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  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di wundt_12
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    25-06-2006
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    287
    Ho già espresso più volte il mio parere a riguardo e spero di scocciare con ripetizioni...
    Per quel che mi riguarda presenza/assenza di patologia è, si il sistema sbagliato di catalogare e archiviare che si avvale di un eccessiva mentalità medica, ma nn dobbiamo perdere di vista la presenza/assenza del disagio...
    Il fatto che dobbiamo combattere contro il sistema medico di inclusione/esclusione da certi schemi non dobbiamo perdere di vista il fatto che i soggetti si rivolgono a noi con un carico di disagio personale.
    La distinzione che ha portato ama77 su tale questione è più che giusta se consideriamo questo aspetto. La psicoterapia è rivolta a quei soggetti che hanno un disagio che sia o meno egodistonico.
    Il supporto psicologico a mio parere è rivolto, oltre alla psicodiagnostica che come abbiamo detto da sola fa fatica a funzionare, al sostegno psicologico dei soggetti che non hanno disagi e quindi alla promozione della salute mentale. Quanto questo sia attuabile sul territorio italiano e sopratutto meridionale è discutibile...
    Sasi

  2. #17
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Il mio dubbio è infatti rivolto al sostegno: se una persona non ha una qualche forma di disagio, come mai dovrebbe rivolgersi ad uno psicologo per un sostegno?
    Non sarà che il disagio psichico non è considerabile come "presente o assente"?
    Ultima modifica di gieko : 08-01-2008 alle ore 17.15.17
    gieko

  3. #18
    Partecipante Leggendario L'avatar di kaory_78
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    grazie wund_12, la penso come te!
    Per me infatti le varie delucidazioni portate da ama77 mi sono state utilissime nel capire la domanda iniziale di questo forum.. e credo che non dobbiamo attaccarci alle parole ma al senso che queste vogliono assumere nella conversazione... (ama77 infatti ha capito perfettamente il senso delle mie parole rispondendomi di conseguenza e ad un livello tale che io potessi comprendere appieno quello che domandavo).
    Forse chi porta dei chiarimenti sulla distinzione presenza/assenza di patologia, ha in sé un'altra domanda....

  4. #19
    Partecipante Leggendario L'avatar di kaory_78
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    04-01-2008
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    2,324
    per esempio una persona che si rivolge ad uno psicologo perché ha subito un lutto

  5. #20
    Partecipante Esperto L'avatar di wundt_12
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    25-06-2006
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    Napoli
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    287
    La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

    La psicoterapia è il modo per eccellenza del trattamento del disagio psichico che coinvolge tutta la persona.
    L'intervento di uno psicologo all'interno di un circuito scolastico come sostegno agli alunni alle sue famiglie e all'organismo scuola è un intervento di uno psicologo no di uno psicoterapeuta. E' ovvio che anche in quest'esempio se lo psicologo si accorge di un disagio da parte di un soggetto e crede ke tale disagio sia da trattare con una psicoterapia lo invia ad un circuito diverso ma ciò senza influenzare il suo lavoro sui singoli soggetti all'interno di una scuola e sull'organismo scuola.

    Non capisco cosa intenda tu con la domanda della presenza o meno del disagio...
    Sasi

  6. #21
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Credo che se una persona si rivolge ad uno psicologo in seguito ad un lutto è perchè è presente un disagio maggiore, a livello strutturale, tale da rendere difficoltoso l'affrontarlo autonomamente. E qui, a mio parere, vi è la possibilità di una psicoterapia.
    gieko

  7. #22
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Wundt, infatti io parlavo del concetto di sostegno, non di intervento all'interno delle scuole o di psicologia scolastica che è ben altra cosa.

    Con la mia domanda intedevo semplicemente sottolineare questo: tu parli di non perdere di vista "la presenza/assenza del disagio". Io mi chiedo come si possa dire che il disagio è presente o assente, quando si parla di disagio psichico, ovvero di una capacità di far fronte autonomamente alle problematiche intra ed interpsichiche, o meno. Se una persona si rivolge ad uno specialista della psiche, a mio parere, è perchè sono presenti problematiche strutturali che creano difficoltà su più livelli (e completo la risposta a kaori, compresa la "gestione" di situazioni difficili come il lutto, o le crisi sentimentali, o altre situazioni esterne...). In tal caso ritengo necessario lavorare, analogamente a quella che può sembrare una "patologia conclamata", sulla struttura, cioè intraprendere una psicoterapia.
    Spero di essermi spiegato.

    Un saluto
    Ultima modifica di gieko : 08-01-2008 alle ore 17.56.34
    gieko

  8. #23
    Partecipante Leggendario L'avatar di kaory_78
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    "Non capisco cosa intenda tu con la domanda della presenza o meno del disagio"...(Wundt_12)

    rispondevo ad Ikaro 78, questa domanda dovresti farla a lui..

    "Credo che se una persona si rivolge ad uno psicologo in seguito ad un lutto è perchè è presente un disagio maggiore, a livello strutturale, tale da rendere difficoltoso l'affrontarlo autonomamente. E qui, a mio parere, vi è la possibilità di una psicoterapia". (gieko)

    il mio era solo un esempio, ma mi aspettavo anche una risposta di questo genere....
    Allora ti faccio un altro esempio: una persona che si rivolge allo psicologo perchè ha scoperto di avere un cancro

    Se tutti fossimo in grado di risolvere autonomamente le proprie difficoltà, non avremmo bisogno di esperti nel campo della salute mentale

    __________________

  9. #24
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    per esempio una persona che si rivolge ad uno psicologo perché ha subito un lutto
    Certo: ci vuole un evento che fa crisi e/o rottura che porti il soggetto ad una richiesta d'aiuto allo psicologo. Ma come possiamo a priori sapere se ci troviamo di fronte ad 1 stato di presenza o assenza di patologia (per utilizzare i termini della questione utilizzati da Ama, che comunque non condivido per il discorso di cui sopra...)? Stante la distinzione di Ama, dovremmo comunque fare una diagnosi che escluda 1 struttura patologica (magari latente e non scatenata)? Ma questo necessita, a mio modesto parere, 1 formazione clinica psicoterapeutica e personale.

    Saluti,
    ikaro

  10. #25
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    "Non capisco cosa intenda tu con la domanda della presenza o meno del disagio"...(Wundt_12)

    rispondevo ad Ikaro 78, questa domanda dovresti farla a lui..
    Io risponderei anche, però spiegati meglio, non si capisce qual è la domanda!!!

  11. #26
    Partecipante Esperto L'avatar di wundt_12
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    Infatti e ti quoto in pieno...
    Forse semplicemente stiamo chiamando la stessa cosa con due nomi diversi (potrei anche aver sbagliato parole) e credo anke io che "se una persona si rivolge ad uno specialista della psiche è perchè sono presenti problematiche strutturali che creano difficoltà su più livelli"
    Credo anke però che sia nostro compito la prevenzione e che questo sia compito specifico di uno psicologo. La presenza dello psicologo nella società e in determinate strutture, come la scuola, crea salute mentale con attività di sostegno e prevenzione.
    Non a caso credo molto nella psicologia di base...
    Che poi l'università non forma per adempiere a questo compito è ancora un altro discorso.
    Sasi

  12. #27
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da kaory_78 Visualizza messaggio
    Allora ti faccio un altro esempio: una persona che si rivolge allo psicologo perchè ha scoperto di avere un cancro

    Se tutti fossimo in grado di risolvere autonomamente le proprie difficoltà, non avremmo bisogno di esperti nel campo della salute mentale
    Credo che anche in questo caso il sostegno non servirebbe, un lavoro di tipo psicoterapeutico, con le peculiarità che la situazione richiederebbe, invece potrebbe far sì che una persona malata terminale possa vivere in maniera più piena e autonoma la propria malattia. So che può sembrare paradossale ma sono convinto che il sostegno sia compito dei famigliari.
    Non penso che tutti si sia sempre in grado di risolvere autonomamente le proprie difficoltà, ma non è questo il punto. Piuttosto la modalità di affrontare il disagio è "sana", se mi passate il termine, nel momento in cui è flessibile, aperta ad infinite possibilità, non genera conflitto strutturale, impasse. Quando ciò avviene si verifica il disagio, da cui la domanda allo specialista.
    gieko

  13. #28
    Partecipante Leggendario L'avatar di kaory_78
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    Ad ikaro: ama77 non aperto nessuna questione (lo aperta io all'inizio) in più lei non ha mai detto "dovremmo cmq fare una diagnosi che escluda una struttura patologica", lo stai dicendo tu adesso, (immagino che ti risponderà poi meglio lei)

  14. #29
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da wundt_12 Visualizza messaggio
    Infatti e ti quoto in pieno...
    Forse semplicemente stiamo chiamando la stessa cosa con due nomi diversi (potrei anche aver sbagliato parole) e credo anke io che "se una persona si rivolge ad uno specialista della psiche è perchè sono presenti problematiche strutturali che creano difficoltà su più livelli"
    Credo anke però che sia nostro compito la prevenzione e che questo sia compito specifico di uno psicologo. La presenza dello psicologo nella società e in determinate strutture, come la scuola, crea salute mentale con attività di sostegno e prevenzione.
    Non a caso credo molto nella psicologia di base...
    Che poi l'università non forma per adempiere a questo compito è ancora un altro discorso.
    O forse due cose diverse con nomi uguali. Da come viene spesso concepito il sostegno, è un intervento non di prevenzione ma di "incoraggiamento" in un momento di difficoltà (non a caso si citano sempre eventi esterni, come lutti, licenziamenti, crisi sentimentali). In questo modo, secondo me, si perde il livello di fondo, ovvero "perchè quella persona non riesce a far fronte alla propria difficoltà"", "con quali nodi conflittuali si è scontrato in maniera così rigida da non trovare una soluzione?". Credo che la logica del sintomo sia la medesima, ecco perchè non sono d'accordo nel ritenere che ci sia una domanda patologica ed una "sana".
    Per come intendi tu il sostegno, mi sembra di capire, è invece in gioco una sensibilizzazione, una prevenzione, rispetto a ciò che può portare alla "patologia". A parte che il termine sostegno, se usato con questa accezione, non mi sembra corretto, penso che molto difficilmente quest'attività avvenga negli studi privati, mentre potrebbe essere collocato in ambito istituzionale (come la scuola, che giustamente citavi).
    gieko

  15. #30
    Partecipante Leggendario L'avatar di kaory_78
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    Help: come si fanno le citazioni?

    "Credo che anche in questo caso il sostegno non servirebbe, un lavoro di tipo psicoterapeutico, con le peculiarità che la situazione richiederebbe, invece potrebbe far sì che una persona malata terminale possa vivere in maniera più piena e autonoma la propria malattia. So che può sembrare paradossale ma sono convinto che il sostegno sia compito dei famigliari". (geiko)

    Non tutti hanno la fortuna di avere il sostegno di familiari ed amici....
    La pz con il cancro lo ha appena scoperto, in più non è terminale...
    Cmq lo psicologo può prendere a carico questo tipo di pz, giusto?
    Diverso è se la pz in questione è anche borderline...(cerchiamo di non attaccarci alle parole ma a senso che sto cercando di dare)

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