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  1. #16
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di saraflorence
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    probabilmente può essere una sorta di stimolo-risposta del gatto... cioè essendo cresciuto in questi posti deve aver visto tante persone morire quindi oramai è in grado di riconoscere quelli che muiono nel giro di poco tempo. probabilmente ho detto una cazz cmq secondo me questo non può essere un "caso". semmai come ha detto qualcuno in questo forum c'è caso che il gatto porti sfiga!
    Ultima modifica di saraflorence : 27-07-2007 alle ore 10.07.28

  2. #17
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    modalità autocelebrazione on:
    Una volta avevo scritto una poesia ad Alessandro...
    voglio essere per te niente altro che un pigro gatto persiano, [...]capire(l'evevo scritta in inglese, rendeva di più... ) quando sei triste(upset mi rendeva meglio l'idea...) e trasformare la tua tristezza in una calma, calda, felicità.
    modalità autocelebrazione off.
    Tutto questo per dire che l'idea che i gatti, in qualche modo, percepiscano determinati stati d'animo del padrone, è ben nota a chiunque possegga un gatto. Da qui a legare questa capacità di comprendere gli stati d'animo , affinarla leggermente di più, magari anche in risposta a determinati stimoli fisici, non lo vedo come un passo tanto ampio da fare. Cioè...io credo che, in qualche modo, gli stessi malati terminali percepiscano quando si avvicini il momento della propria ora. Io credo che il gatto si accorga di questo.
    Non avete mai notato il vostro gatto che si avvicina, quando siete tristi?
    Una mia cara amica, reduce dalla morte di uno dei suoi felini, racconta come, il rimanente, si sia mostrato inaspettatamente affettuoso e coccolone in questi giorni. Da tempo ci si interroga su questa capacità dei gatti, arrivando al paradosso di attribuire loro poteri magici(giuro, si tratta di una discussione che ho letto su yahoo answers... ) o a considerarli alla stregua di creature divine/diaboliche, a seconda del periodo storico.
    Per cui, la mia idea è che il suddetto felino abbia in qualche modo sviluppato la capacità di percepire quando, nei malati terminali, si manifestano determinati stati d'animo, e la sua attività non sia tanto quella di "angelo della morte", bensì di compagnia calma, quella che solo i gatti sanno dare, quando ci sentiamo giù.
    Ultima modifica di riversky : 27-07-2007 alle ore 11.21.04
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  3. #18
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da saraflorence
    semmai come ha detto qualcuno in questo forum c'è caso che il gatto porti sfiga!
    Oppure...la ben nota...."profezia che si autoavvera". I medici sanno che non c'è più niente da fare, e smettono di curare il paziente,che potrebbe guadagnare qualche ora di vita in più...
    Oltre che ad una maggiore attenzione ai momenti che il gatto passa vicino ai moribondi piùttosto che quelli che passa al fianco dei pazienti normali.
    Di solito, i gatti rifuggono che vuole dedicre loro attenzioni(ok, la mia fa' eccezzione...:roleyes: ). Però, spesso si osserva che, in una stanza c'è qn che non ama i gatti, il gatto andrà ad acciambellarsi proprio ai suoi piedi, perchè questa persona evita il contatto oculare, che di solito li intimorisce e viene interpretato come sfida.
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  4. #19
    Partecipante L'avatar di Giuliac80
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    i gatti sono animali splendidi..perspicaci fino all'inverosimile.
    Ho sempre avuto gatti..di tutti colori e razze, randagi e di razza, senza alcuna distinzione..ed in ogniuno di loro ho avuto modo di notare qualche fine capacità intuitiva. Per farvi un esempio stupido, una sera rientrando da una cena mi sono sentita male e mi sono stesa sul letto, e senza che emettessi alcun lamento, la mia gatta nera trovatella, è saltata sul letto ed è venuta ad annusarmi il volto e a darmi qualche "bacino" sulla guancia. Premetto che non viene quasi mai sul letto con me.
    E' impressionante rendersi conto di quanto siano splendidamente liberi, indipendenti, perspicaci, e comunque coccoloni con l'uomo.

    Ah, un'ultima cosa..non è vero che i gatti si affezzionano alla casa e non al padrone!!
    Giuly

  5. #20
    Partecipante L'avatar di Giuliac80
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    ..se dovesse interessarvi ho aperto un Thread "Parapsicologia..un argomaneto scottante"...lo trovate su Attività e Cronaca.
    Giuly

  6. #21
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da Giuliac80
    .
    Ah, un'ultima cosa..non è vero che i gatti si affezzionano alla casa e non al padrone!!
    Quoto!
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  7. #22
    Partecipante Super Figo L'avatar di Stefano83
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    Molto più probabile che come sempre più spesso accade i giornalisti creino un caso anche dove non c'è. E' il loro lavoro inventare dopotutto... o mi confondo con gli scrittori di romanzi?
    Mmmh forse vorrei...
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    ...è restando spesso sotto la pioggia di un cielo grigio, che imparo ogni giorno di più, ad apprezzare appieno l'emozione di un arcobaleno...

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  8. #23
    a dire la verità, come indicato anche nell'articolo postato da guglielmo, la fonte originale della notizia non sono "i giornalisti" ma uno dei medici dello steere house nursing and rehabilitation center che ne ha scritto sul new england journal of medicine.

    l'articolo del NEJM, per chi mastica un po' di inglese
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  9. #24
    Partecipante Super Figo L'avatar di Stefano83
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    Originariamente postato da Mia_Wallace
    a dire la verità, come indicato anche nell'articolo postato da guglielmo, la fonte originale della notizia non sono "i giornalisti" ma uno dei medici dello steere house nursing and rehabilitation center che ne ha scritto sul new england journal of medicine.

    l'articolo del NEJM, per chi mastica un po' di inglese

    Chiunque legga l'articolo del corriere della sera con occhio critico o di chi conosce le regole della scrittura si accorgerà che più che un riferimento oggettivo dei fatti si sta leggendo una sorta di storia del tipo "ai confini della realtà" con tanto di dichiarazione della donna che dice "il gatto è qui per accompagnare la nonna in paradiso"... per favore.... se questo è un articolo di giornale beh....

    sicuramente io non metto in dubbio la nostra ignoranza rispetto al mondo del parapsicologico ecc.... ma alle favole credevo da bambino..
    Ultima modifica di Stefano83 : 28-07-2007 alle ore 12.35.31
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  10. #25
    a parte che la fonte era citata e con due click ci si arrivava, comunque l'ho appena linkato, l'articolo originale poi sul fatto che chi ha scritto l'articolo sul corsera ci abbia ricamato non ho niente da dire, eh? e neanche sullo scetticismo, ma con lo stesso senso critico con il quale ci si accosta alla lettura dell'articolo si può tranquillamente fare il passo in più di andare alla fonte orginale.
    la dichiarazione "da favola" c'è anche sul NEJM, ma non ci vedo niente di male, ecco: se la presenza del gatto è in qualche modo di conforto ai familiari delle persone morenti o agli stessi pazienti terminali, al di là della possibilità o meno che in qualche modo l'animale senta l'avvicinarsi della morte, qual è il problema?
    poi sulla problematica più generale dell'informazione online e non, del fatto che ci si allontana sempre di più dall'oggettività dei fatti per puntare sulla pancia dei lettori (o su altro) se ne può parlare, magari in separata sede.
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  11. #26
    L'avatar di crissangel
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    Originariamente postato da Stefano83
    Chiunque legga l'articolo del corriere della sera con occhio critico o di chi conosce le regole della scrittura si accorgerà che più che un riferimento oggettivo dei fatti si sta leggendo una sorta di storia del tipo "ai confini della realtà" con tanto di dichiarazione della donna che dice "il gatto è qui per accompagnare la nonna in paradiso"... per favore.... se questo è un articolo di giornale beh....

    sicuramente io non metto in dubbio la nostra ignoranza rispetto al mondo del parapsicologico ecc.... ma alle favole credevo da bambino..
    Io invece andrei oltre lo stile della notizia e mi soffermerei sul fatto che c'è un articolo scritto da professionisti.
    Che poi ai giornalisti piaccia romanzare sia sui giornali sia sui telegiornali, sopratutto alcuni telegiornali, Studioaperto su tutti e dare notizie frammentarie e superficiali di fatti e accadimenti questo lo sappiamo ed è un po' come sparare sulla croce rossa, come anche la smania di pubblicare articoli anche nel mondo scientifico.

    Tornando invece in topic, io riflettevo sul fatto che molto spesso gli studi sugli animali vengono portati avanti, spesso costringendo gli stessi in condizioni orribili, come paragoni e modelli per il funzionamento dell'organismo umano: degli imput e dei dati da cui partire per fare inferenze sull'uomo, partendo spesso dal presupposto che un sistema meno evoluto che presenti determinate caratteristiche possa fornire utili euristiche per studi più approrpiati e sicuri in qualche modo su animali di ordine superiore, un ambito su tutti è quello delle funzioni neurocognitive e neurofisiologiche alla base di emozioni, comportamenti e cognizione.
    Questo potrebbe essere invece un bell'esempio di studio indipendente da tutto ciò, o forse no chi lo sa; o meglio potrebbe essere un punto di partenza per approfondire degli aspetti che noi non conosciamo minimamente riguardanti gli altri animali e le loro capacità, tra cui anche questa in oggetto, che fino a prova contraria non mi pare sia da condiderare del tutto biologicamente implausibile ma che sia anzi possibile scorporare dalla favola e dal parapsicologico
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  12. #27
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    Originariamente postato da Mia_Wallace
    a parte che la fonte era citata e con due click ci si arrivava, comunque l'ho appena linkato, l'articolo originale poi sul fatto che chi ha scritto l'articolo sul corsera ci abbia ricamato non ho niente da dire, eh? e neanche sullo scetticismo, ma con lo stesso senso critico con il quale ci si accosta alla lettura dell'articolo si può tranquillamente fare il passo in più di andare alla fonte orginale.
    la dichiarazione "da favola" c'è anche sul NEJM, ma non ci vedo niente di male, ecco: se la presenza del gatto è in qualche modo di conforto ai familiari delle persone morenti o agli stessi pazienti terminali, al di là della possibilità o meno che in qualche modo l'animale senta l'avvicinarsi della morte, qual è il problema?
    poi sulla problematica più generale dell'informazione online e non, del fatto che ci si allontana sempre di più dall'oggettività dei fatti per puntare sulla pancia dei lettori (o su altro) se ne può parlare, magari in separata sede.
    senza il bisogno di essere ironici o di usare faccine di scherno decisamente fuoriluogo, la fonte l'ho letta. sono in grado di fare il doppio click da te sopra citato non temere.

    e francamente devo dire che se sul nejm hanno scritto quelle cose, la situazione è anche peggiore di quanto non sembrasse.

    Sicuramente se volevano attirare l'attenzione ci sono riusciti a quanto pare...
    Onore al merito.
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  13. #28
    non era una faccina di scherno, è che ho scritto il messaggio prima che tu editassi
    credo che dobbiamo tenere conto che qui si parla medicina palliativa, che ovviamente sposta l'attenzione su cose *altre*, sulla qualità della vita del malato, sul suo essere persona e non malattia; il paziente si avvia verso l'exitus e questi medici devono accompagnare lui e sostenere i suoi familiari. se la presenza di questo gatto "funziona", da questo punto di vista, cosa c'è di male, ripeto?
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  14. #29
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    Originariamente postato da Mia_Wallace
    non era una faccina di scherno, è che ho scritto il messaggio prima che tu editassi
    credo che dobbiamo tenere conto che qui si parla medicina palliativa, che ovviamente sposta l'attenzione su cose *altre*, sulla qualità della vita del malato, sul suo essere persona e non malattia; il paziente si avvia verso l'exitus e questi medici devono accompagnare lui e sostenere i suoi familiari. se la presenza di questo gatto "funziona", da questo punto di vista, cosa c'è di male, ripeto?
    non è questo il punto. il punto è che dopo 2000 anni di storia ancora si crede a un testo come quello apparso sul nejm.
    questo è frustrante e deludente al tempo stesso.

    non è un trattato di medicina palliativa o di qualunque altro genere. E' un racconto. Forse anche peggio di quello del corriere.

    E nonostante questo ci sarà sempre chi difende a spada tratta queste "vie d'uscita alla normalità". Alla monotonia.

    Boh.. degradante.

    Quello su cui tu ora hai spostato il discorso invece lo condivido. Anche se non mi dispiacerebbe vedere la faccia dei pazienti che riescono ancora a intendere davanti alla comparsa del gatto ora che gli si è dato tutto questo "potere". L'ignoranza fa sempre danni dopotutto.
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  15. #30
    non è questione di credere o meno al testo: so benissimo che non è un trattato di medicina palliativa, che è un racconto, ed è presentato come tale, come testimonianza esperienziale e non come risultato di una ricerca scientifica.
    lo trovo interessante comunque, e non perché io cerchi vie d'uscita alla normalità o alla monotonia, credo si possa parlare di animal-facilitated therapy, in questo caso, e di come il benessere emotivo possa incidere sul piano fisico e psicofisico, sia per quel che riguarda i pazienti che per le loro famiglie.
    sono d'accordo quando dici che l'ignoranza fa danni, ma credo che nell'elaborazione e nel superamento del lutto entrino in gioco fedi e credenze e valori che alcuni di noi possono considerare irrazionali ma che, nondimeno, vanno rispettate.
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