Come sospettavo ti riferisci a teorie di 30 anni fa (Bettelheim). Non un cenno ad autori contemporanei che, in ambito psicoanalitico si sono occupati di autismo (Greenspan, Ferro,...). Ed è per questo motivo che trovo fuori luogo tutta la buriana che stai facendo contro la psicoanalisi in materia di autismo. E' come se io dessi per scontato che un comportamentista è rimasto fermo a Skinner, mentre presumibilmente ci sono state delle evoluzioni teoriche e metodologiche.
Rinnovo il mio invito ad aggiornarti prima di esprimere giudizi che suonano alquanto superficiali alle orecchie di taluni, o, se non è questione di tuo interesse, evita almeno di parlare di ciò che non conosci.
Ora direi che si può mettere la parola fine alla querelle, continuandola eventualmente via pm, e tornare al tema proposto che è quello dei limiti della diagnosi sintomatica.