Curioso che un partito che si denomina "Partito della libertà" faccia leggi che diminuiscono le libertà. Ci sono abituato a veder dire una cosa e farne un'altra. Ma vorrei portare alcuni argomenti contro questa decisione.
1) In questo modo, una persona che non ha commesso alcun reato, e che magari cerca di fuggire da una dittatura, verrà rimandata a vivere in un paese dal quale cerca di andarsene. Con una serie di curiose contraddizioni: immaginiamo una donna iraniana che non voglia più vivere da cittadina di serie "b", portare il velo, sottostare al dominio dei maschi. Non potrà tentare di trovare la sua libertà in un paese governato dal Partito della libertà.
2) Quando tre quarti delle merci che usiamo vengono da altri Paesi, in un'economia globalizzata, noi vorremmo libertà di circolazione per i capitali finanziari ma non per le persone. L'opposto del liberismo, del capitalismo e della meritocrazia. Vince il "sangue", non l'intelligenza, la capacità, la concorrenza, il merito.
3) Ricorrere al protezionismo è tentazione comprensibile, ma inefficace e dannosa. O siamo capaci di innovare e produrre merci e servizi ad alto contenuto di intelligenza o possiamo fare i protezionisti quanto vogliamo: ci sarà sempre, in qualche angolo del mondo, un posto dove il lavoro costa meno e i lavoratori sono sfruttati, o schiavi.
4) Non tutti quelli che vengono in Italia sono brave persone. Vero. Neanche quelli che nascono in Italia lo sono. Che facciamo? Esiliamo i veronesi che provengono da una certa fascia socio-economica? Uccidiamo metà dei napoletani perché parenti di camorristi?
Avanti così, cari colleghi. A difendere un bidone di benzina e "esportare la democrazia" col fosforo bianco.
Dichiaro fin d'ora che attuerò la disobbedienza contro questa legge. A casa mia chiunque verrà ospitato. E, se necessario, nascosto e protetto.