• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 2 di 4 PrimoPrimo 1234 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 16 fino 30 di 49
  1. #16
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204
    «Le donne veramente libere non abortiscono. La donna in molti casi abortisce proprio perché non è libera e la si rende tale se le si dà la possibilità concreta di non abortire».
    Mi piacerebbe davvero sapere in che modi ci vogliono rendere libere... perchè così com'è detto, non è proprio chiaro. L'unica cosa detta è in negativo: siamo libere se abbiamo la possibilità di non abortire
    Mi vengono in mente non milioni di alternative, ma solo un paio: la prevenzione con l'educazione e l'informazione sulla sessualità... Ahha eresia. Oppure portare avanti una gravidanza e poi non riconoscere il bambino. Sì, è vero questa opzione è una vera passeggiata per una donna.

    «L'aborto è un dramma per la donna, per il marito, per tutta la famiglia. È questo il modo corretto di porsi di fronte a ciò».
    Ovvio, Lui (uomo) sa quello che è giusto per noi (donne).

    La 194 (che depenalizza l'aborto nelle prime settimane di gestazione, ndr) è una legge «intrinsecamente cattiva, che autorizza l'uccisione di un essere umano innocente.
    Ah bene, cominciamo con il nome della Legge visto che poi lui stesso dà tanta importanza alle parole. Si chiama "NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA MATERNITA' E SULL'INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA", il che non vuol dire "wow, l'aborto è possibile, forza e coraggio".
    E poi che vuol dire che è *intrinsecamente cattiva*? Cioè, a inizio mese diceva che andava rivista e quindi che da lì bisognava partire; oggi è da buttare a mare come fosse scritta dal diavolo in persona

    Non si può imporre l'aborto con una legge dello Stato».
    Qual è la legge dello Stato Italiano che impone l'aborto?
    Qui si parla di possibilità di scelta... tutto un altro livello.

    L'ex presidente della Cei ha evitato, «parlando a titolo personale», di utilizzare la parola «omicidio» per l'aborto, ma ritiene che l'aborto «sopprima un essere umano vivente. Non uso la parola omicidio, ma per essere chiari e non confondere la realtà non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di gravidanza. Il linguaggio non deve occultare la realtà. La Chiesa non ha un atteggiamento persecutorio e ostile, ma caritatevole. Negli anni passati, 85 mila aborti sono stati evitati grazie all'intervento dei Centri di aiuto alla vita», ha ricordato il cardinale
    Allora, ancora Ruini ci deve spiegare come mai è omicidio se lo pratico io, ma non lo è stato nel caso delle suore nella Ex Jugoslavia (violentate da una delle fazioni e messe incinta, la Chiesa non solo ha permesso ma ha caldeggiato per il ricorso all'interrruzione di gravidanza).
    Una domandina: in quali anni? dove? e soprattutto come i Centri di Aiuto alla vita hanno evitato gli aborti?
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  2. #17
    Postatore OGM L'avatar di Tara_McLay
    Data registrazione
    21-04-2005
    Residenza
    Sul trono degli dei [Tronista inside]
    Messaggi
    4,943
    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    e soprattutto come i Centri di Aiuto alla vita hanno evitato gli aborti?
    Vuoi che te lo racconti? Sei sicura?
    - Diversamente Intelligente - Ha l'amore di tutti ma non è l'amore di nessuno

  3. #18
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204
    Citazione Originalmente inviato da Tara_McLay Visualizza messaggio
    Vuoi che te lo racconti? Sei sicura?
    sì, racconta... anche se comincio ad avere paura
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  4. #19

  5. #20
    atenanike
    Ospite non registrato
    Comunque la legge 194 tutela le donne e prevede anche una valutazioni dei motivi che portano a questo tipo di scelta,in una parte ipotizza anche il tentativo da parte dei consultori di rimuovere e risolvere il problema,che ha portato la donna ad abortire,la legge prevede proprio un aiuto psicologico e sociale per le donne. Che poi si possa andare in clinica privata ed abortire senza questo supporto è un altro discorso.Credo che sia più traumatico tenere in grembo un bambino per 9 mesi,e poi darlo in adozione,questa soluzione può essere solo una scelta non un obbligo perchè lo Stato ti impone di portare a termine una gravidanza,visto che in America con l'utero in affitto molto donne lo fanno tranquillamente senza traumi.Stranamente tutti i politici uomini erano favorevoli alla moratoria mentre le donne no..chissà come mai!Certa gente non dovrebbe neanche parlare,sono solo servi del Vaticano.

  6. #21
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204
    Citazione Originalmente inviato da atenanike Visualizza messaggio
    Credo che sia più traumatico tenere in grembo un bambino per 9 mesi,e poi darlo in adozione,questa soluzione può essere solo una scelta non un obbligo perchè lo Stato ti impone di portare a termine una gravidanza,visto che in America con l'utero in affitto molto donne lo fanno tranquillamente senza traumi.
    non l'ho capita è traumatico o non lo è?
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  7. #22
    Postatore OGM L'avatar di Tara_McLay
    Data registrazione
    21-04-2005
    Residenza
    Sul trono degli dei [Tronista inside]
    Messaggi
    4,943
    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    sì, racconta... anche se comincio ad avere paura

    In pratica: diciamo che attraverso una conoscenza, un amico, un amico di un amico...insomma, arriva la voce che Tizia è incinta e sta pensando di abortire. Diciamo che tizia è della città X e che nella città X ci sia un centro di aiuto alla vita cui, appunto, giunge tale voce.
    2-3 prescelti si recano dalla ragazza e le spiegano che dentro lei sta crescendo una vita e che non c'è nessuna ragione al mondo per cui abortire (il modo in cui le viene spiegato questo ha del terrorismo psicologico. E' un omicidio, a 14 settimane il cuore già batte, e tutte le cose che dicono gli antiabortisti insomma. A volte, soprattutto al Sud, anche bibbia alla mano. E il movimento si dice ACONFESSIONALE eh...).

    Se lei risponde che è sola, che non sa come mantenere il figlio, loro gli dicono che possono aiutarla a sostenersi, che se è sola la accompagneranno personalmente dai medici, che le terranno il bambino quando avrà bisogno che qualcuno glielo tenga.
    I centri che funzionano bene, per lo più mantengono le promesse. Quelli che funzionano male, sinceramente non so...I ragazzi che lo facevano, ci mettevano un impegno straordinario...ma sappiamo che a volte non basta, se i piccioli non ci sono per davvero...
    Ultima modifica di Tara_McLay : 29-01-2008 alle ore 18.30.18
    - Diversamente Intelligente - Ha l'amore di tutti ma non è l'amore di nessuno

  8. #23
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204
    Citazione Originalmente inviato da Tara_McLay Visualizza messaggio
    In pratica: diciamo che attraverso una conoscenza, un amico, un amico di un amico...insomma, arriva la voce che Tizia è incinta e sta pensando di abortire. Diciamo che tizia è della città X e che nella città X ci sia un centro di aiuto alla vita cui, appunto, giunge tale voce.
    2-3 prescelti si recano dalla ragazza e le spiegano che dentro lei sta crescendo una vita e che non c'è nessuna ragione al mondo per cui abortire (il modo in cui le viene spiegato questo ha del terrorismo psicologico. E' un omicidio, a 14 settimane il cuore già batte, e tutte le cose che dicono gli antiabortisti insomma. A volte, soprattutto al Sud, anche bibbia alla mano. E il movimento si dice ACONFESSIONALE eh...).

    Se lei risponde che è sola, che non sa come mantenere il figlio, loro gli dicono che possono aiutarla a sostenersi, che se è sola la accompagneranno personalmente dai medici, che le terranno il bambino quando avrà bisogno che qualcuno glielo tenga.
    I centri che funzionano bene, per lo più mantengono le promesse. Quelli che funzionano male, sinceramente non so...I ragazzi che lo facevano, ci mettevano un impegno straordinario...ma sappiamo che a volte non basta, se i piccioli non ci sono per davvero...

    questo modo di trattare le persone è sconvolgente (mi auto-censuro che è meglio....)
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  9. #24
    atenanike
    Ospite non registrato
    E' più traumatico obbligare una donna a portare a termine una gravidanza,meno decidere volontariamnete di abortire.Almeno per come la vedo io.Non è una situazione facile nè l'una nè l'altra.Ma io sono favorevole alla legge 194 e non voglio nessuna moratoria.Principalmente perchè il corpo è della donna e nessuno può imporle nulla.Quindi visto che l'aborto è una scelta,non un obbligo come dice il simpatico cardinale,penso che sia una cosa talmente personale che nessuno ci può mettere bocca.
    E che quando si tratta di gravidanza e bambibi tutti si mettono in mezzo,a proposito vado OT e vi chiedo un consiglio: Come ho già scritto aspetto un bambino e ho deciso di fare il cesareo, perchè non mi sento di fare il parto naturale,ho mille paranoie specie per il bambino,ho paura che soffra,gli succeda qualcosa,anche perchè una mia amica ha fatto il parto naturale che è durato troppo e il bimbo è nato che non respirava più.Comunque mi stanno massacrando,parenti e amici,sembra che voglia fare non so che cosa,mi stanno condannand,mi dicono è che la cosa + naturale del mondo,che non posso fare il cesareo,ma il corpo è mio potrò fare quello che mi pare???Mi devono far sentire in colpa per obbligarmi secondo loro a fare il parto naturale?Lo so che non c'entra niente con l'argomento..scusate lo sfogo,ma fra un pò brucio vivo qualcuno!!!

  10. #25
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    e fai benisismo a bruciare vivo qualcuno dannazione!
    Auguri per te e il bimbo, ci mancherebbe altro che non scegli tu come avere il bambino!
    Ovvio, il parere del medico è il pilastro della discussione ma nessuno ha diritto di romperti le scatole!
    Quoto tutto il resto

  11. #26
    atenanike
    Ospite non registrato
    Grazie per la solidarietà sei la prima!!!

  12. #27
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    ancora meglio: sono uomo ^_____^

  13. #28
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204
    Dal sito del Corriere:
    «Se il feto prematuro è vivo va rianimato»
    Uno dei firmatari: «Assistenza anche se la gravidanza è interrotta e la madre è contraria»

    ROMA - Pensiamo a un bambino minuscolo che decide di lasciare il grembo della mamma allo scadere della ventiduesima settimana, quindi con circa quattro mesi e mezzo di anticipo rispetto a quando avrebbe dovuto. È leggero come una piuma, 500 grammi o giù di lì. Per i medici è un «prematuro di peso estremamente basso». Immaginiamo di chiamarlo Marco.

    Ebbene, Marcolino potrebbe ricevere cure diverse a seconda di quali fra i tanti documenti proposti nelle ultime settimane in Italia fossero applicati. Lasciato al suo destino, cioè assistito amorevolmente ma senza l'aiuto di macchinari artificiali, se i medici seguissero le indicazioni appena definite da una commissione del ministero della Salute («solo cure compassionevoli sotto la 22 settimana »). Dovrebbe invece essere rianimato e sospinto verso la vita secondo il Comitato nazionale di Bioetica.

    E ieri alle due raccomandazioni se ne è aggiunta una terza: «Un neonato vitale, in estrema prematurità va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente », a prescindere dalla sua età, anche se i genitori non sono d'accordo. In altre parole, non ci si deve basare sul calcolo dei giorni. Non solo, il consenso della madre non conta, anche se lei desiderasse il contrario Marco dovrebbe essere attaccato ai tubi. È implicito che l'obbligo di rianimare vale anche nel caso in cui Marco doveva essere abortito.

    Firmato neonatologi e ginecologi delle Università romane, laiche e cattoliche, (La Sapienza, Tor Vergata, Gemelli e Campus Biomedico) riuniti in un convegno sulla «Giornata della vita». Il ministro Livia Turco non entra nella discussione: «Il mio riferimento è il parere dei tecnici della commissione. Mi dicono che il limite va fissato alle 22 settimane e per me conta quello e ciò che aggiungeranno gli esperti del Consiglio superiore di Sanità».

    «Col momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e quindi all'assistenza sanitaria — scrivono i cattedratici —. L'attività rianimatoria immediata dà il tempo necessario per una valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva e delle possibilità di sopravvivenza e permette di discutere il caso con i medici e i genitori». Solo quando ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici «bisogna evitare ad ogni costo che le cure si trasformino in accanimento ». Ogni anno in Italia nascono 1000 neonati con meno di 26 settimane. Prima si lasciava fare alla natura, oggi le tecnologie hanno abbassato la soglia della vitalità (intesa come capacità del feto a respirare e muoversi autonomamente) fino a 22 settimane. Ma il rischio che i super-prematuri riportino deficit cerebrali o di altro tipo importanti resta molto significativo. In Olanda prevale un atteggiamento molto pragmatico. I neonatologi non hanno come obiettivo la sopravvivenza, ma la qualità della vita futura e per questo si astengono dal rianimare sotto le 25-26 settimane, salvo casi eccezionali.

    Cinzia Caporale, bioeticista liberale, sostiene invece il principio della garanzia: «Se i segni di vitalità non sono chiari dobbiamo dare al bambino una chance. Sono per l'eutanasia dell'adulto consenziente, mai per quella pediatrica anche se a chiederla fosse il genitore. Non ritengo necessario il consenso neppure se il feto sopravvive all'aborto». Domenico Arduini, ginecologo di Tor Vergata: «Il medico deve rianimare comunque se il bambino nasce vitale dopo un'interruzione di gravidanza. Non importa se i genitori si oppongono».

    Sull'aborto, nuove polemiche sulla pillola Ru486, che arriverà in Italia a maggio. Livia Turco ha ribadito che andrà utilizzata esclusivamente all'interno della legge 194. Quindi solo in ospedale. «Ma non chiamiamolo più aborto chimico — distingue il ginecologo del Sant'Anna di Torino, Silvio Viale —. È una terminologia dispregiativa degli antiabortisti ».
    Ma non era già scritto nella 194?
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  14. #29
    atenanike
    Ospite non registrato
    Ho sentito qualcosa sul TG di Sky,ma si parlava di aborto terapeutico e rianimazione..non ho capito bene,se una donna decide per l'aborto terapeutico perchè il feto è malformato,si deve tentare di rianimarlo??Sicuramente ho capito male,e poi che facciamo lo adotta il ginecologo che l'ha rianimato e si prende lui la croce,o co pensa lo Stato,considerando che l'assistenza ai portatori di handicap fa schifo?Ma sicuramente ho frainteso.Che poi se nasce un feto di pochi grammi normalmente cercano di salvarlo,e tante volte riescono e spesso senza danni cerelbrali,Luisa mi spighi questa cosa visto che sei ferrata?Grazie ciao!

  15. #30
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204
    Allora, la 194 dice che in caso di aborto terapeutico (dopo il 3° mese) il medico ha l'obbligo di agire per salvare il feto nel caso in cui ce ne siano i presupposti. La legge non si interroga proprio del parere della donna che si sta facendo l'aborto, la decisione viene presa in realtà della legge.
    In teoria la donna può, visto che la legge lo consente, non riconoscere il bambino e lasciarlo in ospedale (se vale per i nati, non si capisce perchè non dovrebbe valere per i bambini nati dopo un aborto terapeutico).

    Il punto è che stanno discutendo di cose che in realtà stanno già belle scritte nella legge
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

Pagina 2 di 4 PrimoPrimo 1234 UltimoUltimo

Privacy Policy