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  1. #16
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da neuropsy33
    ...
    Io non mi capacito più di questa situazione. Sta andando a finire che in Italia siamo noi gli ospiti.

    In effetti, su questo pianeta siamo tutti ospiti. E se anche sparissimo tutti domani, con le nostre beghe, i nostri "sacri confini della patria" i nostri capitali e tutto il resto, il mondo andrebbe avanti benissimo lo stesso. Forse meglio.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  2. #17
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da neuropsy33
    Guardate, io mi stranio da tutto questo, vi faccio solo presenti le coalizioni che questi clandestini organizzano contro gli italiani nelle situazioni, peraltro, previste dalla legge. Vi ricordo quello che è successo qui a Milano, pochi mesi fa; non c'è stato da scherzare con la rivolta cinese. Uno di loro diceva: "Questo posto è nostro, non italiani".
    è anche loro, è vero. il fatto di essere nati in italia nn implica che noi siamo italiani per cui questo posto è solo nostro.
    e poi lo sappiamo tutti che è vero che l'italia è dei cinesi, mi sembra un'ipocrisia non dirlo. loro hanno perfettamente ragione.
    che ben venga: non devono essere i cinesi ad andarsene, ma noi ad essere così abili da cercare di far rifiorire le industrie e le aziende che ci rendevano fieri di fronte all'europa. se non ce la facciamo, è ovvio che altri paesi vengono a investire sopra di noi.
    comunque fare danaro con magliettine è diverso da fare denaro con grandi industrie. loro stanno cavalcando un'onda economica che è diversa dalla nostra. l'era dell'industria tessile chefaarricchirelitalia è un pò passato.
    adesso noi dovremmo cavalcare un'onda diversa, quella della produzione di beni e servizi di ben altro tipo (auto, trasporto aereo, produzione di mobili, etc...) sulla scia della svezia. solo che la svezia ce la fa (e lo dimostra il fatto che ikea e h&m la fanno da padrone in italia... ma come non ti lamenti degli svedesi?), noi no. pensiamo ancora ai pacchi, pacsi, pas, dichi... come si chiamano mentre risultiamo uno dei paesi meno competitivi dell'euromediterraneo.
    colpa nostra o degli extracomunitari?

    Senza osservare tutto il resto che accade nelle stazioni (scippi, rapine, violenze) che certo, saranno commesse anche dagli italiani, ma se noi italiani andassimo a farlo ne loro paese il risultato sarebbero dei moncherini sulle braccia.
    l'importante è che lo sai e non lo fai. se loro hanno queste leggi non ci puoi fare nulla.
    noi abbiamo la legge biagi, loro la legge dei moncherini se scippi. ognuno ha le sue croci.

    Il crocifisso, un'altro aspetto culturale italiano viene del tutto cancellato dalle aule per colpa di qualcuno che, ovviamente, come qualsiasi esperto della salute mentale capirebbe (ma anche senza bisogno d'essere così esperti), si sente già al potere in Italia. Come si può pretendere di levare qualcosa di italiano dalle aule italiane?
    il crocifisso NON E' italiano. ci ho fatto una chiacchierata ieri e te lo posso confermare.
    a me non me ne frega niente del crocifisso nelle aule italiane. è vero, non sono d'accordo che sia stata fatta una legge appositamente per toglierlo. io devo essere libera di appendere il simbolo religioso che voglio, nell'aula scolastica. ma fermo restando che, accanto al mio crocifisso ci sia - che so - anche un buddha se il compagno buddista vuole metterlo.

    Io non mi capacito più di questa situazione. Sta andando a finire che in Italia siamo noi gli ospiti.
    ce la siamo cercata.
    e poi, perchè non devo far sentire ospiti e padroni di casa gli extracomunitari? io quando vado in norvegia, siria, argentina, bali, voglio sentirmi padrona a casa mia, sentendomi apolide, nel rispetto dell'altro.

    Originariamente postato da Grace
    Il mio pensiero ingenuo a livello politico mi suggerisce che il voto di questi clandestini,di cui si vuole facilitare l'acquisizione della cittadinanza,farà comodo a qualcuno per tenere il didietro ben saldo sulla poltrona.Mah,in fondo,spero di sbagliarmi...
    secondo me non ti sbagli. i valori secondo cui ragioniamo noi sono ben diversi da quelli con cui ragionano i politici.
    Ultima modifica di pinga : 18-07-2007 alle ore 15.53.22

  3. #18
    Postatore Epico L'avatar di Andalucia
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    Io lavoro nell'uffio immigrazione del Ministero della solidarietà sociale. le cose sono difficili, è vero...anche la disorganizzazione politica e burocratica che vige in Italia ha un peso rilevante nella condizione disumana in cui versiamo:noi italiani,"ospiti" a casa nostra e gli stranieri, "vagabondi" in un territorio civile e civilizzato quale è (o si definisce?) l'Italia....

  4. #19
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Pinga, ti risponderò a gradi.

    1.Innanzitutto, quel posto non è di nessuno, né dei cinesi, né degli italiani.

    2.Ci mancherebbe. Allora anch'io dovrei mettere la legge del rogo a chi non rispetta le leggi italiane. Noi non siamo così brutali e integralisti; loro sì. Se ognuno ha le sue croci, ognuno le accetti e rimanga a casa sua (scusa la brutalità ma ognuno ha le sue croci, appunto, è inutile trovare appoggio sugli altri).

    3.Il crocifisso è parte della cultura italiana, non è italiano. Ma ne è parte; la religione ufficiale italiana è il cristianesimo sin dall'editto di Costantino, e lo è tuttora. Simbolo del cristianesimo è il crocifisso.

    4.Perché padroni di casa gli extracomunitari? Con questa parola hai ben delineato il tuo vero pensiero: extracomunitari. Ti sei risposta da sola, in fin dei conti.

    E lasciamo perdere l'ipocrisia del "tutto di tutti"; considero mio ciò che io possiedo, e non lo concedo a nessuno a meno che non si scenda a patti. Vi piacerebbe un'Italia in cui noi dobbiamo rispettare le leggi e gli extracomunitari fanno quel che vogliono (perché oggi è così) usufruendo anche della comodità dell'indulto?
    Rispondete, ora.

    Scusate l'enfasi, ma di fronte all'ipocrisia io non reggo proprio.

    Per Willy: chi ti ha detto che sulla Terra siamo tutti ospiti? Io mi considero parte integrante dell'ecosistema. Quindi ospite non sono.
    Ultima modifica di neuropsy33 : 18-07-2007 alle ore 16.02.42

  5. #20
    L'avatar di crissangel
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    Originariamente postato da neuropsy33

    E lasciamo perdere l'ipocrisia del "tutto di tutti"; considero mio ciò che io possiedo, e non lo concedo a nessuno a meno che non si scenda a patti. Vi piacerebbe un'Italia in cui noi dobbiamo rispettare le leggi e gli extracomunitari fanno quel che vogliono (perché oggi è così) usufruendo anche della comodità dell'indulto?
    Rispondete, ora.

    Scusate l'enfasi, ma di fronte all'ipocrisia io non reggo proprio.

    Per Willy: chi ti ha detto che sulla Terra siamo tutti ospiti? Io mi considero parte integrante dell'ecosistema. Quindi ospite non sono.
    Se a te sembrano ipocrisie, io dal mio canto, vorrei invece chiederti di rispettare le visioni altrui senza attivare subito quel sillogismo per cui chi vede in modo diverso una questione o la mette in dubbio significa la accetti o la ignori, semplicemente si sforza di discuterne; certo che siamo parte dell'ecosistema e lo siamo tutti ma viviamo anche immersi in contesti e relazioni che possono essere specifici di una cultura ma che hanno anche aspetti sovraordinati, dove possibile e fattibile.
    La soluzione nessuna ce l'ha in tasca e nemmeno dopo la più accesa delle discussioni credo che la avremo.
    Le considerazioni di Pinga e Andalucia mi sembrano abbastanza eloquenti sulla dimensione della questione.

    Altrimenti possiamo fare come fece anni fa una donna politica e metterci in qualche molo a gufare che qualce nave affondi....cosa che poi accadde davvero, solo che poi servirebbero soldi e riorse umane da dispiegare anche per questo motivo.

    Discipline come l'etnopsichiatria e la psicologia transculturale cercano di dare risposte differenti almeno nell'ambito socio-sanitario.
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  6. #21
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    Da www.unita.it

    Migranti, affonda un barcone Undici morti a Lampedusa
    Dirottato un peschereccio tunisino

    Un peschereccio tunisino sarebbe stato «dirottato» da un gruppo di immigrati clandestini che si trovava a bordo dell'imbarcazione. La Capitaneria di porto di Palermo sta verificando la notizia. Secondo le prime, frammentarie notizie l´assalto al peschereccio sarebbe avvenuto in acque internazionali, a sud est di Lampedusa. I clandestini avrebbero minacciato l´equipaggio del peschereccio, intimando loro di dirigersi verso l'isola italiana. Nella zona, dove sta operando in questo momento un Guarda Coste tunisino, si stanno dirigendo anche due motovedette italiane della Guardia di Finanza.

    Il peschereccio si troverebbe a circa 35 miglia da Lampedusa, a bordo, secondo le prime informazioni, ci sarebbero una ventina di clandestini. Ad allertare le autorità italiane è stato un messaggio inviato a diversi ministeri e alle centrali operative della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza. Con ogni probabilità i membri dell'equipaggio sono stati fatti scendere prima della partenza del motopesca. Sul posto c'è anche una nave della Marina militare.

    La centrale operativa della Capitaneria di Porto di Palermo, intanto, sta coordinando le operazioni relative a ben cinque interventi di soccorso nel Canale di Sicilia. Le imbarcazioni si troverebbero fra le 40 e le 50 miglia a Sud di Lampedusa (Agrigento). Dall'isola pelagica sono partite alcune motovedette della Guardia costiera ed anche una corvetta della Marina militare sta raggiungendo la zona degli avvistamenti. Una piccola barca sarebbe ferma a causa di un guasto al motore e rischierebbe di affondare per l'eccessivo carico di persone a bordo.
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  7. #22
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    Per neuropsy33: ti rimando al significato della parola "ospite": http://www.etimo.it/?term=ospite

    Per chi sostiene la logica del "tutti a casa loro": L’UTOPIA DELL’IMMIGRAZIONE ZERO - Nella fase di massimo sviluppo della politica migratoria attiva, i paesi europei importatori di manodopera gestivano gli ingressi in base a un modello che possiamo definire bilateralismo competitivo. Negli anni Cinquanta e, soprattutto, Sessanta, essi si facevano apertamente e duramente concorrenza sul mercato internazionale delle “braccia”, stipulando dettagliati accordi bilaterali con i paesi esportatori di entrambe le rive (Grecia, Jugoslavia, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia), i quali a loro volta erano in competizione tra loro, per ottenere le quote maggiori e le migliori condizioni di accesso. La chiusura delle frontiere operata unilateralmente dai paesi d’immigrazione all’inizio degli anni Settanta mise bruscamente fine a questo modello di gestione "contrattata" dei flussi. La fase successiva si è caratterizzata per un approccio rigorosamente unilaterale alla regolamentazione dei movimenti migratori da parte dei paesi di destinazione. Dapprima isolatamente, poi con un crescente coordinamento realizzato a livello intergovernativo, gli Stati europei di immigrazione hanno elaborato progressivamente dei complessi sistemi di controllo, che si sono imposti come dati di fatto. Dalla fine degli anni Settanta, il solo approccio adottato in materia è stato quello fondato sull’idea dell’immigrazione zero. Questa linea conduce ad una non-politica che ha lasciato delle forze non organizzate istituzionalmente ad agire direttamente, al di fuori della legge e dei regolamenti, al di fuori del rispetto delle norme di scambio tra gli esseri umani e di circolazione delle persone, sul mercato della manodopera. Contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettato, ciò non ha causato una crescita zero dei flussi migratori, bensì un aumento di tale fenomeno. Due sono i principali “effetti collaterali” delle politiche di chiusura: la creazione di un mercato degli ingressi clandestini, sfruttato intensamente dalle organizzazioni criminali e la stabilizzazione dei migranti nei paesi di destinazione, attraverso i ricongiungimenti famigliari e la formazione di comunità immigrate socialmente e culturalmente coese che, in una certa misura, si autoperpetuano.

    Per capire un po' di più chi e cosa c'è dietro ai clandestini: L'Italia promessa-Geopolitica e dinamiche organizzative del traffico di migranti verso l'Italia

    Da quel documento (in Acrobat .pdf) posto l'introduzione: "A intervalli regolari, solitamente più ravvicinati durante la bella stagione, giornali e telegiornali
    italiani (ma lo stesso accade in Spagna, in Grecia e, in misura crescente, anche sui media della riva
    sud del Mediterraneo) traboccano dei resoconti di viaggi per mare terminati in tragedia in vista delle
    nostre coste. Le vittime sono passeggeri paganti, affidatisi a trafficanti nel tentativo di accedere al
    territorio italiano, talvolta per stabilirvisi, altre volte come tappa verso altri paesi europei.
    Questi resoconti giornalistici possono servire a mobilitare la coscienza collettiva, anche se questa
    mobilitazione va raramente al di là di un moto momentaneo di pietà. Quasi sempre, queste
    drammatiche narrazioni non servono invece che a rafforzare il senso di assedio che, al di là di ogni
    ragionevole fondamento, attanaglia una quota di italiani che alcuni sondaggi mostrano in
    diminuzione, ma che rimane cospicua.
    Quel che è certo, in ogni caso, è che le cronache ricorrenti dei naufragi, delle collisioni, dei
    clandestini buttati a mare come zavorra umana, non ci aiutano a capire le dinamiche reali, le
    modalità ricorrenti e le tendenze evolutive del traffico di migranti e della immigrazione clandestina
    verso il nostro paese. Innanzitutto, perché gli attraversamenti non autorizzati delle frontiere
    marittime, amplificati dai mezzi di informazione per la loro, spesso macabra, spettacolarità, non
    rappresentano che una componente minoritaria dell'immigrazione irregolare verso il nostro paese.
    Come vedremo nelle prossime pagine, infatti, l'ingresso clandestino attraverso le frontiere terrestri,
    sia con i paesi appartenenti allo "spazio Schengen" sia con quelli ancora ad esso estranei, rimane il
    canale di accesso al territorio nazionale più praticabile e prevalente dal punto di vista statistico.
    Inoltre, come sembrano indicare anche i primi dati sui risultati della regolarizzazione avviata
    nell'autunno 2002, è l'ingresso regolare seguito da permanenza irregolare dopo la scadenza del
    visto o del periodo di esenzione da esso a costituire con ogni probabilità il principale canale di
    formazione (e ri-formazione, dopo ogni sanatoria) della presenza irregolare nel nostro paese.
    Se si guarda alla nazionalità degli stranieri che sono stati regolarizzati con l’ultima sanatoria (2002-
    2003), per esempio, è impossibile non accorgersi di come essi provengano principalmente da paesi
    dell’Europa orientale, da cui è possibile accedere al territorio italiano e, dunque, comunitario senza
    obbligo di visto, o sulla base di regimi di visto semplificati, o tutt’al più attraversando
    semplicemente una frontiera terrestre. La distribuzione per nazionalità dei regolarizzati, inoltre, è
    decisamente diversa da quella che ci consegnano i resoconti giornalistici e le statistiche sugli
    intercettati nel corso di un attraversamento clandestino delle frontiere.
    Ma l'inadeguatezza dei resoconti giornalistici relativi agli sbarchi clandestini come strumento di
    conoscenza del traffico di migranti verso il nostro paese dipende anche da una ragione più specifica,
    di ordine metodologico. La prospettiva sul mercato dell'immigrazione clandestina offerta dalla
    cronaca dei naufragi e dei salvataggi in alto mare effettuati dalle unità della Guardia di Finanza o
    della Guardia Costiera è indubbiamente rilevante e utile, ma è nel contempo inevitabilmente
    parziale e distorta; come osserva nella prima parte di questo studio Giuseppe Sciortino, assumere
    che dai resoconti dei migranti recuperati in mare o intercettati dopo lo sbarco si possa ricostruire
    l'organizzazione dell'intero sistema del traffico sarebbe "come cercare di ricostruire la struttura
    dell'industria agroalimentare partendo dai casi di intossicazione registrati dagli ospedali" (vd. infra,
    p. 27). Occorre quindi guardare al di là del fatto contingente, quale esso viene registrato sulle nostre
    coste o nelle nostre acque territoriali. Per comprendere le dinamiche del traffico, occorre
    emanciparsi dalla "notizia" e considerare il fenomeno nella sua interezza, nella sua complessità
    transnazionale e, per quanto possibile, nella sua mutevole quotidianità."

    e, per ultimo, questo: Guiseppe Campione
    Dipartimento di economia statistica e analisi geopolitica del territorio
    Università di Messina

    L'immigrazione necessaria. Appunti sulla situazione italiana. (Resumen)

    Le teorie economiche, ma anche il senso comune, suggeriscono che la migrazione dalle regioni in cui la forza lavoro è in esubero e a buon mercato verso regioni in cui è scarsa e cara, porta ad un benessere complessivo. Se c'è però un diritto di emigrare, non esiste il diritto simmetrico all'immigrazione e con diverse motivazioni aumentano le restrizioni alla mobilità internazionale. Restrizioni quindi, a fronte di un immigrazione che sembra diventare un ondata travolgente, ma anche richiesta di immigrati che aumenta e che probabilmente è destinata ad aumentare nei prossimi anni: questo il paradosso. Anche l'Italia, antico paese di emigrazione, sta diventando, in termini accelerati, un paese di immigrazione: la percentuale degli stranieri regolari però corrisponde ancora al 2 per cento circa della popolazione totale. Popolazione che dovrebbe passare dagli attuali 57,3 milioni ai 41,2 milioni di abitanti del 2050. L'allarme sociale resta un fatto complesso, quasi in controtendenza. Anche se molti vorrebbero esorcizzarla, invece, la società multietnica è alle porte.

    Parole-chiave: immigrazione/ migrazioni internazionali/ previsioni demografiche/ immigrazione clandestina


    Buona vita

    P.S.: Mao Zedong diiceva: "Chi non fa inchieste non ha diritto di parola". Sono quasi tentato di pensare avesse qualche ragione.

    Guglielmo
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  8. #23
    neuropsy33
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    Per Crissangel

    Non mi sembra di non aver rispettato l'altrui pensiero; ho solo esposto il mio; mi sembra che sia tu a non rispettarlo. Se ti senti chiamata in causa, è perché anche tu condividi il "tutto di tutti". Bene: dunque dimmi se saresti disposta a cedere la tua casa a dei signori di tutto rispetto ma clandestini che non hanno soldi per pagare l'affitto (ma cosa c'entra: tutto è di tutti, no?), non hanno un lavoro, non hanno nulla. E la tua laurea? La cederesti ad una ragazza che, purtroppo, essendo immigrata, non ha i soldi per studiare? Ma sì, già che ci siamo dona anche la tua carta d'identità, il passaporto, il portafogli e tutto il resto!

    Io la punto sul ridere, ma pensaci davvero. Se tutto è di tutti, trai tu le tue conclusioni. Poi rispondi: le discussioni qui sono sempre interessantissime.

  9. #24
    L'avatar di crissangel
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    Intanto neuropsy io mi riferisco al tuo usare il termine "ipocrisie" riferito a pensieri che lasciano magari spazio a altri lidi di discussione, quello che tu dici del tutto di tutti io non lo condivido ma mi è parso una generalizzazione estrema del pensiero altrui, come gli esempi che adesso tu stai facendo; io non ho mai detto di donare nulla a nessuno e se ci fai caso la mia riflessione iniziale non ne fa menzione; se non nel senso più ampio ossia della dismina e della analisi delle connotazioni "positive della immigrazione" in termini di apporto professionale e demografico, non ho estremi al momento e indicazioni bibliografiche a riguardo che posso recuperare dal materiale che ho ricavato da congressi di etnopsichiatria e di feonemeni migratori, ma mi pare che qualcuno ha già postato contributi esaustivi da questo punto di vista.
    Di sicuro quando vedo un immigrato non so subito se è un clandestino o meno e nemmeno mi preoccupo di fornirgli tutto quello che ho di mio, di certo mi viene magari ingenuamente ma non in modo ipocrita di chiedermi se quelle persone sono a spasso per scelta o perchè tutta la situazione burocratica, legale, di aspettative e di reali connotati della realtà li ha portati a questo ma senza, almeno per quanto mi riguarda porre confini e posizioni troppo marcate che poi rimandano alla doppia accezione di ospite che lo è tanto chi ospita e chi viene ospitato; dopo di che io non ho parlato di ipocrisie ma di diverse posizioni sulla questione, quindi non vedo dove avrei mancato io di rispetto.

    Poi scusami se ti deludo ma sono un maschio
    Ultima modifica di crissangel : 18-07-2007 alle ore 20.49.49
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  10. #25
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Ah, scusami allora; nessuna delusione, te l'assicuro.

    Per Crissangel

    Comunque, se vuoi che te la dica tutta, io sono stanco di sentire di stupri, uccisioni, rapine perché c'è gente clandestina in Italia. Il nostro Paese sta diventando un cesto della spazzatura: se solo vi fosse gente in regola tutto sarebbe diverso, e questo perché a sua volta c'è gente italiana che dice "entrino tutti, così più voti più potere", oppure "Tutto è di tutti, anche dei clandestini". Intanto certo, preoccupiamoci di loro, ma anche di noi stessi. Ritengo assurdo che un ragazzo in stazione venga minacciato – alcuni colleghi ed io abbiamo assistito ad una cosa simile – da un gruppetto di immigrati (che non so se fossero o meno clandestini) perché non dava loro i soldi per comprare... le sigarette? Mi chiedo perché la gente, di fronte all'attuale miseria dell'Italia, ormai costretta a sottostare alle leggi di qualcuno che viene qui clandestinamente, voti ancora chi non fornisce garanzie per questa gente e li fa entrare come clandestini.

    Un giorno avrò un figlio: non vorrei che si trovasse di fronte un gruppetto che lo minaccia com'è successo con quel ragazzo.
    Un giorno mio figlio avrà una famiglia: non vorrei che la sua famiglia corresse pericoli a causa di un governo che non sa contenere l'immigrazione clandestina.
    Un giorno avrò un figlio: mi chiedo perché io, in casa mia, debba essere in appresione perché qualcuno che non ha soldi, non ha lavoro, non ha casa, e che proviene da qualche altro stato potrà deliberatamente minacciare mi figlio; tanto c'è l'indulto! Alè, commettiamo tutti i crimini che vogliamo, tanto usciamo dopo due giorni, così possiamo rifare gli stessi errori. Che ragionamenti sono?
    E' gente sana quella che c'è al governo? A me sembra un po' masochista. L'Italia è masochista.

    Non c'è niente di male nell'essere masochisti:l'importante è che chi è masochista non leda gli altri, altrimenti si trasforma in sadismo. E io, non avendo tendenze sado-masochistiche, voglio vivere la mia vita in santa pace e in sicurezza.

  11. #26
    L'avatar di crissangel
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    Originariamente postato da neuropsy33
    E' gente sana quella che c'è al governo? A me sembra un po' masochista. L'Italia è masochista.

    Su questo infatti, magari un po nascosto tra le righe ma il concetto c'è, sono d'accordo.
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  12. #27
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Caspita Neuropsy,ma te ne capitano di ogni

    Tra l'endocrinologo,la rapina in stazione,i guru ecc è un inferno.è davvero un lavoro di trincea!

    Rispetto al tema "i clandestini non rispettano la legge".spesso è vero,ma non è una condizione tipica dei clandestini,è tipica ad esempio anche di una buona percentuale di senatori,deputati e ministri della Repubblica: a me stanno più sulle palle questi ultimi,anche se sono italiani.
    Ultima modifica di Parsifal : 18-07-2007 alle ore 22.00.50

  13. #28
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Infatti io ho parlato dei capi del governo, non ho colpevolizzato i clandestini.

    Purtroppo, Parsifal, che ci vuoi fare? Il nostro lavoro è questo, ormai sono abbastanza abituato a trattare soggetti che non considero più neanche tanto strani.

    Il problema è che se i clandestini non rispettano la legge, a monte ci sono i capi dello Stato, italiani per giunta. Fanno tutto per ottenere più voti anche dagli extracomunitari, è ovvio. L'indulto è lo stesso: faccio uscire presto i criminali così appena usciti votano me. Non importa se poi il numero di crimini aumenta, a quello pensano i diretti interessati a pagare, tanto poi i criminali sono di nuovo fuori! E così io vivo bene la mia vita con il triplo dei voti e continuerò a governare un'Italia che sta cadendo a pezzi per colpa mia.
    Questo è in linea di massima il ragionamento dei capi dello Stato (parola che ormai non è più degna di essere scritta con la S maiuscola, per la verità).

  14. #29
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    1.Innanzitutto, quel posto non è di nessuno, né dei cinesi, né degli italiani.


    quando quel cinese ha detto quello che ha detto, non credo che si riferisse al posto fisico, ma al fatto che noi italiani siamo dei fessi. in effetti è vero.

    2.Ci mancherebbe. Allora anch'io dovrei mettere la legge del rogo a chi non rispetta le leggi italiane. Noi non siamo così brutali e integralisti; loro sì. Se ognuno ha le sue croci, ognuno le accetti e rimanga a casa sua (scusa la brutalità ma ognuno ha le sue croci, appunto, è inutile trovare appoggio sugli altri).
    meglio una legge che viene seguita alla lettera, che non una legge - come la nostra - che viene fatta a modo proprio e che vale per molti ma non per tutti, per alcuni ma non per altri.
    se vai in ruanda e violenti la moglie del sig. baluba e non eri consapevole delle pene a cui saresti incorso quando lo facevi, sono solo fatti tuoi.

    3.Il crocifisso è parte della cultura italiana, non è italiano. Ma ne è parte; la religione ufficiale italiana è il cristianesimo sin dall'editto di Costantino, e lo è tuttora. Simbolo del cristianesimo è il crocifisso.
    l'editto di costantino è del 300. credo che siamo nel 2010 e che un pò di cose siano cambiate, nel frattempo. per esempio siamo diventati una società cosmopolita, dove il "diverso" dovrebbe anche essere un pretesto per venire a contatto e convivere con una cultura diversa. nulla di male.
    se poi non si amalgamano forse siamo anche noi che li releghiamo nei ghetti, eh? comunque questa è anche una cosa tipica di noi italiani: vedo costantemente siciliani vivere con altri siciliani a milano, senza riuscire a condividere i propri spazi con uno che è nato oltre lo stretto. onestamente, che palle.
    ritornando IT, la religione è un fatto privato: a me non importa se la mia religione è ufficiale o meno nello Stato in cui vivo. se una legge stupida mi vieta di mettere il crocifisso sopra la cattedra per me non è un problema: non per questo dirò che mi hanno privato del simbolo ufficiale della cultura italiana. più semplicemente un cristiano vero, quando si alza la mattina, non credo abbia bisogno del crocifisso per vivere meglio. dovrebbe averlo già nel cuore (scusate la frase alla cohelo) con tutti gli annessi e connessi.
    protestare per un crocifisso mi sembra un'enorme ipocrisia che ti fa mettere sulla stessa riga dell'ipocrisia della chiesa, dove il crocifisso lo pregano inanellati di oro 54 carati. però l'importante è che c'è il crocifisso. per favore!

    4.Perché padroni di casa gli extracomunitari? Con questa parola hai ben delineato il tuo vero pensiero: extracomunitari. Ti sei risposta da sola, in fin dei conti.
    e perchè, dovevo chiamarli "renato"? o "spippilippi"?! extracomunitario=cittadino che non appartiene alla comunità europea, intesa come insieme di paesi UE, non fijo de'ndrocchia. in questo senso anche un norvegese è extracomunitario (e credo che sia anche ben felice di esserlo).


    E lasciamo perdere l'ipocrisia del "tutto di tutti"; considero mio ciò che io possiedo, e non lo concedo a nessuno a meno che non si scenda a patti. Vi piacerebbe un'Italia in cui noi dobbiamo rispettare le leggi e gli extracomunitari fanno quel che vogliono (perché oggi è così) usufruendo anche della comodità dell'indulto?
    Rispondete, ora.
    no, non mi piacerebbe. ma non mi piace neanche per un italiano.

  15. #30
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    Purtroppo, Parsifal, che ci vuoi fare? Il nostro lavoro è questo, ormai sono abbastanza abituato a trattare soggetti che non considero più neanche tanto strani.
    Eh lo so,è dura è dura.A volte mi chiedo: ma in che mondo viviamo? ma bisogna farsi coraggio e andare avanti

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