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  1. #16
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao willy ,

    non che io sia chissà che pozzo di scienza sai???... ma la domanda mi stuzzicava e sono contenta di averti invogliato ad intervenire

    ... dunque ... cerco di spiegare meglio il mio punto di vista ...

    io non dico che sia inutile studiare la filosofia o letteratura ... dico solo che "non è necessario" per la formazione dello psicologo ... che, secondo me, basta il bagaglio culturale della scuola superiore in queste materie ... dico che è più utile per il futuro psicologo studiare altre materie: come le scienze sociali.

    dico questo perchè ... se è vero che la letteratura ci descrive "i moti dell'anima" è anche vero che l'ambiente che ci circonda cambia e si evolve ad una velocità impressionante e noi psicologi, a mio avviso, dobbiamo essere sempre preparati, piuttosto su questo che su altro ... perchè ... secondo me, anche le modalità narrative cambiano col cambiare della società e dunque le scienze sociali sono più adatte allo scopo ... pensa solo alle psico-patologie ... come cambiano ... per riprendere il titolo di uno dei libri che citi ... Freud era pieno di isteriche ... ma non ha mai visto un attacco di panico, una sindrome da burn out, il mobbing ... noi, credo, non abbiamo mai visto un'isterica ... invece ...

    …io credo che la psicologia nasca perchè altre discipline ... come la filosofia non sono state più in grado di dare risposte alle esigenze che emergevano nelle persone ... persone che iniziavano a cambiare insieme al loro mondo sociale.

    dunque ... un Pirandello mi descrive benissimo come "L'esclusa" pian piano diviene proprio quello che tutti credono sia ... e lo fa perfettamente perchè il suo scopo è quello della descrizione ... del "come".

    ma Pirandello non risponde alla domanda a cui è chiamato a rispondere lo psicologo, che è: "perchè?!" .

    secondo me è la stessa differenza che c'è tra la psicologia scientifica e quella del senso comune (folk psychology). la prima ti dice "perchè", la seconda "come". ed è per questo che tutti "credono di esssere un po' psicologi" e quando sanno che sei psicologo ti fanno domande come "è normale che il mio fidanzato si tenga le foto della sua ex?" (BOOOOOHHHH!!!! ) ... questa persona mi chiede "come" dovrebbe comportarsi il fidanzato nei suoi confronti ... mentre io al massimo (e comunque non lo farei ... perchè non ho mai visto il fidanzato ... ) le potrei spiegare il "perchè" del comportamento del suo fidanzato ...

    allora detto tutto questo ... credo che ad uno psicologo sia più utile, nel suo piano di studi e formativo, la conoscenza delle scienze sociali e meno utile lo studio della filosofia e della letteratura ... non ho letto nessuno dei libri che citi ... ma credo che se sono libri di psicologia (e non di psicofilosofia ... ce ne sono tanti) il loro fine ultimo sia spiegare il "perchè" e non il "come"

    ... questo è il mio punto di vista


    un forte abbraccio




  2. #17
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    ma Pirandello non risponde alla domanda a cui è chiamato a rispondere lo psicologo, che è: "perchè?!"
    Uh! Mi dispiace, ma sono in netto e totale disaccordo con te.
    Da quando in qua il compito della scienza è "spiegare il perché?". Questo è, da sempre, il compito della religione, o di quella branca della filosofia cui viene dato il nome di metafisica.
    La scienza lavora esattamente al contrario di come tu pensi che lavori: si occupa di "come" le cose accadono, ma non glie ne frega assolutamente nulla del "perché". I perché non sono indagabili con il metodo scientifico. Possiamo fare ipotesi sul come è nata la vita sulla terra, ma non possiamo fare ipotesi scientifiche sul perché è nata.
    Possiamo chiederci come facciamo a percepire il mondo esterno. Ma nessuno psicologo avrà mai la risposta al "perché" percepiamo il mondo esterno.Nel positivismo si assiste a un cambio di prospettiva importante: con il positivismo l'uomo rinuncia alla ricerca dei perché delle cose per concentrarsi sul come accadono. Tale nuova prospettiva è propria di tutta la scienza moderna e di larga parte della filosofia contemporanea (si pensi, ad esempio, all'atteggiamento di Heidegger che è rivolto al "lasciar essere" le cose per come si manifestano, come è per la fenomenologia stessa).


    Continuiamo

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  3. #18
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Vi ho letto in questi giorni ed ero un po' dibattuta sulla questione rispondere o meno, perché non sop bene nemmeno io che posizione prendere....
    Sono sicura che la letteratura e la filosofia siano fondamentali nel bagalio culturale e di conoscenze dello psicologo, ma non so se inserirei queste materie nel piano di studi.
    Personalmente sono stata fortunata perché ho fatto il liceo classico ed ho avuto una buona preparazione umanistica, quindi ripercorrere nuovamente queste materia all'università, magari con uno o due esami mi sarebbe risultato "noioso", un po' inutile e soprattutto riduttivo (non si può ridurre la conoscenza umanistica ad uno o due esami).
    Certo è che chi non ha avuto la mia stessa formazione e la mia stessa fortuna (avevo ottimi insegnanti), magari non è riuscito ad apprezzare e comprendere a pieno l'importanza di materie come la letteratura (nel senso più lato del termine ovviamente) e della filosofia (che non possiamo negarlo, è la madre della psicologia, o almeno di un filone di essa).
    E' interessante vedere come la letteratura sia intrisa di psicologia, basti pensare, non so, a "Uno nessuno centomila" di Pirandello o "La coscienza di Zeno" si Svevo....

    Tornando alla discuisizione sullo studio del come o del perché, sono pienamente d'acordo con willy quando afferma che le scienze si occupano di studiare il come, e non il perché.

  4. #19
    psicosarix
    Ospite non registrato
    mea culpa
    scusatemi!!! ho invertito le parole e sono stata pure tenace !!! chiedo venia ( ... lo dicevo che mi ci voleva un'altra settimana di vacanza !!! )

    ma se rimedio?
    stesso identico discorso ... solo coi termini messi al posto giusto ... che ne dite ?

    Ultima modifica di psicosarix : 30-08-2007 alle ore 09.12.28

  5. #20
    Partecipante L'avatar di chiaraisabella
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    secondo me la filosofia e la psicologia sono due ambiti separati e tali devono restare.........ho dato 2 esami di filo e a fini pratici non mi servono a nulla.
    bisogna mirare al pratico e non si puo curare la malattia mentale con speculazioni filosofiche.

  6. #21
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    ma se rimedio? stesso identico discorso ... solo coi termini messi al posto giusto ... che ne dite ?
    secondo me la filosofia e la psicologia sono due ambiti separati e tali devono restare
    Certo che sono separati. E certo che tali debbono restare. Ma è un ambito separato anche la statistica, lo è la biochimica, lo è la sociologia, lo è la linguistica. E tali debbono restare. Ma non mi pare vengano buttati via per questo...

    bisogna mirare al pratico e non si puo curare la malattia mentale con speculazioni filosofiche.
    Ma occorrerebbe definire cosa sia questo "pratico" cui bisogna mirare (e per farlo occorre "filosofeggiare" ).

    Inoltre, siamo sicuri che esista una cosa chiamata "malattia mentale"? Nessuno qui ha mai letto "Storia della follia nell'età classica" di Foucault? O "Il mito della malattia mentale" di Thomas Szaz? O "Dalle sante ascetiche alle ragazze anoressiche"?
    Cosa sarebbe la "malattia mentale"? E perché, se è una "malattia" ed occorre "curarla", non è di competenza della medicina ma della psicologia? E l'etica della cura rientra o meno tra le "speculazioni filosofiche"?

    Buona vita

    Guglielmo

    P.S.: Edito per richiamare la legge costitutiva della professione:

    LEGGE n.56 del 18 febbraio 1989.

    Ordinamento della professione di psicologo
    La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica hanno approvato:

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA promulga la seguente legge:

    Articolo 1. Definizione della professione di psicologo.

    1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.



    Nella quale non si parla né di "malattia mentale", né di "cura".

    ri-buona vita
    Ultima modifica di willy61 : 03-09-2007 alle ore 15.47.01
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  7. #22
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Giuppy83
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    Io mi trovo d'accordo con Psicosarix; ho sempre trovato, sin dai tempi del liceo classico, che la filosofia sia una disciplina fine a sè stessa, che in fin dei conti, concretamente, non porta a nulla. Uno psicologo, invece, è chiamato ad agire. Probabilmente, in un ambito come la psicologia essa è utile perchè interrogandosi continuamente su molti temi fornisce una forma mentis adeguata ad approfondire e riflettere, che è proprio ciò che uno psicologo dovrebbe fare (ma non solo lui). Non nego le sue influenze sulla nascita della psicologia e l'importanza che una certa scuola di pensiero può avere ancora oggi (pensiamo alla fenomenologia e alla psichiatria di orientamento fenomenologico, che hanno un particolare modo, molto affascinente ed interessante, di considerare l'uomo e la patologia mentale), tuttavia considero la filosofia troppo... astratta per l'importanza che le viene assegnata nel piano di studi delle facoltà di psicologia. Forse, da un punto di vista prettamente tecnico, e qui parlo per esperienza personale, che perciò può essere diversa dalla vostra, sarebbe opportuno far sostenere un esame di filosofia al primo anno di università e basta (io, invece, oltre a questo, ne ho dovuto dare un altro, del tutto inutile e tenuto da una prof che definire incapace e impreparata è un eufemismo, anche nel primo anno di specialistica che invece, in quanto tale, dovrebbe essere più specializzata, focalizzata su un particolare indirizzo... non so se mi spiego); ma che sia un esame riguardante aspetti più riferiti alla mente, al cervello, all'etica, che sollevi interrogativi e solleciti la riflessione, e non un banale e inutile esame di storia del pensiero filosofico, dove impari la toria del tale filosofo e alla fine, se non un arricchimento personale, non hai risolto nulla ai fini della professione di psicologo.

  8. #23
    psicosarix
    Ospite non registrato
    resto della mia opninione ... per la pratica della professione di psicologo non ritengo necessarie letteratura o filosofia.

    aggiungo che quando parlo di psicologia io intendo psicologia ... non psicoterapia, non psicoanaliasi ... ecc. ecc. quando dico psicologia io intendo tutto il vastissimo patrimonio psicologico in tutte le sue aree e quando dico psicologo intendo quella "generica" figura indicata proprio dalla 56/89 riportata da willy61.
    lo preciso perchè sono una sostenitrice della psicologia e della sua crescita soprattuo al di fuori dell'ambito clinico e psicoterapeutico (che godono di ottima salute ). i soli ambiti psico di cui ci si sia interessati in questo paese, a mio parere ... soffocado molte possibilità per la psicologia e gli psicologi ... ma questa è un'altra storia ...

    torno al thread e pongo un altro esempio ... psicologia del lavoro ... esistono colleghi che si occupano di questa branca della psicologia ... ce la vedete ancora così bene la letteratura e la filosofia in un contesto che guarda alla selezione del personale , gestione delle "risorse umane", organizzazione delle aziende ecc. ecc. ecc.???

    se si ... perchè?




    Ultima modifica di psicosarix : 05-09-2007 alle ore 13.50.35

  9. #24
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Ok.

    Che cosa sarebbe "il lavoro"?
    In che misura (se lo è) è collegato alla "identità"?
    Dato che le relazioni di lavoro implicano sempre - per quel che ho potuto sperimentare - autorità, potere, legislazione, diritti e doveri, la psicologia è in grado, da sola, di riflettere sul significato che assegnamo a questi termini, sul loro uso, sulla loro storicità, oppure dobbiamo considerare gli psicologi come dei "meccanici delle relazioni", che applicano conoscenze astoricizzate e indipendenti dalla società (un po' come i teoremi matematici), senza chiedersi mai se sia giusto farlo, se sia onesto farlo, quale sia il modo migliore per farlo, e così via?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  10. #25
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Sono d'accordo con Willy. In più penso che l'arricchimento che viene dalla letteratura o dalla filosofia contribuiscono al bagaglio personale dello psicologo e gli diano delle conoscenze altre. Penso ad es. alle riflessioni dei filosofi della scienza e alla loro utilità estremamente pratica per la nostra professione, che spesso arranca e crea eclettismi teorici non proprio utili...

    un saluto
    gieko

  11. #26
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao willy61
    scusami, ma non capisco bene cosa vuoi dire. perdonami ... ma le tue risposte mi sembrano sfuggire il nocciolo del thread.

    ... che uno psicologo non sia mai un "meccanico" lo credo fermamente anche io e penso di averlo chiarito in ogni post lasciato su ops

    ... però non è nemmeno un filosofo e non è neppure un letterato ... che piaccia o no è uno scienziato: uno che studia come funziona la mente ed il comportamento delle persone (in tutti i contesti in cui esistono delle persone) ... e poi è anche un professionista ... uno che lavora in una società che gli pone delle richieste ...

    l'università è il luogo dove ci si occupa della scienza psicologica e della formazione dei professionisti della psicologia ....

    in questa ottica ... secondo me ... per uno psicologo in formazione sono più utili a contestualiazzare l'essere umano ... il suo ambiente , le relazioni ecc. ecc. le scienze sociali

    ... nel caso della psicologia del lavoro: la sociologia come quella del lavoro, quella industriale, quella della comunicazione, l'ergonomia, le scienze politiche ... ecc.
    piuttosto che la letteratura o la filosofia ...

    io non sono uno psicologo del lavoro e dunque non vado oltre quello che ho detto ... ma se c'è qualche collega della psi del lavoro che vuole rispondere alle domande di willy (che mi incuriosiscono) sarei felice di leggere le sue risposte




  12. #27
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    ciao willy61
    scusami, ma non capisco bene cosa vuoi dire. perdonami ... ma le tue risposte mi sembrano sfuggire il nocciolo del thread.
    Se "il nocciolo del thread" è: si devono insegnare filosofia e letteratura nelle facoltà di psicologia, la mia risposta è sì .
    Il perché sto cercando di spiegarlo postando domande. Perché compito della filosofia (egregiamente assolto nei secoli) è proprio quello di insegnare a fare domande nel modo giusto.
    Questo non significa che uno psicologo non debba essere uno scienziato, né che debba fare il filosofo di professione. Voglio solo dire che, se vogliamo applicare le nostre conoscenze in modo scientifico (ovvero riflessivo (perché la scienza è un'attività che consente a chi la pratica di modificare l'attività stessa), abbiamo bisogno di conoscenze che non derivano dalla nostra scienza. In fondo, la legge di Nerst che spiega la conduzione degli impulsi elettrici nei nervi non appartiene alla psicologia, né alla biologia, ma alla chimica. Pure, la utilizziamo, e non protesti certo se la insegnano all'università. E nessuno di noi è un chimico per averla studiata all'esame di Fondamenti.

    Tutto qui. (In attesa che qualcuno cerchi di rispondere alle impertinenti domande che ho postato).

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  13. #28
    psicosarix
    Ospite non registrato
    molto chiaro ora , grazie !

    ... lo so sono una enorme rompi balle ... però non sono ancora persuasa del tuo punto di vista ...


    Originariamente postato da willy61
    [...]In fondo, la legge di Nerst che spiega la conduzione degli impulsi elettrici nei nervi non appartiene alla psicologia, né alla biologia, ma alla chimica. Pure, la utilizziamo, e non protesti certo se la insegnano all'università. E nessuno di noi è un chimico per averla studiata all'esame di Fondamenti.
    [...]
    cerco di essere pratica ... ho già scritto che penso che si dovrebbero studiare altre materie ... arricchiscono il bagaglio dello psicologo lo aiutano a contestualizzare l'uomo moderno nel mondo odierno ... però penso che le scienze sociali siano più adatte a questo scopo ... sociologia, pedagogia, antropologia ...

    cerco di essere pratica ... non possiamo studiare tutto ... forse dovremmo ... se vogliamo possiamo ... ma non si possono fare dei corsi di studio "disumani" ... lo scopo è anche (sarebbe!) quello di prepararti per il mondo del lavoro ...

    ... le domande ... converrai che ce le possiamo porre anche senza studiare necessariamente filosofia ... o letteratura ...



  14. #29
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Originariamente postato da psicosarix
    molto chiaro ora , grazie !

    ... lo so sono una enorme rompi balle ... però non sono ancora persuasa del tuo punto di vista ...




    cerco di essere pratica ... ho già scritto che penso che si dovrebbero studiare altre materie ... arricchiscono il bagaglio dello psicologo lo aiutano a contestualizzare l'uomo moderno nel mondo odierno ... però penso che le scienze sociali siano più adatte a questo scopo ... sociologia, pedagogia, antropologia ...

    cerco di essere pratica ... non possiamo studiare tutto ... forse dovremmo ... se vogliamo possiamo ... ma non si possono fare dei corsi di studio "disumani" ... lo scopo è anche (sarebbe!) quello di prepararti per il mondo del lavoro ...

    ... le domande ... converrai che ce le possiamo porre anche senza studiare necessariamente filosofia ... o letteratura ...


    forse è vero che ci possiamo porre delle domande da soli...ma la letteratura e soprattutto la filosofia vanno conosciute. Al classico io studiai Freud tra i filosofi.
    Come c'è il corso di biologia e fondamenti, forse un corso su queste materi bisognerebbe farlo.
    Apre la mente, e non è solo per cultura generale, ma proprio per capire da dove viene la nostra scienza. In fondamenti io studiai 2 capitoli di ippocrate e altri, su come vedevano conformato il cervello etc.... perché non farlo per la filosofia? Non dico un esame con tutti i filosofi della storia, ma un percorso dagli albori ad oggi seve.... si rischia se no, a mio modesto parere, di incorrere nello psicologo che lavora con un metodo senza capire perché, e che evoluzione hanno fatto le teorie di cui si serve per la sua professione.
    Buona giornata
    Eli

  15. #30
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ... concordo assoloutamente coi giudizi positivi su filosofia e letteratura, concordo col fatto che aprono la mente ... concordo su tutto il resto ... l'ho già detto

    però scusate ... quello che non capisco è: perchè non basta la filosofia e la letteratura studiata al liceo??? perchè un esamino all'università (perchè altro non potrebbe essere ... soprattutto con i programmi che ci sono ora a psicologia) dovrebbe essere più utile di tutto quello che si è studiato alle superiori???

    tanto per fare un esempio al volo ... allora perchè non la storia??? cosa ci sarebbe di meglio della storia per aprire la mente e per farsi delle domande sugli esseri umani ...

    scusate ... ma io non capisco ancora perchè preferire letteratura e filosofia ... alla storia ... per esempio ... o alla sociologia ... o ecc. ecc. ecc.

    la mia ragione? come ho già detto, secondo me ... le scienze sociali sono più attinenti agli studi degli psicologi, agli scopi del loro lavoro e alla comprensione del mondo odierno ed utili per aprire la mente e per farsi domande su come sono gli esseri umani ... soprattutto su come sono ora, oggi, su quale sia l' ambiente e la società in cui nascono, crescono, vivono ... e come tutto questo li possa influenzare ... ecc. ecc. ecc.
    soprattuto sono utili per non restare indietro rispetto ad un mondo e ad una società che cambiano e che cambiano anche perchè cambiano le persone ... che cambiano la società ... che cambia i costumi ... che cambia i ruoli ... che cambiano le persone .. che cambiano le richieste ... che cambiano le domande ... e tutto questo cambia le persone ... che cambiano esigenze ... che cambiano la società ... che cambiano ...

    ... che rompi che sono vero ??? ma mi piace troppo parlare con voi !!! buon fine settimana a tutti !!!




    Originariamente postato da pimo_eli
    [..] Non dico un esame con tutti i filosofi della storia, ma un percorso dagli albori ad oggi seve.... si rischia se no, a mio modesto parere, di incorrere nello psicologo che lavora con un metodo senza capire perché, e che evoluzione hanno fatto le teorie di cui si serve per la sua professione.
    Buona giornata
    Eli
    per questo io ho trovato utilissimo e bellissimo l'esame di "Storia della psicologia"
    ... sai io lo mettterei come esame obbligatorio e come sbarramento al primo anno del primissimo semestre !!! secondo me avremmo molti meno psicologi ...

    Ultima modifica di psicosarix : 07-09-2007 alle ore 16.52.28

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