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  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    16-12-2005
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    già ... lo psicologo può occuparsi in mille ambiti ... ma sembra non averne approfondito nessuno.
    In fondo, il titolo di psicologo dà diritto a fare il mestiere che si apprende in ciascun indirizzo universitario, cioè uno psicologo che ha fatto l'indirizzo clinico può anche fare il ricercatore, lo psicologo del lavoro (selezione personale, formazione, bilancio di competenze e x questi impieghi non ha nemmeno bisogno di iscrizione all'albo) e lo psi dell'età evolutiva ... e se il buon senso ci dice che sarebbe meglio lavorare nell'ambito in cui si sono assunte delle competenze, l'esperienza invece ci insegna che ognuno si arrangia come meglio può e lavora nell'ambito che gli offre l'occasione di farlo! E non solo ambiti facenti parte della professione di psicologo (x es. quanti psicologi fanno gli educatori')... Come non capire la confusione dell'utente? Come non capire che in tanti ambiti (x es. le risorse umane) prima che pensare ad assumere uno psi pensano ad altre lauree?

    Il sapere psicologico è troppo vasto e frammentato, durante l'università ce lo hanno detto e ripetuto sottolineando che questo è tanto un pregio quanto un limite della disciplina.
    Sta succedendo che tutte queste nuove professioni (esistenti e presenti nelle liste del CNEL, ma non ancora riconosciute - dovrebbero esserlo con la riforma delle professioni-) stanno cercando di appropriarsi dei vari settori, ad uno ad uno per differenziarsi e per sopperire all'assenza della laurea.
    Questo 'macro-disegno' è, se vogliamo, una lettura intelligente della situazione seguita da una buona soluzione per guadagnare denaro operata dai nostri stessi docenti delle facoltà di psicologia; sono loro infatti che senza nessuna correttezza etica hanno creato scuole, masters, proposte di albi ecc.
    Se la riforma delle professioni riconoscesse queste nuove professioni assegnando la possibilità di istituire albi professionali penso che nel giro di pochi anni la possibilità di lavorare come psicologi svanirebbe completamente. Bisognerebbe reinventarla completamente. E da come si stanno mettendo le cose, penso che sarebbe meglio cominciare a riflettere fin da ora su come ciò potrebbe avvenire.


    Cmq, a mio parere, il confine tra tutte queste professioni di cui stiamo discutendo non è una questione di ruoli, ma di contenuti e lo si capisce chiaramente se si sa che, x es., il counseling psicologico, cioè il sostegno al disagio e il lavoro sulla persona, è appannaggio dello psicologo, invece il counselor si occupa di aiutare le persone a risolvere situazioni disagevoli, cioè consiglia su come comportarsi in determinate circostanze .. infatti si può fare il counselor anche con un semplice diploma/maturità (liceo, ragioneria, geometra ecc.). Inoltre, le tecniche del counseling sono : l'alscolto e la comunicazione; lo psicologo può utilizzare anche test, questionari, colloquio psi, ecc. senza dimenticare il risorso all'esperienza di tirocinio.

    La differenza c'è, sta a noi informarsi bene e sottolinearla all'utenza

    ... ora che Bersani ce ne ha dato anche il diritto di fare pubblicità... tempi nuovi strumenti nuovi.
    Lamentarsi non serve a nulla, nè serve rifiutare la realtà, utile è organizzarsi e trovare contromisure adeguate.
    Secondo me.

    E' x questo che sono daccordo con chi dice che uno psicologo non dovrebbe frequentare scuole di counseling ... così facendo sminuisce da solo il suo stesso titolo!! Oltre che spendere denaro e tempo inutilmente x arricchire quei gran furboni.
    Ultima modifica di australia : 21-07-2007 alle ore 15.40.13

  2. #17
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    07-03-2006
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    Originariamente postato da australia

    ... ora che Bersani ce ne ha dato anche il diritto di fare pubblicità... tempi nuovi strumenti nuovi.
    Lamentarsi non serve a nulla, nè serve rifiutare la realtà, utile è organizzarsi e trovare contromisure adeguate.
    Secondo me.
    [/B]
    Sono completamente d'accordo!

  3. #18
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    33

    Re: IMPORTANTISSIMO PER LA LIBERA PROFESSIONE!!!

    Hai perfettamente ragione su tutto!
    Sei una delle pochissime persone con le idee chiare.
    Dopo aver studiato per anni è ovvio che l'ira sale alle stelle.
    Sono uno psicologo iscritto all'Ordine quotidianamente vedo su internet, locandine per strada, ecc., ecc., di cialtroni, delinquenti che si spacciano per counselor, che propongono corsi di counseling, ecc.
    Purtroppo questi ignorantoni che nella maggior parte dei casi hanno un semplice diploma, in altri casi hanno magari una semplice laurea in lettere e, dopo essersi resi conto che una laurea quinquennale in Psicologia ...E' cosa tosta, si atteggiano a psicologi proponendosi come consiglieri del c.....
    Counselor vuol dire "consigliere"?
    Cioè colui o colei che dispensa consigli?
    Quindi un buon consiglio lo può dare la mamma, la lavandaia, la nonna, la zia, vero?
    Ma allora siamo tutti counselor!!!
    E perchè ci sono dei cretini che pagano per diventare "consiglieri".
    VERGOGNATEVI !!!!
    Studiate cinque anni Psicologia all'Università, fatevi un tirocinio di un anno, preparatevi per un esame di stao mostruoso.....altro che "counselor" - "consiglieri".
    Il consiglio che noi Psicologi possiamo dare all'utenza in generale è di diffidare di persone assolutamente non specializzate, prive di ogni titolo sia accademico sia di specializzazione.
    Rivolgetevi sempre a Psicologi - Psicoterapeuti iscritti all'Albo dove c'è un numero di iscrizione e si possono ottenere tutti i dati sul terapeuta.
    NON RIVOLGETEVI MAI A COUNSELOR CIALTRONI!!!



    Originariamente postato da silvia80
    Salve a tutti i colleghi. In questi giorni ho trovato la seguente locandina:


    Corso di counseling ad approccio integrato per l'esercizio della libera professione
    Nella relazione d'aiuto e per la promozione del benessere e della salute.
    Impariamo a accrescere EMPATIA e CONSAPEVOLEZZA, miglioriamo le nostre capacita' da di ascolto e di relazione per acquisire una nuova PROFESSIONALITA', quella del COUNSELOR, al servizio di noi stessi degli altri nella scuola nelle aziende nie servizi socio-sanitari nell'integrazione interculturale.

    POSSONO ISCRIVERSI DIPLOMATI E LAUREATI
    Il titolo di counselor consente l'iscrizione al registro italiano dei counselor professionisti(figura riconosciuta dal CNEL

    Ma scusate un attimo,perche' io(posso dire noi):
    1) ho studiato sei anni all'universita' (l'indirizzo clinico a Palermo prevede programmi mai con meno di 8 libri a materia,Clinica 2000pag.ecc...e nn sto qui a dilungarmi...)
    2)Ho fatto un tirocinio post laurea di un anno
    3)ora sto cercando lavoro per pagarmi la specializzazione
    ?????????????????????????????????????????????????? ?

    Che dite ragazzi?
    So che la qualita' dei nostri studi ha un valore nettamente superiore a questi titoli,ma leggendo su ops di centinaia di colleghi senza lavoro nn riesco a capire il SIGNIFICATO di un corso del genere.
    Empatia?...Approccio integrato?...ma di cosa stiamo parlando????
    E poi se diventano couselor perche' il corso si chiama:corso di counseling.

    Forse per aprire uno studio anche noi dobbiamo fare corsi del genere???
    Scusate ma nn posso accettare una cosa del genere.
    Rispondete numerosi,voglio sapere cosa ne pensate.

    E se pensate sia necessario fare qualcosa tutti insieme...
    Non so se gia' esistono iniziative in tal senso e non ne sono a conoscenza.
    Fatemi sapere
    PS se qualcuno di voi colleghi ha partecipato o partecipa a questi corsi non me ne vogliate.posso anche capire che partecipate spinti dal grande desiderio di avere un vostro studio.Ma e' sbagliato il principio no mi riferisco a chi vi partecipa.Anche se secondo me e' meglio prendere un'altra via.

  4. #19
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    il fatto è che la legge consente di esercitare queste professioni essendo in possesso di un qualsiasi diploma/maturità ... questo dice che queste professioni consistono in qualcosa di completamente diverso dalla professione di psicologo per la quale la stessa legge prevede l'iter formativo che ben conosciamo.

    Quindi, un laureato in psicologia, anche non avendo fatto tirocinio nè esame di stato, può aprire uno studio di counseling ... ed è un counselor molto, molto preparato anche senza frequentare alcuna scuola di counseling che ruberebbe solo tempo e denaro. Questo vale senz'altro per chi ha frequentato l'indirizzo clinico del vecchio ordinamento di psicologia. Me lo sono sentito dire da più di un docente che, nella convinzione che molti di noi sarebbero rimasti senza lavoro e che altri non avevano le risorse economiche x portare avanti la specializzazione in psicoterapia, cercavano di indicarci delle vie pratiche e più economiche x lavorare da subito (forse non immaginando nemmeno quanti le avrebbero seguite).
    Oggi infatti vedo che ci sono molti laureati in psicologia sparsi x la penisola (alcuni sono miei ex colleghi studenti) che hanno partita iva come counselor, non fanno diagnosi, non somministrano test, non fanno ctu ecc., ma fanno ciò che è consentito, cioè qualcosa che si continua a non saper definire ma che semplicemente si chiama sostegno, risparmiando i soldi dell'iscrizione all'ordine, risparmiandosi il controllo da gestapo che l'ordine ci impartisce seguendo una logica che risponde solo al proprio interesse (x es. perchè ci vieta la pubblicità se essa ci è ormai consentita da una legge dello Stato?) e inoltre risparmiando anche di pagare ben due casse previdenziali, infatti, mi dicono, che aprendo lo studio come psicologi si deve pagare i contributi sia all'enpap, la cassa previdenza psicologi, sia alla gestione separata dell'inps mentre i conselor pagano solo l'inps. E questo perchè l'enpap sta fallendo e da già da un pò non paga più non solo le pensioni, ma nemmeno le indennità di malattia e di maternità, perciò lo Stato ritiene che si debba pagare anche un'altra cassa (peraltro traballante anch'essa) per avere maggiore sicurezza di avere domani uno straccio di pensione!!!
    Per non parlare dei vantaggi che procura non presentarsi come psicologo: 1) aggirare le resistenze dell'utente che non vuole ammettere di essere 'pazzo'; 2) aggirare la convinzione, molto superficiale ma ancora diffusa, che gli psicologi in fondo vendono acqua fresca.

    Chi fomenta il sorgere di queste nuove professioni è nelle nostre facoltà, ma a guardare il panorama legislativo forse, oltre a trarne vantaggi economici, ci indica una strada per sopravvivere ... occorre controllare l'impulsività (comprensibile data la situazione) e riflettere prima di intraprendere qualsiasi strada.

    Occorre che sia chiaro che tutte queste figure professionali affini, fino a quando non si definiscono psicologi e fino a quando non esercitano attività di psicologo, hanno diritto legale di esistere!
    La nostra lotta non può essere contro di loro (peraltro ragazzi come noi che cercano di lavorare),
    ma contro le leggi che hanno favorito la confusione delle professionalità invece di chiarirle e che impongono (contro le direttive europeee, siamo l'unico paese in europa ad averli ancora) l'esistenza degli ordini professionali che non hanno più ragione di esistere (se non per consentire di avere il potere in mano a chi vi fa parte per usarlo solo per i propri interessi personali).

    E cmq, se pure oggi si arrivasse a chiarire le diverse professionalità si tratterebbe appunto di un chiarimento tra ruoli professionali e quindi... implicitamente si ammetterebbe l'esistenza delle professioni affini alla nostra.
    Sarebbe pura illusione pensare che il Governo spazzi via migliaia di professionisti con regolare partita iva che pagano tasse e contributi!! e che resterebbero senza lavoro!!
    Restare aggrappati al passato non è utile, il futuro è già quasi realtà ... prendiamone atto e comportiamoci di conseguenza.

    La questione è molto complicata perchè va molto oltre quello che è il nostro orticello.

    E' per questo che, se non vogliamo fare una lotta contro i mulini a vento, ripropongo il mio concetto: lavoriamo per migliorare la nostra professione e non contro gli altri. Lavoriamo a favore di leggi che ci avvantaggino, come hanno sempre fatto i medici riuscendo ad ottenere non poco anche a nostro svantaggio.
    Ultima modifica di australia : 28-07-2007 alle ore 13.14.50

  5. #20
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    I counselor potrebbero comunque essere delle persone che hanno studiato molto e sanno fare i counselor (appunto!) meglio di psicologi che hanno studiato per 5 anni, e a volte meglio di psicoterapeuti che...se ne sentono di tutti i colori!


    Ognuno nella vita fa quel che può e, certo, si spera che lo faccia in buona fede e quindi si prepari a dovere per essere un buon professionista.


    Ma questo vale per tutti!

  6. #21
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    Si infatti, ci sono counselor preparati e counselor improvvisati come ci sono psicologi, medici, avvocati, ingegneri ecc. ecc. preparati e meno preparati ... conosco personalmente più di un professionista (non psicologi) che ha letteralmente comperato gli esami per arrivare alla laurea e qualcun altro che ha ricevuto in bagno le prove svolte x l'esame di stato, tutti ora esercitano la propria professione; così come conosco tanti professionisti che si sono guadagnati col 'sudore' i loro titoli.
    In questa questione si evidenziano chiaramente due piani ben distinti che rigaurdano tutte le professioni/professionisti:
    uno è quello deontologico secondo cui bisognerebbe essere preparati a svolgere la professione e per questo siamo certo responsabili direttamente ma lo è anche l'iter programmato dalla legge alla formazione (percorso di laurea, tirocinio, esame di stato che possono essere più o meno validi, aggiornati ecc.) e lo sono anche le persone preposte a valutare l'apprendimento che ormai troppo spesso sono disinteressate a dare una buona formazione, o sono troppo interessate a badare per prima cosa ai propri interessi personali;
    l'altro è quello dei titoli che secondo la legge bisogna possedere per esercitare una determinata professione, titoli che in teoria dovrebbero tutelare l'utenza dai cialtroni, ma che per varie ragioni non sempre lo fanno.
    Insomma, per esercitare al meglio una professione bisognerebbe avere studiato dei programmi universitari validi, essersi laureati senza scorciatoie, avere fatto un valido tirocinio ed un adeguato esame di abilitazione ed infine bisognerebbe essere persone moralmente corrette da esercitare, nel chiuso dei propri studi ormai al riparo da occhi giudicanti, secondo le regole deontologiche e secondo coscienza, cosa che però si scontra decisamente con il bisogno di avere delle entrate economiche per potersi rendere completamente autonomi ed indipendenti. Secondo me, oggi come oggi, pensare che esistano molti casi dove TUTTI questi criteri siano soddisfatti significa non voler accettare la realtà. Penso che ciascun professionista, anche serio e corretto, debba cmq fare i conti con quello che ha potuto/voluto imparare negli anni universitari, in cui tante cose non si capivano nemmeno, e che dovrebbe andare avanti al meglio possibile cercando di migliorarsi, imparando dai propri errori, ed evitando di giudizi troppo duri su se stesso e sugli altri.
    Certo non si può giudicare superficialmente e tantomeno sulla base di pregiudizi categoriali. Ogni caso va valutato a se stante e approfonditamente, avendo a disposizione tutte le informazioni necessarie prima di appiccicare etichette che tendono solo a svalutare gli altri, visti come nemici, nel vano tentativo di valutare se stessi (in questo caso la propria professione).
    L'unico modo efficace di valutare se stessi e la propria professione è quello di esercitarla al meglio, essendo ben preparati, con i titoli richiesti dalla legge ed in modo deontologicamente corretto. Così facendo tuteliamo la nostra utenza, ma siamo anche tutelati quando ci troviamo dalla parte dell'utenza.
    Del resto, viviamo in società, mi sembra opportuno almeno convivere civilmente.

  7. #22
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Il problema qui è che l'utenza (che già scarseggia...) non sa regolarsi in tutto questo mare di figure professionali.
    Mi dite l'uomo medio cosa ne sa della differenza fra psicologo e counsellor che fa sostegno psicologico?
    Cmq non c'è da prendersela solo con chi abusa ormai del termine counselling, ma anche, per esempio, con chi fa master biennali in psicoterapia strategica breve e, pur non essendo psicoterapeuta, alla fin fine psicoterapia fa, salvo spacciarla per sostegno o consulenza psicologica.
    Ora, pensiamo sempre all'uomo medio che si trova di fronte due professionisti, uno psicologo-psicoterapeuta e uno psicologo-con master biennale in psicoterapia strategica breve. Che ne sa della differenza???
    Purtroppo ne sento sempre più di colleghi che cercano la via più rapida e meno costosa per arrivare ad aprirsi uno studio privato dove fare quello che vuole...Al giorno d'oggi, chi ha più voglia o soldi da spendere per farsi altri 4 anni di scuola di specializzazione, con annessa terapia personale?
    Io sono sempre più demoralizzata, e mi chiedo per quale motivo dovrei iscrivermi ad una scuola (che pur sogno da anni di fare), investire minimo 20000 euro (eh, perchè poi le scuole aumentano le rette annuali di 200 euro come niente fosse), tenermi occupata per altri 4 anni, sperando sempre di non dover mollare tutto prima della fine, sperando di potermi mantenere con quello che trovo, sperando anche che i datori di lavoro mi diano 2 giorni al mese liberi per frequentare la scuola, più varie ed eventuali, quando, alla fine i pazienti mica ti saltano al collo e sgomitano per venire da te.
    Tristezza.

  8. #23
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    Il problema qui è che l'utenza (che già scarseggia...) non sa regolarsi in tutto questo mare di figure professionali.
    Mi dite l'uomo medio cosa ne sa della differenza fra psicologo e counsellor che fa sostegno psicologico?
    Cmq non c'è da prendersela solo con chi abusa ormai del termine counselling, ma anche, per esempio, con chi fa master biennali in psicoterapia strategica breve e, pur non essendo psicoterapeuta, alla fin fine psicoterapia fa, salvo spacciarla per sostegno o consulenza psicologica.
    Ora, pensiamo sempre all'uomo medio che si trova di fronte due professionisti, uno psicologo-psicoterapeuta e uno psicologo-con master biennale in psicoterapia strategica breve. Che ne sa della differenza???
    Purtroppo ne sento sempre più di colleghi che cercano la via più rapida e meno costosa per arrivare ad aprirsi uno studio privato dove fare quello che vuole...Al giorno d'oggi, chi ha più voglia o soldi da spendere per farsi altri 4 anni di scuola di specializzazione, con annessa terapia personale?
    Assolutamente d'accordo, penso però che una formazione di un certo tipo sul medio e lungo termine abbia il suo peso e il suo ritorno. L' "Uomo medio", non conosce le differenze, ma sente se un "sostegno" gli è utile o meno, o se un terapeuta ha una formazione più o meno adeguata...

    Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    Io sono sempre più demoralizzata, e mi chiedo per quale motivo dovrei iscrivermi ad una scuola (che pur sogno da anni di fare), investire minimo 20000 euro (eh, perchè poi le scuole aumentano le rette annuali di 200 euro come niente fosse), tenermi occupata per altri 4 anni, sperando sempre di non dover mollare tutto prima della fine, sperando di potermi mantenere con quello che trovo, sperando anche che i datori di lavoro mi diano 2 giorni al mese liberi per frequentare la scuola, più varie ed eventuali, quando, alla fine i pazienti mica ti saltano al collo e sgomitano per venire da te.
    Tristezza.
    Ti capisco, è dura ma, seppur con mille sacrifici si può arrivare a farcela. E poi qualche scuola che fa il fine settimana c'è...

    Un saluto
    gieko

  9. #24
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Ok Gieko, l'uomo medio si accorge se il sostegno gli è utile o no. Intanto però sulla base di cosa sceglie? Non può certo scegliere immaginando chi dei due professionisti saprà aiutarlo meglio (mica si riesce a prevedere il futuro...); magari sceglie su consiglio di amici o di altri professionisti, e allora ok, forse si butta sul sicuro. Ma se sceglie in base ai prezzi, metti caso? Vede un counsellor chiedergli 40 euro l'ora, mentre lo psicoterapeuta gliene chiede 60. Non sapendo la differente formazione, da chi pensi che vada?
    Per quanto riguarda le scuole di specializzazione, uno mica sceglie in base ai giorni in cui si tengono le lezioni (o almeno voglio sperare che non sia così... ). Io vorrei fare una scuola sistemico-relazionale che impegna due giorni feriali al mese più due sabato, per non parlare poi delle giornate dedicate ai seminari nazionali... Metti che trovo uno o due lavoretti, metti che (ovviamente) abbia dei contratti a progetto, mica è facile avere permessi per frequentare la scuola.
    Vabeh, oggi sono in vena di lagne. Sarà che oggi più che mai la vedo ddddduuuura!

  10. #25
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Beh, non intendevo di certo dire questo... Penso solo che col tempo chi ha una formazione maggiore e più specifica possa giovare di un passaparola più stabile e magari cìè anche qualcuno che preferisce spendere 80 anzichè 40 perchè sa che ha delle "garanzie" in più.
    Non pensavo neanche allo scegliere una scuola in base all'orario, ma conosco diversi colleghi che riescono a conciliare lavoro e frequenza infrasettimanale, anche se con gran sacrificio. D'altronde anche i fine settimana a scuola non sono proprio una passeggiata, con una settimana di lavoro sulle spalle e scarse prospettive di riposo...
    gieko

  11. #26
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Intanto però sulla base di cosa sceglie? Non può certo scegliere immaginando chi dei due professionisti saprà aiutarlo meglio (mica si riesce a prevedere il futuro...); magari sceglie su consiglio di amici o di altri professionisti, e allora ok, forse si butta sul sicuro. Ma se sceglie in base ai prezzi, metti caso? Vede un counsellor chiedergli 40 euro l'ora, mentre lo psicoterapeuta gliene chiede 60. Non sapendo la differente formazione, da chi pensi che vada?
    Ma dove "li vede" ?? Vivaddio non siamo ancora finiti al supermercato, quindi non è che si può scegliere più di tanto in base al prezzo, prendi 3 e paghi 2, generalmente l'uomo della strada non sceglie lo psicoterapeuta sulle pagine gialle e se l'uomo della strada diffida dello psicologo figuriamoci cosa può pensare del counsellor o come diavolo si chiama...

  12. #27
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Originariamente postato da ikaro78
    Ma dove "li vede" ?? Vivaddio non siamo ancora finiti al supermercato, quindi non è che si può scegliere più di tanto in base al prezzo, prendi 3 e paghi 2, generalmente l'uomo della strada non sceglie lo psicoterapeuta sulle pagine gialle e se l'uomo della strada diffida dello psicologo figuriamoci cosa può pensare del counsellor o come diavolo si chiama...
    Si fanni pubblicità, cosa che a noi psicologi non riesce tanto bene! ... Inoltre, giusto per informazione generale (non che io sia d'accordo) ma conosco situazioni in cui lo psicologo dopo un tot di sedute ne dà una gratis tipo bonus!

  13. #28
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Il termine vede non era da intendersi alla lettera...
    Cmq oggi si vedono sempre più biglietti da visita, e ti ripeto l'esempio:
    dott. psicologo psicoterapeuta
    dott. psicologo con master biennale in psicoterapia strategica breve

    L'uomo medio cosa ci capisce? In fondo legge la parola psicoterapia in tutti e due i biglietti...
    E' vero cmq che quelle (poche) persone che si rivolgono agli psicologi-psicoterapeuti non li scelgono di certo a caso dalle pagine gialle, però tramite il passaparola, per esempio, l'errore di fondo si trasmette, e rimane l'incapacità di capire che la formazione dei due terapeuti è diversa!

  14. #29
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    ... e rimane l'incapacità di capire che la formazione dei due terapeuti è diversa!
    Sicuramente è diversa, ma chi lo dice che chi è specializzato è più bravo di un couselor?

  15. #30
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Qui non è in ballo la bravura (che la bravura non dipenda esclusivamente dalla formazione è risaputo, e vale per ogni mestiere), ma il servizio che si eroga, che non può essere uguale per il counsellor e per lo psicoterapeuta. O meglio: lo psicoterapeuta può fare quello che fa il counsellor, ma non viceversa.
    Cmq io facevo l'esempio del psicoterapeuta vs. psicologo con master in psicoterapia strategica breve (sarà che so di una psicologa ormai avanti con l'età che con questo curriculum fa psicoterapia camuffata non so come...).

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