Io ho proposto in diversi thread di sostituire tutti i professori universitari delle specialistiche con psicologi/professionisti esterni a contratto.
In questa maniera il triennio sarebbe organizzato sul sapere, know how puro a livello teorico, la specializzazione è affidata a chi è immerso nel mondo del lavoro reale, e non ad accademici che continuano la formazione teorica, e quindi imperniato sul saper fare/saper essere.
Poi via esami inutili dai corsi di laurea.
Esempio, non me ne voglia chi studia questa branca della psicologia, nel loro corso probabilmente psi del lavoro è inutile: Biologia, psicobiologia, antropogenetica fuori da psicologia del lavoro e delle organizzazioni.
Tempo perso per esami che aumentano solo la mia cultura generale (ma se me la voglio aumentare me la studio a casa).
Piuttosto aggiunta di esami coerenti con il mondo del lavoro (sempre nel campo della psicologia del lavoro:
marketing per sponsorizzare la propria attività,
economia aziendale,
gestione paghe e negoziazione dei contratti con i sindacati (sarei curioso di sapere quanti studenti sanno che, facendo i responsabili del personale, saranno invischiati nelle paghe e coi sindacati), conoscenza delle
leggi sul lavoro, esame degli studi di settore, esame del mercato sul quale andremo ad operare.
Numero chiuso abbassato dell 80% nei prossimi 8 anni -è pieno di psicologi, mercato saturo che non recepisce-
Questo per me sarebbe realizzabile.
E se devo spararla alta (tanto per sognare eh

) cancellazione esame di stato, cancellazione albo degli psicologi, cancellazione enpap, via restrizione per la pubblicità della professione. (Qui entra in gioco la tutela del cliente/paziente, è vero. Ma la professione in italia è già vista alla stregua della magia

e 40 anni di evoluzione non hanno cambiato nulla, il che mi porta a dire che le restrizione più che proteggere il cliente danneggiano noi).
Ma in quest'ultima parte sto volando alto
