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  1. #16
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
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    20-08-2002
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    182
    Sì Lorena, ottimo, così abbiamo più alternative..

  2. #17
    crazypsycho
    Ospite non registrato
    Ila, specifica meglio il tuo dubbio, in effetti ci sono parecchie teorie, anche quella di piaget potrebbe andare!

  3. #18
    Ospite non registrato
    per quanto mi riguarda del pensiero, che ho studiato pochissimo, (in quanto sono convinta che non uscirà) posso dare solo una definizione, in sintesi:

    il pensiero è considerato come la forma più elevata e complessa tra le attività mentali che l'uomo possa compire. Il pensiero si avvale di idee, cioè di rappresentazioni simboliche o processi mentali.

    teorie di riferimento ( io ho trovato solo il cognitivismo):

    la filosofia (Aristotele) è sempre stata terreno fertile per lo studio del pensiero. i filosofi si sono sempre occupati delle regole sottostanti la formulazione dei pensieri affinchè il contenuto potesse essere definito vero o falso. E' con la psico che ci si occupa del pensiero in modo più vasto, andando a compredere anche quei processi che non possono essere definiti come logici o razionali pur essendo prodotto dell'attività psichica dell'uomo. Con il cognitivismo distinguiamo due forme di pensiero: finalizzato (p. critico e creativo) e associativo 8fantasticheria, p. autistico e sogno). Vengono analizzati i concetti (significato, tipi di concetti, formazioni dei concetti)

    Poi io parlerei del ragionamento
    in quanto processo di pensiero che un individuo mette in atto ogni qual volta trae delle conclusioni da delle premesse. Si possono individuare due modalità di ragionamento: deduttivo (sillogistico e condizionale) e induttivo (controllo dell'ipotesi e ragionamento probabilistico).

    In fine descrizione del problema:
    Si ha un problema ogni qual volta ci troviamo innanzi a un compito di cui non si ha soluzione. Vi sono due tipi di prob. : ben strutturati( es. anagrammi, rompicapi) e non strutturati ( i problemi quotidiani). Si ha problem solving quando un individuo mette in atto strategie, conoscenze e procedure per raggiungere uno scopo. ( gestalt) Il carattere saliente del pensiero produttivo consiste nella comprensione delle relazioni intrinseche tra gli elementi presenti nelle soluzione problematica. La soluzione produttiva di un problema si presente in modo improvviso nel momento in cui un individuo prende coscienza delle relazioni tra gli elementi del problema. Kohler - scimpanzè due i comportamenti intelligenti utilizzzati: aggiramento e uso di strumenti.
    Il raggiungimento della soluzione di unproblema può essere ostacolato dalla fissazione funzionale (quando gli individui si fissano sulla funzione che l'esperienza ha attribuito agli oggetti del campo percettivo-cognitivo e non riconsiderano gli elementi sotto una nuova ottica.

    Ambiti applicativi.
    non so

  4. #19
    Ospite non registrato
    ciao ragazzuoli
    dunque anche io come Lorena ho dato una definizione simile al concetto di pensiero, poi ho affrontato il tema della formazione e categorizzazione dei concetti, anche se in termini piuttosto brevi e poi sono passata a definire il pensiero produttivo, riferimento teorico gestalt e hip che considerano la relazione organismo ambiente e quindi la capacità dell'individuo di essere attivo dinanzi alle informazioni provenienti dall'esterno. Il pensiero produttivo implica la capacità di categorizzare, verbalizzare denotare e connotare. Poi importante è il concetto di insight in opposizione all'apprendimento per prove ed errori dei comportamentisti. Definito il pensero produttivo lo contrappongo a quello neurotico e psicotico definendoli in relazione a quello produttivo.
    I metodi di indagine ho parlato solo del Rorschach.
    che ne dite? Mi do all'ippica con il cavallo a dondolo?
    baci petula

  5. #20
    Ospite non registrato
    Intanto vi scrivo gli stadi... poi se vi serve qualche altra info dell'autore chiedete...

    Stadio senso motorio: il bambino comprende il mondo limitatamente alle azioni fisiche che esercita direttamente su di esso

    Stadio pre operatorio: emerge quando compare la funzione simbolica, in particolare il linguaggio. E' pre logica, o meglio semi - logica, ossia il bambino è capace di organizzare il pensiero secondo strutture logiche molto elementari, ma non è ancora in grado di strutturare operazioni astratte di tipo logico - matematiche. Il raggruppamento avviene in base alle caratteristiche fisiche. Il primato resta alla percezione piuttosto che alla rappresentazione

    Stadio operatorio concreto: compare l'oerazione logica, che prescinde dalle coordinate spazio - temporali., ossia le azioni/informaizoni già interiorizzate in forma simbolica cominciano ad essere organizzate in sistemi / strutture dotate di reversibilità (a ogni azione mentale è associata un'altra che è la sua inversa e reciproca).

    Stadio operatorio formale. Il pensiero non esige più l'aiuto di schemi di azioni. Si regge su ipotesi e concetti astratti. Il pensiero diviene cioè ipotetico - deduttivo, astratto, è applicabile al possibile.

    Questa teoria credo che sia utile perchè può essere presa come modello di riferimento sia del pensiero che dell'intelligenza.... siete d'accordo???

  6. #21
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
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    Ciao Sonia, con le forme di pensiero mi riferivo proprio al cognitivismo, nello specifico HIP. Per questo, Maury chiedevo se era corretto..
    Per es, le suddivisioni che ho io delle forme di pensiero sono diverse.
    Io sul ragionamento non sono ferrata, dite che può essere argomento fondamentale?
    Per Petula, direi che il tuo schema sul pensiero è buono perchè ha un filo logico sensato. Per gli ambiti applicativi io parlerei anche della motivazione e stima di sè:
    La motivaz non deve essere né troppo bassa né troppo alta affinché il comp sia diretto ad un fine e, al tempo stesso, flessib, x compens gli insuccessi immediati fino alla soluz del problema. I solutori meno efficienti non sanno distaccarsi suffic e/o temporaneam dal probl né riescono nel ctr produttivo delle compon emotive. Se il tempo è troppo lungo e l'attenzione troppo intensa, il campo si irrigidisce e non si lascia riorganizzare. Un accostamento disinteressato al problema che non coinvolga la stima di sé è più efficace e meno rigido. L'insicur porta il sogg, ancor prima di tentare, a sapere che sbaglierà: paura di sbagliare blocca sul nascere qualsiasi proc di pens à si arrende all'insuccesso ancora prima di aver saggiato le difficoltà del problema.

  7. #22
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
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    Originariamente postato da Lorena74

    Questa teoria credo che sia utile perchè può essere presa come modello di riferimento sia del pensiero che dell'intelligenza.... siete d'accordo???
    Sì, e poi è utile se dovesse mai capitare un tema in cui venga richiesto in maniera specifica lo sviluppo dell'intellig o del pensiero..

  8. #23
    Ospite non registrato
    hai ragione lorena
    ma io ho la nausea con piaget e l'idea di rifarmi tutti i suoi esperimenti sulla quantità grandezza etc. mi passa la voglia che non ho di fare l'esame
    baci petula

  9. #24
    Ospite non registrato
    Non credo sia indispensabile parlare di tutti gli esperimenti.... io non lo faccio..... anche perchè per quanto sono lunghi ci vorrebbero due fogli protocollo non due facciate!!!!!!!
    Cmq non è importante.... cerchiamo di fare una scaletta logica e sensata per questo tema....

  10. #25
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
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    Tre domande

    1) il ragionamento lo avete studiato?

    2) come ambito applicativo sapete qc oltre a Rorschach e motivaz/stima di sé?

    3) per la metodologia? io avevo pensato a Bruner per il focusing e lo scanning e a Kohler con i suoi scimpanzé..voi?

  11. #26
    Ospite non registrato
    che difficile ...devo ancora leggere i lunghissimi suggerimenti di clietta (stampati su ben 3 pagine)...non vi sto dietro!!!
    per quanto riguarda le teorie, allora, cosa si fà? si prendono in considrazione il cognitivismo e piaget?
    mi sembra superfluo impantanarci con altre teorie: approfondiamo queste.
    vado a mettere a letto il bambino e poi torno: non scappate
    ciaociao

  12. #27
    Ospite non registrato
    Vi scrivo la mia scaletta..... e poi aspetto suggerimenti!!!!!!!

    Definizione: vedi sopra

    Categorizzazione percettiva e concettuale
    Il processo di categorizzazione porta alla formazione dei concetti:prima concreti e poi astratti (ordine in cui compaiono nello sviluppo)

    Processi che intervengono nella categorizzazione:
    - astrazione
    - generalizzazione

    Tipi di pensiero (a parte la teoria di Piaget)
    - A livello generale: pensiero logico e pensiero intuitivo

    - Wertheimer: pensiero produttivo e p. riproduttivo (o meccanico)

    - Bartlett: pensiero quotidiano

    - Pensiero nevrotico e pensiero psicotico

    Metodo di indagine: rorschach (evidenzia il pensiero nevrotico e quello psicotico

    Ambito applicativo: disturbi del pensiero, come la fuga delle idee, le idee ricorrenti, il disturbo della concentrazione, la focalizzazione dell'attenzione su aspetti particolari, nevrosi e psicosi.

  13. #28
    Ospite non registrato

    Re: Tre domande

    Originariamente postato da clietta
    1) il ragionamento lo avete studiato?

    2) come ambito applicativo sapete qc oltre a Rorschach e motivaz/stima di sé?

    3) per la metodologia? io avevo pensato a Bruner per il focusing e lo scanning e a Kohler con i suoi scimpanzé..voi?
    metodologia: qual'è quella cognitivista per lo studio delle categorie, concetti, ecc.??

  14. #29
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
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    Per Sonia: scusami, forse non è molto utile scrivere tutto ciò che si ha, a meno che uno non lo richieda specificamente..
    Continuiamo così che mi pare sia utile!
    Dire che queste due teorie sono più che suff: penso che cmq in fase d'esame ne sceglieremo una, quindi prediligeremo quella che conosciamo di più

  15. #30
    crazypsycho
    Ospite non registrato
    devo liberare il telefono, proprio ora sul più bello, torno appena posso, che palle!!!!
    MAury

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