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  1. #16
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
    Data registrazione
    04-03-2002
    Residenza
    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    2,719
    Originariamente postato da TheGathering
    Io penso che con una terapia co-co non avrei ottenuto nulla. Secondo me non esiste che una terapia sia meglio di un'altra per un disturbo. C'è una terapia, ma soprattutto, un terapeuta migliore, semmai per ogni persona, con la sua unicità e le sue risorse.
    Secondo me la co-co con le anoressiche e le bulimiche forse serve x farle aumentare di peso e migliorare il rapporto col cibo a livello comportamentale, ma questa signori è "guarigione"?
    Bè è l'aspetto più importante,almeno per le anoressiche.Poi si può fare qualcosa di più esteso;ma un'anoressica deve riprendere peso per prima cosa.
    Almeno questa è la mia opinione.

  2. #17
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    26-04-2005
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    Milano
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    Non è l'opinione di tutti..
    Una volta raggiunto un peso minimo per la sopravvivenza (e se è in ricovero il peso glielo fanno raggiungere che voglia oppure no) scatta tutto un processo di "devo-ingrassare-manonvoglio" che può portare il terapeuta a identificarsi col genitore direttivo che dice alla figlia cosa deve fare, quanto mangiare, come diventare, per cui la guarigione apparente dell'anoressica spesso non è altro che un tentativo di compiacere gli altri, ovvero quello che ha sempre fatto nella sua vita. Il sintomo anoressico era il suo appiglio per imporre la sua volontà, per differenziarsi dall'altro, per cui la situazione è in realtà molto più complessa di quanto sembri e il solo aumento del peso il più delle volte non è sinonimo di guarigione e se non c'è un lavoro più profondo può comportare numerose ricadute...
    Controlling my feelings for too long..
    They make me....
    make me scream your screams...
    (MUSE- "Showbiz")
    Just so you'll be scared of me
    behind my power
    I will hide all my fears..
    ("Locked away"- The gathering)

  3. #18
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    04-03-2002
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    Originariamente postato da TheGathering
    Non è l'opinione di tutti..
    Una volta raggiunto un peso minimo per la sopravvivenza (e se è in ricovero il peso glielo fanno raggiungere che voglia oppure no) scatta tutto un processo di "devo-ingrassare-manonvoglio" che può portare il terapeuta a identificarsi col genitore direttivo che dice alla figlia cosa deve fare, quanto mangiare, come diventare, per cui la guarigione apparente dell'anoressica spesso non è altro che un tentativo di compiacere gli altri, ovvero quello che ha sempre fatto nella sua vita. Il sintomo anoressico era il suo appiglio per imporre la sua volontà, per differenziarsi dall'altro, per cui la situazione è in realtà molto più complessa di quanto sembri e il solo aumento del peso il più delle volte non è sinonimo di guarigione e se non c'è un lavoro più profondo può comportare numerose ricadute...
    Sì,sono d'accordo,ma il punto non è questo.
    Mi sembra che ci sia la tendenza a fare questo ragionamento: se il sintomo A nasce in una struttura di personalità B,se modifico la struttura B modificherò anche il sintomo A.Questo non è sempre vero.Come non è sempre vero che si possa modificare un sintomo A senza modificare la struttura B (anche se in molti casi è così).
    Definito questo la questione diventa più semplice.
    Di che cosa voglio occuparmi?
    -solo dei sintomi
    -solo della struttura (intesa come personalità),ad esempio l'organizzazione di personalità dapica nelle anoressiche
    -di entrambe le cose
    La soluzione migliore è la terza,ma non sempre è realizzabile.
    Se si sceglie la terza qual'è l'ordine?prima i sintomi o prima la struttura?
    Io dico che è meglio occuparsi prima dei sintomi.
    Se si conosce un po' la terapia cognitiva si sa che non è usata solo per un intervento sintomatico e non per interventi più strutturali.Si fanno entrambe le cose,ma l'eliminazione di un sintomo è considerato un aspetto fondamentale e necessario per permettere interventi successivi.

  4. #19
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    26-04-2005
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    Diciamo che l'argomento è piuttosto controverso e che a seconda del punto di vista e dell'approccio terapeutico il focus cambia.
    Ovvio che se un'anoressica sta meglio dovrebbe anche riprendere peso, ma bisogna sempre cercare di entrare in quella che è la struttura difensiva della paziente x capire come intervenire.
    Ho letto al riguardo un libro molto interessante che suddivide le problematiche di anoressia in f diverse tipologie di personalità: anoressica con personalità narcisistica, anoressica con assetto depressivo, con assetto psicosomatico, con assetto nevrotico e con assetto psicotico.
    Un intervento poco mirato e poco personalizzato finisce per far identificare l'anoressica col grande gruppo delle "anoressiche", e il terapeuta con il genitore che pretende l'aumento di peso. C'è modo e modo di operare in tale ambito. Dove ho fatto tirocinio io l'approccio era alquanto discutibile, non mi interessa se poi ingrassavano xkè non potevano muoversi ed erano controllate 24h su 24 come in carcere. So che all'inizio bisogna farle aumentare di peso xkè se no muoiono ma poi...dov'è il lavoro psicologico? Dove sono stata io non ne ho visto.
    Scusate l'OT.
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  5. #20
    Il problema è che se una persona è in sindrome da digiuno non c'è possibilità di fare un lavoro psicologico... è che sotto un certo peso sorgano dei problemi di natura cognitiva è dimostrato in modo scientifico.
    Non parlo di sopravvivere ma parlo proprio di poter discutere con la persona... sotto un certo peso non c'è possibilità di ottenere qualcosa.
    D'altra parte sono d'accordo che spesso i disturbi alimentari siano solo la punta di un iceberg e che gli approcci alla Fiarburn in molti casi siano un po' limitanti...

  6. #21
    Per il discorso Attacchi di Panico invece non ho molti dubbi... prima scelta psicoterapia e supporto farmacologico solo se gli evitamenti sono pesanti. Ma un disturbo d'attacco di panico non gravissimo con una psicoterapia si risolve in tempi abbastanza brevi. Ovviamente non con una psiconalisi freudiana...

  7. #22
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    Sì sì per il peso minimo non sono d'accordo.
    Forse la mia opinione è stata molto influenzata da quello che ho visto e vissuto in questo centro x DCA che non mi è piaciuto x niente, a partire da come venivamo trattati noi tirocinanti...

    Per gli attacchi di panico non vi so dire, alla fine di DAP senza altri disturbi d'ansia in comorbidità non so quanti ce ne siano veramente..
    Spesso il DAP è associato ad altro e allora, come dici tu, dipende da quanto è massiccio l'evitamento e da quanto incide sulla vita della persona.
    Alla fine bisogna sempre valutare il caso nella sua unicità..
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