Io credo invece che voi facciate una forzatura che non può nemmeno definirsi empirica, se affermate che la cosa ha "risvolti psicologici abbastanza profondi".
Nel'immaginario comune l'allegoria del contrasto bene/male si muove spesso nella recente storia nazista, o quantomeno vi si fa riferimento. Documentari, libri, film, videogiochi... e senz'altro dimentico qualcosa: tutti campi nei quali l'argomento è stato sviscerato in ogni modo, sovente con una rigida (quanto incompleta, a parer mio) distinzione tra bene e male.
E sono certamente milioni nel mondo ad aver sperimentato piaceri sessuali simili a quelli "contestati" a tale Mosley, tra borchie, fruste e catene. E magari svastiche o altri simboli decontestualizzati ma comunque forti e presenti, non per il significato politico ma per ciò che evocano. Giochi sessuali in cui si interpretano ruoli.E se tra milioni di persone che giocano allo stesso gioco si trova un uomo che è indirettamente collegato a uno degli elementi della "rappresentazione", dobbiamo sinceramente pensare sia un problema di natura psicologica? Se il nipote di un boia di qualche braccio della morte partecipasse a pratiche sessuali che prevedono il legare qualcuno a un lettino, si deve pensare a un problema di carattere psicologico? Se il figlio di un alto funzionario dell'esercito si fa picchiare da una biondona in uniforme mentre è ammanettato a un tavolo, dobbiamo pensare abbia subito qualche trauma?
A parer mio voi spesso complicate le cose semplici.








