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  1. #16
    kentia
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Parods
    . Non dobbiamo essere arroganti e pensare di poter decidere su questioni che non comprendiamo. [Se vai per strada e chiedi di spiegare le differenze su maggioritario e proporzionale, la gente spesso nicchia e non risponde, eppure il popolo bue ha deciso per il maggioritario.]

    io non credo che nessuno abbia capito il succo del referendum
    e comunque le questioni non si risolvono nascondendosi dietro al fatto "nessuno ci ha spiegato"
    non è bello cmq fare di un fatto sociale, di interesse pubblico, un motivo per fare polemica sulla politica mettendo in mezzo destra e sinistra.
    ci sono cose, come ha detto Nico, molto + importanti e che vanno al di là dell'interesse di qualche deficiente al parlamento.
    Si tratta di soldi spesi inutilmente, di tutela del lavoratore ,salute pubblica e di abolizione di doveri di servitù che farebbero rabbrividire anche mio nonno.
    Forse non sarò in grado di trattare tale argomento in maniera competente, ma non credo assolutamente che in italia non ci siano persone in grado di capire l'argomento in questione.

    Ciauz

  2. #17
    Ospite non registrato
    Se si parla di soldi spesi inutilmente, sfondi una porta aperta. Questi due referendum non si dovevano proprio fare.

    Io non ho detto "nessuno ci ha spiegato". Proprio per nulla. Ho parlato di questioni difficili da sviscerare. Io e te, magari ci siamo pure letti tutto lo statuto dei lavoratori (io l'ho fatto solo parzialmente), ma quante persone credi che conoscano davvero tutte le implicazioni dell'art. 18?

    Penso al paesello di campagna dove mi reco in estate, alla periferia della mia città o semplicemente al pensionato del V° piano....penso che sia meglio che non si cimentino in decisioni strategiche dirette.

    Le persone che hanno la cultura e l'erudizione necessaria per cimentarsi in una previsione di tali riforme esistono eccome. Ma hanno espresso pareri discordanti, anche se, a dire il vero, questa volta erano concordi nel dire che questi due referendum erano controproducenti.

    Con questo non voglio però significare che non ci sia bisogno di tutele diverse o che non si debba rivedere il potere contrattuale del cittadino di fronte alla servitù coattiva d'elettrodotto. Ma sono questioni da risolvere nelle sedi adeguate.

  3. #18
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
    Data registrazione
    04-06-2003
    Residenza
    roma
    Messaggi
    1,727
    non è realistico pensare che l'intera popolazione avrebbe dovuto leggersi lo statuto dei lavoratori prima di avvicinarsi alla scheda...se tu stai al governo, o anche all'opposizione devi essere in grado di rappresentare tutti e di garantire a tutti un'esistenza dignitosa. Ora quando questi diritti sono minacciati e la parte politica non è in grado di interessarsi ai problemi CONCRETI E QUOTIDIANI di un semplice LAVORATORE, deve esserci un modo per intervenire dal basso. Questo modo è il referendum. Anche le persone modeste, che non hanno avuto la possibilità di studiare hanno diritto ad essere ascoltate e soprattutto, è ingenuo pensare che donne e uomini in questa situazione di disagio non abbiano ogni giorno a che fare con questioni urgentissime quali condizioni di lavoro precarie, rapporti col datore di lavoro spesso servili, ecc.ecc.
    Probabilmente non ti posso parlare con nessun titolo di studio che potrebbe essere degno di un ministro, ma ho l'esperienza personale dalla mia: risulta molto difficile rifiutare un contratto di collaborazione coordinata quando ti viene offerto e quando ci sono poche altre possibilità.

  4. #19
    Ospite non registrato
    Proprio per questo che dico che il referendum era troppo difficile da comprendere.

    Chi ti dice che estendere queste tutele, esattamente come sono, sia cosa buona e giusta e soprattutto non controproducente per? Basi tutto il tuo giudizio su uno specioso concetto di uguaglianza tra i lavoratori?

    Che il SI a questo referendum sarebbe stata una conquista, un modo per estendere le tutele, per me resta un atto di fede. Così come per il NO.

    Così sono rimasto a casa.

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