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  1. #16
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
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    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

    Una domanda a voi esperti.
    Vorrei capire se la psicoanalisi conduce l'individuo a rafforzare il suo io, dunque a elaborarne le fragilità e l'insufficente strutturazione oppure al contrario lo affranca dalle rigide difese delle proprie identità,ruoli sociali canonici, conformismi, credenze cui era rigidamente ancorato e che lo insterilivano rispetto ai suoi desideri?
    Una certa tradizione (a mio parere aberrante), quella della Psicologia Psicoanalitica dell'Io (ed oggi mascherata nella Psicologia del sé), va proprio nella direzione di lavorare sul rafforzamento dell'Io e sull'adattamento dell'individuo all'ambiente, in pratica sostituendo un'identificazione disadattiva (che procura una certa sofferenza) con una più adattiva e funzionale. Altre correnti di pensiero, invece, sembrano resistere all'idea freudiana e perseguono la seconda via... Ho la sensazione, tuttavia, che sempre meno psicoanalisti perseguino per questa via irta e perigliosa.

    Saluti,
    ikaro

  2. #17
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Una certa tradizione (a mio parere aberrante), quella della Psicologia Psicoanalitica dell'Io (ed oggi mascherata nella Psicologia del sé), va proprio nella direzione di lavorare sul rafforzamento dell'Io e sull'adattamento dell'individuo all'ambiente, in pratica sostituendo un'identificazione disadattiva (che procura una certa sofferenza) con una più adattiva e funzionale. Altre correnti di pensiero, invece, sembrano resistere all'idea freudiana e perseguono la seconda via... Ho la sensazione, tuttavia, che sempre meno psicoanalisti perseguino per questa via irta e perigliosa.
    Saluti,
    ikaro
    L'inconscio freudiano sottrae all'individuo ogni possibilità di potere, padronanza, sino a ritenerlo un ospite in casa propria. Una crisi di panico, un lapsus, l'insonnia, l'anoressia obbligano il soggetto ad ammettere che le manifestazioni dell'inconscio sono più forti della volontà, sfuggono al cotrollo della coscienza, non si possono controllare. La psicologia psicoanalitica dell'io, pone questa fragilità, indebolimento dell'io come suo fulcro.
    Ikaro, io non ritengo aberrante come sostieni tu, nell'ambito del percorso analitico, mettere a fuoco e toccare le parti più scabrose e divergenti di noi stessi, riconoscerle come proprie e tenerne conto nei comportamenti e nelle scelte, anche andando contro ad un'immagine ideale di noi stessi che invece il nostro narcisismo alimenta.
    M. Recalcati sostiene che, la psicoanalisi aiuta a sapere cosa di me favorisce e alimenta la nevrosi di cui sono portatore, del mio fallimento, della mia infelicità, della mia solitudine e non imputa all'Altro la responsabilità del proprio male come invece oggigiorno induce a fare la morale contemporanea. Anzicchè alimentare l'attesa di una giustizia, di un risarcimento che non arriverà mai la psicoanalisi sostiene l'etica della responsabilità soggettiva, mi aiuta a capire quel qualcosa di me che mi sfugge e che provoca i disastri della mia vita.
    Il nostro inconscio parla una lingua straniera e la psicoanalisi ci insegna a decifrare quella lingua.
    Alla proiezione paranoica, che non tollera e nega l'impatto con la realtà esterna, la psicoanalisi oppone l'introiezione o, se si preferisce, la soggettivazione e l'individuazione.
    Tanti ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 02-10-2008 alle ore 09.41.04
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  3. #18
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
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    Milano
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    1,975

    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

    L'inconscio freudiano sottrae all'individuo ogni possibilità di potere, padronanza, sino a ritenerlo un ospite in casa propria. Una crisi di panico, un lapsus, l'insonnia, l'anoressia obbligano il soggetto ad ammettere che le manifestazioni dell'inconscio sono più forti della volontà, sfuggono al cotrollo della coscienza, non si possono controllare. La psicologia psicoanalitica dell'io, pone questa fragilità, indebolimento dell'io come suo fulcro.
    Ikaro, io non ritengo aberrante come sostieni tu, nell'ambito del percorso analitico, mettere a fuoco e toccare le parti più scabrose e divergenti di noi stessi, riconoscerle come proprie e tenerne conto nei comportamenti e nelle scelte, anche andando contro ad un'immagine ideale di noi stessi che invece il nostro narcisismo alimenta.
    M. Recalcati sostiene che, la psicoanalisi aiuta a sapere cosa di me favorisce e alimenta la nevrosi di cui sono portatore, del mio fallimento, della mia infelicità, della mia solitudine e non imputa all'Altro la responsabilità del proprio male come invece oggigiorno induce a fare la morale contemporanea. Anzicchè alimentare l'attesa di una giustizia, di un risarcimento che non arriverà mai la psicoanalisi sostiene l'etica della responsabilità soggettiva, mi aiuta a capire quel qualcosa di me che mi sfugge e che provoca i disastri della mia vita.
    Il nostro inconscio parla una lingua straniera e la psicoanalisi ci insegna a decifrare quella lingua.
    Alla proiezione paranoica, che non tollera e nega l'impatto con la realtà esterna, la psicoanalisi oppone l'introiezione o, se si preferisce, la soggettivazione e l'individuazione.
    Tanti ciao
    Sì, cara. Ma stai confondendo l'io con l'inconscio, con le parti più scabrose e divergenti di noi stessi!! E' proprio questo incontro che viene in un certo senso evitato rafforzando l'io. In altre parole, il sintomo nevrotico non sarebbe dovuto ad una fragilità dell'io, bensì ad un io fin troppo strutturato e irrigidito. In ogni caso, in una discussione affermi una cosa e nell'altra sembri prenderne le distanze (potremmo aggiungere, al tuo discorso: "non imputa all'Altro la responsabilità di cucinargli una pietanza prelibata..."). In ogni caso, mi fa piacere che tu stia riflettendo su questi punti-chiave della psicoanalisi.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 02-10-2008 alle ore 10.10.28

  4. #19
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sì, cara. Ma stai confondendo l'io con l'inconscio, con le parti più scabrose e divergenti di noi stessi!! E' proprio questo incontro che viene in un certo senso evitato rafforzando l'io. In altre parole, il sintomo nevrotico non sarebbe dovuto ad una fragilità dell'io, bensì ad un io fin troppo strutturato e irrigidito. In ogni caso, in una discussione affermi una cosa e nell'altra sembri prenderne le distanze (potremmo aggiungere, al tuo discorso: "non imputa all'Altro la responsabilità di cucinargli una pietanza prelibata..."). In ogni caso, mi fa piacere che tu stia riflettendo su questi punti-chiave della psicoanalisi.

    Saluti,
    ikaro
    No Ikaro non confondo l'io con l'inconscio e la penso come te, quando affermi che "il sintomo nevrotico non sarebbe dovuto ad una fragilità dell'io, bensì ad un io fin troppo strutturato e irrigidito" anche se, a mio avviso non è facile generalizzare.
    Per quanto riguarda l'altro thread e la metafora dello psicoanalista-cuoco, le mie convizioni derivano dal fatto che non ritengo che il mio analista sia "Altro", faccia parte di quel contesto familiare, sociale, storico che genera il male che mi può creare disagio( se non inconsciamente nel transfert ...), anzi al contrario lo vedo come mio alleato, che esiste per me non solo nel momento che mi siedo e che vuole solo il mio benessere.

    Tanti ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  5. #20
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

    Anche se il quesito che pongo è considerato scontato e banale, mi va di proporlo.
    Avviene spesso che quando uno dei componenti di una coppia va in analisi, il rapporto entra in crisi . Vi va di parlarne?
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #21
    Johnny
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    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    No Ikaro non confondo l'io con l'inconscio
    bè una parte dell'Io è inconscio, tipo il super-io e le difese

  7. #22
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    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

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    Ultima modifica di Char_Lie : 26-10-2008 alle ore 10.48.24

  8. #23
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Cosa si intede per cambiamento nel modello psicodinamico

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Anche se il quesito che pongo è considerato scontato e banale, mi va di proporlo.
    Avviene spesso che quando uno dei componenti di una coppia va in analisi, il rapporto entra in crisi . Vi va di parlarne?
    Ciao
    forse perchè avviene un cambiamento in uno di membri della coppia, portando una modificazione dell'equilibrio precedentemente creato.

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