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  1. #16
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Hai ragione,ma spesso psichiatri e psicoterapeuti non hanno nessuna apertura mentale verso niente.Ognuno difende le sue ide per partito preso.Ad esempio oggi sentivo la notizia di una ricerca inglese che riafferma la scarsa efficacia degli antidepressivi,appena superiore al placebo.Eppure i medici continuano imperterriti a somministrarli a chiunque.


    Citazione Originalmente inviato da gennyblue Visualizza messaggio
    Infatti, anch'io so che è cosi', qui si sostiene a tutti i costi, pur del prevalere della teoria sulla pratica efficace, l'impossibilita' ormai superata della terapia su qs patologia. Non potrebbero semplicemente essere inefficaci le teorie e tecniche che ci sono vogliono applicare, a scapito di una buona prassi, basata anch'essa su solide esperienze e teorie. Secondo me, bisognerebbe essere un poì piu' aperti ad approcci diversi e ad apprendere da essi, con la consapevolezza che cio' è molto piu' arricchente ed utle, senza cadere, per proprie impossibilita', in inutili confusioni.
    Gaia

  2. #17
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    E te la allego, Parsifal. Perché non è stata pubblicata da una rivistina qualunque, ma da PlosBiology (quindi con tanto di referee e controc...i vari).
    Ultima modifica di willy61 : 20-05-2008 alle ore 08.12.12
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #18
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    per willi61

    Grazie anche da parte mia, ho dato una rapida occhiata, ora, ma sembra davvero interessante da leggere con tutta calma.
    Gaia
    Gaia

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  4. #19
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Giuppy83
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    Citazione Originalmente inviato da gennyblue Visualizza messaggio
    Cio' che spesso sembra sfuggire, è che anche i deliri e le allucinazioni, possono essere dotate di un loro senso o significato che con i dovuti tempi, modi e sostegni farmacologici, possono essere scoperti e trasformarsi, se c'è una buona relazione di base con il terapeuta, da "voci" perfino in "pensieri" decifrabili e pensabili per il soggetto, diventando in tal modo comunicabili al mondo esterno, purchè esso si disponga ad ascoltarli.

    Lo psicotico è prima di tutto, un essere umano, al pari di tutti gli altri, forse, entrando in qs'ottica, un giorno, ci saranno migliori possibilta' di cure, terapie, recupero e rispetto, da parte di altri esseri umani piu' fortunati. Gaia
    Questo lo so benissimo: un delirio, un'allucinazione, non nascono nel vuoto, ma sono sempre espressione di vissuti reali del pz. Essi sono la soluzione che il pz ha trovato per uscire dal proprio malessere, sono sempre l'atto finale di un lungo disagio.


    So benissimo anche che lo psicotico è un essere umano come tutti gli altri... mi sembra alquanto ovvio; non ho certo scritto che bisogna abbandonare a sè stesso uno psicotico, tanto è una causa persa. E non ho nemmeno scritto che una terapia supportiva sia in qualche modo "inferiore" ad una di stampo espressivo. Semplicemente, è una terapia differente nelle modalità di svolgimento e negli obiettivi che si prefigge. Ad ogni modo è una maniera efficace di prendersi cura di una persona. E poi, anche io parlo per esperienza.
    Comunque mi sembra che oggigiorno ci siano molte possibilità di affrontare in modo efficace il disagio psichico, in ogni sua forma, dagli ausilii farmacologici alla psicoterapia, alla combinazione di entrambi.
    Ultima modifica di Giuppy83 : 26-02-2008 alle ore 23.41.17

  5. #20
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da Giuppy83 Visualizza messaggio
    Questo lo so benissimo: un delirio, un'allucinazione, non nascono nel vuoto, ma sono sempre espressione di vissuti reali del pz. Essi sono la soluzione che il pz ha trovato per uscire dal proprio malessere, sono sempre l'atto finale di un lungo disagio.


    So benissimo anche che lo psicotico è un essere umano come tutti gli altri... mi sembra alquanto ovvio; non ho certo scritto che bisogna abbandonare a sè stesso uno psicotico, tanto è una causa persa. E non ho nemmeno scritto che una terapia supportiva sia in qualche modo "inferiore" ad una di stampo espressivo. Semplicemente, è una terapia differente nelle modalità di svolgimento e negli obiettivi che si prefigge. Ad ogni modo è una maniera efficace di prendersi cura di una persona. E poi, anche io parlo per esperienza.
    Comunque mi sembra che oggigiorno ci siano molte possibilità di affrontare in modo efficace il disagio psichico, in ogni sua forma, dagli ausilii farmacologici alla psicoterapia, alla combinazione di entrambi.
    Sai, forse, non mi sono spiegata, perchè ho messo il tuo nome sopra al discorso che poi, ho fatto, ma credo che tu sia invece, una delle poche persone qui del forum, che ha piuttosto chiaro qs concetto, anche se non l'hai espresso esplicitamente e neppure io credo che una terapia di tipo supportiva, sia inferiore ad una espressiva, considerando tra l'altro che qs è piu' che altro un'espressione utilizzata in realta' per "rendere apparentemente", una terapia superiore all'altra, mentre la realta' insegna che non solo una terapia supportiva puo' essere altrettanto espressiva di quella che si definisce tale, ma è anche scientificamente il piu' delle volte, la piu' efficace e cio' in molti disturbi; di certo non ho letto da te frasi del tipo: " Ma lasciali perdere, tanto con quelli non c'è niente da fare..."; cio' che volevo dire, è solo che esistono molti livelli di psicosi e compromissioni della realta', per cui ci sono anche attualmente, quelle forme che vengono definite a "prognosi begnina" e che rappresentano un momento di rottura con il mondo finalizzato paradossalmente, a rientrare pienamente in contatto con esso, con la dovuta assistenza terapeutica e, se necessario, farmacologica. Poi, per il resto, credo appunto che piu' di cercare di far prevalere la tepria di qs o quello, bisognerebbe cogliere in qs casi, quanto c'è di buono in ogni approccio che dimostri una buona efficacia e saperlo utilizzare al meglio.
    Gaia
    Gaia

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  6. #21
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da gennyblue Visualizza messaggio
    neppure io credo che una terapia di tipo supportiva, sia inferiore ad una espressiva, considerando tra l'altro che qs è piu' che altro un'espressione utilizzata in realta' per "rendere apparentemente", una terapia superiore all'altra, mentre la realta' insegna che non solo una terapia supportiva puo' essere altrettanto espressiva di quella che si definisce tale, ma è anche scientificamente il piu' delle volte, la piu' efficace e cio' in molti disturbi
    Forse potreste esplicitare che cosa intendete per "psicoterapia supportiva". Sembra appunto che sia un "supporto all'Io disintegrato del paziente" che pone, dal mio punto di vista, non pochi problemi. Non credo si tratti di superiorità o inferiorità di questo o quell'approccio, poi, quanto piuttosto di una fondatezza epistemica tale per cui data una teoria epistemicamente solida e sufficientemente ampia, ne discende una metodologia di lavoro unitaria ed una plasticità tecnica (che corrisponde alla creatività del terapeuta). E questo contrasta non poco con un eclettismo metodologico che evidenzia la mancanza di teorie di riferimento adeguate. Detto in altre parole: se la mia teoria di riferimento è la psicoanalisi, ne discenderà un metodo di lavoro (interpretazione del transfert - o meglio, del campo analitico) e potrò creare modalità tecniche tali per cui la mia interpretazione sia "digeribile" per questo piuttosto che quell'altro paziente, in un determinato momento (come afferma ad esempio Ferro).

    Un saluto
    gieko

  7. #22
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Citazione Originalmente inviato da Giuppy83 Visualizza messaggio
    Questo lo so benissimo: un delirio, un'allucinazione, non nascono nel vuoto, ma sono sempre espressione di vissuti reali del pz. Essi sono la soluzione che il pz ha trovato per uscire dal proprio malessere, sono sempre l'atto finale di un lungo disagio.


    So benissimo anche che lo psicotico è un essere umano come tutti gli altri... mi sembra alquanto ovvio; non ho certo scritto che bisogna abbandonare a sè stesso uno psicotico, tanto è una causa persa. E non ho nemmeno scritto che una terapia supportiva sia in qualche modo "inferiore" ad una di stampo espressivo. Semplicemente, è una terapia differente nelle modalità di svolgimento e negli obiettivi che si prefigge. Ad ogni modo è una maniera efficace di prendersi cura di una persona. E poi, anche io parlo per esperienza.
    Comunque mi sembra che oggigiorno ci siano molte possibilità di affrontare in modo efficace il disagio psichico, in ogni sua forma, dagli ausilii farmacologici alla psicoterapia, alla combinazione di entrambi.

    Mi pare fosse Gabbard che distingueva tra psicoterapia supprortiva ed espressiva.Ricordo che la distiznzione non mi era chiara,tanto che non me la ricordo.Me la spieghi?
    Comunque il fatto è che ci sono tanti modi per affrontare il disagio psichico.Nel caso specifico per affrontare le psicosi; eppure mi sembra che in Italia non è che ci sia questa gran evoluzione in questo campo.Mi pare che non vengano utilizzati metodi ùefficai per affrontare le psicosi.ed infatti molti nemmeno sanno che esistono psicoterapie per le psicosi.Diverso è il caso dell'Inghilterra ad esempio.
    A questo si aggiunge il tema degli antidepressivi.Quanto spenderanno gli italiani in prozac? qualche centinaio di milioni di euro?e con quale motivazione esattamente?
    Mi pare che il disagio psichico venga utilizzato molto spesso per alimentare forme di cura inutili,ma redditizie.

  8. #23
    Johnny
    Ospite non registrato
    scusate ma io se ricordo bene sapevo che il tipo di terapia (supportiva, espressiva, di svelamento dell'inconscio) dipende dalla FORZA DELL'IO, dunque per uno psicotico serve una terapia che sopperisca alla fragilità dell'Io, appunto supportiva.

    E comunque, per la PSICOTERAPIA della psicosi, mi pare che l'approccio fenomenologico-esistenziale abbia dato un ampio contributo a riguardo
    Ultima modifica di Johnny : 25-07-2009 alle ore 11.09.34

  9. #24
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Dipende che cosa si intenda per Io, per "forza dell'Io", concetti legati tradizionalmente alla teoria pulsionale freudiana e alla sua integrazione elaborata da Hartmann. In altre concettualizzazioni psicoanalitiche (teoria delle relazioni oggettuali, psicoanalisi relazionale, ad esempio) c'è una concezione di fondo differente. Ad ogni modo è utile riflettere sul fatto che, data una teoria ed una conseguente metodologia, è la tecnica la "parte variabile", il che non determina il cambiamento della metodologia. L'interpretazione di transfert, ad esempio, può essere tecnicamente effettuata con modalità diverse (anche non verbali) in relazione ad un dato paziente, ma non per questo viene meno la metodologia specifica di lavoro (vertice di osservazione, obbiettivo di cura, etc...).
    Ultima modifica di gieko : 01-03-2008 alle ore 18.52.53
    gieko

  10. #25
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    Riferimento: Psicoterapia Delle Psicosi

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    E te la allego, Parsifal. Perché non è stata pubblicata da una rivistina qualunque, ma da PlosBiology (quindi con tanto di referee e controc...i vari).
    buonasera le scrivo in emrito all'articolo da lei allegato ma che non mi appare e quindi non ho potuto leggere
    Sto preparando una tesi sulle psicoterapie nelle psicosi infantili e volevo chiederle come avere l'articolo poiche probabilmente potrebbe essermi utile per la tesi
    Cordiali saluti!

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