
Originalmente inviato da
ikaro78
Insisto su questo punto, perchè mi sembra molto importante. "E' la legge a dirlo" non credo sia 1 buon inizio, soprattutto se pensiamo a quella specifica Legge ("Ossicini") che -forse- ha creato più confusione che chiarezza e, a distanza di quasi 20 anni, siamo qui a testimoniarlo. Del resto, basta spulciare le discussioni su Ops: "Psicologo e Psicoterapeuta", "Cosa può fare 1 psicologo non psicoterapeuta?", ecc... ce ne sono a decine. Forse che l'iscrizione all'Albo degli psicologi tutela l'utente/cliente/paziente rispetto al professionista che incontra? O forse tutela noi professionisti? Francamente, ne dubito (vedi con quali e quante figure professionali del sociale ci troviamo a confrontarci: medici, educatori, counselor, psicosociopeda, consulenti filosofici, vattelapesca e quant'altro. Il che non è necessariamente 1 male, noi psicologi non abbiamo certo l'esclusiva per le relazioni d'aiuto e/o di cura...). Ma non è questo il punto, il problema -secondo me- riguarda il fatto che è la legge stessa a istituire, retroattivamente, la "psicoterapia" e la "psicologia clinica" come se fossero ambiti di intervento netti e separati. Ed è la stessa legge a istituire percorsi di formazione conseguenti. Qui i paradossi sono ancora di più, se possibile. Perchè la Legge istituisce senza definire, cioè senza confrontarsi con l'epistemologia: e così si legifera sulla "psicoterapia" senza sapere di cosa si tratta, la si distingue in maniera ambigua dalla "psicologia clinica", ma su quali premesse e fondamenti epistemologici? Nessuno. Prova ne è il fatto che esiste una specializzazione pubblica in Psicologia Clinica che abilità alla psicoterapia, e addirittura una in Psicologia del Ciclo di Vita che abilita alla psicoterapia, il che sconferma -dal punto di vista della legge- quello che tu affermi quando dici che uno psicoterapeuta non acquisisce conoscenze teoriche e/o pratiche in più rispetto alla psicologia clinica: se una specializzazione in Psicologia Clinica o in Psicologia del Ciclo di Vita abilita alla psicoterapia significa che i 2 ambiti -secondo la Legge- sono strettamente legati tra di loro, al punto da divenire "legalmente equipollenti". Detto questo, credo che sia importante un confronto tra di noi perchè questi paradossi li viviamo sulla nostra pelle. Grande è la confusione sotto il sole. Io dico solo che il mio diploma e le mie carte in regola -dal punto di vista della legge che istituisce quello che si suppone io sappia/debba fare- non garantiscono della mia professionalità clinica, mi pare un punto importante.
Saluti,
ikaro