Non è detto che la terapia debba essere lunga e tortuosa e comunque non si può stabilire a priori, non è detto neanche che la sofferenza non venga tolta, perchè sappiamo per esempio che in un disturbo ossessivo la sofferenza è legata alle ossessioni, perciò se la terapia si pone l'obiettivo di mettere in condizione il paziente di superare le sue ossessioni, di rimando, se poi questo accade passa anche la sofferenza legata a questa patologia.
Si va dallo psicologo certamente per rielaborare e rileggere le proprie esperienze, ma anche per star meglio e riuscire a superare il problema con tutta la sofferenza che ne comporta. Durante la scuola ho visto pazienti che dopo anni e anni di terapia stavano sempre male. Dal mio punto di vista e per quello che fino adesso ho studiato, una terapia che si conclude pur avendo davanti un paziente che ancora soffre per il suo problema è una terapia che non è stata efficace.








Rispondi citando
). Ma se cosi non fosse? come confrontarsi con un pz che credeva di stare bene nell'arco di x sedute e invece alla seduta x+1 è ancora in impasse?Non esistono del resto terapie lunghe o breve a priori come hai detto giustamente tu. E questo non tanto in relazione ad una patologia o ad un'altra, ma in base ai tempi del pz. Perchè il terapeuta deve sempre stare dietro al paziente, rispettando i suoi tempi, non anticipandolo, proprio perchè il lavoro duro lo deve fare lui. Noi siamo "solo" strumenti che loro devono utilizzare per comprendere meglio loro stessi, il loro modo di funzionare, di rispondere agli eventi