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Visualizzazione risultati 16 fino 27 di 27
  1. #16
    Partecipante Veramente Figo
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    23-08-2006
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    Gli direi che sono certa di quello che dico, anche perchè i miei studi mi hanno portato ad approfondire, fra gli altri, anche l'argomento in questione!

    Ah, comunque...sono e sarò (dopo la specialistica) molto orgogliosa del titolo di Dottoressa!

  2. #17
    Postatore Epico L'avatar di laskizoide
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    28-03-2005
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    con i piedi per terra e la testa fra le nuvole
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    a me piace essere chiamata "dottoressa", ma non ho problemi se mi chiamano "signorina" o "signora" e comunque quando ho fatto qualcosa in ospedale, clinica, etc. mi sono fatta sempre chiamare per nome, quello che mi dà fastidio, e qui a Napoli lo fanno in molti, è quando mi chiamano: "bella", indipendentemente dal contesto

  3. #18
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    Citazione Originalmente inviato da Codename47 Visualizza messaggio
    altra domanda

    Siete ad una pizzeria con amici. Voi parlate di Psicolgia, quando uno che non ha frequentato l'università, vi dice che vi sbagliate su quello che state dicendo. Voi siete sicuri che avete detto le cose con esattezza e che è l'altro che semplicemente, sta parlando per sentito dire di cose che non sa.
    Come reagite?
    a) vi alzate dal tavolo, rossi in viso, rinfacciandogli che VOI avete la laurea e LUI NO.
    b) con calma gli dite di fidarsi perchè sono cose che avete studiato e ve le ricordate bene.
    Manca la "C"

    c) "Mi sembrava che le cose stessero come ho detto io, però posso anche sbagliarmi. Mi potresti spiegare perché ti sembra che le cose siano differenti?"

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  4. #19
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    22-07-2002
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    Citazione Originalmente inviato da Codename47 Visualizza messaggio
    ma mettiamo caso che in un luogo in cui lavori da psicologa, un paziente adulto ti chiama Signorina,
    1) ti arrabbi?
    2) dici "mi chiami dottoressa?"

    mi rispondi a queste 2 domande?
    Beh che ne so, dovrei trovarmici... innanzi tutto mi/gli chiederei perchè mi chiama signorina.
    Ci possono essere tanti motivi, dalla semplice ignoranza/ineducazione o per altri motivi interessanti ai fini del nostro rapporto terapeutico.

    Io ci tengo ad essere trattata come il mio ruolo esige, perchè è giusto così, e non perchè ho la faccia da bambina qualcuno è autorizzato a darmi del tu se dovrebbe darmi del lei.
    Credo che ci siano modi più gentili ed efficaci che l'arrabbiarsi, comunque.
    Ultima modifica di Ember : 20-12-2007 alle ore 12.07.24

  5. #20
    Partecipante Affezionato L'avatar di Menkhaure
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    20-12-2006
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    Citazione Originalmente inviato da Codename47 Visualizza messaggio
    ho sentito persone laureate in psicologia che ci tengono ad esser chiamate "dottore"/"dottoressa". Mi ricordo di una che ogni volta che si presentava diceva "io sono la dott.ssa tizia, psicologa di ecc.."
    Una docente all'universotà fu chiamata "signora" da una studentessa, e lei urlò:"mi chiami dottoressa!!!"

    A me personalmente mi da addirittura fastidio esser chiamato dottore. Mi pare un furto a quelli che per me lo dovrebbero avere in esclusiva, ossia i medici.

    D'altra parte, nella lingua comune per dottore si intende il medico.
    Se uno sta male, ed io dico:"sei andato dal dottore?", tutti capiscono che mi riferisco al medico.
    Se uno deve arredare una casa ed io gli chiedo:"hai chiesto consiglio al dottore?", come minimo mi guardano perplessi, prima che mi spiego che mi riferisco all'architetto.

    Nella lingua inglese inoltre, il termine doctor significa medico.

    In un contesto professionale non mi offnedo se non mi chiamano dottore, basta che mi danno del lei. Anzi, mi da quasi fastidio. Anche io ho difficoltà a dare "dottore" agli psicologi. Preferisco che si dia solo ai medici.

    Voi?
    per me nel contesto di lavoro è importante che ognuno mantenga il suo ruolo, cioè io mi faccio chiamare dottoressa perchè quando una persona viene da me , in questo contesto, ha bisogno di me come dottoressa, non come persona privata, di conseguenza io mantengo il mio ruolo, lui il suo e questo incide di per sè sulla terapia.... è importante che la persona assorba le mie parole come provenienti dalla psicologa. se gli permettessi di chiamarmi signorina, o, peggio ancora, di darmi del tu, sicuramente potrebbe pensare che le cose che gli dico sono mie personali opinioni e non deve essere così.... se poi faccio conoscenza con delle persone, in privato, lontano dal lavoro, lì mi presento per nome, non come la dottoressa Tal dei Tali... perchè sarebbe ridicolo!

  6. #21
    Partecipante Affezionato L'avatar di Menkhaure
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    Citazione Originalmente inviato da Codename47 Visualizza messaggio
    altra domanda

    Siete ad una pizzeria con amici. Voi parlate di Psicolgia, quando uno che non ha frequentato l'università, vi dice che vi sbagliate su quello che state dicendo. Voi siete sicuri che avete detto le cose con esattezza e che è l'altro che semplicemente, sta parlando per sentito dire di cose che non sa.
    Come reagite?
    a) vi alzate dal tavolo, rossi in viso, rinfacciandogli che VOI avete la laurea e LUI NO.
    b) con calma gli dite di fidarsi perchè sono cose che avete studiato e ve le ricordate bene.

    rispondete numerosi
    ovviamente, la domanda vale anche per chi sta studiando e non si è ancora laureato. Può comunque immaginare come risponderebbe da laureato.
    Magari non mi arrabbio, ma sicuramente gli dico che in questo contesto sono più competente e sono sicura di quello che dico.... se poi insiste, bè, evidentemente non è aperto al confronto e lo lascio dire.... non è certo una persona così che deve farmi dubitare della mia competenza!

  7. #22
    Partecipante Affezionato L'avatar di Menkhaure
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    [QUOTE=marygrace83;1234216]gentilmente e con garbo dico "Dottoressa, grazie"
    ma non per vantarmi di un titolo, per fare la superiore, ma semplicemente perchè all'interno della struttura in cui opero ognuno ha un ruolo e come tale va rispettato.
    pensa che ultimamamente da me (Alcologia), chiamano pazienti o ex pazienti dicendo: "Sono il Dottor X" oppure "Sono il Professor Y" (OT quando si dice il naricsismo...)....il loro "ruolo" all'interno della struttura è quello di pazienti, poi fuori uno può essere Dottore, Professore. io e le mie colleghe lì siamo la Dottoressa Z, A o C poi fuori siamo la Signorina Z, A o C.


    Io non sono molto d'accordo con questa stigmatizzazione... è vero che in quel contesto queste persone sono dei pazienti, ma questo non significa che perdano il diritto al loro titolo, che probabilmente si sono guadagnate duramente come noi. Se poi lavori in un reparto di alcologia avrai pazienti simili ai miei (servizio per le dipendenze) e capirai che a volte il loro titolo è l'unica cosa positiva a cui si possono aggrappare per recuperare una vita da astinenti (da alcool, droghe o gioco come i miei). Io uso questo come uno strumento per svegliare il loro orgoglio e farli rimettere in carreggiata!
    Ultima modifica di Menkhaure : 20-12-2007 alle ore 13.55.38

  8. #23
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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    Menkhaure usa il bottone edit se vuoi aggiungere qualcosa al tuo precedente messaggio (se è l'ultimo, ovviamente )
    Ciao!
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  9. #24
    Partecipante Affezionato L'avatar di Menkhaure
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    Citazione Originalmente inviato da Biz Visualizza messaggio
    Menkhaure usa il bottone edit se vuoi aggiungere qualcosa al tuo precedente messaggio (se è l'ultimo, ovviamente )
    Ciao!
    ok. ma, visto che ci siamo, posso chiedere perchè non posso mandare un messaggio corto? perchè mi chiede di aggiungere almeno 10 caratteri? guarda che questo è un invito a nozze.... se mi si chiede di aggiungere io aggiungo, eh se aggiungo!!!
    Ho citato al contrario.... vabbè, imparerò, anche i ratti di laboratorio imparano per prove ed errori, perchè non dovrei farlo io????
    Ultima modifica di Menkhaure : 20-12-2007 alle ore 13.56.47

  10. #25
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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    Non è possibile mandare un messaggio corto perchè spesso sono messaggi di spam (come faccine) utilizzate solo per alzare il proprio post-counter
    Ciao!
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  11. #26
    Prima della laurea in psicologia, mi era stato insegnato che non era educato parlare di politica e di religione con estranei.
    Oggi ci aggiungo anche la psicologia, perchè, come la politica e la religione richiede tempo, riflessioni profonde e luoghi idonei all'approfondimento.
    La psicologia da pizzeria la lascio a Roberto Re. Mi sta simpatico e sono convinto che ad alcune persone sia stato utilissimo, ma solo lui potrebbe parlare di psicologia ad un tavolo da pizzeria! (era lui, vero? :o))

  12. #27
    Johnny
    Ospite non registrato
    "orgoglioso" è na parola pericolosa, è una parola da narcisista; orgoglioso di essere tedesco ad esempio lo diceva Hitler.
    Sarebbe più corretto essere contenti, felici, soddisfatti, realizzati di essere laureati in una disciplina per la quale abbiamo speso 5 anni (o più) di studio.
    Per quanto riguarda il titolo di "dottore", ogni laureato è dottore nella paropria disciplina.


    Citazione Originalmente inviato da Codename47 Visualizza messaggio
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    Siete ad una pizzeria con amici. Voi parlate di Psicolgia, quando uno che non ha frequentato l'università, vi dice che vi sbagliate su quello che state dicendo. Voi siete sicuri che avete detto le cose con esattezza e che è l'altro che semplicemente, sta parlando per sentito dire di cose che non sa.
    Come reagite?
    a) vi alzate dal tavolo, rossi in viso, rinfacciandogli che VOI avete la laurea e LUI NO.
    b) con calma gli dite di fidarsi perchè sono cose che avete studiato e ve le ricordate bene.

    rispondete numerosi
    ovviamente, la domanda vale anche per chi sta studiando e non si è ancora laureato. Può comunque immaginare come risponderebbe da laureato.
    secondo me in questi casi, più che accanirsi su chi ha ragione e chi ha torto, sarebbe meglio concentrarsi sul "processo" in atto: cioè chiedersi perchè, nella relazione, l'altro si ostina con testardaggine a proclamarsi "vincitore"...infatti di sfida si tratta..."braccio di ferro" per usare il linguaggio della psicologia transazionale
    Ultima modifica di Johnny : 17-03-2008 alle ore 16.06.11

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