Ops, non ricordavo questi termini, Freud l'ho letto qualche secolo fa...
Però se non ricordo male una delle cause del contrasto tra Freud e Jung era proprio che la teoria del principio di piacere non riusciva compiutamente a spiegare la "psicosi di introversione", cioè la creazione di un mondo interiore che può portare anche al prosciugamento di ogni soddisfazione derivante dal mondo reale (scusa se riassumo drasticamente).
La compiutezza e la complessità di alcune gigantesche creazioni artistiche, che includono razionalità, para-logismi, dedizione, risultati controintuitivi, non possono spiegarsi semplicemente con la soddisfazione di istinti primari, soprattutto perché in tanti casi, non solo questi istinti non vengono soddisfatti, ma addirittura allontanano l'artista da ogni possibile eventuale soddisfazione (cfr. alcuni esempi citati nel mio precedente intervento). Il malato di schizofrenia è talmente rapito dalle sue rappresentazioni interiori, che nella vita quotidiana potrebbe anche morire di fame...
Un artista ha tanti modi di soddisfare i propri istinti, il più semplice è quello di dedicarsi a ciò che il grande pubblico desidera...il fatto invece che alcuni tra i più grandi artisti di tutti i tempi fossero irrimediabilmente emarginati dalla società, mi fa pensare che la loro creatività abbia origine da una disposizione psicologica già scissa in partenza, e che anzi questa forma di scissione, anche in forme più lievi, sia l'origine tout court della creatività.
Spero di aver capito il senso del tuo suggerimento...