• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 2 di 3 PrimoPrimo 123 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 16 fino 30 di 32
  1. #16
    consulente_
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Grazie ancora a entrambi, davvero
    In pratica pensavo di farlo come fosse un diario: inizia con una descrizione breve della sua storia, il suo passato da bambino, dove fà una panoramica.
    Lui stesso poi si darà un soprannome, pensavo di farlo di nazionalità, almeno dei genitori "adottivi", franco americana.
    Letalite, un gioco di parole tra la musicalità "letale" ma anche Let a lite, che sia leggero, come le sue azioni: pochissima violenza, atti veloci e definitivi.
    Uno pseudonimo che per lui è una conquista, dal non avere un nome.
    Paradossalmente quello che lascerò più in ombra sono proprio le dinamiche concrete dei delitti: voglio dare spazio proprio alle sue emozioni, pensieri, filosofie.
    un altro estratto" Le guerre nascono dall'incapacità delle persone di ammazzarsi abbastanza nei loro paesi. Si tengono troppo ammassati, troppo vicini: formano legami allo stesso tempo troppo distanti...si mettono tutti assieme per dare l'idea di un gruppo, cosi convogliano all'esterno il loro bisogno di uccidere.
    Se vivessero meno ammassati, non ci sarebbero guerre: sarebbero troppo impegnati ad uccidersi tra loro.
    SArebbe meglio per tutti".

  2. #17
    Postatore Epico L'avatar di michael sniper
    Data registrazione
    08-05-2008
    Residenza
    Selargius
    Messaggi
    8,608

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Citazione Originalmente inviato da consulente_ Visualizza messaggio
    Grazie ancora a entrambi, davvero
    In pratica pensavo di farlo come fosse un diario: inizia con una descrizione breve della sua storia, il suo passato da bambino, dove fà una panoramica.
    Lui stesso poi si darà un soprannome, pensavo di farlo di nazionalità, almeno dei genitori "adottivi", franco americana.
    Letalite, un gioco di parole tra la musicalità "letale" ma anche Let a lite, che sia leggero, come le sue azioni: pochissima violenza, atti veloci e definitivi.
    Uno pseudonimo che per lui è una conquista, dal non avere un nome.
    Paradossalmente quello che lascerò più in ombra sono proprio le dinamiche concrete dei delitti: voglio dare spazio proprio alle sue emozioni, pensieri, filosofie.
    un altro estratto" Le guerre nascono dall'incapacità delle persone di ammazzarsi abbastanza nei loro paesi. Si tengono troppo ammassati, troppo vicini: formano legami allo stesso tempo troppo distanti...si mettono tutti assieme per dare l'idea di un gruppo, cosi convogliano all'esterno il loro bisogno di uccidere.
    Se vivessero meno ammassati, non ci sarebbero guerre: sarebbero troppo impegnati ad uccidersi tra loro.
    SArebbe meglio per tutti".
    Spero abbia chiaro struttura, trama, narrazione, stile, e quant'altro. Perchè il tutto comincia a farsi interessante. Più che altro, bisogna immedesimarsi anche nel lettore per capire cosa sa, cosa non sa, cosa deve sapere e cosa non deve sapere...
    Ah, quanti scrupoli si devono fare gli scrittori...
    Se qualcuno/a conosce donne in gravidanza, dal sesto mese compreso in poi, della provincia di Cagliari, è gentilmente pregato/a e invitato/a a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie mille a tutti

  3. #18
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Citazione Originalmente inviato da consulente_ Visualizza messaggio
    Grazie ancora a entrambi, davvero
    In pratica pensavo di farlo come fosse un diario: inizia con una descrizione breve della sua storia, il suo passato da bambino, dove fà una panoramica.
    Lui stesso poi si darà un soprannome, pensavo di farlo di nazionalità, almeno dei genitori "adottivi", franco americana.
    Letalite, un gioco di parole tra la musicalità "letale" ma anche Let a lite, che sia leggero, come le sue azioni: pochissima violenza, atti veloci e definitivi.
    Uno pseudonimo che per lui è una conquista, dal non avere un nome.
    Paradossalmente quello che lascerò più in ombra sono proprio le dinamiche concrete dei delitti: voglio dare spazio proprio alle sue emozioni, pensieri, filosofie.
    un altro estratto" Le guerre nascono dall'incapacità delle persone di ammazzarsi abbastanza nei loro paesi. Si tengono troppo ammassati, troppo vicini: formano legami allo stesso tempo troppo distanti...si mettono tutti assieme per dare l'idea di un gruppo, cosi convogliano all'esterno il loro bisogno di uccidere.
    Se vivessero meno ammassati, non ci sarebbero guerre: sarebbero troppo impegnati ad uccidersi tra loro.
    SArebbe meglio per tutti".
    Io penso che potrebbe essere un bel passaggio anche passare da uno pseudonimo che in qualche modo "caratterizza" le sue azioni e le sue "emozioni" nel compierle, ad un nome proprio, come conquista di una identita' dopo il percorso di riabilitazione, man mano che entra a contatto con sentimenti diversi da quelli che aveva sempre conosciuto, un nome che potrebbe, ad es., essere svelato alla fine e sorprendere il lettore per la sua semplicita' o perchè il bambino apparteneva ad una "famiglia particolare, nota", seppure nel contesto del racconto e qd, tutto cio' che il protagonista racconta, non lascerebbe mai supporrre un fatto del genere; o, al contrario, una apparentemente "tranquilla famigliola" di un quartiere cittadino o di provincia.
    Secondo me, una struttura su cui costruirlo, potrebbe essere quella di creare una specie di sequel di delitti "duri e rapidi", che lascino spazio "a"... ed invece porli poi sullo sfondo di emozioni, pensieri, filosofie che facciano da filo conduttore e riflettano l'evoluzione,seppure non costante, ma sempre con momenti di tensione che poi si alleviano, fino poi a scegliere magari una narrazione piu' scorrevole (in senso lato..), con momenti di relax poi interrotti e ripresi via via con la propria riabilitazione (del protagonista), che parla di sentimenti di altro genere.
    Pero' lo stile devi sceglierlo che ti corrisponda, in modo che senti cio' che scrivi e pensando a cio' che vorresti comunicare al lettore, a cosa potrebbe provare e a cosa vuoi che egli provi, soprattutto.
    Come ha detto sniper, con il tuo scritto, inauguriamo "La psicologia del delitto" e come ogni buon scrittore che tratta di cose socialmente rilevanti come la "creazione di un baby mostro" e tutti i suoi passaggi, mi sembra azzeccata l'idea di mettere pochissima violenza a livello descrittivo nel testo, perchè cio' che deve "pesare" è il suo aspetto "emotivo", dando spessore all'insieme.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 16-08-2008 alle ore 14.39.38
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  4. #19
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
    Data registrazione
    24-05-2008
    Messaggi
    1,805
    Blog Entries
    7

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Ho letto con attenzione e interesse lo sviluppo della discussione.
    L'argomento è, sicuramente, interessante, l'impostazione complessiva regge (almeno dal primo delitto in poi), i suggerimenti che ti sono stati dati sono tutti pertinenti, tu (da quel poco che ho avuto modo di conoscerti) te la cavi piuttosto bene con la scrittura, ma un dubbio, comunque, mi frulla in testa.
    Il dubbio ha a che fare con le vicende precedenti il primo omicidio e che dovrebbero spiegare il contesto di (deutero)apprendimento che ha portato a quell'atto.

    "Il bimbo all'età di due anni è stato rapito alla madre
    ed è stato tenuto in "cattività" sino a sette anni rinchiuso nella stessa casa senza mai uscire, studiare , vedere altre persone allevato come un servo, senza neppure ricevere un nome vero e proprio solo la tv era permessa.
    Nessuna violenza sessuale, solo psicologica e fisica."

    Ora, non è inusuale che una coppia rapisca un bambino. Di solito, però, ciò non avviene per avere qualcuno da tormentare e da tenere schiavo.
    In genere, il rapimento è motivato dal bisogno "patologico" di avere qualcuno su cui riversare il proprio affetto (non potendo, probabilmente, generare direttamente).
    E' comprensibile che, in una situazione del genere, ne scapiti la socializzazione (il bambino può essere tenuto lontano dalla scuola e dalle compagnie esterne, per ridurre la possibilità che venga scoperto il misfatto d'origine); è anche possibile che i "genitori" abbiano concezioni educative rigorose o addirittura rigide. E' più difficile che il bambino venga maltrattato e trattato come una specie di servo. Di solito, avviene il contrario: il bambino rapito, per il significato che assume, tende ad essere iperprotetto, iperinvestito affettivamente. Il rischio dovrebbe essere più quello di un legame invischiante e invischiato che quello dei maltrattamenti. Addirittura non gli viene dato neppure un nome vero e proprio! Ma per quale motivo è stato rapito?

    Può reggere bene, secondo me, tutto l'impianto che hai pensato, se si trova il modo di rendere ragione (psicologicamente e narrativamente) del comportamento di una coppia che rapisce un piccolo e poi lo maltratta e gli nega l'affetto.
    Ma, a questo punto, dovrebbe risultare chiara la "patologia doppia", se mi permetti, dei "genitori" che, a mio avviso, non esprimono il comportamento tipico (già, comunque, "patologico") di una coppia che rapisce un bambino per tenerlo con sé.

    Buona scrittura. Leggerò volentieri il racconto, non appena disponibile.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 16-08-2008 alle ore 16.42.27

  5. #20
    consulente_
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Hermes, grazie mille per aver messo in luce questo aspetto!
    ci sono stati diversi spunti che mi hanno ispirato, più o meno cosciamente.
    Il primo di tutti è stata la figura di un personaggio di fantasia, Sephirot, tratto da Final Fantasy VII.
    La figura di una persona estremamente abile e competente, un soldato che scopre di essere nato da un esperimento genetico, la cui scoperta lo porta a diventare totalmente folle e sterminare il suo villaggio natale e in seguito compiere altre atrocità abbracciando una totale deviazione emotiva "Puoi concedermi il piacere di rubarti cosa hai di più caro?" .
    L'idea del personaggio con una sensibilità e una violenza patologica mi è venuto da qui.
    Il secondo e altrettanto profondo spunto viene, non ci crederete forse , ma da Harry Potter: il personaggio di Voldemort.
    Verso gli ultimi libri viene descritta molto bene la sua infanzia e le sue gesta, le sue motivazioni da adulto e in parte di come erano nate dal passato.
    La terza ispirazione è venuta invece da un delitto mostruoso: quella di un paese tedesco se non erro, che aveva rinchiuso la figlia in una stanza segreta, violentata, avuto figli, e tenuta seregata per 20 o più anni, probabilmente ne avete sentito parlare, se ne discusse pure su ops in attualità e cronaca, ci postai pure...
    Il quarto evento, il delitto di Erica e Omar...anche se inconsciamente l'ho voluto alleggerire.

    Queste cose si sono incastrate dentro, fuse, hanno germinato sino a prendere questa forma.
    L'idea era di "genitori" che in realtà erano malati almeno tanto quanto lo sarebeb stato il figlio.
    Erano isolati, volevano qualcuno che facesse loro compagnia e fosse totalmente in loro potere: un giocattolo emotivo, su cui avere totale controllo.

  6. #21
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    In effetti io penso che un legame patologico tra i genitori potesse essere previsto da Consulente e che anche l'iperprotettivita', puo' assumere in realta', a seconda di chi la mette in atto, verso chi e per le motivazioni sottese, che difficilmente, in qualunque caso, sono sane, (a meno che non si tratti di un proprio bambino con difficolta' fisiche o psichiche gravi, per es, per cui sopravviene qs istinto), la forma di una vera e propria "schiavitu' sia emotiva che molto spesso, di gravi limitazioni fisiche imposte" dall'esterno.
    Credo che questo di aspetto, se non previsto, debba esserlo, ma che non si possa parlare di iperprotettivita' solo come forma di affetto, poichè essa è spesso una "prigione" ma puo' anche essere fatta apparire come tale, senza affatto esserlo, rimanendo solo una forma di schiavitu' ed "utilizzazione" dell'altro, tanto piu' se bambino.
    Invece mi sembra molto pertinente (anche cio' che ha detto Hermes, lo è ma non in forma esclusiva, secondo me), dare un abbbozzo di motivazione al rapimento, anche se essa in realta' credo che emerga, tra le righe, durante il racconto stesso; pero' se ce n'è una particolare, forse, sarebbe utile.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  7. #22
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
    Data registrazione
    24-05-2008
    Messaggi
    1,805
    Blog Entries
    7

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    In effetti io penso che un legame patologico tra i genitori potesse essere previsto da Consulente e che anche l'iperprotettivita', puo' assumere in realta', a seconda di chi la mette in atto, verso chi e per le motivazioni sottese, che difficilmente, in qualunque caso, sono sane, (a meno che non si tratti di un proprio bambino con difficolta' fisiche o psichiche gravi, per es, per cui sopravviene qs istinto), la forma di una vera e propria "schiavitu' sia emotiva che molto spesso, di gravi limitazioni fisiche imposte" dall'esterno.
    Credo che questo di aspetto, se non previsto, debba esserlo, ma che non si possa parlare di iperprotettivita' solo come forma di affetto, poichè essa è spesso una "prigione" ma puo' anche essere fatta apparire come tale, senza affatto esserlo, rimanendo solo una forma di schiavitu' ed "utilizzazione" dell'altro, tanto piu' se bambino.
    Invece mi sembra molto pertinente (anche cio' che ha detto Hermes, lo è ma non in forma esclusiva, secondo me), dare un abbbozzo di motivazione al rapimento, anche se essa in realta' credo che emerga, tra le righe, durante il racconto stesso; pero' se ce n'è una particolare, forse, sarebbe utile.
    Se ho ben capito il senso di quello che hai scritto, penso di essere d'accordo.

    Quello che mi premeva evidenziare era l'opportunità di definire meglio il contesto di (deutero)apprendimento che rende possibile il primo gesto omicida.
    Il contesto della famiglia in cui il protagonista cresce è un contesto dove la persona umana è considerata come un oggetto, che può essere manipolato e anche distrutto. Non è un contesto di relazioni significative fra persone, dove sono pensabili anche gesti e sentimenti d'amore.

    Per questo, la storia successiva è una storia di ripetizione di quel modello (Bateson parlerebbe di peso schiacciante del deuteroapprendimento), mentre la "redenzione" può avvenire solo attraverso incontri che costituiscono nuovi contesti (prima, l'incontro con il bambino che difende il genitore, facendo intravedere la possibilità di un rapporto diverso da quello che il protagonista riteneva l'unico possibile; poi, l'incontro con la figura della terapeuta, che l'accoglie come persona e non come oggetto da manipolare...) in cui il protagonista apprende modalità di relazione diverse con la realtà e con gli altri, centrate su sentimenti come l'amore e il rispetto.

    Come la tendenza omicida è stata "costruita" in relazione ad un contesto che permetteva solo di apprendere modalità di relazioni fra cose, che possono essere manipolate e distrutte, la "redenzione" è pensabile in relazione ad un contesto che rende possibile pensare ed apprendere altre forme di rapporto con la realtà.

    Ma, proprio per questo, mi sembra importante caratterizzare bene quel primo contesto di apprendimento (cosa che può essere fatta anche nell'ambito della narrazione della stessa vicenda).
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 16-08-2008 alle ore 21.29.30

  8. #23
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
    Data registrazione
    24-05-2008
    Messaggi
    1,805
    Blog Entries
    7

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Citazione Originalmente inviato da consulente_ Visualizza messaggio
    L'idea era di "genitori" che in realtà erano malati almeno tanto quanto lo sarebeb stato il figlio.
    Erano isolati, volevano qualcuno che facesse loro compagnia e fosse totalmente in loro potere: un giocattolo emotivo, su cui avere totale controllo.
    Ok, mi è chiaro.
    Non sto a ripetere quello che ho scritto nel post precedente, in relazione all'intervento di RosadiMaggio, ma mi sembra interessante suggerirti la possibilità di utilizzare lo schema dei livelli logici di apprendimento di Gregory Bateson.

    In un contesto di apprendimento, una persona apprende non solo determinate competenze, ma, più in generale, modalità di interpretazione della realtà e modalità di relazione con gli altri. Bateson chiama questo "deuteroapprendimento". Il deuteroapprendimento costituisce un vincolo spesso pesante per una persona. Determina pesantemente i modelli di reazione agli eventi e di relazione con gli altri.
    Nel caso del protagonista, mi pare, il deuteroapprendimento consiste, da una parte, a livello di pensiero, in una concezione degli altri come oggetti che possono essere manipolati e, a livello di relazione, nella possibilità di pensare solo a rapporti di tipo violento, dove l'amore non si sa cosa sia.

    Questo modello appreso (deuteroapprendimento) viene riproposto (in forme sempre più raffinate) perché la persona non ha avuto modo di elaborarne altri.

    Gli incontri successivi (quello con il bambino che difende il suo genitore e, soprattutto, quello con la donna terapeuta) costituiscono, per lui, contesti dove è possibile apprendere nuove modalità di relazione con gli altri e di interpretazione della realtà. E' una nuova forma di deuteroapprendimento che si fa avanti centrata sul rispetto e sull'amore.

    Ma, forse, è ipotizzabile che il superamento della "malattia", la guarigione, sia possibile quando il protagonista giunge a relativizzare i propri contesti di apprendimento e ad accettare che la persona che ha ucciso è la stessa che può amare; che la possibilità di distruggere e di sanare sono possibilità insite nell'animo umano; e che costruire la realtà in un modo invece che in un altro è una scelta personale e responsabile (non più frutto di una costrizione dovuta ad un modello esterno). Noi siamo responsabili della realtà che costruiamo.
    Sarebbe un passo importante verso quello che Bateson chiama apprendimento3.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 16-08-2008 alle ore 22.07.59

  9. #24
    consulente_
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Non sono sicuro di aver seguito tutti i passaggi, rileggero con cura il tuo intervento, quello che volevo chiederti, scusa la mia ignoranza :triste: era se trovavi ancora punti "morti" o poco chiari, oltre al fatto della descrizione del come è arrivato al primo omicidio
    ^_^

  10. #25
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
    Data registrazione
    24-05-2008
    Messaggi
    1,805
    Blog Entries
    7

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Citazione Originalmente inviato da consulente_ Visualizza messaggio
    Non sono sicuro di aver seguito tutti i passaggi, rileggero con cura il tuo intervento, quello che volevo chiederti, scusa la mia ignoranza :triste: era se trovavi ancora punti "morti" o poco chiari, oltre al fatto della descrizione del come è arrivato al primo omicidio
    ^_^
    No, mi pare ci siano tutte le premesse per un racconto molto interessante ed istruttivo.
    Il riferimento allo schema dei livelli di apprendimento di Bateson mi è venuto in mente solo perché mi sembra possa costituire un interessante prospettiva di lettura dell'evoluzione del personaggio, così come lo hai pensato. Non lo intendevo come proposta di organizzazione diversa del materiale. L'organizzazione, per me, regge benissimo così.
    Se io dovessi analizzare il racconto, da un punto di vista psicologico, da quello che ho capito dalle tue anticipazioni, utilizzerei lo schema batesoniano (anzi, mi sembrerebbe quasi un esempio da manuale). Ma si tratterebbe, comunque, sempre di una possibile lettura.
    Ciao e buon lavoro.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 16-08-2008 alle ore 22.20.44

  11. #26
    consulente_
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Perfetto, continuo a svilupparlo e una volta finito ve ne manderò una copia in word, grazie mille sempre!

  12. #27
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Forse, l'aspetto piu' interessante definito da Hermes, è il momento in cui il protagonista giunge a relativizzare i propri "contesti di apprendimento" e ad accettare che la persona che ha ucciso, ovvero i genitori adottivi quando era piccolo, è la stessa che puo' amare, lasciando vivere i genitori del bambino che non vuole rendere infelice, arrivando alla comprensione che "sia" quelle prime persone di cui ha fatto esperienza da piccolo in un certo contesto, "sia" quelle persone di cui fa un'esperienza diversa da grande, "sono" dei genitori. Quindi, gli si apre la strada alla comprensione della "possibilita'" che oltrepassa la costrizione e la possibilita', lo porta a fare una prima scelta responsabile e non distruttiva, in una prospettiva che lo aprira' alla scoperta di nuovi contesti e nuovi sentimenti che prima, non aveva avuto possibilita' di conoscere.

    Quando lo avrai sviluppato e finito, lo mandi anche a me in copia word? Ci terrei molto a leggerlo; penso che sara' veramente un bel lavoro
    Un primo grande in bocca al lupo
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  13. #28
    consulente_
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Certo, eri già inclusa Crepi il lupo!

  14. #29
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Per Consulente

    Ciao Consulente, il tuo lavoro letterario procede bene? Sei ispirato?
    Non vedo l'ora di ricevere una copia

    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  15. #30
    consulente_
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una richiesta per un personaggio da racconto!

    Ciao temo che per un pò dovrà aspettare ^ ^;
    ho steso la prima parte, l'introduzione.
    Ho pensato di fare i seguenti capitoli : l'infanzia(che culmina con l'omicidio), l'orfanotrofio (dove verrà descritta la sua vita tipo e si concluderà con delle adozioni, fallite per i motivi che già sapete), e nel capitolo finale, lui da adulto alle prese con il suo ultimo "tentativo di risolvere le cose", inizierà cosi, e sarà tutto un finire con la sua confessione e il rapporto con la psicologa.
    Wow, ho creato attesa senza volerlo pare
    ^_^

Pagina 2 di 3 PrimoPrimo 123 UltimoUltimo

Privacy Policy