No ikaro, sei tu che hai confuso fin dall'inizio le premesse con la loro conclusione, come avviene quando le premesse non sono comprese e digerite, perché si é "saturato" il campo con le proprie proiezioni, per rimanere in
campo bioniano, senza possibilità di scambio, in quel momento.
Infatti, il bene cui mi riferisco io, é lo stesso cui ti riferisci tu, ma non si può negare che ogni terapeuta abbia comunque unan sua personale visione del "bene", che rientra nella sua personale Visione del Mondo, che lo porterà a dare alla cura una certa "direzione", affinché il paziente sia in grado poi di trovare la propria personale dimensione di bene e star bene, altrimenti significherebbe negare l'esistenza stessa della Persona dell'analista o terapeuta all'interno dello Spazio analitico e del Tempo condiviso con il paziente a lavorare insieme sul suo inconscio e su e con tutta la sua persona che ugualmente é presente in quello Spazio-Tempo dove si creano figurazioni, configurazioni et altro, e dove l'analista, attraverso la sospensione della "memoria e desiderio", diventa in grado di cogliere ciò ch avviene nel qui ed ora della seduta, accedendo anche a dimensioni emotive molto profonde del paziente attraverso il contatto con il proprio controtransfert "non desiderante", rimanendo i campo bionano "puro", che non inquini il campo. Ma accade anche che l'analista deve riuscire ad entrare in contatto con le preconcezioni dell'analizzando e le sue protoemozioni,per poterlo aiutare a trasformare le prime in concezioni e poi in concetti e le seconde in successive esperienze non solo "sentite" ma anche possibilmente pensabili e verbalizzabili, affinché si ricrei un ponte tra sentire e pensare, lì dove é venuto a mancare oppure non si é ancora sviluppato, in modo che esse producano un cambiamento ( Bion direbbe a volte "catastrofico" e a moti diversi) , ed abbiano un effetto trasformativo in modo tale ed egli divenga capace, sia nell'hinc et nunc della relazione in costruzione ed evoluzione che poi, di "apprendere dall'esperienza". E qui ci risiamo, con un concetto di bene che comunque dà una direzione alla cura, nel "bene e nel male", anche secondo W. R. Bion e coloro che in modo diretto, come alcuni analisti argentini e francesi fondamentalmente o che, rivedendolo, in modo più personale e ricontestualizzandolo, hanno portato avanti il suo pensiero


Ciao
