ma perchè scegliere una batteria di test invece del grafologo? Perchè standardizzata, ok, ma provare a vedere se tramite la scrittura non esca qualcosa in più, no?????????????
    E' la chiusura italina verso nuove strade che mi delude...
    Appunto... è mai stato valutato se effettivamente l'analisi grafologica rispecchia quello che è la realtà? Ovviamente, "quello che è la realtà" dipende sempre dal metodo che si usa per misurare questa realtà. Ma, almeno, è mai stato studiato se c'è concordanza tra quello che risulta da un'analisi grafologica e gli altri strumenti?

  2. #17
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    Cercare di capire quello che è in realtà mi sembra un'ambizione decisamente "alta".

    Io sono soddisfatto quanto intuisco qualcosa circa la relazione che le persone hanno con il lavoro e quella che potrebbero instaurare con l'azienda per la quale mi occupo di selezione o con la struttura nella quale i candidati dovrebbero essere inseriti.

  3. #18
    Partecipante L'avatar di maxiddus
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    Originariamente postato da Andrea1975
    Cercare di capire quello che è in realtà mi sembra un'ambizione decisamente "alta".
    Sono (ovviamente!) d'accordo, infatti dicevo che "la realtà" che misuriamo tramite uno strumento è sempre relativa allo strumento stesso che viene adottato.

  4. #19
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    I test sono nati come semplificazione di complicate procedure di selezione.
    non dovrebbero misurare una realtà ma la realtà, anche se è giustamente difficile poter fare questo.

    Per superare questa difficoltà è nata la standardizzazione.

    Mediante la standardizzazione non si dice "questo test va bene, questo no", ma si dice "questo test va bene nel x% dei casi", il che è assolutamente meglio perchè permette di ottenere misurazioni quasi totalmente reali.

    Nel senso che il sapere che il soggetto ha un 60% di possibilità di avere un qi di 105, con un'oscillazione (poniamo...sono tutte cifre a caso) di +/-5, quindi di rientrare tra 100 e 110 con il 60% di probabilità, mostra una misurazione formalmente corretta.

    Parole come "intuizione" dovrebbero uscire dal nostro vocabolario.

    Detto questo considero ciò che non è stato validato sufficientemente (standardizzato ancora meglio) come una tecnica che ha il solo utile di confermare teorie campate per aria che verrebbero comunque seguite dallo "psicologo" anche senza questi mezzi.

    (si veda il paragone col caro Lombroso)

  5. #20
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    Q

    mmm... Caro/a AlphaDraconis,

    permettimi di chiederti di fare attenzione circa il compito per il quale il committente ti ingaggia. Come tu sai è importante capire la domanda che ti viene rivolta e muoverti di conseguenza.
    Un'azienda che ti chiede di misurare la realtà mi spaventerebbe assai...

    Circa il fatto che i test sarebbero nati per semplificare la selezione ho qualche dubbio. Nei primi anni del novecento la selezione si faceva "per cooptazione" ed era tuttaltro che complicata la procedura, semmai era poco efficace.
    Il problema non è tanto di strumento, se il QI è effettivamente di 100 o 110, ma se il QI ci interessa veramente per l'attività che deve svolgere il candidato. Un commerciale o un contabile per riuscire nell'attività e per inserirsi nel gruppo di lavoro che caratteristiche deve avere? Quali sono le caratteristiche di riuscita per un lavoratore in azienda? La scientificità o pseudotale è un passaggio sotto.

  6. #21
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    Che brutta risposta che ho dato...sembrava una crocifissione, riedito tutto che la fretta è cattiva consigliera, comunque...

    Un'azienda chiede una misurazione di caratteristiche reali, o almeno le vorrebbe, e su questo non c'è nulla di male, basta tenere conto del sempre presente errore statistico e di qualsiasi altro tipo di errore che possa sopraggiungere, ma alla fine ci si indirizza verso una misurazione della realtà, se no noi non serviremmo a nulla.

    La cooptazione (non trovo comunque un nesso in ambito lavorativo se non a livelli alti di dirigenza...e la selezione è nata per i livelli bassi) non è selezione.
    Anche fosse, sui grandi numeri è lunga.
    Il colloquio sarebbe stata la prima pratica selettiva, non attuata perchè impossibile sui grandi numeri, da questo nascono i test.

    Il QI era solo un esempio...

    "Un commerciale o un contabile per riuscire nell'attività e per inserirsi nel gruppo di lavoro che caratteristiche deve avere? Quali sono le caratteristiche di riuscita per un lavoratore in azienda? La scientificità o pseudotale è un passaggio sotto."

    La mia critica ai metodi non standardizzati sta proprio qui, si deve ricercare una scientificità (che esiste) nella selezione, altrimenti si ritorna ai metodi "cooptativi" solo fatti da esterni. Improponibile!
    Criteri non validati sono criteri nulli. Dannosi addirittura.
    Danno una validazione alla cooptazione.

    I criteri di selezione (di giudizio in generale....va bene, in selezione non si giudica -moralmente- ma si giudica -oggettivamente-) devono avere basi oggettive, universali, valide, standardizzate insomma.

    Un libro di testo che ho esordisce
    "la selezione deve puntare alla scientificità, essere quindi la più scientifica possibile"

    poi il capitolo dopo verte sul
    "se ti tocchi i capelli sei ansioso, se muovi un oggetto verso di te sei interessato dall'argomento, se accavalli le gambe...(boh)"

    sono queste le cose che ritengo assurde.

    Tanto vale chiedere anche il segno zodiacale nei curricoli.

    La psicologia è una materia difficile, è nata come ciarlataneria e in alcuni ambiti si è sviluppata come ciarlataneria, io combatto strenuamente perchè non si consideri ciarlataneria, e per questo preferisco considerare una soglia di accettazione delle tecniche psicologiche più alta che bassa.

    Secondo me la grafologia non rientra in questa soglia, come non rientra nemmeno un colloquio senza criteri, come non rientrano molte cose.
    Ultima modifica di AlphaDraconis : 11-10-2007 alle ore 13.31.35

  7. #22
    Postatore Epico L'avatar di Arte1misia
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    Misurare una persona dall'inclinazione delle i o dalla lunghezza delle gambe delle t mi sembra pericoloso se non in un ambito di interesse personale, come farsi fare un oroscopo.
    Come si può DIMOSTRARE che le conclusioni che io traggo dal fatto che tizio tiene la i dritta sia una persona seria piiuttosto che se la inclina sia depresso o creativo? Mi spiace ma a me sembra pericoloso e di più se fatto in buona fede senza beneficio del dubbio.

  8. #23
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    A parte che qui nessuno giudica le persone dalla lunghezza delle aste (e non gambe, visto che salgono e non scendono!!!) dellle t, si, la concordanza tra quello che rileviamo con la grafia e la personalità c'è, nonostante molti la neghino, c'è...non saremmo dei professionisti se ci permettessimo di valutare risorse umane, patologie e quant'altro dalla scrittura senza avere fondamenti oggettivi.
    In breve: la grafologia è un ramo della psicologia e non della magia.

    Lisa
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  9. #24
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    Citazione Originalmente inviato da irenedonata Visualizza messaggio
    Io sono "grafologa" (o meglio, consulente grafodiagnostico), e vi posso assicurare che la grafia viene misurata con criteri ben precisi e che hanno un fondamento.
    Citazione Originalmente inviato da Lisa1969 Visualizza messaggio
    non saremmo dei professionisti se ci permettessimo di valutare risorse umane, patologie e quant'altro dalla scrittura senza avere fondamenti oggettivi.
    In breve: la grafologia è un ramo della psicologia e non della magia.

    Lisa
    Scusa Lisa, è possibile sapere quali siano questi fondamenti oggettivi?
    "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (L. Wittgenstein)

  10. #25
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Il gesto fisiologico.
    l'emotività e il temperamento filtrano all'esterno degli individui attraverso i gesti, tra cui quello di scrivere.

    Ma oltre a far polemica vi siete mai interessati di approfondire l'argomento di cui vedo conoscete ben poco??????????????????????

    Lisa
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  11. #26
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    ciao Lisa1969, sono grafologo anch'io (oltre che iscritto a psicologia). non intervengo nella polemica perchè oramai ne ho le tasche piene di spiegare ai non grafologi la grafologia. mi fa ridere solo che parlino di standardizzazione e amenità varie quando la psicoanalisi non ha fatto sperimentazione per un secolo, senza vedere per questo minimamente intaccata la sua fama. avrei altre cose da dire al riguardo ma diventerei prolisso, e quindi lascio correre. aggiungo solo che gli psicologi, a detta di chi lavora nella selezione del personale, sono considerati i più incapaci in quest'ambito. praticamente preferiscono di gran lunga i laureati in lettere e a cosa, vista il grado di approfondimento della facoltà di psicologia non mi sorprende affatto.

  12. #27
    Partecipante Esperto
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    in realtà volevo chiedere a Lisa:

    ma tu ci lavori con la grafologia in ambito di selezione del personale? puoi anche rispondermi privatamente se vuoi ([email protected])

    inoltre volevo chiedere a tutti:
    so che tempo fa a psicologia - la sapienza, è stato tenuto un insegnamento di grafologia. sapete dirmi da chi o altre info? grazie

  13. #28
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    In pubblico ti dico solo che sapevo più di psicologia 3 anni fa, prima d'iscrivermi, che adesso dopo 30 esami....!!!!!! Quando non sei uno studente universitario puoi leggerti quello che vuoi e approfondire gli argomenti a piacimento ed io ho imparato mille cose, ora con questi esami da fare tutti in una settimana non memorizzo nulla e sono sempre gli stessi concetti...................UFFA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    E poi smettiamola di stare a giustificare con tutti, psicologi e profani, l'immensa profondità e affidabilità della grafologia...si documentassero da soli! Certo, in questo modo è difficile poter lavorare al meglio, ma si sa, l'innovazione in questo triste paese è e sempr sarà penalizzata!!!!!!!!!!!!

    Lisa
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  14. #29
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    "Il gesto fisiologico.
    l'emotività e il temperamento filtrano all'esterno degli individui attraverso i gesti, tra cui quello di scrivere."

    Questo tentativo di validazione è molto soggettivo, assolutamente non scientifico.

    La grafologia non fa parte della psicologia dato che la psicologia è una scienza mentre la grafologia NON è considerata scienza (non solo da me, ma dalla comunità scientifica), quindi non può farne parte.

    "fa ridere solo che parlino di standardizzazione e amenità varie quando la psicoanalisi non ha fatto sperimentazione per un secolo, senza vedere per questo minimamente intaccata la sua fama"

    La psicanalisi non è considerata scienza infatti, e non fa parte della psicologia scientifica (basta prendere un manuale di psicolgia generale per notarlo).
    Comunque sperimentazione ne ha fatta, in questi anni ho trovato un bel po' di riferimenti a ricerche a riguardo, soprattutto sull'efficacia dei trattamenti (applicata al campo risarcitorio-assicurativo).




    Anche io a parte tutto sarei curioso di leggere qualcosa di scientifico sulla grafologia, ma non ho mai trovato nulla, ho la brutta abitudine di evitare i libri di """psicologia""" con la foto dell'autore in copertina pieno di fard o titoli del tipo "scopri la personalità di tuo figlio dalla letterina a babbo natale" o "mille T per mille personalità".

    Se mi indicate un testo serio lo leggo volentieri.

  15. #30
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
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    Premetto che questo non è il mio settore ma mi permetto lo stesso di intervenire per sottolineare ciò che è ovvio per chi ha replicato finora ma che forse non è tale per Lisa1969 e Vertigo...nonostante siano studenti di psicologia!!!

    Oggi possiamo permetterci il lusso di sorridere di fronte alle idee di Lombroso o dei frenologi(bella immagine Alphadraconis) solo perchè le discipline che studiano la mente si sono dotate di un apparato epistemiologico, peculiare non si discute ma pur sempre in grado di produrre conoscenza verificabile (o falsificabile fate voi) quindi trasmissibile: amenità penserà a questo punto Vertigo...

    alla domanda di Korianor sulle fondamenta Lisa1969 risponde:
    "Il gesto fisiologico.
    l'emotività e il temperamento filtrano all'esterno degli individui attraverso i gesti, tra cui quello di scrivere
    "

    Questa non è una risposta ma una tautologia e potrei sostenere tranquillamente qualsiasi ipotesi compresa quella di Lombroso con un'affermazione del genere:
    L'espressione dei volti è un gesto fisiologico che filtra all'esterno quindi in base ai volti posso discriminare un avaro mangiatore di cioccolatini da un lussurioso...

    La domanda di Korianor (e di maxiddus prima) sottintendeva prove oggettive quindi lavori scientifici , possibilmente seri aggiungerei, in base ai quali informarsi e farsi un'idea.
    Visto che qui si parla di immensa affidabilità di una tecnica (neanche l'fMRI è considerata immensamente affidabile) beh un pò di curiosità è lecita quindi fateci sapere, se non altro per colmare una nostra lacuna.
    Non è polemica ma dialettica, o scontro di idee nell'arena della logica se preferite la versione più romantica, per cui non c'è nulla di cui offendersi se non vi si crede sulla parola: nella comunità scientifica l'onere della prova grava su chi afferma qualcosa, pena la sua credibilità.

    Ma il problema è appunto la ratio scientifica xkè se Vertigo trova "ameno" lo sforzo di oggettivare e standardizzare d'altro canto è pronto a sottoscrivere la validità della sua tecnica senza apparentemente possedere prove:potremmo chiamarla epistemologia minimalista.

    E qui giungo alla conclusione calando sul personale: il disprezzo della psicologia. In effetti dubbi sulla qualità della formazione emergono non tanto dalle critiche esplicite ad essa rivolte quanto invece dalla natura dei ragionamenti più appropriati all'uomo della strada che a studenti di psicologia. Quindi o voi siete poco permeabili agli insegnamenti o mi dispiace ma siete stati sfortunati nella scelta del corso, il consiglio quindi è di non continuare a sprecare i vostri soldi oltre e cercare un corso di psicologia più serio.

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