
Originalmente inviato da
esterella
Vorrei aggiungere alcune riflessioni:
1)siamo tutti d'accordo che la motivazione a svolgere questa professione è molto importante..l'ho specificato come prima cosa nel post iniziale.
2)il dubbio che ho, però, è quant convenga studiare anni e anni accettando, nel frattempo, la dipensenza economica e/o lavori assolutamente non gratificanti per trovarsi alla fin della fiera nella situazione di partenza(ossia senza la possibilità di svolgere il proprio lavoro o di non guadagnare abbastanza per vivere)
3) parto da qui x chiedervi: come fare?molti hanno parlato di specializzarsi su qualcosa di particolare, in modo da non avere competenze generiche per cui non si può essere "spendibili"sul mercato. è un buon suggerimento, ma di questi tempi in cosa specializzarsi?verso quale strada? io abito al nord, in lombardia, ma anche qui non vedo particolari aree disposte ad investire su uno psicologo
4) lo stapotere delle scuole di specialità risiede nel chiederti soldi su soldi non garantendo la minima tutela su un lavoro futuro..non è giusto questo
detto ciò, non ha più senso la "motivazone economica" coome motivazione giusta/sbagliata x cominciare uno scuola..questo è realismo...è calarsi in una realtà fatta di spesa da fare, di bollette da pagare, di una fase di vita in cui ci troviamo che contempla la voglia di farsi una famiglia/una casa/un futuro...
tutto qui.
le motivazioni d scelta della professione le sto e le continuerò a scandagliare per conto mio, ma questa è una cosa a parte.