ghiretto grazie per le tue parole...
ghiretto grazie per le tue parole...
Ultima modifica di Princesa76 : 05-11-2007 alle ore 11.47.54
Ciao, ti senti ad un bivio, e hai ragione a dire che serve un grosso investimento per la scuola di specializzazione....Forse un modo per superare questo momento sarebbe accettare il lavoro che ti hanno offerto e aspettare ad iscriverti alla scuola di specializzazione. Nel frattempo, per non sentirti ferma dal punto di vista formativo, potresti percorrere una strada alternativa come quella di un Master (che come costo è sicuro meno). Ma non sentirti debole perchè di strada ne hai comunque fatta....e ormai non puo mollare....Laura
fiore1969
si è vero cio che dite....ci rifletto spesso e nn credo che dalla vita si puo pretendere chissa cosa...forse la mia rabbia nasce dal fatto che vedo altre colleghe che hanno avuto la possibilita di specializzarsi subito ed io a 32anni ancora nn ho iniziato...Pleiadi io ho lavorato nei centri estivi ( e nn credo lo rifarò)e nn ci sono andata con l idea "io sono psicologa"e devo essere ambiziosa..ma forse il punto da cogliere è un altro senza giri di parole guadagnare 500euro in un mese nn apre nessuna porta credimi, e il fatto che hai fatto l educatrice nei centri estivi si lo puoi anche mettere sul cv ma nn è stato per me attualmente un valore aggiunto... il mio desiderio è specializzarmi ma a livello pratico sono pochi quelli che mi ha detto che ci riescono guadagnando cosi poco e senza aiuti economici...poi la morale la conosciamo tutti, ma la vita ti mette di fronte a delle scelte ed io ora, mi trovo nelle condizioni di scegliere un lavoro a tempo pieno che forse nn mi permetterà al momento di perseguire i miei sogni, e questo è a dir poco frustante. Grazie per gli interventi di tutti voi!!!
[QUOTE=fiore1969;1177508]Ciao, ti senti ad un bivio, e hai ragione a dire che serve un grosso investimento per la scuola di specializzazione....Forse un modo per superare questo momento sarebbe accettare il lavoro che ti hanno offerto e aspettare ad iscriverti alla scuola di specializzazione. Nel frattempo, per non sentirti ferma dal punto di vista formativo, potresti percorrere una strada alternativa come quella di un Master (che come costo è sicuro meno). Ma non sentirti debole perchè di strada ne hai comunque fatta....e ormai non puo mollare....Laura[/QUOTE
sei molto carina hai colto il problema ...ho un bivio di fronte mi sento esattamente cosi...
laureata nel 2003. abilitata da quasi 3 anni.
ho lavorato come schiava in una comunità per 2 anni e mezzo. mi sono iscritta a scuola di specializzazione. poi ho lasciatoil mio lavoro che mi stava logorando: teoricamente facevo l'operatore...
oggi lavoro part time come segretaria in un negozio di comoputer. non c'entra nulla, ma mi serve per pagarmi la scuola che tra poco più di un anno finirò. mi sono anche sposata.
certo, ho le scarpe vecchie, certo non uso più la macchina, certo usciamo poco e vediamo gli amici n casa davnti a spaghetti e tv. per fortuna ho finito la mia terapia personale. attualmente sul conto ho 43 euro. ma ho scelto che se devo lavorare nel sociale lo farò solo da psicologa. dove lavoravo prima mi avevano fatto diementicare chi sono. ora faccio tutt'altro a tempo pieno, ma spesso mi capita di fare il mio lavoro: sono consulente di un piccolo comune, faccio occasionalmente selezione del personale, ho un caso e sto per iniziare un progetto per 24 ore! ma sono orgogliosa di dire che non mi sono fermata mai!!!!!!
in bocca al lupo!
per campare però...devi cmq lavorare in qualche modo. fallo senza perdere la tua identità professionale e senza mischiarti a professioni pseudo-psicologiche!!
sono d'accordo con i diversi interventi.... penso che prima di tutto sia importante l'indipendenza economica e quindi anche un lavoro non attinente e nel frattempo tenere gli occhi e le orecchie aperte per altre possibilità. la specializzazione poi non ti apre mille porte, è necessaria per la pratica privata, per tutto il resto "basta" la laurea.
ohhhhh finalmente qualcuno che riporta un esperienza reale!!!!E' prorpio qui che volevo arrivare...nn prendiamoci in giro da soli uno che mi dice io lavoro come educatrice o operatore o qualsiasi cosa nel sociale nn vivo con i miei e mi pago la scuola da sola!!!!...esiste???se esiste si faccia vivo...io nn ci credo che sia possibile ragazzi...a volte è necessario guardare in faccia la realta c'e chi puo e lo fa perche ha le spalle coperte e chi deve fare piu fatica...ma la vita è cosi, c'e poco da fare...ovviamente se dicessi a mio padre di pagarmi la scuola o "aiutarmi"lo farebbe...ma quanto il gioco vale la candela??Andro via di casa se mi dice bene verso i 40...e sarò realizzata??mmmhhh.....mica lo so...se mi fossi laureata a 25anni e avessi avuto i soldi avrei fatto tutto e subito...scuola master viaggi all estero...e forse a trenta/35 ce l avrei quasi fatta...ma i sogni sono belli ma restano sogni io nn ce la faccio piu a sperare di sistemarmi e inseguire la mai futura professione...poi è ovvio che se faccio la scuola il mio obiettivo è la psicoterapia come per tutti anche in privato certo...ma poi chi mi assicura che mi ci manterrò?.....
[sono consulente di un piccolo comune, faccio occasionalmente selezione del personale, ho un caso e sto per iniziare un progetto per 24 ore! ma sono orgogliosa di dire che non mi sono fermata mai!!!!!!
in bocca al lupo!
per campare però...devi cmq lavorare in qualche modo. fallo senza perdere la tua identità professionale e senza mischiarti a professioni pseudo-psicologiche!![/QUOTE]
ti ammiro molto...vorrei riuscire a fare come te...forse ho solo tanta paura..![]()
Presente.
Laureata nel lontano 1998 ho appena finito il primo anno di scuola di specializzazione, nel frattempo ho lavorato in progressione dalla cameriera all'attuale occupazione che è quella di insegnante. Vivo sola da prima della laurea. Certo, le ferie sono un lusso, le serate a cena fuori un remoto ricordo e tante cose che allieterebbero l'esistenza vengono misurate con il nanometro. Si può fare, dipende dalla voglia, dalla costanza, dalla volontà e anche da un pizzico di fortuna.
40 anni suonati da poche settimane. Embè? A leggervi sembra che a 40 anni si sia più in là della fossa...
Tirate fuori coraggio, energie e passione.
"chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza".
Pat
Concordo con Pat. Ho 46 anni. Ho iniziato l'università a 35 mentre lavoravo a tempo pieno come tecnico in un laboratorio di ricerca e sviluppo (sono un perito chimico). Ho preparato l'esame di ammissione (e tutti gli altri) studiando di sera mentre ero in trasferta in giro per l'Italia. Da tre anni ho l'abilitazione e sono al primo anno di specializzazione. Nel frattempo faccio qualche consulenza, corsi di formazione quando serve e gruppi di espressione corporea e bioenergetica.
Certo, il mutuo della casa ormai ho finito di pagarlo. Ma nel frattempo mi sono sposato, mi sono separato, ho divorziato, ho stabilito una relazione con una nuova compagna (anche lei psicologa). Abbiamo una figlia di 4 anni e mezzo... e riusciamo a farcela, anche se con molta fatica.
Francamente io mi chiedo spesso perché tanti psicologi cerchino lavoro come educatori (a pochi soldi) e non come operai in fabbrica (che, almeno qui da me, li cercano con il lanternino e li pagano bene).
Ovvio che non mi ricordo il giorno in cui sono stato fuori a cena, i film li scarico con emule e non ho una tv.
Il mio parere è: accettate qualunque lavoro che sia ben pagato; attinente o meno alla scelta di studio. Pagatevi una scuola di specializzazione decente e apritevi uno studio vostro. Continuare a inseguire l'utopia di un'assunzione come psicologi dipendenti mi sembra, francamente, controproducente.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
è vero quello che dici willy, io ho 25 anni e a volte vorrei rinunciare , mollare tutto perchè ho paura di non riuscire nè a laurearmi nè a trovare un lavoro che sia attinente con i miei studi, con la sensazione di aver solo sprecato tempo
ma so che non è così , ecco perchè ho deciso anch'io di inziare a lavorare, sto cercando in nidi o scuole materne, giusto per avere un'indipendenza economica e anche perchè in questo modo non ho più la sensazione di perdere tempo ma faccio anche qualcosa di concreto per me
Io la vedo così: mai mollare!
E credo che molto dipenda da come i genitori (o chi per loro, a volte la vita che fai vale più di una famiglia) ci hanno cresciuto. Io vedo la figlia della mia compagna, che ha 21 anni, frequentare il primo anno di università mentre ha appena terminato l'anno di servizio civile (e con lo stipendio del servizio civile ci si è pagata tasse, trasporti e testi) e che adesso lavora alla sera con il suo ragazzo a vendere scarpe e felpe (contratto? What's? Ma i soldi alla fine mese li prende e non pochi).
Ripeto: mai mollare. La vita non è gentile con noi, ma non è una buona ragione per darggliela vinta.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Io con i soldi del servizio civile mi son pagata già un anno di corso di psicodiagnostica , e con quelli che mi son avanzati mi appresto a pagarmi il secondo anno, e sottolineo il fatto che sti corsi si fanno pagare per benino
, però ecco sono soldi investiti, almeno spero
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Ciao,
sono abilitata da qualche anno e lavoro come psicologa fin dagli inizi (qualche anno fa era un pà più facile perchè eravamo meno...).
Per me un lavoro nell'ambito psicologico è stato utilissimo (anche se non molto redditizio perchè agli inizi non hai esperienza e dopo ti ritrovi sì ad averla ma anche in concorrenza con neolaureati disponibili a lavorare gratis o quasi...): mi ha permesso di mantenermi dignitosamente e di utilizzare realmente quanto investito nella specializzazione.
Lavorando sempre nel campo psicologico, infatti, ho potuto concentrare le mie energie nel senso che ad esempio un libro letto per preparare un corso mi tornava utile per un caso o per una tesina della scuola, permettendomi di non disperdermi in 1000 cose e di crescere professionalmente.
Inoltre anche i miei datori di lavoro mi hanno aiutata con orari e agevolazioni per la frequenza della scuola, dato che era anche loro interesse avere una psicologa che fosse anche psicoterapeuta.
Se pensi che il tirocinio di specializzazione consiste in 150-200 ore l'anno significa sulle 4-5 ore a settimana, cioè 2 o 3 pazienti e qualche riunione d'equipe, il rischio è quello di una formazione molto circoscritta, con poca possibilità di esperienza.
Un lavoro in ambito psicologico sarà anche poco retribuito, specie inizialmente, ma ti permette di non vivere "doppie" vite (con il rischio di incontrare un paziente alla cassa del supermercato mentre gli batti il prezzo della spesa) mantenendo un'identità professionale e accrescendo la possibilità di crearti reti per invii e di far girare il tuo nome.
Se dovessi rivolgermi ad un medico/avvocato/commercialista penso che mi darebbe più affidamento uno che nella vita faccia quello e basta, piuttosto che uno che faccia il fiorista e nel week-end il medico/avvocato/commercialista.
Il rischio di un lavoro ben pagato ma "fuori" dal giro è quello di non riuscire più a fare il salto, nel senso che finchè non fai esperienza non puoi certo vivere di psicologia ma se hai un altro lavoro fai esperienza molto più lentamente.
Ti confesso però che è dura, perchè agli inizi lavori molto e guadagni poco: devi avere vicino a te persone che possono credere in te e aiutarti (anche solo moralmente, non è poco), poi piano piano i risultati arrivano ma lentamente...
Tutto sta a quante rinunce ti senti di fare e a quali: io non mi concedo una vacanza "vera" da anni, non vado al ristorante e non ho Tv al plasma o altro.
Spesso la domenica rimango a casa a scrivere relazioni o a siglare test, non riesco ad iscrivermi in palestra (sia per mancanza di soldi sia perchè la maggior parte del lavoro psicologico si svolge in orari un pò diversi da quelli di ufficio, dato che tutti vorrebbero venire quando escono dal lavoro) ma sto facendo quello che volevo e a me va bene così.
Sono però riuscita a vivere fuori casa (con un compagno anche lui libero professionista) e a farcela da sola: tutto sta in cosa vuoi privilegiare, tutto non si può avere, o almeno non subito.
Io ho preferito rinunciare a delle cose materiali e fare il lavoro che volevo fare, ma ognuno di noi ha priorità diverse e sogni diversi...
Vimae
Ciao a tutti!
Questa discussione mi interessa molto da vicino in quanto mi trovo nella situazione descritta da Ghiretto di chi si è "sporcato le mani" con numerosi lavori non attinenti alla propria formazione universitaria!
Sono perfettamente d'accordo con tutti quello che dici, solo che oggi mi trovo a gestire le non facili conseguenze di scelte che ho dovuto fare forzatamente, nel senso che nel dolce far nulla non avrei potuto starci..
In breve la mia storia di psicologa:
33 anni, laureata in psicologia nel 2002 (indirizzo Lavoro e Organizzazioni), svolto tirocino ed esame di stato concluso nel 2004.
Da allora, dopo aver ricevuto solo ed esclusivamente proposte di stages full time gratuiti per lavorare nel nostro settore (che non ho potuto accettare, per oggettivi motivi, non per mancanza di volontà) ho iniziato a svolgere una lunga sequenza di lavori a tempo determinato non attinenti alla psicologia (passando dal centralino a svariati call center, all'accettazione di un ospedale fino a a fare l'impiegata nel settore amministrativo, poi nella segreteria e quindi approdando al primo contratto a tempo indeterminato circa un paio di mesi fa!! Dal punto di vista contrattualistico, mi rendo conto che è una vera svolta ed una benedizione di questi tempi!!
Però, nel contempo, sono frustrata perchè faccio un mero lavoro di inserimento dati nella contabilità, per 8 ore al giorno che ti minano, in certi momenti, anche la capacità di astrazione oltre che la fantasia.........annullando forzatamente il mio bagaglio formativo!
Il tutto per circa mille euro al mese, con i quali sbarco il lunario e non potrei, attualmente, permettermi la specializzazione.....
Evidentemente il raggiungimento del contratto a tempo indeterminato è una conquista pagata a caro prezzo!!
Però credo di aver anche imparato tanto, nel senso che non c'è migliore scuola di vita di quella di doversi assumere le proprie responsabilità interfacciando con il duro mondo del lavoro (lontanissimo dal mondo dei libri, finoa qualche anno fa ero come Biancaneve!).....
Attualmente, vorrei tanto riprendere in mano i miei studi, fare qualcosa nel settore, per costruirmi un futuro migliore e per riscattare tanti anni di studio e di sacrifici fatti!
Un obiettivo (quello della conquista della pagnotta) l'ho raggiunto, ora non resta che impegnarsi per cercare di arrivare a fare, un giorno, quello per cui ho studiato..............
Sicuramente la strada dello psicologo è tutta in salita e occorre molta tenacia, già riuscire a chiarirsi le idee su quello che si vuole fare è un grande passo in avanti perchè consente di focalizzare le proprie energie in un settore specifico, senza "disperderle"!!
In bocca al lupo a tutti!!!(Me compresa!!)