
Originalmente inviato da
gieko
Va bene, correggo: non si è più liberi di essere obesi?
Ho qualche idea di quale sia il ruolo dello psicologo... E' chiaro che la mia vuole essere una riflessione rispetto alla domanda/provocazione di semplificatore. Dal mio punto di vista la necessità di inventare sempre nuovi ambiti porta a delle forzature, oltre che ad una presenza della psicologia che diventa asfissiante (oltre ad essere di livello sempre più scadente). Personalmente la cosa mi garba poco e penso che possa avere una ricaduta negativa sulla società.
Quindi prendendo spunto dalla questione del cibo, mi sembra chiaro che una prevenzione generica, quale quella fatta nelle scuole, sia un'attività positiva. Mi sembra altrettanto chiaro che "fare prevenzione nel senso del rapporto con il cibo", come dici tu, ha ben poco senso. E' una cosa troppo complessa ed inutile per chi non è coinvolto nel problema (chi è depresso mangia di più... e con ciò?), mentre chi ne è colpito (obesi compresi, visto che sottolineate che si tratta di patologia) dovrebbe ricorrere ad interventi ben diversi.
Poi se si vuole trovare spazio per lo psicologo, lo si può sempre creare (anche dove non ci sarebbe...), ma mi chiedo a che pro. Serve solo a dare lavoro a schiere di disoccupati? Serve a saturare di sapere psicologico ogni campo applicativo?
Ciò che non ammazza, ingrassa... Appunto
Saluti