io oserei provare ad ipotizzare-ma siccome lo penso io voi potete tranquillamente essere in disaccordo-che una persona con difficoltà relazionali, proprio a causa delle stesse che non gli consentono di "sintonizzarsi" sulla giusta lunghezza d'onda dell'altro e calibrare nel modo migliore-inteso come socialmente accettato e opportuno relativamente al momento e all'occasione-le proprie azioni, o affermazioni.
In altri termini, al di là della causa, una persona con difficoltà relazionali è in qualche modo sopra le righe nel rapportarsi agli altri perchè il suo modo di entrare in relazione con qualcuno non rispetta o non si confà alle norme e alle convenienze sociali.
Premesso questo, possiamo ipotizzare che qualcuna di queste azioni di corteggiamento può risultare poco gradita a chi la riceve, nel senso di fastidiosa, inopportuna o eccessiva. Involontariamente, perchè la persona che lo fa magari non avverte la possibilità di arrecare disagio ad altri.
Quindi, il corteggiamento di questa persona potrebbe risultare come una sorta di stalking involontario.
A mio parere a questo punto la dicitura di stalking è inesatta, perchè non vi è l'intenzionalità a nuocere e a danneggiare l'oggetto di tali attenzioni.







Rispondi citando
