Infatti ho già preso un richiamo....![]()
Infatti ho già preso un richiamo....![]()
Io creo sogni, voi li uccidete
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col nik che hai non poteva essere altrimenti
Però hai scoperto qualcosa di interessante sulla tua domanda?
beh probabilmente uno psicoterapeuta libero professionista fatica a prendere in carico pazienti borderline perché sono molto impegnativi e spesso richiedono coterapie e più risorse di quelle che riesce a mettere in campo uno terapeuta solo.... detto questo sono pienamente d'accordo con te sul tema dell'abbandono... ma al posto del termine coglioni metterei il termine umani... gli psicoterapeuti sono umani, sbagliano e a volte non riescono a stare nella relazione ed è sicuramente vero che abbandonare una persona che si sente indegna e inamabile potrebbe essere iatrogeno... a volte però un buon invio è meglio di una lunga terapia inutile per il paziente...
cmq è anche vero che è molto stimolante avere a che fare con un paziente borderline se si riesce a creare una buona alleanza!
Ciao Peste, io ho letto il tuo blog via via che lo scrivevi e perciò capisco l'origine e la motivazione delle tue domande e perplessità. La mia risposta, dunque, non sarà precisamente "tecnica"...ma è una deduzione ragionata-e per quanto possibile mooolto ponderata-che deriva appunto dalle cose che ho letto.
Tu hai scritto altrove che a giorni riceverai la tua cartella e potrai leggere "quell'etichetta", che tu ipotizzi già possa essere qualcosa legata all'area borderline (anche se mi pare di capire che tu non abbia ancora molto chiara la distinzione tra le varie tipologie ossia tra disturbo e strutt. di Personalità).
A me pare di vedere, dietro a quello che scrivi, una gran paura di avere qualcosa di terribile e che nessuno possa avere la possibilità di aiutarti.
Le tue domande esprimono dietro la curiosità paura e desiderio di rassicurazione e contenimento.
Cerchi delle risposte sulla rete, poni domande tecniche, ma la risposta che cerchi veramente potrebbe essere che puoi stare serena, il tuo non è un caso disperato, e che di certo troverai delle persone, dei terapeuti che potranno aiutarti a venire a capo della situazione. Non sei un "caso che nessuno vuole". Innanzitutto sei una persona...fragile, confusa, ma sempre una persona.
A volte le informazioni che si trovano in internet possono anche essere fonte di confusione, per cui cerca di prenderle con le pinze e approfitta degli incontri con gli psicologi per chiarire le tue perplessità. Fai attenzione anche nel citare "selvaggiamente" articoli o brani di testi (ho riconosciuto quello della Mc Williams) perchè quelli sono assunti teorici, e potresti interpretarli in modo inopportuno. Anche in questo caso, chiedi chiarimenti agli psicologi con cui stai facendo colloqui.
Prendi con le pinze anche il mio intervento, in fondo è solo un'opinione.
Ciao
Ultima modifica di Morgana-z : 24-03-2008 alle ore 10.11.51
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)
Sì, per adesso è solo una mia ipotesi. Questa settimana avrò la conferma.
E' da quando ho messo in quello studio che li continuo a tartassare per sapere che cos'ho
Ovvio, vorrei poter dare un nome a tutto questo schifo.
Però ho paura poi di "adagiarmi" su quell'etichetta. Per questo che non avrebbero voluto dirmelo.
Ma io ho richiesto la cartella....non immaginando che ci potesse essere scritto il nome...
d'istinto mi verrà da aprire e leggere tutto, già lo so. Appena ce l'avrò fra le mani!
Più che altro ho il terrore di leggere un nome che non accetto e nel quale non mi ci rispecchio.
Prima di rivolgermi a qualcuno, ho tentato di farmi un autodiagnosi. Lo so che è la cosa più sbagliata. Ma è il volere tutto e subito che mi ha portato a passare le giornate su internet per cercare di capire, di capirmi.
Mi sono fatta un'overdose di articoli sui vari disturbi.
Ho comprato anche 3 libri sul Rorschach perchè non ce la facevo ad aspettare la restituzione che sarebbe avvenuta la settimana dopo
Da quando ho letto informazioni riguardo al disturbo borderline, mi sono convinta che fosse quello. Troppe cose coincidono.
Però, dopo che ho letto in internet alcuni commenti scritti dalle persone accanto ai border, ci son rimasta male e spero non sia questo il nome.
Ne scrivono di tutti i colori davvero.
Addirittura ho letto che la gente pensa che non provino veri sentimenti
Boh, staremo a vedere.
Un bacino![]()
Io creo sogni, voi li uccidete
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Da un certo punto di vista dare un nome alle cose tranquillizza... però più in generale le diagnosi dette categoriali hanno molti limiti e servono più che altro per riassumere... molto più utile capire il funzionamento del paziente...
Non affezionarti troppo alla tua diagnosi qualunque essa sia... tu sarai diversa da qualsiasi altra persona abbia la tua diagnosi...
Se prendiamo l'esempio del dbp e consideriamo i criteri diagnostici potrebbero esservi pazienti che condividono un solo sintomo su cinque che
il manuale diagnostico richiede per emettere la diagnosi...
in ogni modo piu che della diagnosi ti conviene interessarti delle tue modalità di funzionamento che ti creano problemi e affrontare quelle col tuo terapeuta... al di la di qualsiasi etichetta!
...ma soprattutto non sentirti una "paziente", termine che non mi piace affatto. Sentiti una persona con delle peculiarià, delle difficoltà, dei nodi da elaborare e da affrontare, ma anche una persona con potenzialità e possibilità.
Non abbuffarti di articoli perchè sono solo un modello di riferimento teorico, li non troverai nessuna risposta, ma rischieresti solo di aumentare la tua confusione. Al più sfrutta quanto hai letto e cercato e che vedi corrispondere in te per sapere che non hai nulla di cosi mostruoso o di sconosciuto, e che pertanto non esiste sofferenza irrisolvibile e inenarrabile. Se sei cosi curiosa di sapere, sfrutta quanto hai letto per confrontarlo con le tue dinamiche: non per sapere se sei cosi o non sei cosi, ma solo per capire che non sei l'unica al mondo a soffrire o a vivere certe cose, e prova a cercare di vivere quello che senti in modo più relativo, come da un punto di osservazione esterna, senza rimanere cioè in balia delle cose che vivi: non sono per forza di cose ore colato, sono solo un punto di vista tra mille altri punti di vista possibili.
Al di la di questi consigli spicci abbi fiducia nel tuo terapeuta che ti saprà consigliare e seguire.
Ps:ricorda, visto che parli di etichette, che la diagnosi non rappresenta una etichetta che ti viene appicciata, ma solo un termine generico per riassumere le caratteristiche generali della tua personalità OGGI. Ciò significa che è dinamica e assolutamente modificabile, starà ovviamente a te lavorarci per bene
Ultima modifica di ziogargamella : 24-03-2008 alle ore 14.30.56
trovo positiva questa voglia di sapere, di esplorarsi, di consocere sè stessi, è una buon modo per iniziare un "cambiamento" interiore.
Sappi però che la "psiche" non è un oggetto, e che le "etichette" sono delle invenzioni per fissare e per cristallizzare un qualcosa che nella realtà è fluido, complesso, in continuo divenire. Quindi non adagiarti sull'etichetta; esse servono per lo più per comunicare e capirsi tra colleghi. Non confondere quello che senti (il "dato" immediato della coscienza) con il nome che gli hanno dato nei manuali diagnostici, la realtà è molto più complessa e mutevole, aperta al cambiamento. Dare un nome a una qualità psichica è come voler dare una forma all'acqua.
Ultima modifica di Johnny : 25-03-2008 alle ore 08.08.15
Avete ragione ragazzi, l'etichetta non è altro che un modo per capirsi tra di loro. Ovvio che è modificabile. E qualsiasi nome mi daranno, sarò sempre io. Un'etichetta sembra un niente, ma diventa tutto quando sai che dovrai farci i conti con quel nome.
La mia psico mi ha detto: "vorrei che tu cambiassi persona"
Non so come devo interpretarla sta cosa.
Io non voglio cambiare.
Non vorrei perdere la mia sensibilità, la mia dolcezza (quando voglio ghghgh), la mia creatività, il mio saper dar l'anima ogni volta che mi innamoro e il portare le altre persone in un vortice di emozioni.
Le cose brutte sì sono da eliminare, però le cose belle devono restare.
Ras, mi farebbe piacere se mi dicessi alcuni titoli riguardo alla Fenomenologia. Non so proprio niente di questo argomento, quindi non so neanche da dove partire. Ti ringrazio
Io creo sogni, voi li uccidete
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Tranquilla, Peste. Non perdi nulla. Se va bene, guadagni altre cose che, magari, adesso non ci sono o ci sono poco. Esperienza personale.
Lascia stare i libri. Non servono né a capire né ad altro.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Tu sfondi una porta aperta. Io ho avuto a che fare con un border, e mi sono preso certe arrabbiature... Gliene ho dette veramente di cotte e di crude.
Solo adesso, a distanza di quasi dieci anni, ho raggiunto la consapevolezza che lui non si rende conto di far soffrire gli altri. Ho sbagliato a prendermela con lui, avrei dovuto lasciarlo perdere facendo finta di niente.
Quello che mi dispiace adesso, è che prima o poi ci sarà qualcun altro (sua moglie, il suo capo, eccetera) che provvederà a farlo nero.
Ultima modifica di dogana_vecchia : 24-03-2008 alle ore 22.53.16
Per porre la diagnosi di DBP occorre che tra nove criteri ne vengano soddisfatti almeno cinque
non scrivo altro perchè potrei beccarmi un secondo richiamo e rischiare un ammonizione
Ultima modifica di peste1987 : 24-03-2008 alle ore 23.42.59
Io creo sogni, voi li uccidete
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Il mio amico li soddisfa tutti e nove.
Io penso di essere stato dipendente.