
Originalmente inviato da
Mia_Wallace
allora: premesso che trovo comprensibile e - in parte - condivisibile il tuo punto di vista, credo che però si basi su una sorta di vizio logico di fondo.
l'astensionismo - ai sensi del significato e del valore che vengono attribuiti al voto dalla costituzione - non dà voce a un dissenso ma, dà doppiamente voce a chi sceglie di votare. non votando, in realtà, si finisce quindi per esprimere una sorta di "silenzio/assenso" al volere di una maggioranza di elettori. di conseguenza, diversi comportamenti di voto non producono uguali risultati.
ora, possiamo discutere sulla giustezza o meno di questo - sul fatto che la scelta di non votare dovrebbe, idealmente, avere un peso che ne riconosca il significato (ma, in questo caso, come distinguere l'astensionismo di protesta da quello "menefreghista"?)
è illusorio pensare che non votando non si partecipi alla propria distruzione; si rischia, anzi, di parteciparvi il doppio.