Originariamente postato da gieko
Ancora una volta sono d'accordo con Santiago, e mi sembra che il punto sia proprio questo...
Non si parla di togliere il vecchio e sostituire con il nuovo, come si può fare con i pezzi di un motore. Si parla di una graduale modifica della struttura che, lungi dal lasciare il vuoto, permette significazioni che prima non erano possibili, restituisce libertà di "funzionare" in maniera più flessibile e completa. Questa è l'alternativa.
Se il paziente si chiude in alcune strade, come dici, è perchè non ha la possibilità di accadere ad un livello diverso per affrontarle, e questo avviene perchè si è strutturato in quel senso. Quindi è inutile "forzarlo" verso altre strade, se non le può vedere. Deve essere il paziente, con l'aiuto del terapeuta che gli mostra le discrepanze tra ciò che desidera e ciò che, per struttura, gli rende impossibile realizzarlo, a darsi soluzioni e significati più ampi e liberi.
Quindi se una persona è depressa la mantengo depressa?Quali discrepanze può osservare una persona depressa?







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