Quoto e sottoscrivo.Originariamente postato da willy61
In linea di massima io sono del parere che simulare una mente al computer è possibile. Forse anche una mente umana. E' una posizione, la mia, che si basa più su un calcolo di rischi e benefici che su altro. Nel senso che, sostenere che la cognizione umana non sia simulabile equivarrebbe ad assegnare agli esseri umani un posto "speciale" nell'ambiente naturale. Io credo che siamo delle macchine molto complesse e che non siamo speciali. Ergo, dovremmo essere simulabili.
In realtà, oggi come oggi, a mio parere questo non è lo scoglio dell’AI (intesa come l’attuale settore di ricerca; se per AI si intende il progetto di dotare un agente artificiale di una mente analoga a quella umana, allora decisamente si!). Vero è che negli anni ’50 e ’60 c’erano delle aspettative di altissimo livello (cose tipo Blade Runner)…aspettative che sono state, quasi totalmente, deluse. Detto questo, a partire dagli anni ’90 l’IA è diventata una disciplina ‘scientifica’ (nel senso che prima in gran parte c’era un proliferare di teorie un po’ caotico e spesso non ci si basava su formalismi e dimostrazioni di teoremi, bensì sulle ‘intuizioni’ dei ricercatori) con specifici settori di applicazione (problemi di controllo automatico –individuazione, diagnosi e riparazione automatica di problemi- diagnosi mediche, logistica, comprensione del linguaggio). Con ciò voglio dire che la stragrande maggioranza dei ricercatori nell’ambito dell’AI (almeno sulla base di quanto ne so io) si occupa di specifici sotto problemi non proprio riconducibili al dotare un agente di una ‘mente’ cosciente, allo stesso modo degli umani. Se si considerano certi problemi di visione computazionale, vediamo che riguardano stadi molto inferiori rispetto alla coscienza, e già a questi livelli ci sono dei problemi apparentemente semplici, ma di difficilissima risoluzione.Originariamente postato da willy61
Però... mi viene in mente una cosa sulla necessità dell'avere un corpo (o l'equivalente di esso). Quando una persona sorride muove lo zigomatico maggiore. E noi percepiamo quel movimento e gli assegnamo il significato di "sorriso". Ma quando una persona sorride di gioia, ed è consapevole dell'emozione che prova, muove anche l'orbicolare che non è sotto controllo volontario e il cui movimento non può essere pianificato coscientemente. […]
Ora, questo movimento, questa espressione del corpo, sembra essere legata ad un particolare stato mentale e, soprattutto alla coscienza di questo stato. E lo scoglio dell'AI nelle sue varie forme è e rimane questo: che gli esseri umani sono coscienti. Le loro imitazioni al computer, per ora, no.
Negli ultimi anni, anche grazie ai progressi fatti nelle varie sottoaree, si è riproposto il problema di integrare i vari aspetti e costruire un agente intelligente. Credo sia anche per questo che attualmente il problema dell’embodiment sia oggetto di intensi dibattiti: al momento non li ho con me, ma, come ho scritto qualche post più in alto, appena posso vi sintetizzo alcuni articoli recenti che parlano proprio dello stato del problema dell’embodiment nell’AI attuale.
Suppongo che questo punto debba essere ulteriormente esplicitato: prima non volevo certo dire che non ci siano modificazioni cerebrali in seguito all’amputazione di un braccio (ed effetti ancora più radicali se ciò avviene in età evolutiva). In ogni caso, i processi cognitivi di per sé (soprattutto di basso livello) non subiscono grosse modifiche (percezione, memoria, attenzione, etc). Certo che la mente non è fatta solo di questi processi!Originariamente postato da gieko
Non sono molto d'accordo sul fatto che perdere un arto non modifichi cambiamenti sostanziali. Ci sono PET che mostrano come, dal punto di vista sinaptico, il cervello ristrutturi molte aree ad esempio in seguito ad un intervento di separazione delle dita in un soggetto nato con tale malformazione.
Senza alcun dubbio. Condivido questo punto di vista: proprio sulla base di questa incredibile complessità sono convinto che ci vorrà molto tempo (se mai sarà possibile) prima di riuscire a studiare in modo soddisfacente altre cose rispetto ai soliti processi cognitivi di base.Originariamente postato da gieko
Non solo: credo che una modificazione corporea - come del resto di qualsiasi altro livello in cui l'essere umano si organizza, relazionale, psichico, metabolico - abbia delle influenze anche a livello cognitivo, dal momento che, ad es il sistema di significati propri di una persona viene a modificarsi. Mi viene in mente un es banale rispetto al solito "Gianni mangia la mela" e a come tale semplice pensiero assuma un significato diverso se una persona non ha le mani per prendere la mela. D'altronde, se si considera l'essere umano come un sistema (scusate se mi ripeto...) ogni variazione fa si che il sistema cambi.
Ma Gieko, supponiamo di avere il famoso cervello nella vasca: questo cervello ha tutti e 3 i sistemi che diceva Willy. Questo oggetto (che nasce, vive e muore) riceve, fin da quando è allo stato embrionale, degli input ambientali ‘umani’. Ovviamente, questo sistema nervoso emette degli ‘output’: supponiamo che si possa rispondere a questi output con degli input diretti al sistema ‘coerenti’ con l’ambiente umano. Assumendo tutto ciò, secondo te avrà sensazioni, significati, e coscienza di sé?Originariamente postato da gieko
D'accordo con willy, il problema credo sia proprio costituito da quella particolare sensazione di "coscienza di Sè" che non può essere riprodotta perchè troppo complessa, perchè non è solo questione di input, ma di sensazioni generate, di significati che richiamano, di conseguenze sull'ambiente...







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) nella vasca riceve costantemente una serie di input e manda output. Gli input che riceve dipendono da una serie di sistemi funzionalmente autonomi e molto complessi (gli altri organi del corpo, le altre persone, gli animali, l’ambiente esterno, etc). Gli output che emette possono influenzare in modo più o meno importante tutti questi sistemi (e spesso non li influenza affatto). Possiamo ipotizzare che la complessità degli input emessi da tutti questi sistemi sia così elevata che mai nessun computer potrà mai simularli (e molto probabilmente è così 