ti capisco........anke io ero attacante oppure alzatrice!!
spero un giorno di riprendere!
ti capisco........anke io ero attacante oppure alzatrice!!
spero un giorno di riprendere!
Sei anni che gioco a calcio, e la sensazione che si ha entrando in campo per dimostrare di essere più forte chi chi hai di fronte è tutt'ora impareggiabile. Si sente il gusto della sfida, della competizione... Non c'è niente di meglio per me.
E grazie a questo spesso si lega molto con i compagni/amici.
Quando avrò un figlio mi piacerebbe che facesse sport agonistico. Qualunque sport, basta che senta la competizione. Aiuta a formare il carattere, come ha aiutato me, nei periodi "neri"...
Credo però che ci sia competizione e competizione. Una costruttiva e bella, un'altra meno. Credo che la competizione unicamente come volontà di superiorità sull'avversario sia anche frustrante, quella competizione che ti fa giocare più aggressivo che sereno, più nervoso che concentrato.Originariamente postato da Raphael
Qualunque sport, basta che senta la competizione.
Posso affermare tranquillamente che non sarei quella che sono senza la pallavolo...ma la mia indole non è da grande agonista. Una volta un mio allenatore mi disse che guardare me in campo sembrava guardare un angioletto che non voleva far male ad una mosca...ma credo che l'importante è quello che si ha dentro.
Credo che la competizione vada ricercata innanzitutto con SE STESSI, per cercarsi e costruirsi e superarsi un pezzetto alla volta, durante ogni allenamento. Arrivare a fare ogni giorno un pochino di più, scendere in campo e mettere in gioco quel che si è, quel che si è diventati.
Impareggiabile però, a parer mio, il calore della squadra. Fatto di sostegno e di fatica, perchè se da una parte gli sport individualisti lasciano a te solo una responsabilità immensa, dall'altra la vera maturità sta nel giocare di squadra, nell'UMILTA'.
Perchè augurerei a tutti di provare l'intensità di uno sguardo e delle dita intrecciate durante i time-out, e l'esplodere di tutte le emozioni quando dopo cinque minuti di azione, con lo sguardo annebbiato e la forza che non sai più bene dove trovarla, finalmente qualcuno (NON IMPORTA SE NON TU) mette finalmente la palla per terra.
Io grazie a tutto questo ho imparato a non mollare. Ho imparato a ritagliarmi momenti di nonpensiero e di spontaneità perfetta.
Ultima modifica di evaluna^ : 01-05-2003 alle ore 19.46.41
La comepetizione con me stesso non la sento. Non la sento per varie ragioni, ma da un punto di vista filosofico, come ho già detto tempo fa, non c'è bisogno che io dimostri a me stesso dove posso arrivare. L'intenzione è dimostrare agli altri che si è migliori di chi in quel momento ti sta sfidando. E' un gioco delle parti, ed entrambe vogliono vincere, senza mezze misure. Modificando i pareri e le reazioni esterne a noi, ci circondiamo di tutto ciò che convince noi stessi di aver raggiunto un traguardo.Originariamente postato da evaluna^
Credo che la competizione vada ricercata innanzitutto con SE STESSI, per cercarsi e costruirsi e superarsi un pezzetto alla volta, durante ogni allenamento. Arrivare a fare ogni giorno un pochino di più, scendere in campo e mettere in gioco quel che si è, quel che si è diventati.
Impareggiabile però, a parer mio, il calore della squadra. Fatto di sostegno e di fatica, perchè se da una parte gli sport individualisti lasciano a te solo una responsabilità immensa, dall'altra la vera maturità sta nel giocare di squadra, nell'UMILTA'.
Questa è la mia visione, poi ovviamente tu puoi arrivare allo stesso punto entrando in competizione solo con te stessa.
Ma in quel caso io non sentirei agonismo.
Se sei parte di una squadra, lavori per questa, e dimostri che la TUA squadra è migliore. Non è necessariamente una visione egoistica quella dell'agonismo.
Poi, sinceramente, non mi ha mai frustrato la competizione intesa come volontà di annichilire l'avversario, anzi. Forse è per questo che sono considerato un pò il "diavolo" della situazione. Per carità, sono corretto nel gioco, ma restando nei suoi limiti, tiro molto la corda. Io voglio vincere, e se per farlo devo far innervosire l'attaccante, toccandogli il sedere e indirizzandogli bacetti durante i calci d'angolo, beh... lo faccio.
Io ho giocato a basket per 5 anni e a tennis per 3
Adesso faccio palestra da 4 anni circa, body building, fitness e un pò di fit box, e guai a chi mi tocca l'attività sportiva
Ci vado 3 volte a settimana, sono molto costante e non riuscirei ad immaginare la mia vita senza sport, diciamo che sono uno di quelli un pò azzeccati con la palestra, ma per fortuna sto nei limiti
:ciao2:
Infatti non credo che sia una visione egoistica, anzi invidio anche un pò quelli che riescono a sentire un agonismo coì forte, perchè secondo me aiuta tutti, tutta la squadra ne ha bisogno, altro che egoismo... Io, semplicemente, non ho questo carattere. Certo, le partite mi piace vincerle, specialmente se le "sento" parecchio, se chi c'è dall'altra parte della rete mi stimola in questo senso, però resta il fatto che la cosa a cui tengo di più è giocare bene. Dimostrare a me stessa e a chi mi guarda che sono capace di fare qualcosa di buono.Originariamente postato da Raphael
Non è necessariamente una visione egoistica quella dell'agonismo.
E sinceramente non capisco molto quello che intendi quando dici che non hai bisogno di dimostrare a te stesso dove puoi arrivare...cosa vuol dire? Non è bello porsi un traguardo, e ogni giorno spingersi un pò più avanti verso il raggiungimento di questa meta? Lo stimolo di voler fare meglio?
Non ho letto alcuni post, però ho visto che parlavate di agonismo.
Io ho svolto diversi tornei di calcetto 6 vs 6 a livello si potrebbe dire quasi scolastico (perché l'iscrizione prevedeva un certificato di frequenza...). L'agonismo vero e proprio in un certo senso non c'era,
però non vi posso descrivere la gioia che ho provato in 2 momenti particolari: il primo fu nella semifinale del torneo in cui vincevamo 1-0 e stavamo soffrendo tantissimo...mancava il perno della squadra, il giocatore migliore che avevamo, ma un cambio tattico mi porto per 5 minuti da terzino sinistro a punta ed ebbi la fortuna di trovarmi una palla buona sul destro (da mancino quale sono) e realizzare il 2-0 che valse la finale!!! Quanto esultai in quella occasione non posso nemmeno descriverlo!!!
Poi nella finale pareggiamo 3-3 e andammo ai rigori: 2 anni prima avevo fallito il rigore decisivo dal dischetto nella semifinale e mi ritrovavo nello stesso campetto con la stessa porta davanti a me! Per quei 2 anni non avevo più realizzato un calcio di rigore. La tensione la si tagliava a fette. Ero il secondo rigorista: piazzai la palla sul dischetto, presi la rincorsa, l'albitro fischiò, tirai di sinistro e la palla entrò alla sinistra del portiere...![]()
MI ERO LIBERATO DALLA "MALEDIZIONE"
Vincemmo la finale ed é stato l'unico primo posto ottenuto in un torneo di calcetto, nel lontano 98-99!
la gioia che abbiamo provato tutti, la volgia che avevamo di vincere e la regolarità in campo erano le nostre tre regole! Insomma, nulla di ufficiale, nulla che resta scritto da qualche parte, nulla di immortalato con foto, ma qualcosa che resta in ognuno di noi: é stato come vincere una coppa dei campioni per noi! Io credo che l'agonismo c'era e c'era la voglia di vincere CON MERITO!Volevamo vincere per noi stessi, io per primo volevo vincere perché 2 anni prima fui proprio io a negare la finale, con un mio errore, alla squadra!
Mi sono portato quel peso per 2 anni fino a quando non ho battuto il portiere dal dischetto NELLA FINALE!!!
CIAO! :ciao2:
Purtroppo ogni volta che ho giocato in qualche squadra (a livello "amatoriale" naturalmente) a meno che non si trattasse delle amatissime partitelle di hokey "urbinati contro pendolari" a scuola, mi sono trovata maluccio... a vincere erano sempre i più forti della squadra, tutti gli altri erano solo sostegni, o peggio, pesi (ecco, io ero un pesodal primo giorno che ho provato a giocare a pallavolo, in seconda elementare, ho preso coscienza di questa cosa!)... per questo mi sono sempre data a sport individuali. Ovviamente sport di competizione, se no che gusto c'è?
Ad esempio me la cavavo benino con gli sci, e adoravo giocare a tennis. Mi piace il fatto che se vinco, vinco io, e se perdo, perdo solo io e me ne faccio una ragione ( anche perchè perdo spesso
). Mi piace guardare in faccia il mio avversario, ed essere entrambi consapevoli che in quel momento esistiamo solo noi due (o noi 4, nei doppi -ancora più belli per il rapporto che si crea col compagno-)... insomma, gli squadroni non mi piacciono
sicuramente perchè non ho mai avuto modo di far parte di una squadra veramente unita
comunque io e lo sport andiamo poco d'accordo
Per me hanno sbaglaito i tuoi compagni di squadra....a farti sentire un peso!noi aiutavamo sempre i meno forti...e quando erano in campo nn gli facevam mai sentire in +!
ognuno di noi sbagliava...e sempre nei momenti peggiori degli ultimi punti!!!!!
Essenziale pe runo spogliatoio unito é non attribuire le colpe di una sconfitta a nessun giocatore in particolare, ma alla squadra!Noi avevamo un portiere che era DAVVERO SCARSISSIMO, ma non gli abbiamo mai fatto pesare un gol subito troppo ingenuamente...é anche vero che spesso vincevamo e quindi le sue papere passavano inosservate,
ma comunque evitavamo di essere offensivi con lui!
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Sono andata in palestra per un anno... poi ho deciso di non rinnovare l'abbonamento, perchè ho comprato degli attrezzi e in casa ho creato una mini palestrina... purtroppo adesso li uso raramenteli usa molto di più mio fratello... almeno servono a qualcosa!
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Cmq aerobica e step proprio non mi piacciono, li ho fatti per un paio di mesi e mi hanno annoiato tantissimo... io preferivo spinning, attrezzi e esercizi a corpo libero.
A me piaceva andare in palestra... ma gli ultimi tempi, anzichè fare esercizi passavo il tempo a chicchierare con gli amici che frequentavano la stessa palestra!![]()
Per quanto riguarda l'agonismo e la competizione... mmm... non mi attira, sarà che non ho mai primeggiato in nessuno sport, anche se ho giocato per 6 anni a pallavolo... ho smesso che andavo al liceo... quindi non penso proprio di riprendere questo sport... anche perchè non ne sarei più in grado.![]()
Mi sarebbe piaciuto fare scherma, una mia amica è una campionessa di scherma e fa gare in tutto il mondo...... se potessi tornare indietro "altro che pallavolo" (con tutto il rispetto per questo sport), farei scherma!!!
Ultima modifica di laura81 : 02-05-2003 alle ore 13.21.45
Non nello sport.Originariamente postato da evaluna^
E sinceramente non capisco molto quello che intendi quando dici che non hai bisogno di dimostrare a te stesso dove puoi arrivare...cosa vuol dire? Non è bello porsi un traguardo, e ogni giorno spingersi un pò più avanti verso il raggiungimento di questa meta? Lo stimolo di voler fare meglio?
La mia crescita personale è un qualcosa che sento solo mio, qualcosa che non sento il bisogno di comunicare. Io leggo, faccio esperienze, imparo dagli errori... e non lo devo mostrare a nessuno.
Nello sport il pubblico chiede spettacolo, gli atleti cercano sfida... e da qui il mio discorso.
Infatti la mia "esigenza" non è quella di mostrarmi agli altri, ma quella di far vedere a me stessa di saper fare qualcosa. Nello sport (perchè si parlava di quello), è necessario che tu FACCIA qualcosa per sentirti poi soddisfatto di te stesso...almeno secondo me.Originariamente postato da Raphael
La mia crescita personale è un qualcosa che sento solo mio, qualcosa che non sento il bisogno di comunicare. Io leggo, faccio esperienze, imparo dagli errori... e non lo devo mostrare a nessuno.
Io faccio nuoto e danza e sono felicissima!![]()
"Anche a me piacerebbe condividere il resto della vita con una persona, ma non riesco a farlo con uno che non amo, solo perchè non c'è di meglio. La medaglia d'argento. Conosco un sacco di persone che stanno con la medaglia d'argento, la seconda classificata, piuttosto che star sole." (Il giorno in più - F. Volo)
In definitiva lo sport deriverà certamente da passione, ma alla base di una qualsiasi attività sportiva c'é un incremento della propria autostima!Originariamente postato da evaluna^
Infatti la mia "esigenza" non è quella di mostrarmi agli altri, ma quella di far vedere a me stessa di saper fare qualcosa. Nello sport (perchè si parlava di quello), è necessario che tu FACCIA qualcosa per sentirti poi soddisfatto di te stesso...almeno secondo me.Se non sei capace di fare una cosa, può essere anche la tua passione, ma alla fine ci rinunci!
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CIAO! :ciao2: