Caro dott. Allegri. Io non sono una psicologa... ma una pubblicista. Per cui parlo da utente comune. Mi chiedevo questo: come si fa a fornire "consulenza" via mail? Ma come mai quando si va da uno psicologo molto spesso viene detto che il "setting" è fondamentale ad esempio e poi invece è possibile fornire una risposta via mail senza neanche vedere in faccia il presunto paziente? I dubbi per quel che mi riguarda sono molti. Gliene dico uno perché gli altri semmai li lascio agli psicologi che conoscono gli aspetti tecnici della questione meglio di me. Lei sa naturalmente bene che anche in terapia ci sono pazienti capaci di simulare, manipolare e tutto il resto... si immagini in una mail... supponiamo ad esempio che io sia convinta di qualcosa e voglia sentirmi dire certe cose a conferma dei miei presupposti o preconcetti... e soprattutto supponiamo che io non sia una persona stupida. Ora se lei mi vedesse di persona probabilmente riuscirebbe a smascherare il mio atteggiamento o magari no. Ma se io fossi capace scrivendo di essere una brava comunicatrice, potrei ancor meglio e quasi sicuramente manipolare la questione... non so se mi spiego. E ottenere di conseguenza una risposta che desidero e che magari potrebbe in qualche modo rivelarsi non solo inefficace ma persino dannosa per me. Diciamo quindi semplicemente che non è possibile stabilire se le cose che la persona scrive dall'altra parte siano o meno attendibili... su questo converrà... non potendo neanche contare sulla gestualità... Altro dubbio. Come fa lei a stabilire con una minima certezza cosa è bene dire al paziente? E soprattutto quale è la finalità di tutto ciò? Quella di dare consigli o quella di aiutare l'utente? Lei parla di "consulenza". Ma se io chiedo una consulenza ad un avvocato, a un commercialista, a un architetto la chiedo certamente per risolvere un problema. Ora nel caso della psicologia sia che si tratti di dare consigli che di aiutare a risolvere un problema, se questo avviene via mail in entrambi i casi c'è qualcosa che non funziona. Se si tratta di un consiglio... ci sono miliardi di siti "gratuiti" che fanno lo stesso... e non penso che le persone siano disposte a pagare per avere un consiglio... per quello possono anche rivolgersi ad un loro amico... se invece la finalità è quella di aiutare in qualche modo una persona, visto che il servizio che lei offre è del resto a pagamento, allora bisognerebbe anche essere certi che quel servizio porti effettivamente un qualcosa di efficace... che mi risolva un problema, anche piccolo...e qui si torna al dubbio se una terapia... o una consulenza come lei la chiama nel caso della psicologia possa avere la stessa efficacia anche se svolta via mail... io sono personalmente un po' scettica anche perché con questa modalità di consulenza verrebbe meno in una qualche maniera il valore di certe costanti che gli stessi psicologi tendono a mostrare come di importanza fondamentale.... allora mi chiedo e le chiedo: dove sta la verità?







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