Io non voglio non odiarla l'esistenza, io voglio che l'esistenza sia diversa da quel che credo che sia (il mio odio c'è per questo), la domanda che chiede soddisfazione in fin dei conti è questa. Se a me non mi stanno bene certe cose è ovvio che la cosa mi darà fastidio, io non voglio modificare il mio "non accettare certe cose", vorrei poter cambiare il mio "come credo che siano le cose stesse", questi due livelli sono diversi.
La mia idea di come dovrebbe essere l'esistenza si scontra direttamente con come credo che sia: questa è la frattura, la spaccatura, tu dici che si può sanare?
L'unica cosa che potrebbe funzionare per me è che qualcuno mi mostri che mi sono sbagliato nel giudicare che certe cose sono così come credo che siano, e sarei felice di essermi sbagliato. Da solo per ora non ci riesco, ci sono prove su prove che finiscono col farmi pensare che in fin dei conti la realtà va da una parte e quel che voglio davvero dall'altra.
Tu già parli di soluzioni, ma soluzioni non è detto che ci siano, come fai a dire che è risolutivo parlare con qualcuno di questi problemi? Qualcuno che mi dia ascolto ammetto che mi può far star meglio, ma da questo ad affermare che questo dialogare debba necessariamente risolvere i problemi che pongo c'è un bello stacco. Si può provare soltanto, ma chissà può darsi che si debba cercare addirittura altrove.
Si sono inventati miriadi di sistemi teologici e politici (più o meno utopici) per cercare di soddisfare in modo fittizio questa richiesta di "riscatto" umana, di vita che vada oltre la vita vera e propria che conoscono più o meno tutti, perché pensi che un dialogare con qualcuno possa funzionare di sicuro?
Comunque cerco nel sesso femminile tenerezza, affetto, erotismo... E vorrei poter piacere ad una donna che mi piaccia senza dover diventare palestrato, ricco o altro. Le mie mosse le faccio ma dall'altra parte non riesco mai ad osservare un'interesse che vada al di là dell'amicizia o peggio ancora del semplice sfruttamento di piccole cose che posso dare.
Saluti