già ... lo psicologo può occuparsi in mille ambiti ... ma sembra non averne approfondito nessuno.
In fondo, il titolo di psicologo dà diritto a fare il mestiere che si apprende in ciascun indirizzo universitario, cioè uno psicologo che ha fatto l'indirizzo clinico può anche fare il ricercatore, lo psicologo del lavoro (selezione personale, formazione, bilancio di competenze e x questi impieghi non ha nemmeno bisogno di iscrizione all'albo) e lo psi dell'età evolutiva ... e se il buon senso ci dice che sarebbe meglio lavorare nell'ambito in cui si sono assunte delle competenze, l'esperienza invece ci insegna che ognuno si arrangia come meglio può e lavora nell'ambito che gli offre l'occasione di farlo! E non solo ambiti facenti parte della professione di psicologo (x es. quanti psicologi fanno gli educatori')... Come non capire la confusione dell'utente? Come non capire che in tanti ambiti (x es. le risorse umane) prima che pensare ad assumere uno psi pensano ad altre lauree?
Il sapere psicologico è troppo vasto e frammentato, durante l'università ce lo hanno detto e ripetuto sottolineando che questo è tanto un pregio quanto un limite della disciplina.
Sta succedendo che tutte queste nuove professioni (esistenti e presenti nelle liste del CNEL, ma non ancora riconosciute - dovrebbero esserlo con la riforma delle professioni-) stanno cercando di appropriarsi dei vari settori, ad uno ad uno per differenziarsi e per sopperire all'assenza della laurea.
Questo 'macro-disegno' è, se vogliamo, una lettura intelligente della situazione seguita da una buona soluzione per guadagnare denaro operata dai nostri stessi docenti delle facoltà di psicologia; sono loro infatti che senza nessuna correttezza etica hanno creato scuole, masters, proposte di albi ecc.
Se la riforma delle professioni riconoscesse queste nuove professioni assegnando la possibilità di istituire albi professionali penso che nel giro di pochi anni la possibilità di lavorare come psicologi svanirebbe completamente. Bisognerebbe reinventarla completamente. E da come si stanno mettendo le cose, penso che sarebbe meglio cominciare a riflettere fin da ora su come ciò potrebbe avvenire.
Cmq, a mio parere, il confine tra tutte queste professioni di cui stiamo discutendo non è una questione di ruoli, ma di contenuti e lo si capisce chiaramente se si sa che, x es., il counseling psicologico, cioè il sostegno al disagio e il lavoro sulla persona, è appannaggio dello psicologo, invece il counselor si occupa di aiutare le persone a risolvere situazioni disagevoli, cioè consiglia su come comportarsi in determinate circostanze .. infatti si può fare il counselor anche con un semplice diploma/maturità (liceo, ragioneria, geometra ecc.). Inoltre, le tecniche del counseling sono : l'alscolto e la comunicazione; lo psicologo può utilizzare anche test, questionari, colloquio psi, ecc. senza dimenticare il risorso all'esperienza di tirocinio.
La differenza c'è, sta a noi informarsi bene e sottolinearla all'utenza
... ora che Bersani ce ne ha dato anche il diritto di fare pubblicità... tempi nuovi strumenti nuovi.
Lamentarsi non serve a nulla, nè serve rifiutare la realtà, utile è organizzarsi e trovare contromisure adeguate.
Secondo me.
E' x questo che sono daccordo con chi dice che uno psicologo non dovrebbe frequentare scuole di counseling ... così facendo sminuisce da solo il suo stesso titolo!! Oltre che spendere denaro e tempo inutilmente x arricchire quei gran furboni.







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per l'esercizio della libera professione
E LAUREATI