E perchè mai non dovrebbe averne di 'altre'? E perchè mai dovrebbe capire alla stregua di un adulto? Capisco che, se si considerano attività cognitive e mappe neurali del cavolo, la questione è sempre 'quantitativa' perchè, in questo senso, 'non conta' cosa un bambino realmente 'è' ma piuttosto 'come è' o 'quanto è' considerandolo alla stregua di un mero contenitore che la 'saggezza' adulta, di volta in volta, riempie...spesso di schifezze. Ma un bimbo, come disse qualcuno, non è un adulto in miniatura ma qualcosa di estremamente 'diverso' e 'polimorfo' (come diceva qualcun altro...). Quindi il primo passo è sempre quello di 'decentrarsi', di 'mettere in parentesi' una presunta neutralità tecnico-scientifica a favore di una 'partecipazione quasi mistica' all'evento ''infanzia'' perchè, a ben vedere, il bambino non è mai 'qui con me' ma sempre oltrepassa l'orizzontalità a cui lo sguardo adulto, inesorabilmente, si consegna...attribuendo la causa della sua 'cecità' al fatto che il bambino ancora 'non comprende','non capisce',non ha 'sovrastrutture'...
Chi è propriamente l'infante? Questa è la domanda decisiva! 'Come' e 'quanto' l'infante sia simile ad un adulto è solo un altro modo,più o meno raffinato, per rimediare all'angoscia che si sprigiona al cospetto del 'diverso', dell'assolutamente 'Altro da me'...del 'bimbo' appunto.
Saluti,
Luigi








Rispondi citando